Prima di iniziare a raccontare la nascita e lo sviluppo di una delle aziende-simbolo dell’intera storia della fotografia è necessario puntualizzare che la Rolleiflex, fotocamera che lega il proprio nome a questi costruttori e li identifica quasi completamente, è stato l’apparecchio analogico più copiato di sempre, ancor più della Leica, e alcuni modelli continuano ancora oggi, in epoca digitale, ad essere strumenti fra i più desiderati e ricercati dagli amatori e dai collezionisti di tutto il mondo.
La storia ha inizio nel 1920, quando Paul Franke e Reinhold Heidecke, due tecnici già dipendenti dalla Voigtländer di Braunschweig, fondano una loro piccola azienda nella medesima città, situata nel cuore della Germania, nel land della Bassa Sassonia.
L’esperienza maturata in un’industria di fotocamere così prestigiosa (preesistente alla scoperta della fotografia) evidentemente era stata notevole e si è sostenuto anche che l’idea della biottica fosse stata concepita da Heidecke ancor prima di dare vita alla società con Franke. Leggi il resto di quest’articolo »
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Leggi i commenti (3)La prima azienda russa di prodotti ottici viene fondata nel 1914 nella città che all’epoca è chiamata Pietrogrado, poi Leningrado ed attualmente San Pietroburgo.
Oltre a prodotti per la fotografia produce attrezzature per l’esercito che vengono largamente utilizzate nel corso della Prima Guerra Mondiale, al termine della quale viene nazionalizzata essendo nel frattempo nata l’URSS.
Nel 1921 assume la denominazione di GOZ, acronimo da Gosudarstvennyij Optiko Zavod (Государственный Оптико Завод), cioè “Azienda ottica di proprietà dello stato”.
Le notizie su questa fabbrica non sono molto abbondanti, sia per una generale scarsità di notizie relative all’industria in quel periodo di storia sovietica, sia per lo specifico settore di attività della fabbrica stessa; la fotografia e l’ottica in generale presentano infatti forti connessioni sia con la produzione di attrezzature di precisione, sia con la messa a punto di componenti per uso bellico e pertanto sono spesso coperte da un certo alone di riservatezza. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1914, Contax, FOTOKOR, Ihagee, Johan Steenbergen, Kine Exakta, Komsomolets, Leica, Leningrad, LOMO Compact, Lubitel, Lubitel 2, reflex, Rolleiflex, Sport, telemetro, Turist, Voigtländer & Sohn, VOOMP, Zeiss Ikon
Schema base di funzionamento del telemetro (da Wikipedia)
L’uso del telemetro come strumento per il controllo della messa a fuoco di un obiettivo fotografico inizia nel 1932, quando il direttore tecnico della Zeiss Ikon, il dottor Heinz Kuppelbender, decide di avvalersene in sede di progetto della fotocamera Contax, cioè di quell’apparecchio studiato come risposta commerciale alla Leica prodotta dalla Ernst Leitz.
Il telemetro è uno strumento ottico in grado di misurare la distanza tra colui che lo utilizza e un qualsiasi punto del campo visivo ed è costituito, semplificando al massimo, da due distinti fori di visione posizionati ad una distanza fissa l’uno dall’altro: il primo foro di visione è dotato di un prisma che può essere ruotato e che riflette l’immagine proveniente dal foro stesso su uno specchio semi-trasparente posto all’interno del secondo foro di visione. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1932, Contax, Ernst Leitz, Heinz Kuppelbender, Leica, messa a fuoco, telemetro, Zeiss IkonLudwig Jakob Bertele nasce a Monaco di Baviera nel 1900.
Figlio di un architetto, dopo essersi dedicato a studi di indirizzo tecnico nella città di Dresda, nel 1920 viene assunto dalla Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, all’epoca una delle industrie ottico/fotografiche più prestigiose a livello mondiale.
Dopo solo due anni, nonostante la giovane età e la evidente mancanza di esperienza nel settore, egli realizza il suo primo schema ottico, mostrando da subito le qualità che lo porteranno ad essere uno dei designer entrati nella storia della fotografia.
Si tratta di un progetto che porta alla realizzazione dell’Ernostar, un obiettivo ultraluminoso, che grazie all’incredibile (per l’epoca) apertura di f/2 va ad equipaggiare la prima fotocamera studiata appositamente per la foto di reportage, la Ermanox.
Nel 1926, quando la Ernemann è parte della grande fusione di aziende che porta alla costituzione del colosso industriale Zeiss Ikon, anche Bertele passa alle dipendenze di quest’ultimo, trasferendosi prima a Jena, la città della Carl Zeiss, e successivamente stabilendo il proprio ufficio a Dresda presso quella che era stata la sede della ICA. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1922, Carl Zeiss, Contax, Ermanox, Ernostar, Ernst Leitz, Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, ICA, Leica, Ludwig Bertele, Olympia Sonnar, Sonnar, Steinheil, Tessar, tripletto di Cooke, Zeiss IkonLa storia della Bencini ha inizio nel 1935, quando Antonio Bencini, tecnico-imprenditore della fabbrica di apparecchiature fotografiche Fiamma, lascia l’azienda e dà avvio ad una propria attività per la costruzione di semplici fotocamere tipo box.
L’iniziativa è concomitante all’acquisizione della Fiamma da parte della Ferrania, la nuova società viene chiamata Filma.
Nel 1937 anche la Filma viene assorbita dalla Ferrania e Bencini impianta a Milano una nuova azienda, la ICAF, continuando a produrre fotocamere box di formato 6 x 9 e 6 x 4,5 cm che chiama Roby e Gabry, ispirandosi al nome dei figli Roberto e Gabriella.
I nomi di queste due fotocamere, dal sapore vagamente anglosassone, non piacciono al regime fascista, così che i medesimi vengono poi “italianizzati” in Robi e Gabri.
Accanto a questi due modelli vanno ricordati anche la Delta, la Eno e la Argo per pellicola in rullo 120. Leggi il resto di quest’articolo »
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Gli stabilimenti Ihagee intorno al 1930
La straordinaria fase di crescita che vive la Ihagee dal 1920 è riconducibile essenzialmente alle particolari capacità di Johan Stenbergen in quanto avviene in controtendenza rispetto alle condizioni dell’industria tedesca del periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale, quando, soprattutto a causa di un livello di inflazione altissimo, la produzione industriale vive situazioni di grande incertezza e precarietà.
Il suo fiuto imprenditoriale lo spinge innanzitutto a rivolgersi verso il mercato estero, con continui viaggi durante i quali riesce ad assicurarsi commesse di tale entità da supportare il livello di crescita di cui si è detto, mentre la naturale attitudine alle relazioni umane e al lavoro di gruppo gli consente di far sì che i membri della società da lui creata operino in perfetta sintonia e in un clima di reciproca fiducia. Leggi il resto di quest’articolo »
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La Ferrania Condor I
Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a seguito di un accordo commerciale fra le due aziende.
Si tratta di un apparecchio realizzato in quattro diverse versioni che si innesta nel lunghissimo filone di macchine che ancora sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo si ispirano al “modello Leica”.
L’obiettivo deve essere estratto e ruotato fino al bloccaggio per essere portato in posizione operativa.
L’avanzamento della pellicola è da sinistra verso destra, il riavvolgimento del rullino esposto può avvenire dopo aver azionato il pulsante “R” di sblocco.
E’ dotata di contafotogrammi, posizionato sul fondello.
L’esemplare fotografato, appartenente alla seconda versione, è databile al 1950 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
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Il logo Ferrania
Le origini della Ferrania risalgono al 1882 quando a Cengio, in Liguria, sulle rive della Bormida, viene impiantata una fabbrica di dinamite.
Dopo l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel giro di pochi mesi questo impianto, chiamato SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) si ingrandisce a dismisura producendo materiale bellico per il fronte e addirittura è necessario costruire una fabbrica ex novo nel momento in cui, nel 1916, la Russia, a corto di esplosivo in polvere, si rivolge alla SIPE per essere rifornita di miscela di nitrocellulosa.
Nel nuovo impianto, situato nei pressi di Ferrania, i tecnici dello zar Nicola II preparano la polvere per i proiettili dei loro pezzi d’artiglieria fino a quando la Rivoluzione d’Ottobre porta la Russia fuori dal conflitto.
Visto la presenza delle enormi scorte lasciate dai russi si decide immediatamente di riconvertire l’impianto producendo celluloide (nitrocellulosa e canfora), il materiale che costituisce il supporto della pellicola cinematografica. Leggi il resto di quest’articolo »
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Il logo Zeiss Ikon
Nel 1926 il mondo della fotografia vive un evento di portata storica: la Fondazione Carl Zeiss acquisisce la Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft di Dresda, la Contessa Nettel Aktiengesellschaft di Stoccarda, la Optische Anstalt C.P. Goerz Aktiengesellschaft di Berlino e, con la ICA di Dresda già di sua proprietà, fa nascere una nuova società che viene chiamata Zeiss Ikon Aktiengesellschaft.
Quello che si forma è un vero e proprio colosso industriale, risultato dell’accorpamento di quattro fra le più importanti industrie fotografiche tedesche sotto la regia di una potenza economica qual è la Fondazione Carl Zeiss, che con questa operazione porta a termine una politica di acquisizioni iniziata fin dai primi anni del XX secolo.
La capacità produttiva che è in grado di esprimere è impressionante e non è certamente limitata alle fotocamere, che pure sono uno dei settori più rilevanti.
Il catalogo della nuova azienda prevede, dopo una fase iniziale di riordino della produzione, oltre cinquanta modelli di apparecchi fotografici a cui si aggiungono lenti, obiettivi, proiettori, esposimetri, pellicole, lastre, ingranditori e attrezzature da camera oscura di ogni tipo e formato.
Non va dimenticato che la Fondazione controlla direttamente la più grossa azienda produttrice di vetro ottico e lenti, la Schott und Genossen, che detiene la proprietà dell’80% della Alfred Gauthier (otturatori Koilos, Derval, Telma, Prontor e altri), il 30% della Friedrich Deckel (l’otturatore Compur) e il 70% della Hensoldt, fabbrica di binocoli di Wetzlar.
La Zeiss Ikon annovera ora al suo interno alcuni fra i migliori tecnici a livello mondiale, fra cui, solo per citarne uno, Ludwig Bertele, il progettista degli straordinari obiettivi Ernostar che dal 1924 equipaggiano le fotocamere Ermanox, già prodotte dalla Ernemann AG e ora nel catalogo Zeiss Ikon. Leggi il resto di quest’articolo »
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La nascita dell’azienda inglese Thornton Pickard Manufacturing Company è legata all’incontro tra Edgar Pickard (1862-1897) e John Edward Thornton (1865-1940), che avviene nel 1887 in occasione del Royal Jubilee Exhibition di Manchester, esposizione nella quale Thornton presenta la sua prima macchina fotografica.
Egli infatti ha già avviato un’attività commerciale nel settore fotografico in società con Reginald Nixon sotto la denominazione di Thornton Manufacturing Company, attività che consiste essenzialmente nella progettazione di fotocamere e soprattutto di otturatori; gli affari però non vanno molto bene, tanto che per poter brevettare alcune sue realizzazioni è stato costretto a prendere denaro a prestito.
Pickard invece è il figlio di una facoltosa famiglia di commercianti di Mansfield e il contatto con Thornton avviene in quanto egli è anche un accanito fotografo: dopo essere riuscito a convincere il padre a fornirgli i mezzi finanziari, estromette Nixon e nel 1888 partecipa alla fondazione della Thornton Pickard Manufacturing Company. Leggi il resto di quest’articolo »
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