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ean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nel 1860

Jean Francois Antoine Claudet nasce a Lyon, in Francia nel 1797.

Si avvicina alla fotografia nel momento stesso della sua scoperta in quanto è uno degli allievi di Louis Jacques Mande Daguerre.

Dal momento che vive in Inghilterra e possiede un’attività commerciale nel settore ottico, oltre ad apprendere dallo stesso inventore i dettagli operativi per produrre dagherrotipi, acquista da Daguerre anche la licenza per esercitare la nuova arte oltre Manica.

Già nel 1841 apre uno studio a Londra provocando perfino la reazione di Richard Beard, altro pioniere inglese del dagherrotipo, reazione sfociata in un contenzioso legale che si conclude in suo favore.

L’attività è chiaramente molto redditizia, tanto che alla prima sede situata in Adelaide Gallery verranno successivamente affiancati altri due studi in Regent’s Park e in Regent Street, quest’ultimo chiamato “Temple of Photography”.

Già nel 1842 egli viene in contatto anche con l’altro padre della fotografia, William Henry Fox Talbot, che lo persuade a sperimentare anche il suo calotipo.

Dopo un periodo di prove con quest’ultimo metodo Claudet dichiara però di preferire il procedimento dagherrotipico, che in quel momento è ancora effettivamente superiore dal punto di vista qualitativo: scrive infatti allo stesso Talbot che …I say the Daguerreotype gives images more delicate, finer and of greater perfection than the Talbotype … Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1839, calotipo, dagherrotipo, David Brewster, foto stereoscopica, Jean Francois Antoine Claudet, Louis Jacques Mandé Daguerre, Petzval, Richard Beard, Royal Society, William Henry Fox Talbot
Henry Jean Louis Le Secq fotografato da Gustave Le Gray nel 1848

Henry Jean Louis Le Secq fotografato da Gustave Le Gray nel 1848

Henry Jean Louis Le Secq nasce a Parigi il 18 agosto 1818.

Figlio di un uomo politico, compie studi di pittura e scultura lavorando poi negli atelier di vari maestri, tra cui i pittori James Pradier e Paul Delaroche.

In questo ambiente conosce ed entra in contatto con numerosi artisti, tra cui i primi fotografi parigini, ed è in tale contesto che a partire dal 1848 frequenta Gustave Le Gray, apprendendo le tecniche del dagherrotipo e del calotipo.

Fa quindi parte di quel gruppo da cui usciranno numerosi altri fotografi, da Jean Lèon Gérôme a Roger Fenton, all’amico Charles Nègre.

Nel 1851 partecipa alla fondazione della Société Héliographique ed è uno dei cinque fotografi (gli altri sono Hippolyte Bayard, Édouard Baldus, Auguste Mestral e lo stesso Gustave Le Gray) a cui vengono affidate le riprese della Mission Héliographique, iniziativa voluta dalla Commissione Francese dei Monumenti storici per procedere alla catalogazione delle bellezze monumentali della Francia anche in funzione della tutela e del restauro.

La cattedrale di Amiens

La cattedrale di Amiens

A Le Secq viene assegnato il territorio della Champagne, Alsazia e Lorena, Strasburgo, Amiens, Reims e Chartres; lavora con una fotocamera di grande formato dalla quale ottiene negativi su carta di 51 x 74 cm col metodo calotipico di Fox Talbot.

La documentazione più competa che egli produce è relativa alla cattedrale di Amiens, della quale vengono stampate 45 diverse vedute.

Il suo approccio alla fotografia è completamente diverso da quello attivo ed impegnato di Le Gray: è un aristocratico fotoamatore che esprime la sua passione per l’architettura e non a caso, oltre alle immagini riprese nell’ambito della Mission Héliographique, di lui sono rimasti quieti paesaggi, interni e foto di genere still life.

Nella cattedrale di Notre Dame di Reims fotografa la Torre dei Re, quella posta verso sud, stando sulla sommità di un’altra torre; realizza un’immagine nella quale vengono rivelati con estrema nitidezza particolari architettonici e dettagli che normalmente non sono visibili da terra. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, Auguste Mestral, calotipo, Charles Nègre, dagherrotipo, Édouard Baldus, fotocamera, Fox Talbot, Gustave Le Gray, Henry Jean Louis Le Secq, Hippolyte Bayard, Jean Lèon Gérôme, La Lumière, Paul Delaroche

Gustave Le GrayGustave Le Gray nasce a Villiers le Bel, a nord di Parigi, nel 1820.

Portato per la pittura, frequenta gli studi di François Edouard Picot e di Paul Delaroche, luoghi in cui negli anni 1840-42 incontra Henri Le Secq, Charles Nègre, Jean Lèon Gérôme,  e altri.

Nel 1844 intraprende un viaggio di studi in Svizzera e in Italia; mentre si trova a Roma scopre la fotografia e viene attratto dal fascino di questo nuovo metodo di produzione delle immagini.

Rientrato in Francia nel 1847, pur continuando a praticare la pittura, inizia a fotografare prima con il dagherrotipo e poi con il calotipo, la tecnica di Fox Talbot, che in quegli anni si sta diffondendo anche in Francia soprattutto per opera di Louis Désiré Blanquart Evrard.

Nel 1850 inizia anche a sperimentare nuove tecniche, come la ceratura della carta prima della sensibilizzazione e, pare, la sensibilizzazione del vetro con il collodio umido indipendentemente da Frederick Scott Archer, colui al quale è riconosciuta la paternità della scoperta avendola resa ufficialmente nota nel 1851. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1850, calotipo, dagherrotipo, Fox Talbot, Frederick Scott Archer, Gustave Le Gray, Louis Désiré Blanquart Evrard, Nadar, Oscar Gustave Rejlander, Paul Delaroche, Roger Fenton, stampa combinata
Ritratto di Frederick Scott Archer

Ritratto di Frederick Scott Archer

Frederick Scott Archer nasce nel 1813 a Bishop’s Stortford, Gran Bretagna.

Trasferitosi a Londra, diventa scultore e si avvicina alla fotografia in quanto è il sistema migliore per riprendere le immagini dei suoi soggetti.

Insoddisfatto della qualità dei risultati ottenuti con il metodo di Fox Talbot a causa della insufficiente nitidezza e del basso contrasto, inizia a sperimentare un nuovo metodo di sensibilizzazione delle lastre, nel tentativo di coniugare la finezza del dagherrotipo con la praticità del calotipo e mantenendo quindi la possibilità di stampare più copie dallo stesso negativo.

Questo nuovo procedimento viene messo a punto già verso il 1848, ma è ufficializzato soltanto nel 1851 mediante la pubblicazione di un articolo sul numero di “The Chemist”, del marzo di quell’anno.

Le operazioni di sensibilizzazione iniziano stendendo sulla lastra di vetro un prodotto che sia in grado di farvi aderire l’elemento fotosensibilie.

Questo prodotto è il cotone collodio o binitrocellulosa, cioè un composto di nitrocellulosa e di azoto, quest’ultimo nella percentuale di circa il 12%; si presenta come una sostanza dalla consistenza viscosa dotata però di un aspetto perfettamente limpido e trasparente.

In certi casi, in alternativa al cotone collodio, è usato il fulmicotone o trinitrocellulosa o cotone fulminante, che tra l’altro è una sostanza altamente infiammabile ed esplosiva, tanto che nel  linguaggio comune, la locuzione “al fulmicotone” sta ad indicare un evento o un’azione che si verifica in tempi rapidissimi e/o con improvvisa violenza. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, acido pirogallico, albumina, calotipo, collodio umido, dagherrotipo, Felice Beato, Fox Talbot, Frederick Scott Archer, lastra di vetro, Mathew Brady, negativo, nitrato d’argento, Roger Fenton, tiosolfato, wet plate
Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar

Janez Auguštin Puhar nasce il 2 agosto 1814 in una famiglia di scalpellini, a Kranj, in Slovenia.

Dopo gli studi elementari frequenta scuole di grado più elevato a Lubiana; è eccezionalmente portato ad imparare le lingue straniere e infatti parlerà correntemente il tedesco, l’inglese, il francese e l’italiano.

Non solo è molto attratto dalla matematica, dalla fisica e dalla chimica, ma ha talento musicale ed è in grado di suonare vari strumenti.

Al termine degli studi, per assecondare il desiderio di sua madre, entra in seminario e nel 1838 è ordinato sacerdote.

Dal 1839 svolge il ministero sacerdotale a Metlika ed è nel corso di quest’anno o del successivo che viene raggiunto dalla notizia della scoperta di Daguerre; da persona curiosa ed eccezionalmente dotata qual è, probabilmente (non vi sono testimonianze in merito) cerca di informarsi sul procedimento dagherrotipico ed inizia ad effettuare tentativi personali di riprese fotografiche. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1847, calotipo, camera oscura, Claude Félix Abel Niépce de Saint Victor, dagherrotipo, Daguerre, Fox Talbot, Janez Auguštin Puhar, mercurio, negativo/positivo, pellicola in rullo, pellicole piane
Mathew Brady nel 1875

Mathew Brady nel 1875

Mathew B. Brady nasce nel 1822 a Warren County, nei pressi di New York, in una famiglia di immigrati irlandesi.

All’età di soli 22 anni avvia un proprio studio fotografico a New York dove esegue ritratti su dagherrotipo incontrando notevole successo, tanto che dopo cinque anni ne apre un secondo a Washington, dove conosce Juliette Handy, che sposa nel 1851.

Sono gli anni in cui la fotografia vive un’evoluzione continua, con l’apparizione pressoché ininterrotta di procedimenti e materiali sempre nuovi, sia per la ripresa che per la stampa.

Si passa infatti dal dagherrotipo al calotipo, poi all’ambrotipo, al ferrotipo ed infine alle lastre al collodio.

Sono anche gli anni in cui negli studi fotografici esplode la moda delle “cartes de visite”, tipo di ritratto lanciato dal fotografo parigino André Adolphe Eugène Disdéri; la novità rappresentata da queste piccole foto, accessibili come costo anche ai ceti popolari e pertanto diffuse a livello di massa, fa sì che in pochi anni ne vengano prodotte milioni di esemplari in Europa e negli Stati Uniti. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1861, 1887, Alexander Gardner, ambrotipo, André Adolphe Eugène Disdéri, calotipo, cartes de visite, collodio, dagherrotipo, ferrotipo, fotografia, James Gardner, Mathew B. Brady, ripresa, stampa, Timothy H. O'Sullivan, Ulysses Grant
illiam Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

William Henry Fox Talbot. Carte de visite di John Moffat, Edimburgo 1866

Mentre la febbre della fotografia sta dilagando in Europa, William Henry Fox Talbot continua nei suoi esperimenti tesi ad affinare il procedimento della carta salata.

I suoi tentativi non si sono mai interrotti ed è proprio nell’anno fatidico che egli acquisisce tutta una serie di conoscenze ed esperienze che si riveleranno di importanza fondamentale per il futuro della fotografia.

Grazie ad Herschel è venuto a conoscenza delle proprietà fissative del tiosolfato e quindi possiede il metodo per arrestare il processo di annerimento dei sali d’argento e rendere definitive e stabili le immagini prodotte sulla carta sensibilizzata.

Dai primi mesi del 1839 rivolge la sua attenzione verso nuovi materiali fotosensibili e ancora una volta sono svariate circostanze a spianargli la strada. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, ambrotipo, bromuro d’argento, calotipo, dagherrotipo, ferrotipo, Herschel, Louis Jacques Mandé Daguerre, the pencil of nature, William Henry Fox Talbot
 
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