Categorie

 
Richard Beard

Richard Beard

Richard Beard nasce il 22/12 /1801 a East Stonehouse, vicino a Newton Abbott, Devon, Regno Unito.

Appartiene ad una famiglia dedita al commercio, settore di attività nel quale anch’egli si inserisce a partire dal 1830 come mercante di carbone.

Nel 1839 è preso dall’atmosfera di grande eccitazione creatasi a seguito dell’annuncio delle scoperte di Daguerre e Fox Talbot e nel 1840 viene contattato da William Carpmael, agente di brevetti che gli fa conoscere un americano, William S. Johnson.

Costui sta cercando di promuovere un apparecchio fotografico a nome di suo figlio John e di Alexander S. Wolcott, che hanno aperto nel mese di marzo il primo studio fotografico americano per la ripresa di dagherrotipi.

L’apparecchio ideato da Wolcott, che usa uno specchio concavo invece dell’obiettivo, non si dimostra particolarmente affidabile, ma la vicenda fa comprendere a Beard il potenziale commerciale della nuova scoperta e quindi stipula un accordo con Wolcott & Johnson assicurandosi comunque il brevetto europeo sulla loro fotocamera. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1841, dagherrotipo, Daguerre, Fox Talbot, Jean Francois Antoine Claudet, John Frederick Goddard, John Johnson, Richard Beard, specchio concavo, Wolcott & Johnson
Alphonse Bernoud

Alphonse Bernoud

Alphonse Bernoud nasce in Francia, a Meximieux, nei pressi di Lione, il 4 febbraio 1820 ed è uno dei primi ad avvicinarsi alla fotografia, iniziando a praticare la tecnica dagherrotipica nei mesi immediatamente successivi all’annuncio della scoperta.

Il suo vero nome è in realtà Jean Baptiste, in famiglia e dagli amici intimi viene invece confidenzialmente chiamato Alphonse.

E’ in Italia già nel 1841 in quanto è documentato un suo dagherrotipo eseguito in quell’anno a Sanremo; frequenta infatti la costa ligure operando come fotografo ambulante.

Nel 1845 sul giornale genovese “Corriere Mercantile” appare una inserzione di tipo pubblicitario con la quale Bernoud annuncia di essere … de passage in cette ville pour quelque temp … e non solo di eseguire ritratti con il metodo inventato da Daguerre, ma di colorarli secondo una tecnica messa a punto da lui stesso; il costo di un’immagine è di 5 franchi e il suo recapito è in Strada Scurreria Palazzo Pallavicini.

Al pari di molti altri fotografi francesi, inglesi e tedeschi, arriva in Italia spinto soprattutto dal fatto che il nostro paese è un mercato molto appetibile e redditizio dove i praticanti di questa nuova attività non abbondano. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1841, albumina, Alphonse Bernoud, collodio secco, collodio umido, dagherrotipo, Daguerre, foto stereoscopica, Fox Talbot
Henry Jean Louis Le Secq fotografato da Gustave Le Gray nel 1848

Henry Jean Louis Le Secq fotografato da Gustave Le Gray nel 1848

Henry Jean Louis Le Secq nasce a Parigi il 18 agosto 1818.

Figlio di un uomo politico, compie studi di pittura e scultura lavorando poi negli atelier di vari maestri, tra cui i pittori James Pradier e Paul Delaroche.

In questo ambiente conosce ed entra in contatto con numerosi artisti, tra cui i primi fotografi parigini, ed è in tale contesto che a partire dal 1848 frequenta Gustave Le Gray, apprendendo le tecniche del dagherrotipo e del calotipo.

Fa quindi parte di quel gruppo da cui usciranno numerosi altri fotografi, da Jean Lèon Gérôme a Roger Fenton, all’amico Charles Nègre.

Nel 1851 partecipa alla fondazione della Société Héliographique ed è uno dei cinque fotografi (gli altri sono Hippolyte Bayard, Édouard Baldus, Auguste Mestral e lo stesso Gustave Le Gray) a cui vengono affidate le riprese della Mission Héliographique, iniziativa voluta dalla Commissione Francese dei Monumenti storici per procedere alla catalogazione delle bellezze monumentali della Francia anche in funzione della tutela e del restauro.

La cattedrale di Amiens

La cattedrale di Amiens

A Le Secq viene assegnato il territorio della Champagne, Alsazia e Lorena, Strasburgo, Amiens, Reims e Chartres; lavora con una fotocamera di grande formato dalla quale ottiene negativi su carta di 51 x 74 cm col metodo calotipico di Fox Talbot.

La documentazione più competa che egli produce è relativa alla cattedrale di Amiens, della quale vengono stampate 45 diverse vedute.

Il suo approccio alla fotografia è completamente diverso da quello attivo ed impegnato di Le Gray: è un aristocratico fotoamatore che esprime la sua passione per l’architettura e non a caso, oltre alle immagini riprese nell’ambito della Mission Héliographique, di lui sono rimasti quieti paesaggi, interni e foto di genere still life.

Nella cattedrale di Notre Dame di Reims fotografa la Torre dei Re, quella posta verso sud, stando sulla sommità di un’altra torre; realizza un’immagine nella quale vengono rivelati con estrema nitidezza particolari architettonici e dettagli che normalmente non sono visibili da terra. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, Auguste Mestral, calotipo, Charles Nègre, dagherrotipo, Édouard Baldus, fotocamera, Fox Talbot, Gustave Le Gray, Henry Jean Louis Le Secq, Hippolyte Bayard, Jean Lèon Gérôme, La Lumière, Paul Delaroche

Gustave Le GrayGustave Le Gray nasce a Villiers le Bel, a nord di Parigi, nel 1820.

Portato per la pittura, frequenta gli studi di François Edouard Picot e di Paul Delaroche, luoghi in cui negli anni 1840-42 incontra Henri Le Secq, Charles Nègre, Jean Lèon Gérôme,  e altri.

Nel 1844 intraprende un viaggio di studi in Svizzera e in Italia; mentre si trova a Roma scopre la fotografia e viene attratto dal fascino di questo nuovo metodo di produzione delle immagini.

Rientrato in Francia nel 1847, pur continuando a praticare la pittura, inizia a fotografare prima con il dagherrotipo e poi con il calotipo, la tecnica di Fox Talbot, che in quegli anni si sta diffondendo anche in Francia soprattutto per opera di Louis Désiré Blanquart Evrard.

Nel 1850 inizia anche a sperimentare nuove tecniche, come la ceratura della carta prima della sensibilizzazione e, pare, la sensibilizzazione del vetro con il collodio umido indipendentemente da Frederick Scott Archer, colui al quale è riconosciuta la paternità della scoperta avendola resa ufficialmente nota nel 1851. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1850, calotipo, dagherrotipo, Fox Talbot, Frederick Scott Archer, Gustave Le Gray, Louis Désiré Blanquart Evrard, Nadar, Oscar Gustave Rejlander, Paul Delaroche, Roger Fenton, stampa combinata

Frederick Scott Archer nasce nel 1813 a Bishop’s Stortford, Gran Bretagna.

Trasferitosi a Londra, diventa scultore e si avvicina alla fotografia in quanto è il sistema migliore per riprendere le immagini dei suoi soggetti.

Insoddisfatto della qualità dei risultati ottenuti con il metodo di Fox Talbot a causa della insufficiente nitidezza e del basso contrasto, inizia a sperimentare un nuovo metodo di sensibilizzazione delle lastre, nel tentativo di coniugare la finezza del dagherrotipo con la praticità del calotipo e mantenendo quindi la possibilità di stampare più copie dallo stesso negativo.

Questo nuovo procedimento viene messo a punto già verso il 1848, ma è ufficializzato soltanto nel 1851 mediante la pubblicazione di un articolo sul numero di “The Chemist”, del marzo di quell’anno.

Le operazioni di sensibilizzazione iniziano stendendo sulla lastra di vetro un prodotto che sia in grado di farvi aderire l’elemento fotosensibilie.

Questo prodotto è il cotone collodio o binitrocellulosa, cioè un composto di nitrocellulosa e di azoto, quest’ultimo nella percentuale di circa il 12%; si presenta come una sostanza dalla consistenza viscosa dotata però di un aspetto perfettamente limpido e trasparente.

In certi casi, in alternativa al cotone collodio, è usato il fulmicotone o trinitrocellulosa o cotone fulminante, che tra l’altro è una sostanza altamente infiammabile ed esplosiva, tanto che nel  linguaggio comune, la locuzione “al fulmicotone” sta ad indicare un evento o un’azione che si verifica in tempi rapidissimi e/o con improvvisa violenza. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, acido pirogallico, albumina, calotipo, collodio umido, dagherrotipo, Felice Beato, Fox Talbot, Frederick Scott Archer, lastra di vetro, Mathew Brady, negativo, nitrato d’argento, Roger Fenton, tiosolfato, wet plate
Louis Désiré Blanquart Evrard (Bibliothèque municipale de Lille, Fonds Lefebvre 5, 16 – stampa all’albumina)

Louis Désiré Blanquart Evrard (Bibliothèque municipale de Lille, Fonds Lefebvre 5, 16 – stampa all’albumina)

Louis Désiré Blanquart Evrard nasce il 2 agosto 1802 nella città francese di Lille.

Nel 1839, l’anno della fotografia, è un commerciante di stoffe e tessuti che, al pari di molti altri, rimane particolarmente colpito dalle vicende e dal clamore legati alla nuova scoperta ed inizia ad interessarsi al fenomeno della fotosensibilità.

Dal 1840 comincia a dedicarsi allo studio della calotipìa, il procedimento che Fox Talbot sta mettendo a punto e che sarà ufficializzato nell’anno successivo; questo interesse si concretizza nella realizzazione da parte sua della prima pubblicazione francese su tale procedimento, apparsa nel 1847.

Contestualmente Blanquart Evrard si dedica ad esperimenti propri, legati soprattutto al metodo di stampa delle copie positive e nel 1850 annuncia di aver messo a punto un nuovo supporto sensibile, costituito da fogli di carta albuminata.

Fino a quel momento, secondo la procedura studiata da Talbot, la tiratura delle copie positive da negativo calotipico avviene su fogli di carta salata.

L’elemento di novità introdotto da Blanquart Evrard è relativo all’uso dell’albume d’uovo come sostanza per far aderire i sali fotosensibili al foglio di carta, in analogia a quanto già sperimentato due anni prima da Abel Niépce de Saint Victor per le lastre negative su vetro.

Il procedimento all’albumina costituisce una notevole innovazione rispetto alla carta salata, in quanto per la prima volta il composto fotosensibile fatto di sali d’argento non impregna direttamente il supporto, ma è separato da questo dalla sostanza collante costituita dall’albume d’uovo. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1839, 1850, Abel Niépce de Saint Victor, albumina, André Eugene Disderi, calotipìa, carta all’albumina, carta salata, cartes de visite, Fox Talbot, Louis Désiré Blanquart Evrard, Thomas Sutton
Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar nasce il 2 agosto 1814 in una famiglia di scalpellini, a Kranj, in Slovenia.

Dopo gli studi elementari frequenta scuole di grado più elevato a Lubiana; è eccezionalmente portato ad imparare le lingue straniere e infatti parlerà correntemente il tedesco, l’inglese, il francese e l’italiano.

Non solo è molto attratto dalla matematica, dalla fisica e dalla chimica, ma ha talento musicale ed è in grado di suonare vari strumenti.

Al termine degli studi, per assecondare il desiderio di sua madre, entra in seminario e nel 1838 è ordinato sacerdote.

Dal 1839 svolge il ministero sacerdotale a Metlika ed è nel corso di quest’anno o del successivo che viene raggiunto dalla notizia della scoperta di Daguerre; da persona curiosa ed eccezionalmente dotata qual è, probabilmente (non vi sono testimonianze in merito) cerca di informarsi sul procedimento dagherrotipico ed inizia ad effettuare tentativi personali di riprese fotografiche. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1847, calotipo, camera oscura, Claude Félix Abel Niépce de Saint Victor, dagherrotipo, Daguerre, Fox Talbot, Janez Auguštin Puhar, mercurio, negativo/positivo, pellicola in rullo, pellicole piane
 
storiadellafotografia.it usa WordPress