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Carl Braun Camera-Werk

Questa azienda tedesca viene fondata nel 1915 a Nuremberg con il nome di Karl Braun KG, Fabrik optischer Geräte und Metallwaren, dedicandosi sia alla produzione di apparecchiature ottiche di precisione (in primo luogo binocoli) sia alla realizzazione di prodotti semilavorati destinati all’industria radiofonica. Al termine della seconda guerra mondiale (1948) l’azienda subisce una ristrutturazione, si dedica alla produzione di apparecchi fotografici ed assume contestualmente la denominazione di Carl Braun Camera-Werk Nürnberg. I primi prodotti (1950) sono le Imperial Box, fotocamere di tipo box costruite sia nel formato 6 x 6 in stile TLR (false biottiche), sia come vere e proprie box nel formato 6 x 9. Ne viene prodotta anche una versione speciale destinata all’esportazione, la Simco Box. L’anno successivo l’azienda lancia un apparecchio 35 mm a telemetro, la Paxette, il nome che più di ogni altro caratterizzerà la produzione Braun e che sarà utilizzato, unitamente a varie specificazioni di tipo e/o di variante fino al 1968. Nel 1952 appare una folding 6 x 9, la Norca, che verrà prodotta in cinque diversi modelli (tipo I, II, III, III Super, IV Super) diversificati da un allestimento sempre più sofisticato per quanto riguarda ottiche ed otturatori. Continua la lettura di Carl Braun Camera-Werk

La fotocamera Le Glyphoscope

Le Glyphoscope
Le Glyphoscope

Ecco uno strumento abbastanza speciale, che alle sue particolarità di fotocamera stereoscopica aggiunge il fatto di essere utilizzabile anche come visore stereo. La produzione di questo apparecchio inizia nel 1904/1905 ad opera dell’azienda parigina Jules Richard e prosegue poi per oltre vent’anni con una lunga serie di modelli e di varianti, mantenendo comunque la particolarità di cui si è detto relativamente al suo uso come visore. Vale la pena di ricordare che in contemporanea sta avvenendo, da parte dei fratelli Lumière, lo sviluppo delle lastre positive Autochrome, il primo materiale sensibile a colori basato sul principio della sintesi additiva spaziale che utilizza come filtro i microscopici granelli della fecola di patate; proprio l’Autochrome sarà nel giro di alcuni anni uno dei supporti sensibili privilegiati dagli utilizzatori di fotocamere stereo. Per usare Le Glyphoscope come visore è necessario: Continua la lettura di La fotocamera Le Glyphoscope

La fotocamera Maxim N° 3

Maxim n.3
La Maxim n.3

Si tratta della classica fotocamera destinata ad un uso amatoriale, con regolazioni ridotte al minimo per quanto riguarda i tempi di scatto e la messa a fuoco. Il modello Maxim è stato prodotto dalla Butcher & Sons dal 1904 fin verso il 1920 in quattro diversi formati, differenziati dal formato del negativo, cm 6 x 6 per la N° 1, cm 6 x 9 per la N° 2, cm 6,5 x 11 per la N° 3, cm 8 x 11 per la N° 4.
La struttura esterna è in legno, la parte interna sulla quale va inserito e scorre il rullo di pellicola è invece realizzato in lamiera metallica. L’estrazione della parte interna avviene dal lato destro della fotocamera.
L’esemplare fotografato è databile al 1915 circa.

Caratteristiche  principali

–    Fotocamera di tipo box

–    Formato del negativo cm 6,5 x 11 su pellicola in rullo 116; questo formato, non più in uso, presentava una larghezza maggiore di circa 6 mm rispetto al rullo 120. Continua la lettura di La fotocamera Maxim N° 3