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Univex (Universal Camera Corporation)

 

Questa azienda statunitense viene fondata il 26 gennaio 1933 a New York da Otto Wolff Githens, un ex agente di una società di prestiti, e da Jacob J. Shapiro, funzionario di una società di assicurazioni per taxi. L’intento è quello di produrre apparecchi fotografici alla portata di chiunque, sia per quanto riguarda la facilità di utilizzazione, ma soprattutto per il prezzo di vendita molto abbordabile. In relazione a ciò, già all’atto della fondazione, i due soci si ripromettono di costruire in un anno un numero di apparecchi così elevato da superare la produzione di qualsiasi altra azienda del settore a livello mondiale. Il primo apparecchio, la Univex Model A, appare nello stesso anno 1933: è costruita in materiale plastico, presenta un design molto essenziale ed utilizza un rullino di pellicola dedicato. La particolarità che fa di questa fotocamera un caso alquanto singolare è l’incredibile costo di soli 39 centesimi di dollaro, mentre l’importo del rullino di pellicola è di 10 centesimi. La pellicola, codificata come “tipo 00” viene prodotta in Belgio dalla Gevaert, è stata chiamata Univex Ultrachrome e da un rullino si ottengono sei fotogrammi delle dimensioni di 1⅛ x 1½ inch, cioè 38 x 28 mm. Continua la lettura di Univex (Universal Camera Corporation)

Bilora (Kürbi & Niggeloh)

La storia di questo marchio tedesco comincia nel 1909 con la fondazione di una piccola azienda da parte di Wilhelm Kürbi e Carl Niggeloh, che iniziano a costruire attrezzature meccaniche destinate ai settori più differenti. Si tratta infatti di una di quelle fabbriche i cui prodotti spaziano nei settori più diversificati e che vanno, soltanto per fare degli esempi, dai mozzi per le ruote delle biciclette alle macchinette per tagliare i capelli oppure dalle scale a pioli ai lampadari. L’attività deve comunque essere redditizia, almeno a giudicare dal fatto che dopo soltanto due anni la Kürbi & Niggeloh si sposta dalla sede iniziale di Barmen-Rittershausen in una nuova vasta officina appositamente costruita a Radevormwald. Soltanto dopo molti anni, nel 1935, dopo aver aggiunto al proprio catalogo anche i treppiedi per apparecchi fotografici, l’azienda esordisce nel campo delle fotocamere. Nasce quindi il marchio Bilora, che nella fase iniziale è riferito ad un apparecchio molto semplice di tipo box, ma che negli anni successivi si diversifica in una grandissima quantità di fotocamere destinate ad un mercato tipicamente amatoriale. Si tratta, come già si è detto per altri produttori, di strumenti poco sofisticati che possono essere utilizzati anche senza essere in possesso di particolari conoscenze o abilità, ma che proprio per questo motivo incontrano il favore del mercato. Continua la lettura di Bilora (Kürbi & Niggeloh)

Lieven Gevaert nella storia della fotografia

Lieven Gevaert
Lieven Gevaert

Lieven Gevaert nasce nella città fiamminga di Anversa il 28 maggio 1868: l’azienda che lega il suo nome alla storia della fotografia muove i primi passi negli anni 1889/1890 quando egli inizia un’attività di tipo artigianale nella città natale dedicandosi alla produzione di carta sensibile per stampe fotografiche. Orfano di padre fin dall’età di tre anni, si avvale inizialmente del sostegno e della collaborazione della madre. L’andamento dal punto di vista commerciale è evidentemente promettente, dal momento che soltanto quattro anni più tardi, con l’intervento finanziario dell’uomo d’affari Armand Seghers, egli può fondare la società L. Gevaert & Cie, dotata del modesto capitale iniziale di 20.000 BEF (franco belga), un valore attualmente comparabile a circa 500 euro. Nonostante le piccole dimensioni, già l’anno successivo la Gevaert è in grado di acquistare l’azienda parigina Blue Star Papers, aprendo di fatto in questo modo una filiale all’estero. L’importanza di questa acquisizione va però oltre la semplice espansione sul piano commerciale, in quanto attraverso tale filiale ha inizio la produzione di un nuovo tipo di materiale sensibile, che in breve rivoluzionerà il mercato per quanto riguarda la realizzazione delle copie fotografiche. Fino a quel momento le carte utilizzate per la stampa dei negativi erano a base di albumina e di collodio, l’immagine si formava per annerimento diretto e fornivano copie di colore rosso brunastro che, oltre ad essere fissate, potevano essere virate al cloruro d’oro per dar loro maggiore stabilità; con tale trattamento assumevano, a seconda del ph del bagno utilizzato, un colore rosato oppure bluastro-violaceo. Già a partire dagli anni ottanta del XIX secolo aveva avuto inizio la sperimentazione di carte sensibili alla gelatina e sali d’argento ed è proprio a questo tipo di produzione che si dedica la Gevaert attraverso la filiale parigina, diventando in pochi anni una delle aziende più quotate per quanto riguarda il materiale da stampa. Si tratta di una carta fotografica che richiede il trattamento di sviluppo/fissaggio e che fornisce immagini nei toni del grigio e del nero; è quindi in pratica un prodotto che presenta principi di base rimasti poi sostanzialmente validi e che, anche per quanto riguarda il supporto cartaceo, hanno continuato ad essere utilizzati fino all’introduzione delle carte politenate durante gli anni Settanta del XX secolo. Continua la lettura di Lieven Gevaert nella storia della fotografia