Categorie

 

Foto 1La nascita della W.W Rouch risale all’incirca al 1854, quando William White Rouch si associa a Henry Burfield per dare vita ad un’attività commerciale finalizzata alla produzione di strumenti per la chimica e per l’ottica; Burfield è titolare di una piccola impresa nel medesimo settore già dal 1837, due anni prima della scoperta ufficiale della fotografia.

Inizialmente la produzione riguarda essenzialmente visori stereoscopici ed esiste la registrazione di un brevetto per tali attrezzature in data 15 settembre 1854 a nome Burfield & Rouch.

La data di fondazione è quindi abbastanza incerta e documentata soltanto indirettamente, mentre è rilevabile dal “Photographic News” del 1858 che la sede è situata a Londra, 180 Strand.Foto 2

Sempre nel 1858 troviamo una pubblicità nella quale l’azienda viene definita come produttrice di “… first class photographic apparatus and lenses …” e vi si specifica che costruisce apparecchi fotografici a struttura rigida (tipo box), folding e stereoscopici “… for working in the open air …” cioè di tipo portatile.

Adesso questa precisazione può apparire bizzarra, ma negli anni immediatamente successivi alla scoperta della fotografia la differenziazione tra macchine da studio e da campagna è netta e rilevante.

Dalla pubblicità suddetta si evince inoltre sia la produzione di propri obiettivi, sia il commercio di ottiche prodotte dalla francese Jamin e dall’inglese Ross. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1854, box, Burfield & Rouch, Eureka, Excelsior, Folding, Jamin, Petzval, Photographic News, Ross, W.W Rouch, W.W. Rouch & Company
ean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nasce a Lyon, in Francia nel 1797.

Si avvicina alla fotografia nel momento stesso della sua scoperta in quanto è uno degli allievi di Louis Jacques Mande Daguerre.

Dal momento che vive in Inghilterra e possiede un’attività commerciale nel settore ottico, oltre ad apprendere dallo stesso inventore i dettagli operativi per produrre dagherrotipi, acquista da Daguerre anche la licenza per esercitare la nuova arte oltre Manica.

Già nel 1841 apre uno studio a Londra provocando perfino la reazione di Richard Beard, altro pioniere inglese del dagherrotipo, reazione sfociata in un contenzioso legale che si conclude in suo favore.

L’attività è chiaramente molto redditizia, tanto che alla prima sede situata in Adelaide Gallery verranno successivamente affiancati altri due studi in Regent’s Park e in Regent Street, quest’ultimo chiamato “Temple of Photography”.

Già nel 1842 egli viene in contatto anche con l’altro padre della fotografia, William Henry Fox Talbot, che lo persuade a sperimentare anche il suo calotipo.

Dopo un periodo di prove con quest’ultimo metodo Claudet dichiara però di preferire il procedimento dagherrotipico, che in quel momento è ancora effettivamente superiore dal punto di vista qualitativo: scrive infatti allo stesso Talbot che …I say the Daguerreotype gives images more delicate, finer and of greater perfection than the Talbotype … Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1839, calotipo, dagherrotipo, David Brewster, foto stereoscopica, Jean Francois Antoine Claudet, Louis Jacques Mandé Daguerre, Petzval, Richard Beard, Royal Society, William Henry Fox Talbot
Disegni in scala del Tripletto di Cooke, da sinistra a destra in tre versioni successive (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Disegni in scala del Tripletto di Cooke, da sinistra a destra in tre versioni successive (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Nel 1893 H. Dennis Taylor, responsabile del settore ottico della Cooke & Sons, un’azienda inglese di York, sviluppa uno schema completamente nuovo basandosi sul principio elementare secondo il quale unendo una lente positiva con una negativa del medesimo valore le due lenti si neutralizzano dando una somma di Petzval uguale a zero.

Taylor separa poi le due lenti facendo diventare positivo il sistema, ma lasciando invariata la somma di Petzval.

Uno schema così asimmetrico è caratterizzato però da aberrazioni fortissime: Taylor quindi pensa di dividere in due uno degli elementi e opta per quello positivo, che viene quindi spezzato e posizionato ai lati di quello negativo.

Nel primo progetto l’obiettivo dovrebbe avere un’apertura di f/4 e coprire un angolo di campo di circa 13° con spazi fra le lenti praticamente identici; successivamente questo progetto viene parzialmente modificato, sia andando verso aperture massime più ridotte (f/5.6 o f/6.3) sia allargando l’angolo di campo fino a circa 27°. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1893, Cooke & Sons, Elmar, H. Dennis Taylor, Heliar, Petzval, Taylor Hobson, Tessar, tripletto di Cooke
Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Sono trascorsi due anni dalla realizzazione del Protar (Zeiss Anastigmat) quando nel 1892 Emil von Höegh, un matematico di soli ventisette anni, studia di sua iniziativa uno schema ottico simmetrico costituito da due tripletti cementati.

I due elementi esterni di ogni tripletto sono positivi, quelli centrali sono negativi in modo da ottenere sia una buona correzione dell’aberrazione sferica e cromatica, sia un’ampia porzione di campo libera da astigmatismo.

Non è invece corretto per il “coma”, cioè quell’aberrazione che fa sì che l’immagine di un punto lontano dall’asse ottico non venga riprodotta nitidamente, perché i bordi della lente mettono a fuoco diversamente rispetto alla sua area centrale, determinando una deformazione per cui il punto appare con una coda simile ad una cometa (da cui il nome). Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1892, aberrazione sferica, aberrazione sferica zonale, Anschütz, Ansel Adams, astigmatismo, Carl Moser, Carl Zeiss, coma, Dagor, Double Anastigmat Goerz, Emil Von Hoegh, Lynkeioskop, Optische Anstalt C.P. Goerz AG, Petzval, Protar, vignettatura, Zeiss Ikon
l ritratto di Ernst Abbe nel 1875

Il ritratto di Ernst Abbe nel 1875

La “Fondazione Carl Zeiss” nasce, come già si è detto, il 19 maggio 1889 per decisione di Ernst Abbe che assume la dirigenza della società a seguito della scomparsa del fondatore Carl Friedrich Zeiss.

L’azienda è ormai avviata verso una posizione di assoluta preminenza in virtù degli studi di uno scienziato qual è lo stesso Abbe uniti alle innovazioni tecnico-costruttive introdotte da Otto Schott nel campo dei vetri ottici.

Carl Zeiss inoltre, due anni prima della sua scomparsa, da quel grande scopritore di talenti che per tutta la vita ha dimostrato di essere, ha assunto il dottor Paul Rudolph, un tecnico che sarà il protagonista del prepotente ingresso dell’azienda nel mondo della fotografia.

All’epoca la produzione di obiettivi fotografici ha caratteristiche poco più che artigianali che mostrano parecchi limiti, soprattutto nei materiali; lo schema ottico più conosciuto ed utilizzato è quello di Petzval, che è stato all’origine delle successive realizzazioni di Hugo Adolph von Steinheil e John Henry Dallmeyer.

Le limitazioni che caratterizzano le ottiche tipo Rapid Rectilinear derivano non tanto dallo schema costruttivo, quanto dal tipo di vetro utilizzato ed è soltanto dopo le innovazioni introdotte da Schott negli anni 1884-1888 che vengono poste le basi che porteranno alla costruzione di una serie di obiettivi di nuova concezione. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1889, Carl Friedrich Zeiss, Carl Rudolph, Carl Zeiss, Crown, Dresda, Emil Wünsche, Ernst Abbe, Flint, Fondazione Carl Zeiss, Hugo Adolph von Steinheil, ICA, Il numero di Abbe, John Henry Dallmeyer, Otto Schott, Palmos AG, Paul Rudolph, Petzval, Planar, Protar, Rapid Rectilinear, Richard Hüttig, Rudolf Krügener, Tessar, Unar, Zeiss Anastigmat
Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal.

Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal. "Le Musée Rétrospectif de la Photographie à l'exposition universelle de 1900", Gauthier-Villars, Parigi 1903.

Il francese Noël Marie Paymal Lerebours, (1807-1873), è stato un ottico, fotografo ed editore francese.

Nasce il 16 febbraio 1807, figlio di Marie Jeanne Françoise Paymal, una sarta di 29 anni che lo registra all’anagrafe come figlio di padre ignoto.

Viene successivamente adottato da Noël Jean Lerebours (1761-1840), uno dei più famosi costruttori francesi di strumenti ottici della fine del XVIII secolo, dal 1800 ottico della Marina e del Bureau des Longitudes in virtù della qualità dei suoi strumenti dedicati alla navigazione e alla misurazione terrestre.

Il cannocchiale Lerebours è anche citato da Jules Verne nel suo libro “Dalla Terra alla Luna”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, cannocchiale Lerebours, dagherrotipo, fotografo, Marc Francois Louis Secretan, Noël Marie Paymal Lerebours, obiettivi, ottico, Petzval, strumenti ottici
La fotocamera dagherrotipica Voigtländer

La fotocamera dagherrotipica Voigtländer

La fotocamera dagherrotipica progettata dalla Voigtländer a partire dal 1840 e commercializzata nel 1841 (pochi mesi dopo l’annuncio ufficiale della scoperta della fotografia) è il primo apparecchio fotografico della storia prodotto industrialmente, naturalmente dopo quello con il quale la fotografia era nata, studiato dallo stesso Daguerre e costruito in società con il cognato Giroux.

Si trattava di un oggetto diverso in tutto rispetto alla classica forma della camera oscura, sia per il materiale con cui era costruito, sia per il formato delle lastre, sia per l’ottica di cui era dotato e soprattutto per il design che lo caratterizzava.

Era interamente in ottone, compreso il monopiede che lo sosteneva e per questa ragione è conosciuto come Ganzmetallkamera, cioè apparecchio fotografico interamente di metallo. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, Charles Chevalier, diaframma, doppietto acromatico, Ganzmetallkamera, Giroux, Louis Jacques Mandé Daguerre, Petzval, Rapid Rectilinear, Voigtländer
 
storiadellafotografia.it usa WordPress