Archivio per la categoria "Macchine fotografiche"
La Zorki è una delle copie sovietiche della Leica costruita dalla KMZ – Krasnogorsky Mehanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод) di Krasnogorsk, nei pressi di Mosca. Al pari della FED è stata realizzata in numerose versioni, caratterizzate a volte da varianti anche minime. Riguardo a questa serie di fotocamere non esiste un univoco sistema di classificazione (autori diversi forniscono in certi casi indicazioni leggermente diverse) e la stessa numerazione degli apparecchi a volte non è tale da fornire elementi di assoluta certezza riguardo l’appartenenza di un esemplare ad una variante oppure ad un’altra. Un ulteriore elemento di confusione è la presenza di prototipi, costruiti in un limitatissimo numero di pezzi. L’apparecchio fotografato appartiene alla prima serie prodotta, al modello che normalmente è definito “C”, con una ulteriore caratterizzazione che possiamo chiamare “sottomodello 2”: in sostanza questa fotocamera può essere classificata come Zorki, modello 1C, tipo C2. Questa identificazione si basa sia sul numero di serie dell’apparecchio, sia sulla contemporanea presenza di tre caratteristiche: Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1951, FED, Industar-22, Jupiter-8, KMZ, Krasnogorsky Mehanichesky Zavod, Zorki, ИНДУСТАР-22
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Si tratta di un apparecchio caratterizzato da estrema semplicità costruttiva, una di quelle fotocamere in cui è sufficiente inquadrare e scattare, anche perché le regolazioni di ripresa sono praticamente inesistenti. Quella che invece è perlomeno curiosa è la vicenda legata alla scelta del nome, nella quale intervengono eventi per nulla legati alla fotografia. La produzione inizia nel 1938 ad opera dell’azienda fondata a Milano da Antonio Bencini, che ha appena modificato la denominazione da ICAF a CMF e che nel secondo dopoguerra diventerà Bencini: viene chiamata Gabry ed appare contestualmente ad un altro modello di formato 6 x 9, la Roby. La ragione di tali nomi risiede nel fatto che i figli del costruttore si chiamano Gabriella e Roberto. La y finale però non piace al regime fascista, in quanto di sapore troppo anglosassone, così che rapidamente i due nomi vengono modificati in Gabri e Robi. A questo punto, sistemata la partita con la “perfida Albione”, Bencini può iniziare la produzione degli apparecchi. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1938, Antonio Bencini, Bencini, CMF, Gabri, Gabry, ICAF, Robi
Si tratta del modello iniziale della lunghissima serie di fotocamere il cui nome è probabilmente il più conosciuto nell’ambito dell’intera produzione di apparecchi fotografici nella ex Unione Sovietica. Questo primo tipo è stato infatti seguito da una serie di oltre cinquanta versioni, più le relative varianti, prodotte fino al 2004. Questo appare nel 1952 ad opera della KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод) e la sua produzione, composta da una dozzina di varianti, continua fino al 1956 anche se già nel 1955 era apparso il secondo modello, la Zenit S. Si tratta della versione reflex della Zorki (a sua volta copia sovietica della Leica II) fotocamera già in produzione da alcuni anni presso la stessa KMZ, prima come sussidio alla FED (FED-Zorki), poi come prodotto proprio. La struttura di base è infatti quella della Zorki, a cui è stato sostituito il gruppo mirino/telemetro con il pentaprisma, nonché ricostruito l’attacco dell’ottica, che non è più in montatura rientrante; lo sbilanciamento in avanti è compensato da un piedino apribile posto sotto l’obiettivo. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1954, FED, FED-Zorki, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Leica II, M39 x 1, reflex, Zenit, Zenit S, Zorki, ИНДУСТАР-22La Pilot 6 è una fotocamera di medio formato costruita dall’azienda tedesca KW (Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH) di Dresda, a partire dal 1936. E’, in ordine di tempo, il terzo modello della serie iniziata con la Pilot del 1931 e proseguita con la Pilot Box dell’anno successivo; sarà a sua volta seguita dalla Pilot Super del 1938. E’ stata prodotta in due versioni, differenti per i tempi di scatto, ma soprattutto per gli obiettivi, che nel secondo modello del 1938 sono intercambiabili. Il primo tipo presenta a sua volta diverse varianti, alcune dotate di obiettivi prodotti dalla stessa KW con diversi valori di apertura massima e una in cui l’ottica è costituita da un Pololyt da 75 mm con apertura massima f/3.5 prodotto dalla Laack di Rathenow. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie, prodotta nel 1936.
Caratteristiche principali
- Reflex monobiettivo (SLR).
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120 (12 fotogrammi). Esiste anche nel formato 4,5 x 6 (15 fotogrammi). Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1936, Dresda, Kamera Werkstätten Guthe & Thorsch GmbH, KW, KW Anastigmat, Laack, Otturatore a ghigliottina, Pilot, Pilot 6, Pilot Box, Pilot Super, Pololyt, Reflex monobiettivoSi tratta di un apparecchio fotografico storicamente interessante in quanto costituisce uno degli esempi più evidenti della differente politica commerciale attuata dai costruttori americani rispetto a quelli europei, primi fra tutti quelli tedeschi. Questa fotocamera lo è in maniera particolare dal momento che porta anche il marchio di un costruttore tedesco, l’Agfa, che all’epoca era consociato con la statunitense Ansco. E’ stata prodotta presso gli stabilimenti della Ansco situati a Binghampton, nei pressi di New York. E’ uno strumento di una semplicità assoluta, che però mostra una “veste commerciale” molto accattivante: è utilizzabile praticamente da chiunque anche senza alcuna conoscenza di tecnica fotografica, ma esteticamente è molto bello. Il modello Readyset è stato prodotto dal 1925 fino ai primi anni Trenta del Novecento in vari modelli e in numerosi allestimenti diversi, relativi sia alla dotazione ottico-meccanica che al formato del negativo. Relativamente al tipo di pellicola sono stati utilizzati i rulli tipo 116, 120, 127 e 620. Il modello Readyset Royal è stato prodotto nelle varianti N° 1 e N° 1A. Le sue particolarità estetiche più evidenti sono costituite dal frontale dell’otturatore finemente decorato e dal rivestimento di colore marrone, trattato in modo da farlo assomigliare a pelle di struzzo. Il medesimo colore è applicato sia sulla pelle del soffietto, sia sull’interno della piastra metallica anteriore. Della N° 1A ne esiste una versione in cui la pelle del rivestimento esterno ricorda le tonalità della pelliccia della volpe argentata. L’esemplare fotografato è databile all’incirca al 1928. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 116, 120, 127, 1928, 620, Agfa, ANSCO, doppietto acromatico, Folding, rullo 120Si tratta, in ordine di tempo, del terzo progetto elaborato dall’azienda italiana Closter (Costruzioni Fotografiche S.r.L.) ed apparso sul mercato nel 1952. E’ una classica realizzazione “modello Leica” che si presenta con un aspetto molto accattivante, di livello certamente superiore rispetto a quelle che sono le sue effettive prestazioni per quanto riguarda ottica ed otturatore. Per valutare l’originalità del progetto vanno comunque evidenziate le interessanti particolarità costruttive, relative al gruppo obiettivo-otturatore e alla procedura di carica e scatto, successivamente descritte. Questa fotocamera è stata realizzata in due diverse versioni, che differiscono soltanto per quanto riguarda la parte cromata superiore, che nel secondo modello è stampata in un pezzo unico. L’esemplare fotografato appartiene alla prima versione ed è databile al 1953 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1953, Closter, mirino galileiano, Mizar
La serie delle fotocamere Edixa ha dietro una storia abbastanza curiosa. Il progetto della Wirgin Kamerawerk è del 1952 e viene sviluppato con l’intento di ripetere il successo commerciale incontrato dalla serie delle Edinex del periodo antecedente la seconda guerra mondiale.
Vengono sviluppati due modelli, la Edina I e la Edina II, la prima dotata del solo mirino galileiano, la seconda anche del telemetro. Questo nome però non piace alla Kodak AG (la filiale tedesca della casa madre statunitense situata a Rochester) dal momento che Edina assomiglia troppo a Retina, il modello di punta della Kodak: viene pertanto sollevata una questione di copyright a seguito della quale l’agente britannico della Wirgin, Charles G. Strasser, si inventa il termina Edixa, un mix Edina/Edinex. Nel 1953 ai due modelli esistenti ne viene affiancato anche un terzo, molto simile all’Edixa I, dotato però di un diverso allestimento ottica/otturatore. Proprio dal nome dell’otturatore questa variante è conosciuta come Edixa Vero. Si tratta di una delle classiche fotocamere a telemetro degli anni Cinquanta, apparecchi di livello medio prodotti da molti costruttori con varianti a volte minime. L’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, agli anni 1954/55. Leggi il resto di quest’articolo »
Si tratta senza dubbio di un apparecchio molto particolare per numerosi aspetti, il più rilevante dei quali è la presenza di un motore meccanico che comanda i movimenti di avanzamento pellicola e scatto. La rotazione in senso antiorario della grossa ghiera di destra produce infatti la “carica” della molla del motore meccanico, molla che con la pressione del pulsante di scatto aziona l’otturatore e fa avanzare la pellicola di un fotogramma. Una volta caricata completamente consente di effettuare da 12 a 15 scatti: la velocità massima raggiungibile viene quantificata dal manuale di istruzioni in 3 fotogrammi al secondo, ma sempre a scatto singolo, premendo cioè ogni volta il pulsante. E’ stata costruita dal 1956 al 1968 dalla ГОМЗ (GOMZ), Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskie Zavod) di Leningrado, attualmente San Pietroburgo, in circa 76.000 unità; nel 1958 è stata premiata con il “Grand Prix de Bruxelles” all’Esposizione Mondiale tenutasi nella città belga, in relazione alle innovazioni tecnologiche che presentava. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1956, autoscatto, GOMZ, Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskie Zavod, Jupiter-8, KMZ, Krasnogorsky Mehanicheskie Zavod, Leica, M39, mirino galileiano, pressapellicola, telemetro, telemetro accoppiatoSi tratta di una fotocamera che segna un momento di passaggio nella storia della Franke & Heidecke in quanto introduce un design che caratterizzerà le biottiche di Braunschweig per i quarant’anni successivi; le modifiche più appariscenti rispetto al modello precedente sono certamente la grafica del logo Rolleiflex e il supporto a forma di 8 su cui sono montate le ottiche, ma anche dal punto di vista tecnico questo modello rappresenta l’esordio di una nuova generazione di apparecchi. E’ stata prodotta per un anno e mezzo, dall’agosto del 1937 al marzo del 1939, quando è stata sostituita dal modello Automat 1939. L’esemplare fotografato è stato costruito nel 1938.
Caratteristiche principali
- Biottica
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120; può essere utilizzata anche pellicola 35 mm (negativo di 24 x 36 mm) con il montaggio del commutatore di formato Rolleikin 1.
- Trasporto film a manovella, il cui movimento determina anche la carica dell’otturatore ed aziona il contapose.
- E’ dotata del caricamento col cosiddetto “sistema di tasto”, cioè con un dispositivo che percepisce il leggero aumento di spessore che si verifica quando, assieme alla carta di copertura esterna del rullo 120, inizia lo scorrimento del film. Ciò rende superflua la classica finestrella rossa situata sul dorso per il controllo dell’avanzamento pellicola, in quanto la manovella di carica si blocca nel momento in cui il primo fotogramma arriva in posizione di ripresa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1938, Automat 1939, biottica, Braunschweig, Carl Zeiss, Compur Rapid, Franke & Heidecke, Heidosmat Anastigmat, Rolleikin 1, sistema di tasto, Tessar
Si tratta di una microcamera prodotta dalla notissima azienda francese Lumière a partire dal 1937 in una lunga ed articolata serie di modelli e di varianti. In certi casi si incontrano delle difficoltà nell’identificazione di alcuni di questi apparecchi in quanto gli stessi presentano caratteristiche non del tutto coerenti con quella serie di parametri in base ai quali viene definita la loro collocazione temporale; ciò si verifica soprattutto con gli esemplari prodotti negli anni 1944-45, presumibilmente per le difficoltà connesse al periodo di guerra, quando furono probabilmente assemblati componenti nati per modelli leggermente diversi. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1944, Anastigmat Lypar, Eljy, Eljy Club, Eljy Club Color, Lumière, Lumière Altipan, microcamera, Super Eljy

















