Archivi tag: 1938

La fotocamera ICAF Robj

La Robj

Torno a parlare di questo apparecchio fotografico, del quale già ho scritto ripetutamente collegandolo storicamente al modello Gabri. Come è noto entrambi i modelli nascono nel 1938 e i loro nomi terminano con la y finale (Roby e Gabry), fatto che induce il regime fascista a “consigliare” ad Antonio Bencini di sostituire la lettera finale con una i, molto più italiana e certamente non contaminata da influenze troppo anglosassoni. Tempo fa mi sono imbattuto in una versione di questa fotocamera che porta il nome Robj, con la j finale e siccome questa era per me una novità, mi sono rivolto a Donato Consonni, cioè a colui che è il maggior esperto in assoluto relativamente a tutta la produzione riferibile alle aziende ICAF, CMF e Bencini (vedasi in proposito l’interessantissimo HYPERLINK “http://bencinistory.altervista.org/” http://bencinistory.altervista.org/). Dal momento che anche per lui la Robj è stata una novità, ritengo opportuno proporre una nuova scheda tecnica su questo apparecchio, anche se le caratteristiche sono praticamente invariate rispetto alla versione già descritta su questo sito. Continua la lettura di La fotocamera ICAF Robj

La fotocamera Nettar 515/2 (Decò)

La Nettar 515/2 Decò
La Nettar 515/2 Decò

Questo apparecchio porta un nome importante nella storia della fotografia del XX secolo, un nome che è stato utilizzato per una grande quantità di apparecchi prodotti dalla Zeiss Ikon a partire dal 1934 fino al 1950 circa. Sarebbe veramente arduo classificare la serie completa di varianti che caratterizzano questa lunga serie di folding, pertanto ci limiteremo ad elencare le diverse codifiche attribuite nel tempo dalla stessa Zeiss Ikon. Il primo modello è appunto del 1934, è di formato 4,5 x 6 e porta il codice 510; due anni dopo viene affiancato dal tipo 510/2 che è invece di formato 6 x 9. Nel 1937 ne appaiono tre diversi modelli, la 515 di formato 4,5 x 6, la 515/2 di formato 6 x 9 e 515/16 di formato 6 x 6. Nel 1949 è la volta della Nettar II in due diverse versioni, la 517/16 e la 518/16, entrambe di formato 6 x 6. Inutile dire che ognuna di queste serie è composta da versioni in parte diverse soprattutto per quanto riguarda l’allestimento ottico e il tipo di otturatore. L’esemplare fotografato è una Nettar 515/2 ed è databile al 1938 circa; in relazione al disegno che abbellisce il frontale dell’otturatore viene citata anche come Nettar Decò. Si tratta di una classica folding, costruita in lamiera d’acciaio ricoperta di vulcanite di colore nero, con il soffietto in pelle del medesimo colore. Continua la lettura di La fotocamera Nettar 515/2 (Decò)

La fotocamera Coronet B20 Box

La Coronet B20 Box
La Coronet B20 Box

Si tratta di una delle più semplici fotocamere mai realizzate, prodotta dall’azienda britannica Coronet Ltd a partire dalla metà degli anni Trenta del Novecento. È costruita in cartone pressato rivestito di vulcanite di colore nero, mentre la parte interna destinata al montaggio e allo scorrimento del rullo di pellicola è in lamierino metallico. Ne esistono diverse varianti, relative in gran parte all’aspetto della lastrina cromata che circonda l’obiettivo. Una versione è stata costruita in Francia nell’ambito della collaborazione commerciale con l’azienda francese Tiranty, attivata nel secondo dopoguerra soprattutto al fine di ovviare alle restrizioni francesi sulle importazioni; su questi esemplari appare la dicitura “Made in France” e vi è montato un obiettivo Boyer. L’apparecchio fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1938. Continua la lettura di La fotocamera Coronet B20 Box

La fotocamera Lumirapide

La Lumirapide
La Lumirapide

La Lumirapide è una delle innumerevoli fotocamere prodotte dall’azienda francese Lumière nel periodo precedente la seconda guerra mondiale; si tratta di un modello abbastanza comune, anche se meno frequente delle numerosissime Lumix o Lumirex, alle quali peraltro è molto somigliante. E’ la classica folding a pellicola, costruita in lamiera metallica rivestita di vulcanite di colore nero, sulla quale in questo caso appare stampato un motivo che imita la trama della stoffa. E’ stata costruita sia nel formato da 6 x 9 cm (come quella fotografata) sia in quello da 6 x 11 cm; ne esiste anche una versione dotata di otturatore che raggiunge la velocità di scatto di 1/125 di secondo. Sul mercato statunitense era conosciuta come Lumière Junior. L’esemplare fotografato è databile al 1938 circa. Continua la lettura di La fotocamera Lumirapide

L’esposimetro Weston 850 Junior

L‘esposimetro con la sua custodia
L‘esposimetro con la sua custodia

Si tratta di uno strumento importante nell’ambito della produzione della Weston Electrical Instrument Co. in quanto appartiene a quella serie di esposimetri con la quale vengono introdotti elementi di razionalizzazione e semplificazione d’uso che saranno poi caratteristici di questo costruttore. La versione Junior è infatti un modello ulteriormente semplificato del Weston 850, in pratica la sua variante destinata ai fotoamatori. Il principale elemento di semplificazione consiste nella lettura immediata dell’esposizione, senza la necessità di dover ricorrere a tabelle di calcolo. La produzione inizia nel 1938, il design è dovuto ad Alexander William ed il prezzo di vendita negli Stati Uniti è all’epoca di $ 15,50. E’ costruito su un supporto metallico contenuto in un guscio di bakelite di colore nero ed è protetto da una custodia in cuoio particolarmente robusta e resistente. Le dimensioni dell’apparecchio sono di cm 5,4 (larghezza) x cm 7 (altezza) x cm 2,6 (profondità). Il peso è di 180 grammi, che diventano 240 con la custodia. Continua la lettura di L’esposimetro Weston 850 Junior

La fotocamera Jubilette

La Jubilette
La Jubilette

La Jubilette deve il proprio nome al fatto di essere stata espressamente costruita con intento celebrativo in occasione dei trent’anni di attività della Balda-Werk Max Baldeweg di Dresda, fondata nel 1908. Si tratta di un modello più economico rispetto ad altre fotocamere prodotte dall’azienda in quel periodo, ma mostra comunque un buon livello tecnico/qualitativo. E’ un apparecchio molto maneggevole per le dimensioni alquanto ridotte. E’ rivestita di vulcanite di colore nero nella quale sono impressi il nome (sul frontale) e il marchio di fabbrica (sul dorso); il soffietto è in pelle di colore nero.

Caratteristiche  principali

–  Folding.

–  Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.

–  Lo scorrimento della pellicola avviene da sinistra verso destra (dal basso verso l’alto con apparecchio in posizione verticale) mediante rotazione di una ghiera zigrinata; tale movimento si blocca nel momento in cui il fotogramma è in posizione, ma non determina il caricamento dell’otturatore. Continua la lettura di La fotocamera Jubilette

La fotocamera CMF Gabri

La Gabri
La Gabri

Si tratta di un apparecchio caratterizzato da estrema semplicità costruttiva, una di quelle fotocamere in cui è sufficiente inquadrare e scattare, anche perché le regolazioni di ripresa sono praticamente inesistenti. Quella che invece è perlomeno curiosa è la vicenda legata alla scelta del nome, nella quale intervengono eventi per nulla legati alla fotografia. La produzione inizia nel 1937/38 ad opera dell’azienda fondata a Milano da Antonio Bencini, che ha appena modificato la denominazione da ICAF a CMF e che nel secondo dopoguerra diventerà Bencini: viene chiamata Gabry ed appare contestualmente ad un altro modello di formato 6 x 9, la Roby. La ragione di tali nomi risiede nel fatto che i figli del costruttore si chiamano Gabriella e Roberto. La y finale però non piace al regime fascista, in quanto di sapore troppo anglosassone, così che rapidamente i due nomi vengono modificati in Gabri e Robi. A questo punto, sistemata la partita con la “perfida Albione”, Bencini può continuare la produzione degli apparecchi. Continua la lettura di La fotocamera CMF Gabri

La fotocamera Rolleiflex Automat 1937

La Rolleiflex Automat 1937
La Rolleiflex Automat 1937

Si tratta di una fotocamera che segna un momento di passaggio nella storia della Franke & Heidecke in quanto introduce un design che caratterizzerà le biottiche di Braunschweig per i quarant’anni successivi; le modifiche più appariscenti rispetto al modello precedente sono certamente la grafica del logo Rolleiflex e il supporto a forma di 8 su cui sono montate le ottiche, ma anche dal punto di vista tecnico questo modello rappresenta l’esordio di una nuova generazione di apparecchi. E’ stata prodotta per un anno e mezzo, dall’agosto del 1937 al marzo del 1939, quando è stata sostituita dal modello Automat 1939. L’esemplare fotografato è stato costruito nel 1938.

Caratteristiche  principali

–    Biottica

–    Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120; può essere utilizzata anche pellicola 35 mm (negativo di 24 x 36 mm) con il montaggio del commutatore di formato Rolleikin 1.

–    Trasporto film a manovella, il cui movimento determina anche la carica dell’otturatore ed aziona il contapose.

–    E’ dotata del caricamento col cosiddetto “sistema di tasto”, cioè con un dispositivo che percepisce il leggero aumento di spessore che si verifica quando, assieme alla carta di copertura esterna del rullo 120, inizia lo scorrimento del film. Ciò rende superflua la classica finestrella rossa situata sul dorso per il controllo dell’avanzamento pellicola, in quanto la manovella di carica si blocca nel momento in cui il primo fotogramma arriva in posizione di ripresa. Continua la lettura di La fotocamera Rolleiflex Automat 1937