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l gruppo obiettivo/otturatore di una Condor Id

Il gruppo obiettivo/otturatore di una Condor Id

La ripresa dell’attività alla fine della guerra è caratterizzata da un’ampia diversificazione della produzione, che, oltre a mantenere in catalogo i prodotti per uso civile già presenti, si estende verso settori molto diversi, dai telai per la tessitura agli accendini, dai frigoriferi alle fotocamere.  Per quanto riguarda il settore fotografico erano già stati realizzati in passato apparecchi per aerofotogrammetria e rilevamento, ma dal 1948 inizia la costruzione di una fotocamera a telemetromodello Leica” che viene commercializzata da Ferrania, la Condor I. A partire dal 1950 il modello base è seguito in breve tempo da altre tre versioni successive che si differenziano per la presenza della sincronizzazione e di un diverso attacco per lo scatto flessibile (mod. Ib), per il piedino di appoggio ripiegabile sotto la base, per l’otturatore Aplon Rapid e per l’autoscatto (mod. Ic) e per l’obiettivo Eliog con apertura massima f/2,8 (mod. Id); ogni successiva versione mantiene le caratteristiche migliorative della precedente. Una notazione abbastanza curiosa riguardo la Condor I si riferisce al fatto che viene prodotta anche con la denominazione Candog I, destinata esclusivamente al mercato australiano, dal momento che l’accordo commerciale stipulato con Ferrania ha escluso quel paese: non potendo utilizzare il termine Condor per evidenti motivi di copyright, il nome viene parzialmente modificato.  Dal 1951 appaiono due versioni più economiche della Condor I, la Condor Junior e la Condoretta. La Condor Junior è essenzialmente una Condor I senza il telemetro, mentre la Condoretta, pure priva di telemetro, è un progetto in parte innovativo in quanto è dotata nella parte superiore della slitta portaccessori e presenta un obiettivo leggermente grandangolare privo del cannotto rientrante: nella prima versione l’ottica è un Terog 4/40 mm, nella seconda è un Eliog 3,5/40 mm. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: Aplon Rapid, Astor, Candog I, Condor I, Condor Junior, Condoretta, Elioflex, Eliog, Eptamitar, Esaog, Falco, Ferrania, GaMi 16, Iscus Rapid, Koristka, Leica, M39 x 1, Officine Galileo, Ogmar, Stereografo Galil, Telelog, telemetro, Terog

La Condoretta

La Condoretta

La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della Condor, la fotocamera progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del telemetro, a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo Terog da 40 mm in sostituzione dell’Eliog da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo Eliog, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.

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Tags: 1951, Aplon, Condor, Condoretta, Eliog, Ferrania, Officine Galileo, telemetro, Terog

Il primo logo Closter

Il primo logo Closter

La Closter è una delle imprese costruttrici di fotocamere la cui storia è attualmente poco conosciuta, ma negli anni Cinquanta/Sessanta del Novecento ha occupato un posto di un certo rilievo fra i produttori italiani di apparecchi fotografici. Nasce a Roma nel 1949 per iniziativa di un gruppo di ex dipendenti della Rectaflex, l’azienda che l’anno precedente aveva dato avvio alla produzione della fotocamera omonima, uno degli apparecchi più noti e prestigiosi non solo a livello nazionale. L’intento è quello di produrre uno strumento di buona qualità e di metterlo sul mercato con un prezzo di vendita abbastanza abbordabile; nel 1949, quando appare il primo modello, la Closter I, il lancio pubblicitario lo presenta come l’apparecchio di lusso più economico, in vendita al prezzo di 15.000 Lire. Si tratta di una classica fotocamera a mirino galileiano inseribile nel gruppo delle “copie Leica”, con un’ottica fissa in montatura rientrante e un otturatore a lamelle con una gamma limitata di velocità. E’ ben costruita, ma la definizione di apparecchio di lusso mi sembra francamente eccessiva. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1949, Closter, Closter I, Closter II, Closter IIA, Closter IIb, Closter Olimpic, Closter Standard, Nuova Closter, Princess, Princess 2, Princess Junior, Princess Record, Princess S, Rectaflex, Sport, telemetro

La Leningrad

La Leningrad

Si tratta senza dubbio di un apparecchio molto particolare per numerosi aspetti, il più rilevante dei quali è la presenza di un motore meccanico che comanda i movimenti di avanzamento pellicola e scatto. La rotazione in senso antiorario della grossa ghiera di destra produce infatti la “carica” della molla del motore meccanico, molla che con la pressione del pulsante di scatto aziona l’otturatore e fa avanzare la pellicola di un fotogramma. Una volta caricata completamente consente di effettuare da 12 a 15 scatti: la velocità massima raggiungibile viene quantificata dal manuale di istruzioni in 3 fotogrammi al secondo, ma sempre a scatto singolo, premendo cioè ogni volta il pulsante. E’ stata costruita dal 1956 al 1968 dalla ГОМЗ (GOMZ), Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskie Zavod) di Leningrado, attualmente San Pietroburgo, in circa 76.000 unità; nel 1958 è stata premiata con il “Grand Prix de Bruxelles” all’Esposizione Mondiale tenutasi nella città belga, in relazione alle innovazioni tecnologiche che presentava. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1956, autoscatto, GOMZ, Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskie Zavod, Jupiter-8, KMZ, Krasnogorsky Mehanicheskie Zavod, Leica, M39, mirino galileiano, pressapellicola, telemetro, telemetro accoppiato
Il logo KMZ

Il logo KMZ

Le origini di una delle più importanti industrie sovietiche del settore ottico risalgono al 1941 e sono contestuali alle fasi più critiche del secondo conflitto mondiale sul territorio dell’URSS. La decisione di impiantare una struttura di questo tipo era stata naturalmente presa a livello governativo e la nuova attività costituiva una specie di ristrutturazione di alcuni laboratori esistenti nella zona intorno a Mosca. Il 22 giugno 1941, mentre sono in svolgimento le fasi iniziali del progetto, le truppe naziste invadono l’Unione Sovietica in aperta violazione del patto russo tedesco e in poche settimane sono alle porte di Mosca. E’ previsto che il nuovo stabilimento occupi una ex fabbrica di terracotta situata a Krasnogorsk, nella periferia ovest della capitale, luogo che viene quindi a trovarsi nella zona dei combattimenti; dal novembre ha inizio la battaglia di Mosca e ai primi di dicembre i sovietici lanciano un contrattacco costringendo le truppe tedesche ad arretrare. Le attività produttive sono state nel frattempo trasferite verso gli Urali o in Siberia, la nascente azienda di Krasnogorsk è stata spostata alla periferia di Sverdlovsk. Nel febbraio 1942, cessato il pericolo immediato, avviene il ritorno nella sede originaria e nasce ufficialmente la Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод), cioè lo “Stabilimento Meccanico di Krasnogorsk”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1942, Dresda, Drug, Drug 2, FED, FED-KMZ, FED-Zorki, Felix Edmundovitch Djerzinsky, Foton, GOMZ, Horizon, Ikonta 520/2, Industar, Iskra, Iskra 2, Jupiter, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Kristall, Leica, Mir, Moskva 1, Moskva 5, Narciss, Start, telemetro, Zeiss Ikon, Zenit
Il logo Nikon

Il logo Nikon

L’esito della Seconda Guerra Mondiale determina un drastico ridimensionamento della Nippon Kōgaku ed è in questo frangente che viene deciso di riconvertire ad usi civili quella che era stata una produzione rivolta quasi esclusivamente al mercato militare.

I primi progetti riguardano una fotocamera biottica 6 x 6 ed una 35 mm a telemetro, ispirandosi evidentemente ai modelli che in quei settori la fanno da padrone, cioè la Rolleiflex, la Contax e la Leica.

La costruzione della biottica sarà poi abbandonata a causa di problemi sorti relativamente all’otturatore centrale a lamelle, mentre nel 1948 viene realizzata un fotocamera a telemetro che, dopo varie ipotesi, è chiamata Nikon; si tratta di un apparecchio molto “somigliante” alla Contax II della Zeiss Ikon, marchio col quale mostra anche nel nome una certa assonanza. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1917, biottica, Contax, Contax II, Dresda, Leica, Nikkor, Nikkormat, Nikon, Nikon F, Nikon M, Nikon S, Nikon S2, Nippon Kōgaku, Photomic, reflex, Rolleiflex, telemetro, Zeiss Ikon
Armand de Gramont in un ritratto del 1904 eseguito dal pittore Philip Alexius de László

Armand de Gramont in un ritratto del 1904 eseguito dal pittore Philip Alexius de László

La Société Optique et Précision de Levallois, S.A. viene fondata nel 1919 a Levallois – Perret, alla periferia di Parigi, dal duca Antoine Auguste Agénor Armand de Gramont (1879 – 1962) personaggio di spicco nella Francia dell’epoca, figlio di Agénor de Gramont e di Marguerite de Rothschild, industriale e studioso, laureatosi nel 1911 con la tesi “Essai d’aérodynamique du plan”, che possiede un proprio laboratorio dove svolge ricerche sull’aerodinamica.

La fondazione di questa azienda, chiamata in breve OPL, è conseguente ad un invito rivolto a Gramont nel 1916 (mentre la Prima Guerra Mondiale è in corso) dal Ministero della Guerra francese, che gli propone di trasformare il proprio laboratorio in una fabbrica per la costruzione di strumentazione ottica ad uso bellico, in particolare collimatori per puntamento.

Parallelamente alla fondazione dell’azienda, essendosi reso conto che in Francia mancano tecnici specializzati in quello specifico settore, egli nel 1920 dà vita all’Institut d’Optique Théorique et Appliquée, struttura che si propone di formare un corpo di ingegneri ottici in grado di competere con quelli tedeschi, che all’epoca in questo campo fanno la parte del leone a livello mondiale. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1919, Armand de Gramont, Contax, Foca, Foca deux étoiles, Foca PF2B, Foca PF3, Foca une étoile, Foca Universel, Focaflex, Focamatic, Focasport, Leica, mitrailleuse photographique, OPL, Oplar, PF1, PF2, S.A., Société d'Optique et Mécanique de Haute Précision (SOM), Société Optique et Précision de Levallois, SOM - Berthiot, SOPELEM, SOPEM, telemetro
Il logo GOMZ

Il logo GOMZ

La prima azienda russa di prodotti ottici viene fondata nel 1914 nella città che all’epoca è chiamata Pietrogrado, poi Leningrado ed attualmente San Pietroburgo.

Oltre a prodotti per la fotografia produce attrezzature per l’esercito che vengono largamente utilizzate nel corso della Prima Guerra Mondiale, al termine della quale viene nazionalizzata essendo nel frattempo nata l’URSS.

Nel 1921 assume la denominazione di GOZ, acronimo da Gosudarstvennyij Optiko Zavod (Государственный Оптико Завод), cioè “Azienda ottica di proprietà dello stato”.

Le notizie su questa fabbrica non sono molto abbondanti, sia per una generale scarsità di notizie relative all’industria in quel periodo di storia sovietica, sia per lo specifico settore di attività della fabbrica stessa; la fotografia e l’ottica in generale presentano infatti forti connessioni sia con la produzione di attrezzature di precisione, sia con la messa a punto di componenti per uso bellico e pertanto sono spesso coperte da un certo alone di riservatezza. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1914, Contax, FOTOKOR, Jhagee, Johan Steenbergen, Kine Exakta, Komsomolets, Leica, Leningrad, LOMO Compact, Lubitel, Lubitel 2, reflex, Rolleiflex, Sport, telemetro, Turist, Voigtländer, VOOMP, Zeiss Ikon
Schema base di funzionamento del telemetro (da Wikipedia)

Schema base di funzionamento del telemetro (da Wikipedia)

L’uso del telemetro come strumento per il controllo della messa a fuoco di un obiettivo fotografico inizia nel 1932, quando il direttore tecnico della Zeiss Ikon, il dottor Heinz Kuppelbender, decide di avvalersene in sede di progetto della fotocamera Contax, cioè di quell’apparecchio studiato come risposta commerciale alla Leica prodotta dalla Ernst Leitz.

Il telemetro è uno strumento ottico in grado di misurare la distanza tra colui che lo utilizza e un qualsiasi punto del campo visivo ed è costituito, semplificando al massimo, da due distinti fori di visione posizionati ad una distanza fissa l’uno dall’altro: il primo foro di visione è dotato di un prisma che può essere ruotato e che riflette l’immagine proveniente dal foro stesso su uno specchio semi-trasparente posto all’interno del secondo foro di visione. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1932, Contax, Ernst Leitz, Heinz Kuppelbender, Leica, messa a fuoco, telemetro, Zeiss Ikon

Si tratta di una delle innumerevoli fotocamere Zeiss Ikon della serie Super

La Super Ikonta 530/2

La Super Ikonta 530/2

Ikonta, uno dei primi modelli ad essere prodotti.

E’ conosciuta anche come Super Ikonta C.

E’ costruita in alluminio rivestito in vulcanite, il soffietto è in pelle di colore nero.

L’esemplare fotografato è databile al 1936 circa.

Caratteristiche  principali

-    Folding a pellicola

-    Formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola 120, riducibile a 4,5 x 6 con l’applicazione di un apposito telaietto

-    Inquadratura:

  • con mirino galileiano
  • con mirino a traguardo provvisto di lente e di un telaio collimatore entrambi sul corpo macchina; il telaio collimatore è dotato di un ulteriore telaietto riduttore per inquadrare il formato 4,5 x 6

-    Messa a fuoco:

-    Il telemetro si trova naturalmente sul corpo macchina e controlla la messa a fuoco attraverso una coppia di lenti (prisma circolare), solidali alla piastra portaottica, azionate dalla stessa piccola ghiera che comanda la focheggiatura. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1936, Carl Zeiss, Compur, Folding, Friedrich Deckel, mirino galileiano, Super Ikonta, Super Ikonta 530/2, Super Ikonta C, telemetro, Tessar, Zeiss Ikon
 
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