Archivio per la categoria "Macchine fotografiche"
La Jubilette deve il proprio nome al fatto di essere stata espressamente costruita con intento celebrativo in occasione dei trent’anni di attività della Balda-Werk Max Baldeweg di Dresda, fondata nel 1908. Si tratta di un modello più economico rispetto ad altre fotocamere prodotte dall’azienda in quel periodo, ma mostra comunque un buon livello tecnico/qualitativo. E’ un apparecchio molto maneggevole per le dimensioni alquanto ridotte. E’ rivestita di vulcanite di colore nero nella quale sono impressi il nome (sul frontale) e il marchio di fabbrica (sul dorso); il soffietto è in pelle di colore nero.
Caratteristiche principali
- Folding.
- Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.
- Lo scorrimento della pellicola avviene da sinistra verso destra (dal basso verso l’alto con apparecchio in posizione verticale) mediante rotazione di una ghiera zigrinata; tale movimento si blocca nel momento in cui il fotogramma è in posizione, ma non determina il caricamento dell’otturatore. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1938, Balda-Werk Max Baldeweg, Baltar, Dresda, Jubilette
Leggi i commenti (0)Abbiamo già ripetutamente parlato della lunga serie di fotocamere Vest Pocket Kodak, realizzate dalla Eastman Kodak Company a cominciare dal 1912 per l’uso di pellicola in rullo 127, ma ritorniamo sull’argomento pubblicando parte di un interessante libretto di istruzioni relativo ad uno di questi apparecchi. Il documento non riguarda un modello Autographic (cioè uno di quelli che consentivano di scrivere alcune note direttamente sulla pellicola attraverso una finestrella apribile sul dorso), ma è ugualmente interessante perché, essendo redatto in lingua italiana, permette di apprezzare al meglio le descrizioni tecniche e le indicazioni operative fornite dal fabbricante, soprattutto per quanto riguarda i tempi di esposizione. E’ sicuramente un documento particolare anche per “l‘atmosfera” che la sua lettura permette di cogliere qua e là, in alcuni particolari passaggi. Buona lettura !! Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: Autographic, Eastman Kodak Company, Vest Pocket KodakLe fotocamere britanniche della serie Ensignette, progettate dall’ingegnere svedese Magnus Niéll, sono state prodotte in un gran numero di modelli e versioni, tanto che risulta arduo fornire una classificazione completa dei diversi tipi di obiettivo, otturatore, sistemi di messa a fuoco e differenti formati di pellicola; dal 1909 al 1926 ne sono state infatti realizzate oltre cinquanta versioni, alcune diversificate da modifiche sostanziali, altre da particolari appena percepibili. Esistono anche nel formato Vest Pocket. L’esemplare fotografato appartiene al modello D, tipo De Luxe, della seconda serie, prodotta a partire dal 1912, le cui principali differenze rispetto al primo tipo consistono in un otturatore con prestazioni più elevate e nel formato del negativo, che da 1½ x 2¼ inch (cm 3,8 x 5,7) diventa di 2 x 3 inch (cm 5 x 7,5). Le dimensioni dell’apparecchio in posizione di chiusura sono molto contenute (larghezza cm 12,5, altezza cm 6 e spessore in corrispondenza dell’obiettivo cm 3,5) e ciò ne ha decretato il successo commerciale come fotocamera portatile dall’ingombro veramente molto ridotto. E’ costruita in metallo rifinito a smalto nero, mentre i braccetti di apertura e il comando a chiavetta per il trascinamento della pellicola sono cromati. Nella lamiera del dorso sono presenti delle nervature parallele in stile decò. L’azienda produttrice, anch’essa caratterizzata da una complessa evoluzione organizzativa, nel periodo di tempo in cui l’Ensignette è rimasta in produzione ha modificato tre volte la propria denominazione, da Houghtons Ltd. a Houghton Butcher Manufacturing Company Ltd. a Houghton Butcher Ltd. L’esemplare fotografato è databile all’incirca al 1922. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1922, Aldis Plano Anastigmat, De Luxe, Ensign, Ensignette, Folding, Houghton Butcher Ltd, Houghton Butcher Manufacturing Company Ltd, Houghtons Ltd., Magnus Niéll, Taylor Hobson
La Zorki è una delle copie sovietiche della Leica costruita dalla KMZ – Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод) di Krasnogorsk, nei pressi di Mosca. Al pari della FED è stata realizzata in numerose versioni, caratterizzate a volte da varianti anche minime. Riguardo a questa serie di fotocamere non esiste un univoco sistema di classificazione (autori diversi forniscono in certi casi indicazioni leggermente diverse) e la stessa numerazione degli apparecchi a volte non è tale da fornire elementi di assoluta certezza riguardo l’appartenenza di un esemplare ad una variante oppure ad un’altra. Un ulteriore elemento di confusione è la presenza di prototipi, costruiti in un limitatissimo numero di pezzi. L’apparecchio fotografato appartiene alla prima serie prodotta, al modello che normalmente è definito “C”, con una ulteriore caratterizzazione che possiamo chiamare “sottomodello 2”: in sostanza questa fotocamera può essere classificata come Zorki, modello 1C, tipo C2. Questa identificazione si basa sia sul numero di serie dell’apparecchio, sia sulla contemporanea presenza di tre caratteristiche: Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1951, FED, Industar-22, Jupiter-8, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Zorki, ИНДУСТАР-22
Si tratta di un apparecchio caratterizzato da estrema semplicità costruttiva, una di quelle fotocamere in cui è sufficiente inquadrare e scattare, anche perché le regolazioni di ripresa sono praticamente inesistenti. Quella che invece è perlomeno curiosa è la vicenda legata alla scelta del nome, nella quale intervengono eventi per nulla legati alla fotografia. La produzione inizia nel 1938 ad opera dell’azienda fondata a Milano da Antonio Bencini, che ha appena modificato la denominazione da ICAF a CMF e che nel secondo dopoguerra diventerà Bencini: viene chiamata Gabry ed appare contestualmente ad un altro modello di formato 6 x 9, la Roby. La ragione di tali nomi risiede nel fatto che i figli del costruttore si chiamano Gabriella e Roberto. La y finale però non piace al regime fascista, in quanto di sapore troppo anglosassone, così che rapidamente i due nomi vengono modificati in Gabri e Robi. A questo punto, sistemata la partita con la “perfida Albione”, Bencini può iniziare la produzione degli apparecchi. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1938, Antonio Bencini, Bencini, CMF, Gabri, Gabry, ICAF, Robi
Si tratta del modello iniziale della lunghissima serie di fotocamere il cui nome è probabilmente il più conosciuto nell’ambito dell’intera produzione di apparecchi fotografici nella ex Unione Sovietica. Questo primo tipo è stato infatti seguito da una serie di oltre cinquanta versioni, più le relative varianti, prodotte fino al 2004. Questo appare nel 1952 ad opera della KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод) e la sua produzione, composta da una dozzina di varianti, continua fino al 1956 anche se già nel 1955 era apparso il secondo modello, la Zenit S. Si tratta della versione reflex della Zorki (a sua volta copia sovietica della Leica II) fotocamera già in produzione da alcuni anni presso la stessa KMZ, prima come sussidio alla FED (FED-Zorki), poi come prodotto proprio. La struttura di base è infatti quella della Zorki, a cui è stato sostituito il gruppo mirino/telemetro con il pentaprisma, nonché ricostruito l’attacco dell’ottica, che non è più in montatura rientrante; lo sbilanciamento in avanti è compensato da un piedino apribile posto sotto l’obiettivo. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1954, FED, FED-Zorki, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Leica II, M39 x 1, reflex, Zenit, Zenit S, Zorki, ИНДУСТАР-22La Pilot 6 è una fotocamera di medio formato costruita dall’azienda tedesca KW (Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH) di Dresda, a partire dal 1936. E’, in ordine di tempo, il terzo modello della serie iniziata con la Pilot del 1931 e proseguita con la Pilot Box dell’anno successivo; sarà a sua volta seguita dalla Pilot Super del 1938. E’ stata prodotta in due versioni, differenti per i tempi di scatto, ma soprattutto per gli obiettivi, che nel secondo modello del 1938 sono intercambiabili. Il primo tipo presenta a sua volta diverse varianti, alcune dotate di obiettivi prodotti dalla stessa KW con diversi valori di apertura massima e una in cui l’ottica è costituita da un Pololyt da 75 mm con apertura massima f/3.5 prodotto dalla Laack di Rathenow. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie, prodotta nel 1936.
Caratteristiche principali
- Reflex monobiettivo (SLR).
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120 (12 fotogrammi). Esiste anche nel formato 4,5 x 6 (15 fotogrammi). Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1936, Dresda, Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH, KW, KW Anastigmat, Laack, Otturatore a ghigliottina, Pilot, Pilot 6, Pilot Box, Pilot Super, Pololyt, Reflex monobiettivoSi tratta di un apparecchio fotografico storicamente interessante in quanto costituisce uno degli esempi più evidenti della differente politica commerciale attuata dai costruttori americani rispetto a quelli europei, primi fra tutti quelli tedeschi. Questa fotocamera lo è in maniera particolare dal momento che porta anche il marchio di un costruttore tedesco, l’Agfa, che all’epoca era consociato con la statunitense Ansco. E’ stata prodotta presso gli stabilimenti della Ansco situati a Binghampton, nei pressi di New York. E’ uno strumento di una semplicità assoluta, che però mostra una “veste commerciale” molto accattivante: è utilizzabile praticamente da chiunque anche senza alcuna conoscenza di tecnica fotografica, ma esteticamente è molto bello. Il modello Readyset è stato prodotto dal 1925 fino ai primi anni Trenta del Novecento in vari modelli e in numerosi allestimenti diversi, relativi sia alla dotazione ottico-meccanica che al formato del negativo. Relativamente al tipo di pellicola sono stati utilizzati i rulli tipo 116, 120, 127 e 620. Il modello Readyset Royal è stato prodotto nelle varianti N° 1 e N° 1A. Le sue particolarità estetiche più evidenti sono costituite dal frontale dell’otturatore finemente decorato e dal rivestimento di colore marrone, trattato in modo da farlo assomigliare a pelle di struzzo. Il medesimo colore è applicato sia sulla pelle del soffietto, sia sull’interno della piastra metallica anteriore. Della N° 1A ne esiste una versione in cui la pelle del rivestimento esterno ricorda le tonalità della pelliccia della volpe argentata. L’esemplare fotografato è databile all’incirca al 1928. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 116, 120, 127, 1928, 620, Agfa, ANSCO, doppietto acromatico, Folding, rullo 120Si tratta, in ordine di tempo, del terzo progetto elaborato dall’azienda italiana Closter (Costruzioni Fotografiche S.r.L.) ed apparso sul mercato nel 1952. E’ una classica realizzazione “modello Leica” che si presenta con un aspetto molto accattivante, di livello certamente superiore rispetto a quelle che sono le sue effettive prestazioni per quanto riguarda ottica ed otturatore. Per valutare l’originalità del progetto vanno comunque evidenziate le interessanti particolarità costruttive, relative al gruppo obiettivo-otturatore e alla procedura di carica e scatto, successivamente descritte. Questa fotocamera è stata realizzata in due diverse versioni, che differiscono soltanto per quanto riguarda la parte cromata superiore, che nel secondo modello è stampata in un pezzo unico. L’esemplare fotografato appartiene alla prima versione ed è databile al 1953 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1953, Closter, mirino galileiano, Mizar
La serie delle fotocamere Edixa ha dietro una storia abbastanza curiosa. Il progetto della Wirgin Kamerawerk è del 1952 e viene sviluppato con l’intento di ripetere il successo commerciale incontrato dalla serie delle Edinex del periodo antecedente la seconda guerra mondiale.
Vengono sviluppati due modelli, la Edina I e la Edina II, la prima dotata del solo mirino galileiano, la seconda anche del telemetro. Questo nome però non piace alla Kodak AG (la filiale tedesca della casa madre statunitense situata a Rochester) dal momento che Edina assomiglia troppo a Retina, il modello di punta della Kodak: viene pertanto sollevata una questione di copyright a seguito della quale l’agente britannico della Wirgin, Charles G. Strasser, si inventa il termina Edixa, un mix Edina/Edinex. Nel 1953 ai due modelli esistenti ne viene affiancato anche un terzo, molto simile all’Edixa I, dotato però di un diverso allestimento ottica/otturatore. Proprio dal nome dell’otturatore questa variante è conosciuta come Edixa Vero. Si tratta di una delle classiche fotocamere a telemetro degli anni Cinquanta, apparecchi di livello medio prodotti da molti costruttori con varianti a volte minime. L’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, agli anni 1954/55. Leggi il resto di quest’articolo »

















