Storiadellafotografia al Castello Manservisi

Nel corso del mese di luglio storiadellafotografia si trasferisce nella bellissima cornice del Castello Manservisi, in località Castelluccio, presso Porretta Terme, per proporre quattro serate durante le quali Aniceto Antilopi presenterà ai partecipanti le storie, gli avvenimenti e i protagonisti che hanno segnato la storia della fotografia dall’epoca della scoperta fino alla seconda metà del XX secolo.

Il programma degli appuntamenti  è il seguente:

martedì 16 luglio, ore 21

Brevi accenni alle intuizioni fotografiche antiche, dai filosofi greci a Roger Bacon, la camera oscura (Leonardo da Vinci), la scoperta vera e propria (Niépce, Daguerre, Talbot …) e i primi anni della fotografia, fino al 1846.

martedì 23 luglio, ore 21

I primi cinquant’anni. I procedimenti successivi al dagherrotipo (ambrotipo, ferrotipo, collodio, …), fino alla pellicola in rullo di fine ottocento. La nascita dei primi grandi marchi (Zeiss, Kodak, Bausch & Lomb, … ) e la diffusione della fotografia. Continua la lettura di Storiadellafotografia al Castello Manservisi

La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

La Lubitel 166

Questa fotocamera è stata costruita dalla LOMO Ленинградского оптико-механическое объединение (Leningradskoye Optiko-Mehanichesckoye Obyedinenie), azienda nata nel 1962 da una fusione di fabbriche guidata dalla GOMZ, Государственный оптико-механический завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod), il più antico marchio sovietico del settore ottico (1914). Fa seguito alla Lubitel 2 (Любитель 2) ed è stata prodotta a partire dal 1976 fino al 1981. Questo modello in particolare è una delle quattro varianti realizzate in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, evento di cui si trova traccia in numerosissime fotocamere sovietiche in quanto tutte le più importanti aziende del settore hanno in quell’anno dedicato almeno un loro apparecchio al suddetto evento sportivo. È stata realizzata in quattro varianti, che sono poi state trasformate in altrettante versioni “olimpiche” nel 1980 senza peraltro subire interventi o modifiche sostanziali, a parte il simbolo delle olimpiadi moscovite in colore rosso oppure nero. Il corpo macchina è in bakelite mentre il pozzetto e alcune parti interne sono costruite in lamiera metallica; è un apparecchio dalle prestazioni abbastanza modeste che in certi casi lascia un tantino a desiderare anche per quanto riguarda l’affidabilità. Continua la lettura di La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

Olympus (parte seconda)

Come già si è detto, il 1949 è un anno di svolta per la Olympus Kogaku Kogyo (Olympus Optical Company), dal momento che la produzione viene decisamente orientata verso fotocamere che utilizzano pellicola in rullino 135. Il primo modello è rappresentato dalla Olympus 35 a cui segue la Olympus 35IV. Si tratta di un apparecchio a mirino galileiano che monta un obiettivo Zuiko da 40 mm con apertura f/3.5, monta un otturatore Copal e che porta sul dorso i “segni della guerra” rappresentati dalla scritta MADE IN OCCUPIED JAPAN impressa nel rivestimento del dorso. Nel 1950 nei laboratori Olympus viene progettato il primo gastroscopio, strumento che permette di riprendere immagini dell’interno dello stomaco attraverso una sonda a fibre ottiche.
L’unica eccezione rispetto alla decisione di rivolgersi verso il piccolo formato è rappresentata dalla Olympus Flex del 1952, la prima biottica prodotta in Giappone, nata evidentemente sull’onda del travolgente successo commerciale incontrato dai diversi modelli di Rolleiflex prodotti dall’azienda tedesca Franke & Heidecke fin dal 1929. L’anno successivo vede l’apparizione della Olympus 35IVa, sostanzialmente identica al modello precedente, che appare leggermente modificata per quanto riguarda i tempi di scatto, ma soprattutto presenta la scritta MADE IN JAPAN. Nel corso degli anni Cinquanta vengono poi prodotti altri numerosi modelli, dalla Olympus 35S-3.5 del 1955 alla Olympus ACE del 1958. Continua la lettura di Olympus (parte seconda)

J.A. Anderson: “The Mammoth Camera”

The Mammoth Camera

La storia di questo fabbricante statunitense di apparecchiature fotografiche è veramente molto particolare ed è legata pressoché esclusivamente ad un modello di fotocamera che rimane un oggetto unico, nel senso letterale del termine, nella storia della fotografia. La piccola azienda nasce a Chicago, Illinois, verso la metà degli anni Ottanta del XIX secolo per opera di J. A. Anderson e il suo primo apparecchio fotografico documentato risale al 1885; si tratta della classica fotocamera in legno di grande formato costruita con caratteristiche e modalità artigianali che viene prodotta in ben otto versioni, dal modello “piccolo” da 6½ x 8½ inch (16,5 x 21,5 cm) fino a quello da 20 x 24 inch (50,8 x 61 cm). Nei primi modelli vengono utilizzate come materiale sensibile lastre al collodio umido. Negativi di dimensioni così grandi (se rapportati agli standard di cento anni dopo) sono giustificati dal fatto che la stampa delle copie positive avviene per contatto. Nel 1885 negli Stati Uniti i formati di lastra comunemente presenti nei cataloghi di materiali sensibili per fotografia erano i seguenti (misure espresse in inch): 3¼ x 4¼, 4 x 5, 4½ x 5½, 4½ x 6½, 5 x 7, 5 x 8, 6½ x 8½, 8 x 10, 10 x 12, 11 x 14, 14 x 17, 16 x 20, 17 x 20, 18 x 22, 20 x 24. Per quanto riguarda J.A. Anderson vengono prodotti negli anni successivi alcuni altri modelli: la Tailboard Camera nel 1886, la Royal Box Camera nel 1889, la View Camera nel 1897, le Universal Camera e Midget Camera nel 1900. Continua la lettura di J.A. Anderson: “The Mammoth Camera”

“Giornate di Fotografia” – 2° edizione

Vogliamo segnalare che anche quest’anno si rinnova l’atteso incontro fotografico a Morro d’Alba (AN) con la 2° edizione di Giornate di Fotografia.
Per un weekend, questo piccolo borgo sospeso tra colline e mare, ospiterà una serie di incontri, proiezioni, mostre ed eventi gratuiti dedicati a tale disciplina.
Quest’anno il tema attorno al quale vertono le giornate sarà “Fotografia e decrescita“.

Per informazioni e dettagli sul programma: www.giornatedifotografia.it

Locandina dell’evento

Comunicato stampa

 

Il buio su Monte Sole – I luoghi dell’eccidio di Marzabotto – Mostra fotografica di Aniceto Antilopi

Da sabato 20 aprile 2013 sarà allestita presso la Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (CN) la mostra fotografica di Aniceto Antilopi relativa ai luoghi che nel settembre-ottobre 1944 furono teatro della terribile strage nota come “eccidio di Marzabotto” ad opera delle truppe nazifasciste. Le vittime furono in maggioranza persone inermi, che subirono atti di particolare crudeltà ed efferatezza: i caduti civili furono circa ottocento, fra cui quasi quattrocento donne e duecento bambini o ragazzi di età compresa fra pochi mesi e diciotto anni.

Le località interessate dalla strage, situate nel comprensorio di Monte Sole, furono una quarantina, appartenenti ai Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, in provincia di Bologna. Le riprese fotografiche, tutte in bianco e nero, sono state effettuate da Aniceto nel periodo Ottobre 2012/Febbraio 2013 su idea e proposta di Carlo Alberto De Casa. Continua la lettura di Il buio su Monte Sole – I luoghi dell’eccidio di Marzabotto – Mostra fotografica di Aniceto Antilopi

La fotocamera Ferrania Lince 3

La Ferrania Lince 3

Questo apparecchio fotografico appartiene ad un serie di fotocamere caratterizzate da un design mutuato dalla Dacora Dignette, prodotta fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento dall’azienda tedesca Dacora Kamerawerk. Molti degli apparecchi della serie Lince, iniziata nel 1960, sono stati anche materialmente prodotti negli stabilimenti tedeschi di Reutlingen e sono praticamente delle copie dei corrispondenti modelli di Dacora, la Lince 3 è invece un modello originale realizzato per Ferrania, anche se, come si è detto, la sua derivazione appare comunque evidente. Gli esemplari di Lince 3 sono stati prodotti a partire dal 1962 sia nello stabilimento tedesco che in quello italiano e ciò appare specificato nella parte posteriore dell’apparecchio: l’esemplare fotografato è Made in Italy. Si tratta di una fotocamera di buon livello, che monta componenti di pregio sia per quanto riguarda l’ottica che l’otturatore; l’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1963. Continua la lettura di La fotocamera Ferrania Lince 3

Bullard Camera Company

Una delle esperienze imprenditoriali più brevi nella storia dei costruttori di apparecchi fotografici è quella che ha per protagonista l’azienda statunitense Bullard Camera Company. Viene fondata nel 1895 a Wheeling, West Virginia, da Edgar R. Bullard e si dedica alla produzione di fotocamere di tipo folding che utilizzano materiale sensibile di grande formato costituito da lastre di vetro. Negli ultimi anni del XIX secolo si va sempre più largamente diffondendo l’uso delle pellicole in rullo e quindi l’idea di Bullard è quella di produrre apparecchi che, nonostante le lastre, siano in grado di competere con la maggiore praticità d’uso rappresentata dal neonato roll film. Tra le realizzazioni del primo periodo, quella che più di ogni altra mostra tale proposito è la Bullard Folding Magazine Camera del 1896/97, che utilizza lastre di vetro da 4 x 5 inches (10 x 12,7 cm) e che è dotata di un dorso a magazzino in grado di ospitare ben 18 lastre; dopo ogni scatto, muovendo opportunamente questo dorso (push-pull action) il fotografo può sostituire la lastra esposta mettendo in posizione di ripresa quella successiva. Nel 1898 l’azienda si trasferisce a Springfield, Massachusetts, e il suo catalogo appare già abbastanza fornito anche se il modello di punta continua ad essere rappresentato dall’apparecchio di cui si è detto. Come già specificato in più occasioni, l’attività di queste piccole aziende produttrici di fotocamere presenta caratteristiche tipicamente artigianali, dove la lavorazione è rappresentata per la quasi totalità da opere di ebanisteria volte a costruire una struttura portante alla quale vengono poi aggiunti il soffietto e il gruppo obiettivo/otturatore, componenti acquistati presso altre aziende. Continua la lettura di Bullard Camera Company

La fotocamera Ferrania Astor

La Ferrania Astor

Questa fotocamera, uno degli apparecchi di maggior prestigio fra quelli prodotti da Ferrania, appare nel 1953 e viene presentata al pubblico in occasione della XXXI Fiera di Milano. Il corpo macchina, in parte cromato e in parte rivestito con vulcanite di colore nero, è realizzato in pressofusione e presenta come soluzione tecnica particolare il montaggio dell’obiettivo su un cannotto metallico rientrante con movimento telescopico: il gruppo obiettivo/otturatore rientra nel cannotto metallico e quest’ultimo rientra interamente nel corpo macchina. Il movimento di apertura è spinto da due molle interne mediante due bracci metallici, che, a ottica rientrata, si posizionano davanti al piano focale; lo sblocco che provoca la fuoriuscita di cannotto e obiettivo è comandato da una breve rotazione verso sinistra della ghiera cromata posta sulla parte superiore destra della fotocamera, in posizione simmetrica rispetto a quella di avanzamento della pellicola. Continua la lettura di La fotocamera Ferrania Astor

La fotocamera Finetta Super

La Finetta super

Questa fotocamera appare nel 1951, nel momento in cui il vigore progettuale e creativo della Finetta-Werk raggiunge probabilmente il suo apice. Si tratta infatti di un modello per molti versi innovativo e anche osservando l’evento da un punto di vista meramente statistico va rilevato che si tratta del decimo apparecchio sfornato dall’azienda in appena tre anni di attività. Uno degli elementi che lo caratterizza è l’otturatore centrale posto sul corpo macchina, soluzione già adottata l’anno precedente per la Finetta IVD, ma ciò che rende del tutto particolare la Super è la presenza della slitta portaccessori dotata di contatto caldo per il flash a torcia, soluzione tecnica che appare per la prima volta su una fotocamera prodotta in Germania. Si tratta in sostanza di un apparecchio molto ben costruito, così come la gran parte dei modelli usciti da questa azienda; l’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1952. Continua la lettura di La fotocamera Finetta Super

Itinerario tra fatti, personaggi, attrezzature e curiosità che hanno fatto la storia della fotografia nel mondo.