Categorie

 
Una Tudor n° 4 del 1905 circa

Una fotocamera a soffietto Tudor n° 4 del 1905 circa

William Lewis nasce 1791 a Pontypool, Monmouthshire, nel sud del Galles e nel 1831 emigra negli Stati Uniti assieme ai suoi otto figli.

Verso la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento (la data non è nota), assieme al figlio maggiore William Henry apre un’attività per la costruzione di fotocamere da dagherrotipo e di altre attrezzature legate al procedimento fotografico dagherrotipico.

Il laboratorio si trova a Manhattan, al 142 di Chatham Square, l’azienda è denominata “W. and W. H. Lewis” e vi lavora anche un secondo figlio, Henry John.

La fotografia evidentemente ha rappresentato una vera occasione di svolta per la famiglia Lewis, se si considera che un terzo figlio, Richard, svolge attività di fotografo mentre la figlia Jennie è sposata con il dagherrotipista Alonzo J. Drummond.

Nel 1851, quando ormai la tecnica messa a punto da Daguerre ha imboccato il viale del tramonto, l’azienda introduce una variante nell’apparecchio da ripresa, applicando un soffietto di stoffa per collegare, mantenendo l’oscurità all’interno, la parte posteriore dove è posizionata la lastra fotosensibile alla parte anteriore dove è fissato l’obiettivo. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, dagherrotipo, Daguerre, fotocamera, messa a fuoco, soffietto, William Lewis
Ambrotipo inglese del 1860 circa

Ambrotipo inglese del 1860 circa

James Ambrose Cutting (1814 – 1867) è stato un fotografo ed un inventore americano, nato ad Havershill, nello stato del  New Hampshire.

Trascorre la giovinezza in condizioni di povertà, fino a quando, nel 1842, con il denaro guadagnato per l’invenzione di un nuovo tipo di alveare, può trasferirsi a Boston.

Nel 1854, con tre distinti brevetti, egli protegge una sua tecnica per produrre immagini fotografiche positive su lastre di vetro al collodio umido (Patent Numbers 11,213 – 11,266 – 11,267: Awarded to James Ambrose Cutting of Boston, Massachusetts for creating collodion positive photographs on glass).

Di certo quindi è Cutting colui al quale va ascritta la paternità del metodo per produrre quel particolare tipo di immagine positiva diretta che sarà chiamato “ambrotipo”, anche se molte fonti sostengono che l’idea iniziale di un tale tipo di utilizzo del negativo al collodio era stata dell’inventore stesso di tale procedimento, cioè Frederick Scott Archer, fin dal 1852. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1854, ambrotipo, carte de visite, collodio umido, dagherrotipo, ferrotipo, Frederick Scott Archer, James Ambrose Cutting, nitrato d’argento, tintype
Ritratto di Frederick Scott Archer

Ritratto di Frederick Scott Archer

Frederick Scott Archer nasce nel 1813 a Bishop’s Stortford, Gran Bretagna.

Trasferitosi a Londra, diventa scultore e si avvicina alla fotografia in quanto è il sistema migliore per riprendere le immagini dei suoi soggetti.

Insoddisfatto della qualità dei risultati ottenuti con il metodo di Fox Talbot a causa della insufficiente nitidezza e del basso contrasto, inizia a sperimentare un nuovo metodo di sensibilizzazione delle lastre, nel tentativo di coniugare la finezza del dagherrotipo con la praticità del calotipo e mantenendo quindi la possibilità di stampare più copie dallo stesso negativo.

Questo nuovo procedimento viene messo a punto già verso il 1848, ma è ufficializzato soltanto nel 1851 mediante la pubblicazione di un articolo sul numero di “The Chemist”, del marzo di quell’anno.

Le operazioni di sensibilizzazione iniziano stendendo sulla lastra di vetro un prodotto che sia in grado di farvi aderire l’elemento fotosensibilie.

Questo prodotto è il cotone collodio o binitrocellulosa, cioè un composto di nitrocellulosa e di azoto, quest’ultimo nella percentuale di circa il 12%; si presenta come una sostanza dalla consistenza viscosa dotata però di un aspetto perfettamente limpido e trasparente.

In certi casi, in alternativa al cotone collodio, è usato il fulmicotone o trinitrocellulosa o cotone fulminante, che tra l’altro è una sostanza altamente infiammabile ed esplosiva, tanto che nel  linguaggio comune, la locuzione “al fulmicotone” sta ad indicare un evento o un’azione che si verifica in tempi rapidissimi e/o con improvvisa violenza. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, acido pirogallico, albumina, calotipo, collodio umido, dagherrotipo, Felice Beato, Fox Talbot, Frederick Scott Archer, lastra di vetro, Mathew Brady, negativo, nitrato d’argento, Roger Fenton, tiosolfato, wet plate
Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar nasce il 2 agosto 1814 in una famiglia di scalpellini, a Kranj, in Slovenia.

Dopo gli studi elementari frequenta scuole di grado più elevato a Lubiana; è eccezionalmente portato ad imparare le lingue straniere e infatti parlerà correntemente il tedesco, l’inglese, il francese e l’italiano.

Non solo è molto attratto dalla matematica, dalla fisica e dalla chimica, ma ha talento musicale ed è in grado di suonare vari strumenti.

Al termine degli studi, per assecondare il desiderio di sua madre, entra in seminario e nel 1838 è ordinato sacerdote.

Dal 1839 svolge il ministero sacerdotale a Metlika ed è nel corso di quest’anno o del successivo che viene raggiunto dalla notizia della scoperta di Daguerre; da persona curiosa ed eccezionalmente dotata qual è, probabilmente (non vi sono testimonianze in merito) cerca di informarsi sul procedimento dagherrotipico ed inizia ad effettuare tentativi personali di riprese fotografiche. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1847, calotipo, camera oscura, Claude Félix Abel Niépce de Saint Victor, dagherrotipo, Daguerre, Fox Talbot, Janez Auguštin Puhar, mercurio, negativo/positivo, pellicola in rullo, pellicole piane
Mathew Brady nel 1875

Mathew Brady nel 1875

Mathew B. Brady nasce nel 1822 a Warren County, nei pressi di New York, in una famiglia di immigrati irlandesi.

All’età di soli 22 anni avvia un proprio studio fotografico a New York dove esegue ritratti su dagherrotipo incontrando notevole successo, tanto che dopo cinque anni ne apre un secondo a Washington, dove conosce Juliette Handy, che sposa nel 1851.

Sono gli anni in cui la fotografia vive un’evoluzione continua, con l’apparizione pressoché ininterrotta di procedimenti e materiali sempre nuovi, sia per la ripresa che per la stampa.

Si passa infatti dal dagherrotipo al calotipo, poi all’ambrotipo, al ferrotipo ed infine alle lastre al collodio.

Sono anche gli anni in cui negli studi fotografici esplode la moda delle “cartes de visite”, tipo di ritratto lanciato dal fotografo parigino André Adolphe Eugène Disdéri; la novità rappresentata da queste piccole foto, accessibili come costo anche ai ceti popolari e pertanto diffuse a livello di massa, fa sì che in pochi anni ne vengano prodotte milioni di esemplari in Europa e negli Stati Uniti. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1861, 1887, Alexander Gardner, ambrotipo, André Adolphe Eugène Disdéri, calotipo, cartes de visite, collodio, dagherrotipo, ferrotipo, fotografia, James Gardner, Mathew B. Brady, ripresa, stampa, Timothy H. O'Sullivan, Ulysses Grant
Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal.

Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal. "Le Musée Rétrospectif de la Photographie à l'exposition universelle de 1900", Gauthier-Villars, Parigi 1903.

Il francese Noël Marie Paymal Lerebours, (1807-1873), è stato un ottico, fotografo ed editore francese.

Nasce il 16 febbraio 1807, figlio di Marie Jeanne Françoise Paymal, una sarta di 29 anni che lo registra all’anagrafe come figlio di padre ignoto.

Viene successivamente adottato da Noël Jean Lerebours (1761-1840), uno dei più famosi costruttori francesi di strumenti ottici della fine del XVIII secolo, dal 1800 ottico della Marina e del Bureau des Longitudes in virtù della qualità dei suoi strumenti dedicati alla navigazione e alla misurazione terrestre.

Il cannocchiale Lerebours è anche citato da Jules Verne nel suo libro “Dalla Terra alla Luna”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, cannocchiale Lerebours, dagherrotipo, fotografo, Marc Francois Louis Secretan, Noël Marie Paymal Lerebours, obiettivi, ottico, Petzval, strumenti ottici
illiam Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

William Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

Mentre la febbre della fotografia sta dilagando in Europa, William Henry Fox Talbot continua nei suoi esperimenti tesi ad affinare il procedimento della carta salata.

I suoi tentativi non si sono mai interrotti ed è proprio nell’anno fatidico che egli acquisisce tutta una serie di conoscenze ed esperienze che si riveleranno di importanza fondamentale per il futuro della fotografia.

Grazie ad Herschel è venuto a conoscenza delle proprietà fissative del tiosolfato e quindi possiede il metodo per arrestare il processo di annerimento dei sali d’argento e rendere definitive e stabili le immagini prodotte sulla carta sensibilizzata.

Dai primi mesi del 1839 rivolge la sua attenzione verso nuovi materiali fotosensibili e ancora una volta sono svariate circostanze a spianargli la strada. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, ambrotipo, bromuro d’argento, calotipo, dagherrotipo, ferrotipo, Herschel, Louis Jacques Mandé Daguerre, the pencil of nature, William Henry Fox Talbot

voitLa Voigtländer è la più antica fra le aziende costruttrici di fotocamere.

Viene fondata a Vienna nel 1756, cioè 83 anni prima della data di nascita “ufficiale” della fotografia, da Johann Christoph Voigtländer, come fabbrica di strumenti ottici e meccanici di precisione.

Gli strumenti ottici consistevano essenzialmente in microscopi, binocoli e cannocchiali.

Trattandosi di un’azienda che già dal 1763 godeva del favore e della protezione statale, era autorizzata a produrre anche strumenti di misurazione. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1756, avus, Bergheil, Bessa, Brillant, dagherrotipo, Daguerre-Giroux, Franke & Heidecke (Rolleiflex), Ganzmetallkamera, Heliar, Josef Maximilián Petzval, Jubilar, Rapid Rectilinear, Skopar, Superb, Vito, Voigtländer & Sohn, Zeiss Ikon
 
storiadellafotografia.it usa WordPress