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Oscar Gustave Rejlander è stato uno dei personaggi più bizzarri e controversi fra quelli che hanno assistito in prima persona alla scoperta della fotografia, ma soprattutto fra coloro che hanno praticato, sperimentato e vissuto questa nuova forma di espressione.

Nasce in Svezia, probabilmente nel 1813, figlio di uno scalpellino che è anche ufficiale dell’esercito svedese; viene a Roma per studiare arte e a partire dal 1840 si stabilisce nella città inglese di Lincoln.

Si avvicina alla neonata fotografia durante la seconda metà degli anni Quaranta, in circostanze non del tutto chiarite, pare attraverso la conoscenza di uno degli assistenti di William Henry Fox Talbot.

Ciò lo porta ad abbandonare progressivamente la pittura per dedicarsi alla nuova arte ed apre uno studio fotografico a Wolverhampton.

Nel corso dei primi anni Cinquanta apprende la tecnica del collodio umido, iniziando a produrre immagini ancora poco convenzionali per l’epoca, alcune di contenuto esplicitamente erotico, nelle quali sono ritratti anche ragazzi di strada e giovanissime prostitute. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1850, Charles Darwin, Charles Lutwidge Dodgson, collodio umido, Julia Margaret Cameron, Lewis Carroll, Oscar Gustave Rejlander, regina Vittoria, The Two Ways of Life, William Henry Fox Talbot
ean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nasce a Lyon, in Francia nel 1797.

Si avvicina alla fotografia nel momento stesso della sua scoperta in quanto è uno degli allievi di Louis Jacques Mande Daguerre.

Dal momento che vive in Inghilterra e possiede un’attività commerciale nel settore ottico, oltre ad apprendere dallo stesso inventore i dettagli operativi per produrre dagherrotipi, acquista da Daguerre anche la licenza per esercitare la nuova arte oltre Manica.

Già nel 1841 apre uno studio a Londra provocando perfino la reazione di Richard Beard, altro pioniere inglese del dagherrotipo, reazione sfociata in un contenzioso legale che si conclude in suo favore.

L’attività è chiaramente molto redditizia, tanto che alla prima sede situata in Adelaide Gallery verranno successivamente affiancati altri due studi in Regent’s Park e in Regent Street, quest’ultimo chiamato “Temple of Photography”.

Già nel 1842 egli viene in contatto anche con l’altro padre della fotografia, William Henry Fox Talbot, che lo persuade a sperimentare anche il suo calotipo.

Dopo un periodo di prove con quest’ultimo metodo Claudet dichiara però di preferire il procedimento dagherrotipico, che in quel momento è ancora effettivamente superiore dal punto di vista qualitativo: scrive infatti allo stesso Talbot che …I say the Daguerreotype gives images more delicate, finer and of greater perfection than the Talbotype … Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1839, calotipo, dagherrotipo, David Brewster, foto stereoscopica, Jean Francois Antoine Claudet, Louis Jacques Mandé Daguerre, Petzval, Richard Beard, Royal Society, William Henry Fox Talbot
illiam Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

William Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

Mentre la febbre della fotografia sta dilagando in Europa, William Henry Fox Talbot continua nei suoi esperimenti tesi ad affinare il procedimento della carta salata.

I suoi tentativi non si sono mai interrotti ed è proprio nell’anno fatidico che egli acquisisce tutta una serie di conoscenze ed esperienze che si riveleranno di importanza fondamentale per il futuro della fotografia.

Grazie ad Herschel è venuto a conoscenza delle proprietà fissative del tiosolfato e quindi possiede il metodo per arrestare il processo di annerimento dei sali d’argento e rendere definitive e stabili le immagini prodotte sulla carta sensibilizzata.

Dai primi mesi del 1839 rivolge la sua attenzione verso nuovi materiali fotosensibili e ancora una volta sono svariate circostanze a spianargli la strada. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, ambrotipo, bromuro d’argento, calotipo, dagherrotipo, ferrotipo, Herschel, Louis Jacques Mandé Daguerre, the pencil of nature, William Henry Fox Talbot

Parigi, 6 gennaio 1839: François Arago presenta all’Accademia delle Scienze di Parigi una relazione con cui annuncia la scoperta di Daguerre, senza entrare nel merito tecnico del procedimento, ma chiarendo che si tratta di una invenzione in grado di riprodurre le immagini soltanto in bianco, nero e grigio.

Conclude auspicando “… che il Governo ricompensi direttamente M. Daguerre, e che la Francia, poi, doti nobilmente il mondo intero di una scoperta che tanto può contribuire ai progressi delle arti e delle scienze”.

La proposta relativa all’acquisto dell’invenzione da parte del governo francese viene giustificata da Arago col fatto che un semplice brevetto non potrebbe impedire a chiunque di usare il procedimento, una volta che questo fosse universalmente noto, e pertanto quello che egli definisce “insigne pittore“ non potrebbe adeguatamente “essere ricompensato delle sue fatiche e delle sue spese”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1839, arago, Bayard, Charles Chevalier, Diorama, Duroni, Ganzmetallkamera, Giroux, Herschel, Louis Jacques Mandé Daguerre, Steinheil, Voigtländer, William Henry Fox Talbot

Il 1833 non va ricordato soltanto per la morte di uno dei padri della fotografia, ma anche per l’entrata in scena di due nuovi personaggi, uno diventato poi protagonista di primissimo piano, cioè l’inglese William Henry Fox Talbot e uno che al contrario è rimasto del tutto sconosciuto fino a tempi molto recenti, cioè il franco-brasiliano Hercules Florence.

William Henry Fox Talbot era nato l’11 febbrao 1800, unico figlio di una famiglia aristocratica che gli fornisce un’educazione adeguata alle sua posizione sociale, fino a fargli frequentare il Trinity College a Cambridge dove si distingue negli studi classici.

E’ comunque persona di multiforme cultura, dal momento che già nel 1822 presenta una relazione alla Royal Society su argomenti tecnico/matematici. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1833, Antoine Hercules Romuald Florence, carta salata, negativo, nitrato d’argento, Thomas Wedgwood, William Henry Fox Talbot
 
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