In aggiunta al sistema di calcolo mediante tabelle, i principali tipi di strumenti utilizzati per la determinazione dei valori di esposizione nel periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni immediatamente precedenti al secondo conflitto mondiale sono essenzialmente tre, i fotometri a dischi combinatori, i fotometri a estinzione e gli attinometri a carta fotosensibile. I fotometri a dischi combinatori sono strumenti che utilizzano principi di calcolo molto simili o in qualche caso identici a quelli delle tabelle, ma sono più semplici da usare e di più immediata consultazione. Il calcolo dell’esposizione avviene infatti ruotando i dischi che li compongono e facendo collimare i dati di base (condizioni di luce, tipo di soggetto, ecc…) in modo che in una finestrella appaia il valore di tempo o di diaframma consigliato dallo strumento. Erano in genere realizzati in cartoncino, ma ne esistono anche esemplari in alluminio. Ne sono stati costruiti una quantità di modelli, soprattutto dalle aziende produttrici di materiali sensibili per facilitare l’uso dei propri prodotti. Nei primi decenni del Novecento erano finalizzati non solo al calcolo dell’esposizione, ma contenevano anche i dati di conversione da un sistema sensitometrico all’altro. La produzione è proseguita fino agli anni Sessanta del Novecento, cioè fino al momento in cui sulle fotocamere non era ancora incorporato un sistema esposimetrico e l’acquisto di un esposimetro separato era abbastanza oneroso se rapportato ad uno di questi semplici calcolatori. Di seguito, a titolo dimostrativo, sono pubblicati un fotometro Cappelli degli anni Venti (recto e verso) e uno prodotto dalla Kodak (1960 circa). E’ chiaro che si trattava di un metodo sempre molto legato a valutazioni abbastanza soggettive, come già si era detto a proposito delle tabelle. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: Agifold III, Agilux, attinometri, Contax, Decoudun, Degen, esposimetro, fotometro a estinzione, Fotometro a estinzione di Degen, Franke & Heidecke, ICA, Le Photometre Normal, Leica, Photometre, Watkins, Wynne, Zeiss Ikon
Leggi i commenti (2)La Asahi Kōgaku Kōgyō Kabushiki-gaisha (o Asahi Kōgaku Kōgyō G.K.) viene fondata a Toshima, un sobborgo di Tokyo, nel novembre del 1919 da Kumao Kajiwara come azienda per la produzione di lenti da occhiali. Nel 1922 allarga il campo di attività agli obiettivi per proiezione cinematografica e nel 1932 a quelli per apparecchi fotografici; si tratta di ottiche come Zion, Optor e menischi acromatici che vengono prodotte per la G.K. Konishiroku Honten (poi Konica) e di Coronar e Promar per la Molta Gōshi-gaisha, che diverrà poi Chiyoda Kōgaku Seikō K.K. e infine Minolta. Nel 1938 diviene Asahi Kōgaku Kōgyō K.K. (Asahi Optical Company Limited) e rifornisce di strumentazione ottica anche le forze armate nipponiche. Il passaggio alla costruzione di fotocamere avviene nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale per decisione del presidente della società, Saburo Matsumoto. che decide inserirsi in questo mercato nel quale operano già marchi del livello di Konica, Nikon, Canon e Olympus. E’ presa a riferimento la fotocamera Praktiflex, una reflex 35 mm dal design innovativo presentata nel 1939 dall’azienda tedesca KW (Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch). Il prototipo del progetto giapponese vede la luce nel 1951 e dal 1952 è messa in commercio la Asahiflex I (1952-1953), apparecchio il cui design mostra con evidenza quelle che sono le sue origini, ma che è comunque la prima reflex monobiettivo prodotta in Giappone; le ottiche a corredo della fotocamera sono chiamate Takumar, in omaggio a Takuma Kajiwara, parente del fondatore dell’azienda; i progettisti sono Nobuyuki Yoshida per quanto riguarda la fotocamera e Ryohei Suzuki per gli obiettivi Takumar. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1919, Asahi Kōgaku Kōgyō G.K., Asahi Kōgaku Kōgyō Kabushiki-gaisha, Asahi Pentax, Asahi Pentax 6x7, Asahiflex I, Asahiflex IIA, Asahiflex IIB, Canon, Chiyoda Kōgaku Seikō K.K., Contax, Coronar, Duflex, G.K. Konishiroku Honten, Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch, Konica, KW, Minolta, Molta Gōshi-gaisha, Nikon, Olympus, Optor, pentaprisma ottico, Pentax, Pentax Spotmatic, Promar, S1a, S3, SV, Takumar, Tokyo, Zeiss Ikon, ZionLa figura di Max Berek è una delle più importanti e nel contempo una delle meno conosciute nella storia dell’ottica fotografica. E’ infatti alquanto curioso (e a mio parere altrettanto ingiusto) che il progettista degli obiettivi che a partire dal 1925 equipaggiano la rivoluzionaria Leica sia stato relegato in una posizione così secondaria rispetto ad Oskar Barnack, il costruttore dell’apparecchio; è certamente inconfutabile che la nascita della creatura di Barnack ha costituito una svolta epocale per quanto riguarda i sistemi fotografici, ma è altrettanto vero che senza ottiche come l’Elmar il successo del primo apparecchio per pellicola 35 mm non avrebbe potuto essere tanto travolgente. Max Berek nasce nel 1886 a Racibórz (Ratibor), nell’attuale Polonia; compie studi di matematica e mineralogia a Berlino e dal 1910 opera per due anni come assistente nell’Istituto di Mineralogia specializzandosi nel settore ottico. Nel 1912 inizia a lavorare presso la Ernst Leitz di Wetzlar, azienda che all’epoca si dedica alla costruzione di microscopi e strumenti ottici; si dimostra un tecnico di notevole valore, tra l’altro è lui a determinare la formula per il computo della profondità di campo della visione microscopica, formula tutt’ora utilizzata. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1925, Contax, Elmar, Ernst Leitz, Hektor, Leica, Ludwig Bertele, Max Berek, Oskar Barnack, Sonnar, Summar, Summicron, Summitar, Thambar, Wetzlar, Zeiss IkonL’esito della Seconda Guerra Mondiale determina un drastico ridimensionamento della Nippon Kōgaku ed è in questo frangente che viene deciso di riconvertire ad usi civili quella che era stata una produzione rivolta quasi esclusivamente al mercato militare.
I primi progetti riguardano una fotocamera biottica 6 x 6 ed una 35 mm a telemetro, ispirandosi evidentemente ai modelli che in quei settori la fanno da padrone, cioè la Rolleiflex, la Contax e la Leica.
La costruzione della biottica sarà poi abbandonata a causa di problemi sorti relativamente all’otturatore centrale a lamelle, mentre nel 1948 viene realizzata un fotocamera a telemetro che, dopo varie ipotesi, è chiamata Nikon; si tratta di un apparecchio molto “somigliante” alla Contax II della Zeiss Ikon, marchio col quale mostra anche nel nome una certa assonanza. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1917, biottica, Contax, Contax II, Dresda, Leica, Nikkor, Nikkormat, Nikon, Nikon F, Nikon M, Nikon S, Nikon S2, Nippon Kōgaku, Photomic, reflex, Rolleiflex, telemetro, Zeiss IkonCosì come era successo per la fotocamera da riprese aeree, anche nella progettazione del suo primo apparecchio per usi civili Victor Hasselblad si ispira a modellli esistenti, cercando evidentemente di prendere il meglio da ognuno di essi.
Considerando le caratteristiche del prototipo realizzato va detto che le possibili fonti di ispirazione possono essere state varie, a cominciare dalla Reflex Korelle, dall’Exakta 6 x 6 prodotta dalla Jhagee, o dalla Primarflex, quest’ultima abbastanza somigliante nel design ai futuri modelli Hasselblad.
Per quanto riguarda il dorso portapellicola è indicativa l’analogia con quello della Roll-Paff, una fotocamera peraltro molto semplice prodotta anch’essa dalla Jhagee di Dresda durante gli anni Venti, e probabilmente qualcosa viene sia dall’americana Graflex che dalla Rolleiflex, apparecchi che Victor Hasselblad è solito utilizzare.
I primi progetti e modelli in legno risalgono al 1945-46 e il loro sviluppo avviene negli anni fino al 1948 attraverso un lavoro che impegna molte delle forze interne all’azienda: Victor Hasselblad, dimostrando qualità imprenditoriali e di leader non comuni, propone al suo personale una specie di “concorso di idee” sulle specifiche tecniche che egli ha individuato, offrendo alla soluzione migliore un premio in denaro equivalente ad un anno di stipendio. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1888, Contax, Dresda, Exakta 6 x 6, Graflex, Hasselblad 1600F, Ikoflex, Jhagee, Leica, lente di Fresnel, Primarflex, Reflex Korelle, Roll-Paff, Rolleiflex, Rossex, Speed Graphic, Victor HasselbladLa Société Optique et Précision de Levallois, S.A. viene fondata nel 1919 a Levallois – Perret, alla periferia di Parigi, dal duca Antoine Auguste Agénor Armand de Gramont (1879 – 1962) personaggio di spicco nella Francia dell’epoca, figlio di Agénor de Gramont e di Marguerite de Rothschild, industriale e studioso, laureatosi nel 1911 con la tesi “Essai d’aérodynamique du plan”, che possiede un proprio laboratorio dove svolge ricerche sull’aerodinamica.
La fondazione di questa azienda, chiamata in breve OPL, è conseguente ad un invito rivolto a Gramont nel 1916 (mentre la Prima Guerra Mondiale è in corso) dal Ministero della Guerra francese, che gli propone di trasformare il proprio laboratorio in una fabbrica per la costruzione di strumentazione ottica ad uso bellico, in particolare collimatori per puntamento.
Parallelamente alla fondazione dell’azienda, essendosi reso conto che in Francia mancano tecnici specializzati in quello specifico settore, egli nel 1920 dà vita all’Institut d’Optique Théorique et Appliquée, struttura che si propone di formare un corpo di ingegneri ottici in grado di competere con quelli tedeschi, che all’epoca in questo campo fanno la parte del leone a livello mondiale. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1919, Armand de Gramont, Contax, Foca, Foca deux étoiles, Foca PF2B, Foca PF3, Foca une étoile, Foca Universel, Focaflex, Focamatic, Focasport, Leica, mitrailleuse photographique, OPL, Oplar, PF1, PF2, S.A., Société d'Optique et Mécanique de Haute Précision (SOM), Société Optique et Précision de Levallois, SOM - Berthiot, SOPELEM, SOPEM, telemetroLa prima azienda russa di prodotti ottici viene fondata nel 1914 nella città che all’epoca è chiamata Pietrogrado, poi Leningrado ed attualmente San Pietroburgo.
Oltre a prodotti per la fotografia produce attrezzature per l’esercito che vengono largamente utilizzate nel corso della Prima Guerra Mondiale, al termine della quale viene nazionalizzata essendo nel frattempo nata l’URSS.
Nel 1921 assume la denominazione di GOZ, acronimo da Gosudarstvennyij Optiko Zavod (Государственный Оптико Завод), cioè “Azienda ottica di proprietà dello stato”.
Le notizie su questa fabbrica non sono molto abbondanti, sia per una generale scarsità di notizie relative all’industria in quel periodo di storia sovietica, sia per lo specifico settore di attività della fabbrica stessa; la fotografia e l’ottica in generale presentano infatti forti connessioni sia con la produzione di attrezzature di precisione, sia con la messa a punto di componenti per uso bellico e pertanto sono spesso coperte da un certo alone di riservatezza. Leggi il resto di quest’articolo »
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Schema base di funzionamento del telemetro (da Wikipedia)
L’uso del telemetro come strumento per il controllo della messa a fuoco di un obiettivo fotografico inizia nel 1932, quando il direttore tecnico della Zeiss Ikon, il dottor Heinz Kuppelbender, decide di avvalersene in sede di progetto della fotocamera Contax, cioè di quell’apparecchio studiato come risposta commerciale alla Leica prodotta dalla Ernst Leitz.
Il telemetro è uno strumento ottico in grado di misurare la distanza tra colui che lo utilizza e un qualsiasi punto del campo visivo ed è costituito, semplificando al massimo, da due distinti fori di visione posizionati ad una distanza fissa l’uno dall’altro: il primo foro di visione è dotato di un prisma che può essere ruotato e che riflette l’immagine proveniente dal foro stesso su uno specchio semi-trasparente posto all’interno del secondo foro di visione. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1932, Contax, Ernst Leitz, Heinz Kuppelbender, Leica, messa a fuoco, telemetro, Zeiss IkonLudwig Jakob Bertele nasce a Monaco di Baviera nel 1900.
Figlio di un architetto, dopo essersi dedicato a studi di indirizzo tecnico nella città di Dresda, nel 1920 viene assunto dalla Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, all’epoca una delle industrie ottico/fotografiche più prestigiose a livello mondiale.
Dopo solo due anni, nonostante la giovane età e la evidente mancanza di esperienza nel settore, egli realizza il suo primo schema ottico, mostrando da subito le qualità che lo porteranno ad essere uno dei designer entrati nella storia della fotografia.
Si tratta di un progetto che porta alla realizzazione dell’Ernostar, un obiettivo ultraluminoso, che grazie all’incredibile (per l’epoca) apertura di f/2 va ad equipaggiare la prima fotocamera studiata appositamente per la foto di reportage, la Ermanox.
Nel 1926, quando la Ernemann è parte della grande fusione di aziende che porta alla costituzione del colosso industriale Zeiss Ikon, anche Bertele passa alle dipendenze di quest’ultimo, trasferendosi prima a Jena, la città della Carl Zeiss, e successivamente stabilendo il proprio ufficio a Dresda presso quella che era stata la sede della ICA. Leggi il resto di quest’articolo »
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Gli stabilimenti Jhagee intorno al 1930
La straordinaria fase di crescita che vive la Jhagee dal 1920 è riconducibile essenzialmente alle particolari capacità di Johan Stenbergen in quanto avviene in controtendenza rispetto alle condizioni dell’industria tedesca del periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale, quando, soprattutto a causa di un livello di inflazione altissimo, la produzione industriale vive situazioni di grande incertezza e precarietà.
Il suo fiuto imprenditoriale lo spinge innanzitutto a rivolgersi verso il mercato estero, con continui viaggi durante i quali riesce ad assicurarsi commesse di tale entità da supportare il livello di crescita di cui si è detto, mentre la naturale attitudine alle relazioni umane e al lavoro di gruppo gli consente di far sì che i membri della società da lui creata operino in perfetta sintonia e in un clima di reciproca fiducia. Leggi il resto di quest’articolo »
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