La fondazione dell’azienda risale al 1914, anno in cui Walter Waurich e Theodor Weber costituiscono a Freital, cittadina nei pressi di Dresda, una società denominata Weeka Kamera Werk e danno avvio ad un’attività artigianale per la costruzione di fotocamere folding a lastre.
Nel 1919 la denominazione dell’impresa viene modificata in Welta Kamera Werk.
La produzione riguarda essenzialmente attrezzature per uso amatoriale sia a lastra che a pellicola in rullo, anche se verso il 1925 viene realizzato un apparecchio fotografico a doppio otturatore chiamato Dubla Zweiverschlusskamera, strumento di notevole qualità.
Si tratta in pratica di una fotocamera folding di grande formato dotata sia di un otturatore centrale (un Compur della Friedrich Deckel) su cui è fissato l’obiettivo, sia di un secondo a tendina sul piano focale in grado di raggiungere il tempo di scatto di 1/1000 di secondo; apparecchi a doppio otturatore erano da tempo prodotti anche da altre marche, prima fra tutte la Ernemann.
Questo modello viene naturalmente realizzato per l’uso di lastre, sia di formato 9 x 12 che 10 x 15. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1914, biottica, Compur, Dubla Zweiverschlusskamera, Ernemann, Friedrich Deckel, Gucki, Kamera-Werk Tharandt, Perfekta, Perle, Reflekta, Reflekta II, Rolleiflex, Sica Box, Superfekta, Theodor Weber, VEB Kamera und Kinowerk Dresden, VEB Pentacon, VEB Welta-Kamera-Werk, Walter Waurich, Welta 35, Welta Kamera Werk, Weltax Roll, Weltini
Leggi i commenti (0)Nel panorama dei numerosi obiettivi derivati dallo schema ottico Tessar, l’Anytar occupa certamente un posto di rilievo in quanto rappresenta il diretto progenitore di una delle ottiche più note della storia della fotografia: il Nikkor.
La sua costruzione è legata ai tecnici tedeschi che nei primi anni Venti del secolo scorso operano presso la Nippon Kōgaku Kōgyō K. K. al fine di trasmettere il know-how necessario ad avviare la produzione della neonata azienda, fondata a Tokio nel 1917.
Fra questi tecnici il posto di maggiore rilievo è occupato da Heinrich Acht, che svolge il ruolo di guida e coordinamento del team progettuale del quale entreranno gradualmente a far parte anche ingegneri giapponesi; direttamente interessato al progetto è certamente anche il collega di Acht Hermann Dillmann, di cui rimangono appunti del 1926 nei quali si fa riferimento all’Anytar da 107 mm.
Le focali individuate a livello di prototipo sono sette, studiate per fotocamere di formato medio/grande (6 x 9 o 9 x 12) e vanno da un grandangolo da 75 mm ad un tele da 360 mm, passando per un 105 mm, un 107 mm, un 120 mm, un 150 mm e un 180 mm. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1925, Anytar, Compur, Dagor, Friedrich Deckel, Heinrich Acht, Hermann Dillmann, Nikkor, Nippon Kōgaku Kōgyō K. K., Tessar, tripletto di CookeLa nascita di questa azienda giapponese risale al 1917 ed avviene a seguito della fusione di due imprese del settore ottico che operano quasi esclusivamente in ambito militare.
Al fine di organizzare ed avviare la produzione vengono chiamati a Tokio negli anni 1920/21 otto tecnici tedeschi, fra i più noti del gruppo vi sono Hermann Dillmann, Max Lange e soprattutto Heinrich Acht; con il loro contributo saranno realizzati i primi obiettivi per uso militare, la cui produzione verrà allargata al settore civile soltanto dopo alcuni anni.
Nel periodo 1925-1928 vengono elaborati diversi tipi di ottiche, dedicate soprattutto alle riprese aeree, fra cui un Flieger Objektiv, un Dyalit Anastigmat (entrambi a tre lenti), un Doppel Anastigmat a sei lenti e un altro schema a tre lenti dedicato al ritratto.
I tecnici tedeschi rimangono in Giappone fino al 1926, il solo Acht si trattiene fino al 1928 ed è lui in particolare che pone le basi per lo sviluppo della successiva serie di ottiche studiate da ingegneri giapponesi. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1917, Aero-Nikkor, Anytar, Carl Zeiss, Compur, Doppel Anastigmat, Dyalit Anastigmat, Flieger Objektiv, Friedrich Deckel, Giappone, Heinrich Acht, Hermann Dillmann, Konica, Konishi Honten, Lily, Mamiya Six III, Max Lange, Nikkor, Nippon Kōgaku, Nippon Kōgaku Kōgyō K. K., R-Aero-Nikkor, Sunayama Kakuya, Tessar, TrimarSi tratta della prima biottica costruita dalla Zeiss Ikon, ispirandosi naturalmente alla Rolleiflex della Franke & Heidecke.
E’ stata prodotta dal 1934 al 1937 in due varianti che si differenziano per la decorazione del coperchio del pozzetto, presente soltanto sui primissimi esemplari.
La pellicola scorre in senso orizzontale, la leva di carica è posizionata sul frontale, sotto l’obiettivo.
E’ dotata di due finestrelle contafotogrammi identiche, una sul lato destro e una sul sinistro; su quello sinistro vi è anche l’apertura schermata di rosso (apribile/richiudibile) per il controllo dell’avanzamento pellicola.
E’ una fotocamera caratterizzata da un design molto inconsueto, decorata sul frontale con un motivo geometrico che racchiude le ottiche e che è rifinito a smalto nero, secondo lo stile decò.
Per questo aspetto e per queste particolarità venne soprannominata “The Coffee Can” e in effetti la somiglianza con una caffettiera è notevole.
L’esemplare fotografato è databile al 1935 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1935, 850/16, biottica, Compur Rapid, Friedrich Deckel, Novar Anastigmat, Rolleiflex, Sucher Anastigmat, Zeiss IkonE’ l’unica fotocamera 6 x 6 di serie prodotta dalla Franke & Heidecke con

La Rolleiflex T “grigia”
rivestimento in similpelle grigia, anche se ne esiste una versione ricoperta di vulcanite del consueto colore nero.
E’ stata realizzata in tre diversi allestimenti ottici, il Tessar prodotto dalla Carl Zeiss “occidentale” di Oberkochen, lo Zeiss Opton Te e lo Schneider Xenar, tutti con apertura massima f/3.5.
Rispetto ai precedenti modelli presenta il pozzetto a soffietto sfilabile e la lastrina di messa a fuoco intercambiabile.
Non è provvista del dispositivo “di tasto” che percepisce l’inizio della pellicola, quindi al momento del caricamento è necessario far avanzare manualmente il rullo fino a far coincidere le frecce stampate sul rivestimento di carta con un riferimento contraddistinto da due puntini rossi.
E’ stata costruita dal 1958 al 1976, le versioni con Opton Te e Xenar sono rare.
L’esemplare fotografato è databile al 1960 circa.
Caratteristiche principali
- Biottica
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120; con un apposito commutatore di formato si possono ottenere dal rullo stesso 16 pose 4 x 4 oppure 4 x 5,5.
- Può essere modificata per usare il rullo 220. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1958, Carl Zeiss Tessar, Franke & Heidecke, Friedrich Deckel, Synchro Compur.A mio parere la più intrigante delle numerose fotocamere che negli anni
Trenta molti costruttori rifinirono con motivi in stile deco.
E’ rivestita con lastrine di ottone nichelate e decorate a smalto nero; si tratta purtroppo di una finitura estremamente delicata, molto sensibile all’uso per quanto riguarda lo smalto e soggetta all’ossidazione.
E’ stata costruita dal 1933 al 1936, è abbastanza rara.
L’esemplare fotografato è databile al 1934 circa.
Caratteristiche principali
- Biottica
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120
Inquadratura
- mirino reflex a pozzetto fisso
- mirino a traguardo
Correzione errore di parallasse
- Messa a fuoco TTL su vetro smerigliato, facilitata con lente di ingrandimento
- Messa a fuoco mediante due corpi scorrevoli uno dentro l’altro, azionabile con una manopola posta sul fianco sinistro Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1934, biottica, Carl Zeiss Jena Triotar, Compur, deco, Friedrich Deckel, Heidoscop AnastigmatIl 1930 non è per la Franke & Heidecke soltanto l’anno in cui ha inizio il grande successo commerciale, ma rappresenta anche l’inizio di un periodo caratterizzato da grande fervore progettuale che si concretizzerà con l’uscita di tre nuovi modelli nel giro di tre anni.
Nel marzo 1931 appare infatti la Rolleiflex 4 x 4 tipo A (detta anche Baby Rolleiflex nei paesi anglosassoni), cioè un modello che rispetto alla versione del 1929 presenta sostanziali varianti.
Innanzitutto è di dimensioni ridotte in quanto utilizza pellicola in rullo 127 ed è il primo ad essere dotato, per l’avanzamento della pellicola stessa, di quel manettino laterale ripiegabile che non verrà più abbandonato.
Anche la copertura del pozzetto di inquadratura e messa a fuoco è stata modificata in quanto è costituita da una parte mobile ripiegabile e da una fissa a forma di croce che può essere eventualmente utilizzata come mirino a traguardo; è fornita inoltre di lente di ingrandimento per facilitare la messa a fuoco su vetro smerigliato. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1920, Automat 1937, Automat 1939, biottica, Carl Zeiss Jena Triotar, Compur Rapid, Franke & Heidecke, Friedrich Deckel, Rolleicord, Rolleicord Deco, Rolleicord I, Rolleicord IIA, Rolleiflex, Rolleiflex 4 x 4, Rolleikin, Standar Neu, Standard Alt, Voigtländer & Sohn, Zeiss IkonLa Fotokor è uno dei primi apparecchi fotografici progettati e costruiti in
Unione Sovietica a partire dal 1930 dalla GOMZ, Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskie Zavod) di Leningrado.
E’ stata prodotta in almeno tre varianti, che si differenziano soprattutto per il tipo di otturatore utilizzato: esitono infatti modelli equipaggiati con il Compur prodotto dalla Friedrich Deckel, con il Vario della Alfred Gauthier e con il ГОМЗ (GOMZ), omonimo della casa costruttrice.
Il corpo è in alluminio, il soffietto è in pelle di colore nero.
L’esemplare fotografato è un modello particolare, rivestito di vulcanite color marrone, databile al 1936 circa.
Caratteristiche principali
- Folding di tipo classico
- Formato del negativo 9 x 12 cm su lastra di vetro o pellicola in filmpack
- Inquadratura:
- con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale dotato di bolla
- con mirino a traguardo privo del telaietto collimatore sul corpo macchina Leggi il resto di quest’articolo »

La Ihagee Parvola
Si tratta di uno dei modelli più interessanti della vasta produzione Ihagee, realizzato in diverse versioni a partire dal 1931; nella prima viene chiamata Kleinbild – Ultrix o Klein – Ultrix, la denominazione Parvola appare dal settembre di quell’anno.
Ne esistono diverse varianti, con allestimenti diversi, sia per quanto riguarda l’ottica (Ihagee Anastigmat o Carl Zeiss Tessar) che per il tipo di otturatore (Vario, Pronto o Prontor II della Alfred Gauthier oppure Compur della Friedrich Deckel).
L’esemplare fotografato è databile al 1932 circa.
Caratteristiche principali
- Compatta
- Formato del negativo cm 4 x 6 su pellicola in rullo 127
- Inquadratura con mirino a traguardo composto da un telaio e da una lente piano/concava con croce di collimazione, entrambi sul corpo macchina
- Messa a fuoco su scala metrica mediante scorrimento del gruppo obiettivo/otturatore su vite elicoidale azionabile con una ghiera
- Obiettivo Tessar da 70 mm con apertura massima f/3.5 costruito dalla Carl Zeiss di Jena
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con valori f/3.5 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32
- Otturatore centrale Compur a tre lamelle prodotto dalla Friedrich Deckel di Monaco
- Tempi di scatto di 1 sec, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/300, B, T
- La leva di carica dell’otturatore è protetta contro movimenti accidentali da una linguetta metallica rialzabile al momento dell’uso

Il logo Ihagee sul fondello della fotocamera
Il formato del negativo può essere di 3 x 4 cm o di 4 x 6 cm.
I primi esemplari prodotti non sono dotati degli agganci per la cinghia a tracolla.
La fotocamera è predisposta per poter essere appoggiata anche in posizione verticale mediante un piedino estraibile dalla piastra su cui è fissato l’otturatore.
Tags: 1932, Alfred Gauthier, Carl Zeiss, Compur, Friedrich Deckel, Ihagee, Jena, Parvola, Pronto, Prontor II, Tessar, Ultrix, VarioSi tratta di una delle numerose folding prodotte dalla Ihagee negli anni Venti

La Ihagee Patent Duplex
del XX secolo.
Il corpo macchina è in alluminio, mentre il telaio del dorso è in legno, il tutto rivestito di vulcanite di colore nero.
Il soffietto è in pelle di colore nero, a doppia estensione.
L’esemplare fotografato è databile al 1924 circa.
Caratteristiche principali
- Folding a lastre di tipo classico
- Formato del negativo cm 9 x 12 su lastra di vetro o pellicola in filmpack
- Inquadratura:
- con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale
- a traguardo, con telaio sulla standarta portaottica e collimatore dotato di foro sul corpo macchina
- su vetro smerigliato
- Messa a fuoco:
- su scale metriche, da 2 m a ∞ e da 6,5 a 100 feet Leggi il resto di quest’articolo »















