Archivi categoria: Macchine fotografiche

La fotocamera Fiamma Box

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La Fiamma

Si tratta di un apparecchio fotografico poco conosciuto, un modello che tra l’altro non porta un nome particolare e che probabilmente è uno tra i primi costruiti dalla F.I.A.M.M.A. di Firenze nel momento in cui inizia a produrre semplici fotocamere per uso esclusivamente amatoriale. Fino a quel momento infatti l’azienda, che aveva in Antonio Bencini la sua mente animatrice, aveva realizzato apparecchi di tipo professionale e comunque di dimensioni e caratteristiche ben diverse da questa piccola box. Le sue dimensioni sono veramente minime: larghezza 6 cm, altezza 8 cm, profondità 5,5 cm. È quanto di più essenziale si possa immaginare sia dal punto di vista ottico che meccanico, probabilmente una sorta di “modello base” rispetto alla Fiammetta di cui già abbiamo parlato. Continua la lettura di La fotocamera Fiamma Box

La fotocamera Lord Special

La Lord Special
La Lord Special

Continuiamo a parlare di apparecchi fotografici molto particolari prendendo in esame la Lord Special, una fotocamera così poco nota che praticamente non vi sono notizie nemmeno sull’azienda che l’ha prodotta. Fino ad alcuni anni fa il modello era stato censito, ma non erano noti particolari sul suo costruttore, tanto che nella 12° edizione del catalogo McKeown’s (2005-2006) appariva citato assieme alla versione Lord Super sotto la voce LORD (maker unknown). Grazie alla pubblicazione APARÁTY PRO ZAČÁTEČNÍKY della collana CZECH CAMERAS di cui si è detto a proposito della Druopta Rix, apprendiamo che questa fotocamera è stata prodotta verso la fine degli anni Quaranta del Novecento dall’azienda Foxtechna di Bratislava, nel territorio di quella che all’epoca era la Cecoslovacchia. Le notizie al momento sono comunque limitate al nome dell’azienda e a quattro modelli prodotti, tre della serie Lord (Lord, Lord Special, Lord Super) a cui si aggiunge la Monta, peraltro abbastanza simile ai precedenti sia nell’aspetto che nelle caratteristiche tecniche. Va anche specificato che le Lord “cecoslovacche” di cui stiamo parlando non hanno alcuna relazione con le omonime fotocamere giapponesi prodotte nel corso degli anni Cinquanta del Novecento dall’azienda Okaya Kōgaku Kikai K.K. situata a Nagano (Lord 35, Lord 35IVB, Lord SE, ecc …). Continua la lettura di La fotocamera Lord Special

La fotocamera Druopta Rix

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La Druopta Rix

La Rix è una fotocamera abbastanza particolare, soprattutto perché è rara e quasi completamente sconosciuta. Viene prodotta dall’azienda DRUOPTA PRAHA, che inizia l’attività nel 1950 in quella che all’epoca è la capitale cecoslovacca, e non è altro che una semplice pseudo-biottica realizzata con il caratteristico design tipico degli apparecchi che cercano di imitare la Brillant della Voigtländer & Sohn AG. La produzione delle aziende cecoslovacche del settore ottico è rimasta per lungo tempo abbastanza sconosciuta, soprattutto a causa della “riservatezza” che contraddistingueva i paesi che si trovavano nell’orbita dell’ex Unione Sovietica; a questo fatto va aggiunto che la Druopta non era un’azienda di primissimo piano e che buona parte della sua produzione non usciva dai confini del paese. Sta di fatto che questa fotocamera non è censita nel leggendario catalogo McKeown’s accanto agli altri modelli Druopta e se ne trova invece traccia in una recente pubblicazione, che fa parte di una interessante collana (CZECH CAMERAS) di opere riguardanti la produzione delle aziende cecoslovacche. La Druopta viene trattata dall’ing. Radomir Malý nel fascicolo APARÁTY PRO ZAČÁTEČNÍKY (Fotocamere per principianti), Parte II, edito nel 2008 da Jakoube Publishing House. Secondo tale pubblicazione la Rix è stata prodotta nel 1959. Continua la lettura di La fotocamera Druopta Rix

La fotocamera ICAF Robj

La Robj

Torno a parlare di questo apparecchio fotografico, del quale già ho scritto ripetutamente collegandolo storicamente al modello Gabri. Come è noto entrambi i modelli nascono nel 1938 e i loro nomi terminano con la y finale (Roby e Gabry), fatto che induce il regime fascista a “consigliare” ad Antonio Bencini di sostituire la lettera finale con una i, molto più italiana e certamente non contaminata da influenze troppo anglosassoni. Tempo fa mi sono imbattuto in una versione di questa fotocamera che porta il nome Robj, con la j finale e siccome questa era per me una novità, mi sono rivolto a Donato Consonni, cioè a colui che è il maggior esperto in assoluto relativamente a tutta la produzione riferibile alle aziende ICAF, CMF e Bencini (vedasi in proposito l’interessantissimo HYPERLINK “http://bencinistory.altervista.org/” http://bencinistory.altervista.org/). Dal momento che anche per lui la Robj è stata una novità, ritengo opportuno proporre una nuova scheda tecnica su questo apparecchio, anche se le caratteristiche sono praticamente invariate rispetto alla versione già descritta su questo sito. Continua la lettura di La fotocamera ICAF Robj

La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

La Lubitel 166

Questa fotocamera è stata costruita dalla LOMO Ленинградского оптико-механическое объединение (Leningradskoye Optiko-Mehanichesckoye Obyedinenie), azienda nata nel 1962 da una fusione di fabbriche guidata dalla GOMZ, Государственный оптико-механический завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod), il più antico marchio sovietico del settore ottico (1914). Fa seguito alla Lubitel 2 (Любитель 2) ed è stata prodotta a partire dal 1976 fino al 1981. Questo modello in particolare è una delle quattro varianti realizzate in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, evento di cui si trova traccia in numerosissime fotocamere sovietiche in quanto tutte le più importanti aziende del settore hanno in quell’anno dedicato almeno un loro apparecchio al suddetto evento sportivo. È stata realizzata in quattro varianti, che sono poi state trasformate in altrettante versioni “olimpiche” nel 1980 senza peraltro subire interventi o modifiche sostanziali, a parte il simbolo delle olimpiadi moscovite in colore rosso oppure nero. Il corpo macchina è in bakelite mentre il pozzetto e alcune parti interne sono costruite in lamiera metallica; è un apparecchio dalle prestazioni abbastanza modeste che in certi casi lascia un tantino a desiderare anche per quanto riguarda l’affidabilità. Continua la lettura di La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

La fotocamera Ferrania Lince 3

La Ferrania Lince 3

Questo apparecchio fotografico appartiene ad un serie di fotocamere caratterizzate da un design mutuato dalla Dacora Dignette, prodotta fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento dall’azienda tedesca Dacora Kamerawerk. Molti degli apparecchi della serie Lince, iniziata nel 1960, sono stati anche materialmente prodotti negli stabilimenti tedeschi di Reutlingen e sono praticamente delle copie dei corrispondenti modelli di Dacora, la Lince 3 è invece un modello originale realizzato per Ferrania, anche se, come si è detto, la sua derivazione appare comunque evidente. Gli esemplari di Lince 3 sono stati prodotti a partire dal 1962 sia nello stabilimento tedesco che in quello italiano e ciò appare specificato nella parte posteriore dell’apparecchio: l’esemplare fotografato è Made in Italy. Si tratta di una fotocamera di buon livello, che monta componenti di pregio sia per quanto riguarda l’ottica che l’otturatore; l’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1963. Continua la lettura di La fotocamera Ferrania Lince 3

La fotocamera Ferrania Astor

La Ferrania Astor

Questa fotocamera, uno degli apparecchi di maggior prestigio fra quelli prodotti da Ferrania, appare nel 1953 e viene presentata al pubblico in occasione della XXXI Fiera di Milano. Il corpo macchina, in parte cromato e in parte rivestito con vulcanite di colore nero, è realizzato in pressofusione e presenta come soluzione tecnica particolare il montaggio dell’obiettivo su un cannotto metallico rientrante con movimento telescopico: il gruppo obiettivo/otturatore rientra nel cannotto metallico e quest’ultimo rientra interamente nel corpo macchina. Il movimento di apertura è spinto da due molle interne mediante due bracci metallici, che, a ottica rientrata, si posizionano davanti al piano focale; lo sblocco che provoca la fuoriuscita di cannotto e obiettivo è comandato da una breve rotazione verso sinistra della ghiera cromata posta sulla parte superiore destra della fotocamera, in posizione simmetrica rispetto a quella di avanzamento della pellicola. Continua la lettura di La fotocamera Ferrania Astor

La fotocamera Finetta Super

La Finetta super

Questa fotocamera appare nel 1951, nel momento in cui il vigore progettuale e creativo della Finetta-Werk raggiunge probabilmente il suo apice. Si tratta infatti di un modello per molti versi innovativo e anche osservando l’evento da un punto di vista meramente statistico va rilevato che si tratta del decimo apparecchio sfornato dall’azienda in appena tre anni di attività. Uno degli elementi che lo caratterizza è l’otturatore centrale posto sul corpo macchina, soluzione già adottata l’anno precedente per la Finetta IVD, ma ciò che rende del tutto particolare la Super è la presenza della slitta portaccessori dotata di contatto caldo per il flash a torcia, soluzione tecnica che appare per la prima volta su una fotocamera prodotta in Germania. Si tratta in sostanza di un apparecchio molto ben costruito, così come la gran parte dei modelli usciti da questa azienda; l’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1952. Continua la lettura di La fotocamera Finetta Super

La fotocamera Closter Sport

La Closter Sport

Questo apparecchio viene prodotto a partire dal 1957 con l’intento di proporre una fotocamera di tipo più economico rispetto ai modelli costruiti fino a quel momento. Ne esistono quattro diverse versioni, differenziate sia dal colore del rivestimento esterno, sia da alcune caratteristiche tecniche e/o stilistiche. Da un punto di vista operativo l’unica variante sostanziale riguarda il pulsante di sblocco per il riavvolgimento del rullino, che nel primo modello si trova sul fondello, mentre in quelli successivi è coassiale alla leva di carica. L’esemplare fotografato appartiene alla terza versione, che, oltre alla modifica di cui sopra, è identificabile dalla fascetta metallica posta intorno all’obiettivo sulla quale appaiono non solo la scala metrica, ma anche i tre valori di apertura del diaframma.  Sul corpo macchina è incisa una versione rinnovata del logo “Closter“, mentre sull’obiettivo è ancora utilizzata la grafica di vecchio tipo. L’esemplare presentato è databile al 1958 circa. Continua la lettura di La fotocamera Closter Sport

La fotocamera Bilora Bella 44

La Bilora Bella 44

Questa fotocamera appartiene alla lunghissima serie di apparecchi Bilora che portano il nome “Bella“. In particolare si tratta di una Bella 44, codice che sta ad indicare le dimensioni del fotogramma, cioè 4 x 4 cm. Di questi apparecchi ne esistono poi diverse versioni e quello fotografato potrebbe essere chiamato Bella 44 di tipo 2: la principale differenza con la prima versione consiste nella carenatura che ne racchiude la parte superiore, comprendendo al suo interno anche la ghiera di avanzamento pellicola; vi sono poi piccole differenze nei pittogrammi che identificano le regolazioni di ripresa. Si tratta di una fotocamera ben costruita, che mostra un aspetto esteriore molto curato, probabilmente di livello superiore rispetto alle prestazioni che è effettivamente in grado di fornire da un punto di vista ottico. È realizzata in alluminio pressofuso, cromato ad effetto satinato, mentre alcune parti del barilotto dell’otturatore sono in acciaio cromato lucido con un anello frontale in materiale sintetico; anche il  rivestimento esterno è realizzato con materiale sintetico che imita una pelle di colore grigio-verde. L’esemplare presentato è databile al 1958 circa. Continua la lettura di La fotocamera Bilora Bella 44