Heinrich Ernemann (1850–1928), sul finire degli anni Ottanta del XIX secolo è proprietario, a Dresda, di un negozio di biancheria, stoffe e calze, assieme ad un socio di nome Matthias; nel 1889 i due decidono di cambiare attività e fondano la Dresdner photographische Apparate Fabrik Ernemann & Matthias, ma già l’anno successivo Matthias abbandona la società.
Per quanto riguarda il settore fotografico Ernemann è un autodidatta, ma è dotato di grande talento: i suoi primi prodotti sono fotocamere per professionisti di cui egli costruisce praticamente soltanto la struttura in legno, acquistando tutte le parti metalliche e gli obiettivi.
Lo sviluppo dell’azienda è rapido, favorito anche dal trovarsi in quello che sta diventando il maggiore distretto dell’industria fotografica europea; la produzione riguarda inizialmente anche binocoli e proiettori, apparecchi sui quali vengono montate, come sulle fotocamere, lenti e obiettivi prodotti dalla Carl Zeiss, dalla Goerz o dalla Voigtländer.
Sul finire del secolo il continuo fiorire di industrie di questo genere determina un fenomeno di sovrapproduzione al quale Heinrich Ernemann risponde trasformando nel 1899 la sua azienda in società per azioni (Heinrich Ernemann, Aktiengesellschaft für Cameraproduktion in Dresden) e dando avvio alla fabbricazione in proprio anche degli otturatori. Leggi il resto di quest’articolo »
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Leggi i commenti (0)Fra i pionieri dell’industria tedesca ha un posto di rilievo Emil Wünsche (1864 – 1902), che inizia l’attività commerciale nel 1887, aprendo ad Amburgo un negozio per la vendita di articoli fotografici.
Per quanto riguarda le fotocamere fa riferimento in maniera particolare alla Richard Hüttig & Sohn di Dresda, dalla quale acquista apparecchi che commercializza poi con il proprio marchio; procede allo stesso modo con altre aziende di più modeste dimensioni, sia per quanto riguarda altri modelli, sia per gli altri prodotti del negozio.
Tra questi fornitori vi sono Paul Förster (fabbricante di fotocamere), Louis Lang (fotocamere e altri beni legati alla fotografia) e Dienwiebel & Co., (imballaggi e materiale vario), piccole imprese commerciali che negli anni 1884/85 egli progressivamente acquista, allargando notevolmente il proprio giro d’affari e soprattutto iniziando a costruire in proprio gli apparecchi fotografici. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1887, 1909, 1926, Bausch & Lomb, Emil Wünsche, Emil Wünsche Aktiengesellschaft für photographische Industrie Reick, Goerz, ICA, Richard Hüttig & Sohn Dresda, Steinheil, Voigtländer & Sohn, Wünsche AG, Zeiss Ikon
Ernst Leitz nel 1917
Gli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale fanno precipitare la Germania sconfitta in una crisi economica di enormi proporzioni, determinate non solo dai sacrifici conseguenti allo sforzo bellico sostenuto, ma anche dal durissimo trattamento imposto dai vincitori e dalla necessità di far fronte al pagamento di gravosi risarcimenti conseguenti alla corresponsabilità di aver scatenato il conflitto.
Per la Leitz di Wetzlar la situazione è naturalmente molto grave ed è in questo clima che avviene il cambiamento al vertice dell’azienda, determinato, nel 1920, dalla morte del fondatore Ernst Leitz.
Gli succede il figlio, Ernst Leitz II (1871-1956), che si convince della possibilità di uscire dalla crisi anche attraverso la diversifcazione della produzione e l’ingresso nel mondo della fotografia non più soltanto con la fornitura di componenti ottici, ma con la produzione di propri apparecchi fotografici.

Oskar Barnack
Il progetto esiste già, e anche da molti anni, è il prototipo che Oskar Barnack ha messo a punto fin dal 1914 e con il quale negli anni successivi ha ripreso delle immagini di qualità, soprattutto se si tiene conto del formato estremamente ridotto del negativo rispetto agli standard dell’epoca.
Da questo prototipo, chiamato poi UR, viene sviluppata una fotocamera del tutto innovativa, un prodotto completamente diverso da tutte le attrezzature da ripresa fino a quel momento realizzate.
Ciò è determinato in primo luogo dal tipo di supporto sensibile utilizzato, una pellicola della larghezza di soli 35 mm avvolta a formare un rullino, che consente dimensioni altrettanto contenute per quanto riguarda l’apparecchio da ripresa che lo deve contenere. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1925, Bausch & Lomb, Contax, Elmar, Ernst Leitz, Goerz, Henri Cartier Bresson, Leca, Max Berek, Oskar Barnack, reflex, reportage, ritratto, Rolleiflex, Sebastião Salgado, telemetro, Voigtländer & Sohn, Zeiss IkonParigi, 6 gennaio 1839: François Arago presenta all’Accademia delle Scienze di Parigi una relazione con cui annuncia la scoperta di Daguerre, senza entrare nel merito tecnico del procedimento, ma chiarendo che si tratta di una invenzione in grado di riprodurre le immagini soltanto in bianco, nero e grigio.
Conclude auspicando “… che il Governo ricompensi direttamente M. Daguerre, e che la Francia, poi, doti nobilmente il mondo intero di una scoperta che tanto può contribuire ai progressi delle arti e delle scienze”.
La proposta relativa all’acquisto dell’invenzione da parte del governo francese viene giustificata da Arago col fatto che un semplice brevetto non potrebbe impedire a chiunque di usare il procedimento, una volta che questo fosse universalmente noto, e pertanto quello che egli definisce “insigne pittore“ non potrebbe adeguatamente “essere ricompensato delle sue fatiche e delle sue spese”. Leggi il resto di quest’articolo »
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La Voigtländer è la più antica fra le aziende costruttrici di fotocamere.
Viene fondata a Vienna nel 1756, cioè 83 anni prima della data di nascita “ufficiale” della fotografia, da Johann Christoph Voigtländer, come fabbrica di strumenti ottici e meccanici di precisione.
Gli strumenti ottici consistevano essenzialmente in microscopi, binocoli e cannocchiali.
Trattandosi di un’azienda che già dal 1763 godeva del favore e della protezione statale, era autorizzata a produrre anche strumenti di misurazione. Leggi il resto di quest’articolo »
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Si trattava di un oggetto diverso in tutto rispetto alla classica forma della camera oscura, sia per il materiale con cui era costruito, sia per il formato delle lastre, sia per l’ottica di cui era dotato e soprattutto per il design che lo caratterizzava.
Era interamente in ottone, compreso il monopiede che lo sosteneva e per questa ragione è conosciuto come Ganzmetallkamera, cioè apparecchio fotografico interamente di metallo. Leggi il resto di quest’articolo »
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