Questa fotocamera appartiene alla lunghissima serie di apparecchi Bilora che portano il nome “Bella“. In particolare si tratta di una Bella 44, codice che sta ad indicare le dimensioni del fotogramma, cioè 4 x 4 cm. Di questi apparecchi ne esistono poi diverse versioni e quello fotografato potrebbe essere chiamato Bella 44 di tipo 2: la principale differenza con la prima versione consiste nella carenatura che ne racchiude la parte superiore, comprendendo al suo interno anche la ghiera di avanzamento pellicola; vi sono poi piccole differenze nei pittogrammi che identificano le regolazioni di ripresa. Si tratta di una fotocamera ben costruita, che mostra un aspetto esteriore molto curato, probabilmente di livello superiore rispetto alle prestazioni che è effettivamente in grado di fornire da un punto di vista ottico. È realizzata in alluminio pressofuso, cromato ad effetto satinato, mentre alcune parti del barilotto dell’otturatore sono in acciaio cromato lucido con un anello frontale in materiale sintetico; anche il rivestimento esterno è realizzato con materiale sintetico che imita una pelle di colore grigio-verde. L’esemplare presentato è databile al 1958 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1958, Achromat 1:8, Bella, Bella 44, Bilora, menisco acromatico, mirino galileiano, rullo 127
Leggi i commenti (0)La storia di questa azienda ha inizio con il trasferimento in Germania, avvenuto nel 1942, di Petrus Gerardus Sarabèr, detto “Piet”, un olandese nato nel 1899 a Delft e coniugato con la cittadina tedesca Elisabeth Josephine Weisz. Ingegnere specializzato nell’elettricità, nel 1945 avvia a Goslar un’attività di consulenza in questo settore e in tale contesto sviluppa successivamente anche dei progetti relativi a fotocamere. Nel 1947 entra poi in contatto con Helmut Finke, tecnico impiegato presso la Voigtländer di Braunschweig, con la collaborazione del quale porta a termine nell’anno successivo la progettazione di una fotocamera a mirino galileiano dando vita all’azienda denominata Finetta-Werk. Questa fotocamera, chiamata appunto Finetta, viene messa sul mercato nel 1949. Si tratta di un apparecchio semplicissimo, su cui è montato un obiettivo a fuoco fisso dotato di un solo diaframma e che presenta un unico tempo di otturazione di 1/30 di secondo. Nel giro di pochi mesi il primo modello (Finetta IA) si evolve in versioni più sofisticate: la Finetta IIA è dotata di diaframmi, la IB e la IIB presentano un obiettivo acromatico con apertura massima f/5.6 e sempre nel 1948 arrivano anche due versioni del quarto modello, la Finetta ID e la Finetta IID. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1948, Anastigmat Finetar, Bolsey, Braunschweig, cinepresa, contatto caldo, Dacora Kamerawerk, Ditto 99, Finetar, Finetta, Finetta 88, Finetta 99, Finetta IA, Finetta ID, Finetta IIA, Finetta IID, Finetta IIID, Finetta IVD, Finetta Super, Finetta-Werk, Hanimar, Helmut Finke, Jacques Bolsey, Korelle, Montanus Kamerafabri, Pentacon, Piet Sarabèr, Rudolph Trentsch, Sarabèr, Saraber Goslar, Tōkyō KōgakuHanimex, Voigtländer & Sohn, VredeborchLa fotocamera Alfa è il primo modello a mirino galileiano realizzato dalla Ferrania S.p.A., azienda che fino a quel momento aveva proseguito nella costruzione dei modelli di tipo box già in produzione presso la Filma o la Cappelli, marchi che aveva acquisito sul finire degli anni Trenta. La prima versione è del 1940, mentre la seconda, a cui appartiene l’esemplare fotografato, è in produzione dall’anno successivo; la differenza è costituita dalla ghiera di trascinamento della pellicola, prima in bachelite di colore nero poi in metallo. Si tratta di un apparecchio molto semplice, privo di regolazioni di ripresa ad eccezione della messa a fuoco, costruito in lamiera metallica in parte cromata in parte verniciata di colore nero ad effetto satinato. L’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1942/43. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1942, Alfa, Cappelli, Ferrania, Ferrania S.p.A., FilmaLa misurazione della quantità di luce che caratterizza una scena da riprendere con una fotocamera o una cinepresa è da sempre una delle necessità primarie del fotografo o dell’operatore e a questo scopo sono stati nel tempo studiati tutta una serie di strumenti che vengono normalmente identificati con la generica definizione di “esposimetro”. Abbiamo già tratteggiato le tappe principali del percorso che, partendo dalle prime tabelle di esposizione studiate per il dagherrotipo, ha portato alla situazione attuale passando per fotometri, attinometri, fotocellule al selenio e così via. Nell’ambito di questa evoluzione, uno degli strumenti più curiosi è stato certamente quello solitamente e impropriamente definito “pupillometro”, termine che in senso proprio identifica invece un apparecchio per uso medico che consente di misurare il diametro della pupilla. In pratica, partendo dal principio che la pupilla umana si dilata in condizioni di luce debole e si restringe in condizioni di luce intensa, si è pensato di realizzare un misuratore dell’intensità luminosa in grado di sfruttare tale capacità naturale e di trasferire quindi all’apparecchio fotografico i dati provenienti dall’occhio. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: attinometri, Black Hills Industries Inc., Black Hills Industries Inc. esposimetro, Charles Ansel Watrous, dagherrotipo, diaframma, fotometri, Kodachrome, pupilla, pupillometro, Ray J. Monner, Ray J. Monner-Exposure Meter, selenio, tabelle di esposizione, WestonLa Sporti è una di quelle fotocamere che sono state materialmente costruite da un’azienda per essere poi commercializzate con il nome di un’altra. Molte volte tale origine non viene dichiarata e il prodotto porta soltanto la denominazione di chi ne ha curato la vendita, mentre in questo caso sull’apparecchio stesso sono esplicitamente indicati entrambi i marchi. Del resto è noto che la Ilford Limited è un’azienda britannica del settore fotografico produttrice di materiali sensibili e quindi le numerose fotocamere che portano il suo nome sono chiaramente uscite dagli stabilimenti di altri costruttori, nel caso specifico della Dacora Kamerawerk. Si tratta di un apparecchio molto elementare, che appare parecchio somigliante alla Dacora Digna, uno dei modelli più noti fra quelli prodotti dalla fabbrica di Reutlingen, nell’allora Germania Occidentale. È stato realizzato a partire dal 1959 in diverse versioni, differenziate sia per il colore della copertura (nera o grigia), sia per la ghiera di trascinamento della pellicola, che nei primi esemplari è in metallo cromato e successivamente in materiale plastico di colore chiaro. A questo modello base hanno fatto seguito, nel tempo, la Super Sporti, la Sporti 4 e la Sporti 6. L’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1960. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1958, Dacora Kamerawerk, Ilford Limited, Sporti, Sporti 4, Sporti 6, Super SportiL’attività di questa azienda ha inizio il 1° gennaio 1946 nella città tedesca di Reutlingen per opera di Bernhard Dangelmaier. La prima denominazione dell’impresa è Dangelmaier & Co. e la produzione riguarda inizialmente apparecchi o di parti di essi per altre aziende del settore, un tipo di lavorazione che peraltro caratterizzerà questa azienda per molti anni. Nel 1949 comincia la produzione di apparecchi fotografici propri con una fotocamera di tipo box costruita in bakelite, la Daco, uno strumento evidentemente molto semplice che presenta però un design particolarmente gradevole. A questo modello ne seguono altri, mentre dal 1953 ha inizio la costruzione della Dacora, una fotocamera folding a mirino galileiano per pellicola in rullo 120 dalle caratteristiche un poco più sofisticate, sempre comunque uno dei classici modelli dedicati alla clientela amatoriale. Ne appaiono in brevissimo tempo diverse varianti (Dacora I, Dacora II, Dacora Subita, …), mentre sono dell’anno successivo i primi modelli di Dacora Digna, un apparecchio compatto a mirino galileiano sempre per pellicola 120. Nel 1954 si verifica il primo cambiamento di denominazione, che diventa Daco Dangelmaier & Co., e contestualmente la produzione si allarga ad altre versioni sia della Dacora che della Digna. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1946, Bernhard Dangelmaier, caricatori 126, Daco, Daco Dangelmaier & Co., Dacora, Dacora Digna, Dacora Dignette, Dacora I, Dacora II, Dacora Instacora, Dacora Kamerawerk GmbH, Dacora RapidPorst, Dacora Subita, Dacora-Kamerawerk, Dangelmaier & Co., Ferrania, Folding, Ilford, Ilford Sporti, Josef Weber KG, Lumière, mirino galileiano, Rapid, Ringfoto, rullino 135, rullo 127Questo apparecchio è uno dei più interessanti fra quelli costruiti dall’industria fotografica sovietica, prodotto dal 1958 al 1964 dalla KMZ, Krasnogorskiy Mehanicheskiy Zavod (Красногорский Механический Завод) in circa 76.000 unità. Ne esistono una decina di versioni, compresa quella realizzata per il mercato occidentale che riporta le diciture in caratteri latini. La caratteristica che più di ogni altra salta agli occhi è il pulsante di scatto posto sul frontale, la cui derivazione da alcuni modelli di Exakta (Varex VX, Varex IIa, … ) appare evidente. La seconda particolarità riguarda il mirino a pentaprisma, che può essere rimosso e sostituito con un piccolo mirino a pozzetto, acquistabile separatamente come optional. La fotocamera è stata prodotta per un utilizzo di tipo professionale e all’epoca era fra i modelli più sofisticati presenti sul mercato sovietico. L’esemplare fotografato, appartenente alla prima versione, è databile al 1958. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1958, Exakta, Helios-44, KMZ, Krasnogorskiy Mehanicheskiy Zavod, M39 x 1, reflex, Varex IIa, Varex VX
La Nettar 515/2 “Exagonal Front”
Abbiamo già parlato della lunga serie di apparecchi Zeiss Ikon che portano questo nome pubblicando la scheda tecnica di un’altra Nettar 515/2 in versione Déco, ma ritorniamo sull’argomento con questo modello, che, essendo anch’esso marchiato con il consueto codice Zeiss 515/2, viene solitamente identificato con la specificazione “Exagonal Front“. A parte la forma particolare della piastra portaottica su cui appare un motivo geometrico in stile déco, non presenta differenze rilevanti rispetto al modello di cui già si è detto: si tratta in fatti di una folding in lamiera d’acciaio rivestita di vulcanite che è stata realizzata in almeno cinque diversi allestimenti, diversificati dall’ottica e/o dall’otturatore. La versione di punta monta un obiettivo Tessar su otturatore Compur. L’esemplare fotografato, classificabile come versione base, è databile al 1935 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1935, Compur, deco, Exagonal Front, Folding, Nettar, Nettar 515/2, Nettar Anastigmat, Tessar, Zeiss IkonSperando di aver allietato in parte questo anno che è giunto al termine, non possiamo fare altro che augurarvi di iniziare il 2013 nel migliore dei modi e promettere a chi ci segue di andare avanti con tanto impegno, proponendo sempre qualcosa di interessante da condividere con tutti voi!!
Buon Anno di cuore!!
Aniceto, Mauro e Paola
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Lo staff di storiadellafotografia augura a tutti voi, cari amici, di trascorrere un sereno Natale.
Anche oggi vogliamo farvi un regalo: questa bella foto della Natività! Siamo sicuri che vi piacerà e che infonderà calore e pace in tutti voi, o almeno, ce lo auguriamo.
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