La storia di questa azienda francese comincia nel 1845 quando a Parigi Félix Richard dà inizio ad un’impresa artigianale dedicata alla produzione di strumenti di misurazione (termometri, barometri, ecc …). L’attività prosegue nei decenni successivi senza comunque incontrare un particolare successo commerciale, tanto che il figlio Jules, nato nel 1848, opera in maniera saltuaria nell’impresa paterna, facendo invece esperienze lavorative sia presso altre aziende del settore, sia in uno stabilimento che produce attrezzature per telegrafia. Nei primi anni Settanta del XIX secolo Jules intrattiene rapporti di collaborazione anche con lo scienziato/fotografo Étienne Jules Marey, l’inventore del fotofucile. Nel 1876, a seguito della morte del padre, egli prende le redini dell’azienda paterna dimostrando in breve tempo spirito e capacità imprenditoriali superiori a quelle del genitore; nel 1880 progetta un tipo di barometro e il successo incontrato lo spinge verso lo studio di altri strumenti scientifici e di misurazione, quali termometri, pirometri, anemometri, dinamometri, ecc …. Nel 1882 associa a sé nell’attività il fratello minore Max, ma si tratta di una partnership che dura soltanto fino al 1891. È in questo periodo che inizia a pensare alla fotografia, realizzando il progetto di una fotocamera stereo. Le foto stereoscopiche costituiscono all’epoca un prodotto molto ricercato e in voga, soprattutto per la loro caratteristica di essere osservabili in tre dimensioni, ma anche per la possibilità di essere collezionate e conservate in spazi limitati. Leggi il resto di quest’articolo »
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Leggi i commenti (0)Gli esperimenti finalizzati alla realizzazione di uno strumento in grado di riprodurre la visione stereoscopica hanno inizio nella prima metà del XIX secolo ad opera del geniale fisico inglese sir Charles Wheatstone (1802-1875).
Si tratta di un personaggio dagli interessi più svariati, che vanno dalle immagini tridimensionali al telegrafo, dagli strumenti musicali (il symphonium, la concertina) alla scrittura crittografica, fino all’elettricità.
Nel 1832 studia un sistema di specchi e prismi, realizzando uno strumento che nella forma ricorda un binocolo e che nel 1838 viene brevettato e presentato alla Royal Scottish Society of Arts come qualcosa “that it be called a Stereoscope, to indicate his property of representing solid figures”, rifacendosi così alla terminologia adottata due secoli prima da François de Aguilón: le immagini sono naturalmente dei disegni.
A seguito della scoperta della fotografia egli intuisce le possibilità del nuovo mezzo e cerca di interessare alla stereoscopia i protofotografi inglesi Jean Francois Antoine Claudet, Richard Beard ed Henry Collen. Leggi il resto di quest’articolo »
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Il frontespizio del volume di François de Aguilón
La visione stereoscopica consiste essenzialmente nella percezione della profondità e quindi della tridimensionalità degli oggetti visualizzati.
Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso Leonardo da Vinci; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di interesse sia da parte di studiosi quali il filosofo – alchimista Giovanni Battista Della Porta (che si occupa anche ripetutamente del fenomeno della camera oscura) o pittori come Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.
Il termine “stereoscopico” si deve però al gesuita belga François de Aguilón, che nel 1613 dà alle stampe il volume “Francisci Aguiloni e Societate Iesu Opticorum libri sex: philosophis iuxta ac mathematicis utiles”: nel libro sesto di tale opera un capitolo è dedicato tra l’altro a “De stereographice altero proiectionis genere ex oculi contactu”.
Ciò che ci consente di vedere in tre dimensioni è la visione binoculare, dal momento che i nostri occhi vedono la realtà da due posizioni differenti: ogni occhio registra un’immagine da una propria angolazione e ciò che vediamo è il risultato della sovrapposizione di queste due visioni operata dal cervello secondo un meccanismo che ancora non è stato del tutto chiarito. Leggi il resto di quest’articolo »
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