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La seconda versione dell’Ernostar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

La seconda versione dell’Ernostar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

La realizzazione di questo schema ottico rappresenta uno dei punti di arrivo del percorso progettuale che Ludwig Bertele aveva iniziato già a partire dal 1920 quando, alle dipendenze della Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, aveva messo a punto la sua prima ottica di portata storica con la realizzazione dell’Ernostar. Nel 1926, quando la Ernemann va a confluire nel colosso industriale Zeiss Ikon, Bertele passa naturalmente alle dipendenze di quest’ultimo, prima nella città di Jena e successivamente a Dresda dove stabilisce il proprio studio presso gli stabilimenti che erano stati sede della ICA; a titolo di cronaca va ricordato che egli, pur giovanissimo essendo nato nel 1900, è già uno dei più titolati progettisti in campo ottico fotografico a livello mondiale. Nel 1930 inizia a progettare un nuovo schema ottico, ripartendo ancora una volta dal vecchio Tripletto di Cooke, cercando di sviluppare ulteriormente i principi costruttivi che avevano portato al Tessar di Paul Rudolph ma soprattutto alla seconda versione del suo Ernostar. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1931, Ernemann, Ernostar, Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, ICA, Leni Riefensthal, Ludwig Bertele, Olympia Sonnar, Paul Rudolph, Planar, Sonnar, Tessar, tripletto di Cooke, Zeiss Ikon

logoLa tormentata storia di questa azienda tedesca inizia nel 1919 a Dresda, quando viene fondata da due soci, Paul Guthe e Benno Thorsch, come ampliamento di una piccola attività che Guthe aveva avviato quattro anni prima. L’acronimo KW sta per Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH. Gli apparecchi più noti nella produzione del primo periodo sono quelli che fanno parte della lunga serie delle Patent Etui, fotocamere di tipo folding caratterizzate da un ingombro veramente ridotto (per l’epoca) tanto che era possibile infilarle in tasca. Nel 1928 la produzione si è alquanto allargata così che la sede viene trasferita a Dresden Striesen, al numero 30 di Baerensteiner Strasse, vicino allo stabilimento della ICA, da due anni passato sotto il marchio Zeiss Ikon. Inizia un periodo di attività molto intensa, nella fabbrica sono impiegate circa centocinquanta persone e vengono montati più di cento apparecchi fotografici al giorno; nel 1931 viene prodotta la Pilot, una biottica per pellicola in rullo 127, fotocamera che dà inizio ad una serie di modelli, dalla Pilot Box del 1932 (SLR di formato 6 x 9 cm su rullo 120), alla Pilot 6 del 1936 (SLR di formato 6 x 6 cm su pellicola 120), alla Pilot Super del 1938 che è dotata di ottiche intercambiabili. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1919, Benno Thorsch, Carl Zeiss, Charles A. Noble, Contax F, Contax S, ICA, Jena, Kamera Werk Dresden, Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH, Kamera-Werkstätten Charles A. Noble, KW, M42 x 1, Patent Etui, Paul Guthe, Pentacon, Photokina, Pilot 6, Pilot Box, Pilot Super, Praktica, Praktica FX, Praktica FX2, Praktiflex, Praktina, Praktisix, rullo 127, Siegfried Böhm, SLR, VEB Kamera- und Kinowerke, VEB Kamera-Werkstätten Niedersedlitz, VEB Pentacon Dresden, Zeiss Ikon

In aggiunta al sistema di calcolo mediante tabelle, i principali tipi di strumenti utilizzati per la determinazione dei valori di esposizione nel periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni immediatamente precedenti al secondo conflitto mondiale sono essenzialmente tre, i fotometri a dischi combinatori, i fotometri a estinzione e gli attinometri a carta fotosensibile. I fotometri a dischi combinatori sono strumenti che utilizzano principi di calcolo molto simili o in qualche caso identici a quelli delle tabelle, ma sono più semplici da usare e di più immediata consultazione. Il calcolo dell’esposizione avviene infatti ruotando i dischi che li compongono e facendo collimare i dati di base (condizioni di luce, tipo di soggetto, ecc…) in modo che in una finestrella appaia il valore di tempo o di diaframma consigliato dallo strumento. Erano in genere realizzati in cartoncino, ma ne esistono anche esemplari in alluminio. Ne sono stati costruiti una quantità di modelli, soprattutto dalle aziende produttrici di materiali sensibili per facilitare l’uso dei propri prodotti. Nei primi decenni del Novecento erano finalizzati non solo al calcolo dell’esposizione, ma contenevano anche i dati di conversione da un sistema sensitometrico all’altro. La produzione è proseguita fino agli anni Sessanta del Novecento, cioè fino al momento in cui sulle fotocamere non era ancora incorporato un sistema esposimetrico e l’acquisto di un esposimetro separato era abbastanza oneroso se rapportato ad uno di questi semplici calcolatori. Di seguito, a titolo dimostrativo, sono pubblicati un fotometro Cappelli degli anni Venti (recto e verso) e uno prodotto dalla Kodak (1960 circa). E’ chiaro che si trattava di un metodo sempre molto legato a valutazioni abbastanza soggettive, come già si era detto a proposito delle tabelle. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: Agifold III, Agilux, attinometri, Contax, Decoudun, Degen, esposimetro, fotometro a estinzione, Fotometro a estinzione di Degen, Franke & Heidecke, ICA, Le Photometre Normal, Leica, Photometre, Watkins, Wynne, Zeiss Ikon

Pentax

La Asahi Kōgaku Kōgyō Kabushiki-gaisha (o Asahi Kōgaku Kōgyō G.K.) viene fondata a Toshima, un sobborgo di Tokyo, nel novembre del 1919 da Kumao Kajiwara come azienda per la produzione di lenti da occhiali. Nel 1922 allarga il campo di attività agli obiettivi per proiezione cinematografica e nel 1932 a quelli per apparecchi fotografici; si tratta di ottiche come Zion, Optor e menischi acromatici che vengono prodotte per la G.K. Konishiroku Honten (poi Konica) e di Coronar e Promar per la Molta Gōshi-gaisha, che diverrà poi Chiyoda Kōgaku Seikō K.K. e infine Minolta. Nel 1938 diviene Asahi Kōgaku Kōgyō K.K. (Asahi Optical Company Limited) e rifornisce di strumentazione ottica anche le forze armate nipponiche. Il passaggio alla costruzione di fotocamere avviene nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale per decisione del presidente della società, Saburo Matsumoto. che decide inserirsi in questo mercato nel quale operano già marchi del livello di Konica, Nikon, Canon e Olympus. E’ presa a riferimento la fotocamera Praktiflex, una reflex 35 mm dal design innovativo presentata nel 1939 dall’azienda tedesca KW (Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch). Il prototipo del progetto giapponese vede la luce nel 1951 e dal 1952 è messa in commercio la Asahiflex I (1952-1953), apparecchio il cui design mostra con evidenza quelle che sono le sue origini, ma che è comunque la prima reflex monobiettivo prodotta in Giappone; le ottiche a corredo della fotocamera sono chiamate Takumar, in omaggio a Takuma Kajiwara, parente del fondatore dell’azienda; i progettisti sono Nobuyuki Yoshida per quanto riguarda la fotocamera e Ryohei Suzuki per gli obiettivi Takumar. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1919, Asahi Kōgaku Kōgyō G.K., Asahi Kōgaku Kōgyō Kabushiki-gaisha, Asahi Pentax, Asahi Pentax 6x7, Asahiflex I, Asahiflex IIA, Asahiflex IIB, Canon, Chiyoda Kōgaku Seikō K.K., Contax, Coronar, Duflex, G.K. Konishiroku Honten, Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch, Konica, KW, Minolta, Molta Gōshi-gaisha, Nikon, Olympus, Optor, pentaprisma ottico, Pentax, Pentax Spotmatic, Promar, S1a, S3, SV, Takumar, Tokyo, Zeiss Ikon, Zion

La Zeca Plattenkamera

La Zeca Plattenkamera

Si tratta di una delle fotocamere di formato medio/grande prodotte dalla Zeh Camera Fabrik di Dresda a partire dal 1928. E’ la classica folding di quel periodo, un tipo di apparecchio fotografico prodotto da tutte le aziende del settore, a cominciare dalla Zeiss Ikon (Ideal, Orix, … ) e dalla Voigtländer (Bergheil, Vag, … ), solo per fare un paio di esempi riferiti a marchi molto noti. Il corpo macchina è costruito in legno, la piastra di base è in alluminio, entrambi rivestiti di vulcanite; il soffietto è in pelle di colore nero. La standarta portaottica è decentrabile sia verso l’alto che lateralmente ed è dotata di viti di blocco nella posizione voluta: i movimenti sono caratterizzati da estrema precisione. La fotocamera fotografata è databile al 1930 circa. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1930, Alfred Gauthier, Bergheil, Calmbach, Dresda, Folding, Ideal, Orix, Rodenstock, Trinar Anastigmat, Vag, Voigtländer, Zeca, Zeh, Zeh Camera Fabrik, Zeiss Ikon

La Ikoflex Ic

La Ikoflex Ic

Si tratta del penultimo modello (codice 886/16) della lunga sequenza delle Ikoflex, ed è stato prodotto dal 1956 al 1960; è comunque la prima biottica 6 x 6 della Zeiss Ikon ad essere dotata di esposimetro al selenio. E’ una fotocamera di notevole pregio, sia dal punto di vista meccanico che ottico; per quanto riguarda l’obiettivo da ripresa ne esistono due versioni, dotate rispettivamente di obiettivo Tessar o del più economico Novar. L’esemplare fotografato è databile al 1957 circa.

Caratteristiche  principali

-    Biottica

-    Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120. Lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale ed è comandato dalla rotazione di un pomello posto sul lato destro.

- Il contafotogrammi è ugualmente sul lato destro dell’apparecchio ed è azzerabile manualmente.

-    Inquadratura:
- reflex con pozzetto fisso (TLR) Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1957, autoscatto, biottica, Carl Zeiss Tessar, esposimetro al selenio, Ikoflex, Ikoflex Ic, Novar, Prontor, Teronar Anastigmat, Tessar, TLR, Zeiss Ikon
La Ikoflex II “lever focus” (851/16)

La Ikoflex II “lever focus” (851/16)

Si tratta del secondo modello di Ikoflex, la biottica della Zeiss Ikon, e nell’ambito di tale modello appartiene con ogni probabilità ad una variante costruita soltanto nel corso del 1937. La formula dubitativa è d’obbligo nel caso delle Ikoflex, in quanto si tratta di apparecchi per i quali sono stati nel tempo utilizzati codici e sigle di identificazione che danno spazio ad equivoci, sia durante gli anni Trenta che nel secondo dopoguerra. La particolarità dell’esemplare fotografato risiede nel comando di messa a fuoco, costituito da una leva il cui movimento determina lo spostamento della piastra portaottica: questa versione della 851/16 viene infatti definita “lever focus”, per differenziarla dal modello “knob focus” nel quale il comando è costituito dal normale pomello rotante. Il modello knob focus è stato costruito dal 1937 al 1939, successivamente la produzione è continuata come Ikoflex I, nome che era già appartenuto dal 1934 al 1937 al primo modello (la cosiddetta “coffee can”) e questo è uno di quegli elementi che contribuisce a creare l’incertezza di cui già si è detto. Sulla parte frontale è riportato un motivo geometrico in stile deco realizzato in ottone cromato; anche il marchio Zeiss Ikon sul pozzetto e il nome dell’apparecchio sono realizzati su piastre in ottone. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1937, Alfred Gauthier, autoscatto, biottica, coffee can, Ikoflex, Klio, knob focus, lever focus, Novar Anastigmat, Tessar, TLR, Triotar, Zeiss Ikon
La Orix 308

La Orix 308

Si tratta di una folding prodotta dalla ICA fin dai primi anni Venti del Novecento, uno di quei modelli che nel 1926, al momento della grande fusione di aziende che dà vita alla Zeiss Ikon, confluisce nel catalogo di quest’ultima. A questo proposito l’esemplare fotografato risulta significativo in quanto porta entrambi i marchi: all’interno della piastra di base appare infatti il logo Zeiss Ikon, mentre l’esterno dell’antina di chiusura del dorso è marchiato ICA. Tale doppia denominazione è una situazione comune anche ad altri modelli di fotocamera e identifica quegli esemplari costruiti nei primi mesi successivi alla fusione, nel momento in cui continuano ad essere assemblati componenti provenienti dalle vecchie aziende assieme a quelli prodotti col nuovo marchio. Possiamo quindi datare questo esemplare al 1927 circa. Il corpo macchina è costruito in legno, la piastra di base è in alluminio, entrambi rivestiti di vulcanite. Il soffietto, in pelle di colore nero, è a doppia estensione; la standarta portaottica è decentrabile sia verso l’alto che lateralmente con movimenti regolabili a vite e caratterizzati da estrema precisione. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: Alfred Gauthier, Calmbach, Carl Zeiss, Chronos C, Compur, Friedrich Deckel, ICA, Jena, Tessar, Zeiss Ikon
Il logo Schneider

Il logo Schneider

Tratteggiando brevemente la storia di alcune case costruttrici di attrezzature fotografiche o descrivendo singole fotocamere, già più volte mi è capitato di citare obiettivi Schneider Kreuznach, componenti realizzati da un’azienda che pur non producendo apparecchi fotografici col proprio marchio è stata e continua ad essere uno dei punti di riferimento nel campo dell’ottica mondiale, fotografica e non. La sua fondazione risale al 18 gennaio 1913, quando Joseph Schneider avvia nella città tedesca di Bad Kreuznach un’attività dedicata alla produzione di lenti ed obiettivi dandogli il nome di Optische Anstalt Jos. Schneider & Co.: i suoi prodotti sono sul mercato a partire dal 1914 e si caratterizzano immediatamente sia per la qualità ottica che per l’accuratezza costruttiva. I primi marchi di fabbrica si riferiscono agli obiettivi Symmar e Componar, mentre dal 1915 appaiono i primi obiettivi dedicati alla cinematografia. Superata la parentesi della Prima Guerra Mondiale, nel 1922 l’azienda assume la denominazione di Jos. Schneider & Co., Optische Werke, Kreuznach entrando rapidamente nel novero dei maggiori e più titolati costruttori di apparecchiature ottiche dedicate non solo alle fotocamere, ma a tutti i settori che richiedono tale tipo di componenti. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1913, Adox, Agfa, Alpa, Angulon, Apo Symmar, Balda, Beier, Betavaron, Canon, Century Optics, Certo, Componar, Componon, Contarex, Curtagon, Digitar, Exakta, Franka Kamerawerke, Hasselblad, Isconar, Jos. Schneider Optische Werke GmbH, Joseph Schneider, Kodak, Leica, Linhof, Macro Symmar, Minolta, Miranda, Nagel, Nikon, Olympus, Optische Anstalt Jos. Schneider & Co, Pentacon/Praktica, Plaubel, Praktica, Radiogon, Radionar, Reomar, Rollei Fototechnic GmbH, Rolleiflex, Rubinar, Schneider Kreuznach, Sinar, Super Angulon, Super Symmar, Symmar, Tele Arton, Tele Variogon, Tele Xenar, Variogon, Welta, Xenagon, Xenar, Xenon, Xenotar, Zeiss Ikon
Il logo KMZ

Il logo KMZ

Le origini di una delle più importanti industrie sovietiche del settore ottico risalgono al 1941 e sono contestuali alle fasi più critiche del secondo conflitto mondiale sul territorio dell’URSS. La decisione di impiantare una struttura di questo tipo era stata naturalmente presa a livello governativo e la nuova attività costituiva una specie di ristrutturazione di alcuni laboratori esistenti nella zona intorno a Mosca. Il 22 giugno 1941, mentre sono in svolgimento le fasi iniziali del progetto, le truppe naziste invadono l’Unione Sovietica in aperta violazione del patto russo tedesco e in poche settimane sono alle porte di Mosca. E’ previsto che il nuovo stabilimento occupi una ex fabbrica di terracotta situata a Krasnogorsk, nella periferia ovest della capitale, luogo che viene quindi a trovarsi nella zona dei combattimenti; dal novembre ha inizio la battaglia di Mosca e ai primi di dicembre i sovietici lanciano un contrattacco costringendo le truppe tedesche ad arretrare. Le attività produttive sono state nel frattempo trasferite verso gli Urali o in Siberia, la nascente azienda di Krasnogorsk è stata spostata alla periferia di Sverdlovsk. Nel febbraio 1942, cessato il pericolo immediato, avviene il ritorno nella sede originaria e nasce ufficialmente la Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод), cioè lo “Stabilimento Meccanico di Krasnogorsk”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1942, Dresda, Drug, Drug 2, FED, FED-KMZ, FED-Zorki, Felix Edmundovitch Djerzinsky, Foton, GOMZ, Horizon, Ikonta 520/2, Industar, Iskra, Iskra 2, Jupiter, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Kristall, Leica, Mir, Moskva 1, Moskva 5, Narciss, Start, telemetro, Zeiss Ikon, Zenit
 
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