Charles François Tiphaigne de La Roche (1722 – 1774) è un medico e scrittore francese che nel 1760 pubblica in maniera anonima un romanzo utopistico intitolato Giphantie (l’anagramma del suo nome).
Lo scritto parla di un viaggio immaginario che il protagonista compie e che può essere direttamente collegato al filone fantastico-utopistico de “I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift (1726).
L’autore racconta di essere stato trasportato da un uragano in un posto meraviglioso ed inaccessibile in cui la natura possiede ancora tutta la sua energia primitiva e nel quale vivono gli spiriti elementari che governano l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco.
Uno degli spiriti, il prefetto dell’isola, guida il viaggiatore alla scoperta di questo luogo meraviglioso durante il quale gli vengono mostrate anche delle tele dipinte, che appaiono al viaggiatore come visioni “reali” del mondo esterno.
Il prefetto gli spiega allora il modo con cui esse si sono prodotte e la spiegazione non è altro che l’immaginazione di quella che 79 anni più tardi sarà la fotografia, cioè di un procedimento che permette di fissare in modo stabile le immagini della realtà su dei quadri mediante l’azione della luce. Leggi il resto di quest’articolo »
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