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La fotocamera ICAF Robj

La Robj

Torno a parlare di questo apparecchio fotografico, del quale già ho scritto ripetutamente collegandolo storicamente al modello Gabri. Come è noto entrambi i modelli nascono nel 1938 e i loro nomi terminano con la y finale (Roby e Gabry), fatto che induce il regime fascista a “consigliare” ad Antonio Bencini di sostituire la lettera finale con una i, molto più italiana e certamente non contaminata da influenze troppo anglosassoni. Tempo fa mi sono imbattuto in una versione di questa fotocamera che porta il nome Robj, con la j finale e siccome questa era per me una novità, mi sono rivolto a Donato Consonni, cioè a colui che è il maggior esperto in assoluto relativamente a tutta la produzione riferibile alle aziende ICAF, CMF e Bencini (vedasi in proposito l’interessantissimo HYPERLINK “http://bencinistory.altervista.org/” http://bencinistory.altervista.org/). Dal momento che anche per lui la Robj è stata una novità, ritengo opportuno proporre una nuova scheda tecnica su questo apparecchio, anche se le caratteristiche sono praticamente invariate rispetto alla versione già descritta su questo sito. Continua la lettura di La fotocamera ICAF Robj

La fotocamera CMF Robi

La Robi
La Robi

Abbiamo già parlato ripetutamente della coppia di fotocamere Robi e Gabri che Antonio Bencini mette in produzione a partire dal 1937/38 dedicandole ai figli Roberto e Gabriella; ciò avviene contestualmente alla modifica del nome della sua azienda, che da ICAF diventa CMF. Nasce con il nome Roby, ma questo termine dal sapore troppo anglosassone non piace al fascismo (i regimi hanno sempre paura delle parole!!), che stabilisce la modifica della y finale; questo apparecchio non è altro che il modello di formato maggiore della piccola Gabry/Gabri, dal momento che le caratteristiche tecniche sono praticamente le stesse. È costruita in lamierino metallico verniciato a smalto nero e in gran parte rivestito di carta telata di colore nero. Si tratta di un oggetto poco comune sul mercato del collezionismo; l’esemplare fotografato è mancante della cinghietta di trasporto ed è databile al 1940 circa. Continua la lettura di La fotocamera CMF Robi

La fotocamera Filma (4.5 x 6)

La Filma 4,5 x 6
La Filma 4,5 x 6

Si tratta di un apparecchio fotografico particolare in quanto è uno dei due soli modelli prodotti dall’omonima azienda torinese, fondata nel 1935 da Antonio Bencini reduce dall’esperienza fiorentina della F.I.A.M.M.A. Assieme a questo modello viene costruita anche la Filma 6 x 9 e la produzione è ancora nella fase iniziale (1937) quando l’attività è rilevata dalla Ferrania, che si trova nel periodo di massima espansione. La produzione dei due apparecchi non viene interrotta, il marchio FILMA che si trova sotto l’obiettivo sarà sostituito da quello della nuova proprietà: questi due apparecchi sono considerati l’esordio della Ferrania nel settore delle fotocamere. La versione 4,5 x 6 è realizzata in lamiera metallica stampata, in parte verniciata a smalto nero e in parte ricoperta con un tipo di carta telata che porta impresso un motivo geometrico in stile decò; da un punto di vista tecnico è di una semplicità assoluta, il classico apparecchio anni Trenta utilizzabile da chiunque, presente peraltro con minime varianti anche nei cataloghi di molte aziende del settore fotografico, sia europee che americane. Le caratteristiche tecniche e il design di questa box avranno un seguito nel modello Gabri, prodotto dalla nuova azienda che Bencini fonderà a Milano in tempi brevissimi, la ICAF/CMF. Si tratta di una fotocamera poco comune, sia con il marchio FILMA che con quello Ferrania.  L’esemplare fotografato è databile al 1935. Continua la lettura di La fotocamera Filma (4.5 x 6)

La fotocamera CMF Gabri

La Gabri
La Gabri

Si tratta di un apparecchio caratterizzato da estrema semplicità costruttiva, una di quelle fotocamere in cui è sufficiente inquadrare e scattare, anche perché le regolazioni di ripresa sono praticamente inesistenti. Quella che invece è perlomeno curiosa è la vicenda legata alla scelta del nome, nella quale intervengono eventi per nulla legati alla fotografia. La produzione inizia nel 1937/38 ad opera dell’azienda fondata a Milano da Antonio Bencini, che ha appena modificato la denominazione da ICAF a CMF e che nel secondo dopoguerra diventerà Bencini: viene chiamata Gabry ed appare contestualmente ad un altro modello di formato 6 x 9, la Roby. La ragione di tali nomi risiede nel fatto che i figli del costruttore si chiamano Gabriella e Roberto. La y finale però non piace al regime fascista, in quanto di sapore troppo anglosassone, così che rapidamente i due nomi vengono modificati in Gabri e Robi. A questo punto, sistemata la partita con la “perfida Albione”, Bencini può continuare la produzione degli apparecchi. Continua la lettura di La fotocamera CMF Gabri

La ICAF – CMF – Bencini

Il modello CMF Bencini Comet S
Il modello CMF Bencini Comet S

La storia della Bencini ha inizio nel 1935, quando Antonio Bencini, tecnico-imprenditore della fabbrica di apparecchiature fotografiche Fiamma, lascia l’azienda e dà avvio ad una propria attività per la costruzione di semplici fotocamere tipo box.

L’iniziativa è concomitante all’acquisizione della Fiamma da parte della Ferrania, la nuova società viene chiamata Filma.

Nel 1937 anche la Filma viene assorbita dalla Ferrania e Bencini impianta a Milano una nuova azienda, la ICAF, continuando a produrre fotocamere box di formato 6 x 9 e 6 x 4,5 cm che chiama Roby e Gabry, ispirandosi al nome dei figli Roberto e Gabriella.

I nomi di queste due fotocamere, dal sapore vagamente anglosassone, non piacciono al regime fascista, così che i medesimi vengono poi “italianizzati” in Robi e Gabri.

Accanto a questi due modelli vanno ricordati anche la Delta, la Eno e la Argo per pellicola in rullo 120. Continua la lettura di La ICAF – CMF – Bencini