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Archivio per la categoria "Ottica"

Il frontespizio del volume di François de Aguilón

Il frontespizio del volume di François de Aguilón

La visione stereoscopica consiste essenzialmente nella percezione della profondità e quindi della tridimensionalità degli oggetti visualizzati.

Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso Leonardo da Vinci; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di interesse sia da parte di studiosi quali il filosofo – alchimista Giovanni Battista Della Porta (che si occupa anche ripetutamente del fenomeno della camera oscura) o pittori come Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.

Il termine “stereoscopico” si deve però al gesuita belga François de Aguilón, che nel 1613 dà alle stampe il volume “Francisci Aguiloni e Societate Iesu Opticorum libri sex: philosophis iuxta ac mathematicis utiles”: nel libro sesto di tale opera un capitolo è dedicato tra l’altro a “De stereographice altero proiectionis genere ex oculi contactu”.

Ciò che ci consente di vedere in tre dimensioni è la visione binoculare, dal momento che i nostri occhi vedono la realtà da due posizioni differenti: ogni occhio registra un’immagine da una propria angolazione e ciò che vediamo è il risultato della sovrapposizione di queste due visioni operata dal cervello secondo un meccanismo che ancora non è stato del tutto chiarito. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1613, Charles Wheatstone, François de Aguilón, Leonardo Da Vinci, visione stereoscopica
Da sinistra, prima e seconda versione dell’Heliar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Da sinistra, prima e seconda versione dell’Heliar (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Nel 1900 il tecnico della Voigtländer Carl August Hans Harting, mette a punto un nuovo schema ottico chiamato Heliar, al pari di molti altri ispirato al tripletto di Cooke; risulta infatti evidente il tentativo di modificare il tripletto stesso in senso simmetrico.

La modifica più evidente è la sostituzione dell’elemento posteriore con un doppietto di lenti incollate.

Nella prima versione, brevettata appunto nel 1900, lo schema formato da cinque lenti in tre gruppi si dimostra però per nulla soddisfacente in quanto è caratterizzato da forte astigmatismo, da un evidente coma in caso di riprese a distanza e naturalmente presenta l’aberrazione sferica tipica dello schema ispiratore. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1900, Bessa, Carl Zeiss, Dallmeyer, Dynar, Harting, Heliar, Oxyn, Pentac, Tessar, tripletto di Cooke, Voigtländer
Paul Rudoplh

Paul Rudoplh

Il Tessar è probabilmente l’obiettivo più noto nel mondo della fotografia, uno schema ottico che per oltre mezzo secolo è stato sinonimo di nitidezza e qualità dell’immagine, anche perché prodotto dall’azienda che più di ogni altra ha segnato la storia della fotografia, la Carl Zeiss Jena.

La storia del Tessar ha inizio nel 1899, quando il dottor Paul Rudolph, tecnico della Schott und Genossen che già nel 1890 aveva progettato lo Zeiss Anastigmat (successivamente Protar), realizza uno schema ottico a quattro lenti che chiama Unar, chiaramente ispirato al Tripletto di Cooke.

Nonostante la buona correttezza delle immagini prodotte, Rudolph non ne rimane soddisfatto e nel 1902 vi apporta una modifica sostanziale.

Ne utilizza soltanto le due lenti anteriori alle quali aggiunge il doppietto posteriore dell’Anastigmat interponendovi il diaframma: il risultato è strabiliante per incisività e nitidezza, tanto che in breve tempo questo obiettivo sarà soprannominato “Adlerauge” (occhio d’aquila).

Nelle prime serie di esemplari prodotti l’apertura massima è di f/6.3, poi nel 1917 viene portata a f/4.5 per arrivare, nel 1930, a f/2.8. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1902, Adlerauge, Bausch & Lomb, Biotessar, Carl Zeiss, Paul Rudolph, Protar, Protessar, Schott und Genossen, Tessar, tripletto di Cooke, Unar, Zeiss Anastigmat
Disegni in scala del Tripletto di Cooke, da sinistra a destra in tre versioni successive (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Disegni in scala del Tripletto di Cooke, da sinistra a destra in tre versioni successive (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Nel 1893 H. Dennis Taylor, responsabile del settore ottico della Cooke & Sons, un’azienda inglese di York, sviluppa uno schema completamente nuovo basandosi sul principio elementare secondo il quale unendo una lente positiva con una negativa del medesimo valore le due lenti si neutralizzano dando una somma di Petzval uguale a zero.

Taylor separa poi le due lenti facendo diventare positivo il sistema, ma lasciando invariata la somma di Petzval.

Uno schema così asimmetrico è caratterizzato però da aberrazioni fortissime: Taylor quindi pensa di dividere in due uno degli elementi e opta per quello positivo, che viene quindi spezzato e posizionato ai lati di quello negativo.

Nel primo progetto l’obiettivo dovrebbe avere un’apertura di f/4 e coprire un angolo di campo di circa 13° con spazi fra le lenti praticamente identici; successivamente questo progetto viene parzialmente modificato, sia andando verso aperture massime più ridotte (f/5.6 o f/6.3) sia allargando l’angolo di campo fino a circa 27°. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1893, Cooke & Sons, Elmar, H. Dennis Taylor, Heliar, Petzval, Taylor Hobson, Tessar, tripletto di Cooke
Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Sono trascorsi due anni dalla realizzazione del Protar (Zeiss Anastigmat) quando nel 1892 Emil von Höegh, un matematico di soli ventisette anni, studia di sua iniziativa uno schema ottico simmetrico costituito da due tripletti cementati.

I due elementi esterni di ogni tripletto sono positivi, quelli centrali sono negativi in modo da ottenere sia una buona correzione dell’aberrazione sferica e cromatica, sia un’ampia porzione di campo libera da astigmatismo.

Non è invece corretto per il “coma”, cioè quell’aberrazione che fa sì che l’immagine di un punto lontano dall’asse ottico non venga riprodotta nitidamente, perché i bordi della lente mettono a fuoco diversamente rispetto alla sua area centrale, determinando una deformazione per cui il punto appare con una coda simile ad una cometa (da cui il nome). Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1892, aberrazione sferica, aberrazione sferica zonale, Anschütz, Ansel Adams, astigmatismo, Carl Moser, Carl Zeiss, coma, Dagor, Double Anastigmat Goerz, Emil Von Hoegh, Lynkeioskop, Optische Anstalt C.P. Goerz AG, Petzval, Protar, vignettatura, Zeiss Ikon

DarlotL’attività di ottico di Jean Théodore Jamin ( ? – 1867) inizia nel 1822, anno in cui avvia a Parigi la costruzione di strumenti e lenti di vario tipo; a seguito della scoperta della fotografia allarga la produzione a componenti di obiettivi per fotocamere.

Non si conoscono particolari relativi all’azienda, in ogni caso Jamin deve essere un costruttore di un certo livello, dal momento che nel 1855 è membro della Société Française de Photographie; in quell’anno infatti presenta alla riunione della Société del 17 novembre un nuovo obiettivo da ritratto da lui progettato e realizzato.

Si tratta di un’ottica che segue il classico schema di Josef Maximilián Petzval, all’epoca il più attuale per quanto già in auge da quindici anni, che Jamin ha modificato sia spostando all’indietro il gruppo ottico posteriore rispetto alla flangia di montaggio dell’obiettivo sulla fotocamera, ma soprattutto alloggiando il gruppo stesso in un tronco di cono avente la base rivolta verso l’interno dell’apparecchio. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1855, Alphonse Darlot, Aplanatico/Rapid Rectilinear, Cône Centralisateur, doppietto, Hugo Adolph von Steinheil, Jean Théodore Jamin, John Henry Dallmeyer, Josef Maximilián Petzval, Lerebours e Secretan
Lo schema ottico dello Zeiss Anastigmat, successivamente Protar

Lo schema ottico dello Zeiss Anastigmat, successivamente Protar

Immediatamente dopo la sua nascita, avvenuta come già detto il 19 maggio 1889, la Fondazione Carl Zeiss dà avvio a quella attività di ricerca nel campo dell’ottica fotografica che la caratterizzerà come azienda costantemente all’avanguardia per almeno mezzo secolo.

Il tecnico che più di ogni altro è impegnato a livello sperimentale è il dottor Paul Rudolph, alla Schott und Genossen dal 1886, che mettendo a frutto sia gli studi teorici di Ernst Abbe, sia la genialità dimostrata da Otto Schott nella realizzazione di vetri di rivoluzionaria concezione, comincia a progettare schemi ottici di nuova generazione.

Il primo appare già nel 1890, l’inizio di una serie, composto da due doppietti acromatici separati dal piano del diaframma, che viene chiamato Zeiss Anastigmat, inizialmente di luminosità f/6.3, successivamente di f/4.5.

Il gruppo anteriore è un normale doppietto acromatico composto da un elemento in vetro crown a basso indice di rifrazione e da uno in vetro flint ad alto indice di rifrazione, mentre il gruppo posteriore è un doppietto del tutto innovativo, realizzato con materiali Schott, costituito da un elemento in vetro crown ad alto indice di rifrazione e da uno in vetro flint a basso indice di rifrazione: questa combinazione è tale da correggere in maniera decisa sia l’astigmatismo che la curvatura di campo, mentre il posizionamento del diaframma fra i due doppietti riduce quasi del tutto l’aberrazione cromatica. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1890, aberrazione cromatica, Ansel Adams, astigmatismo, Bausch & Lomb, curvatura di campo, diaframma, Doppel Anastigmat, Ernst Abbe, Fondazione Carl Zeiss, indice di rifrazione, Paul Rudolph, Protar, Schott und Genossen, Tessar, vetro crown, vetro flint
Una Tudor n° 4 del 1905 circa

Una fotocamera a soffietto Tudor n° 4 del 1905 circa

William Lewis nasce 1791 a Pontypool, Monmouthshire, nel sud del Galles e nel 1831 emigra negli Stati Uniti assieme ai suoi otto figli.

Verso la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento (la data non è nota), assieme al figlio maggiore William Henry apre un’attività per la costruzione di fotocamere da dagherrotipo e di altre attrezzature legate al procedimento fotografico dagherrotipico.

Il laboratorio si trova a Manhattan, al 142 di Chatham Square, l’azienda è denominata “W. and W. H. Lewis” e vi lavora anche un secondo figlio, Henry John.

La fotografia evidentemente ha rappresentato una vera occasione di svolta per la famiglia Lewis, se si considera che un terzo figlio, Richard, svolge attività di fotografo mentre la figlia Jennie è sposata con il dagherrotipista Alonzo J. Drummond.

Nel 1851, quando ormai la tecnica messa a punto da Daguerre ha imboccato il viale del tramonto, l’azienda introduce una variante nell’apparecchio da ripresa, applicando un soffietto di stoffa per collegare, mantenendo l’oscurità all’interno, la parte posteriore dove è posizionata la lastra fotosensibile alla parte anteriore dove è fissato l’obiettivo. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, dagherrotipo, Daguerre, fotocamera, messa a fuoco, soffietto, William Lewis
Carl Friedrich Zeiss

Carl Friedrich Zeiss

Carl Friedrich Zeiss  nasce a Weimar il giorno 11 settembre 1816, figlio di un artigiano che produce giocattoli.

Dopo aver studiato matematica, fisica, mineralogia e ottica all’università di Jena, per 12 anni è apprendista nel laboratorio scientifico del dottor Friedrich Kšrner dove matura una notevole esperienza.

Il 17 novembre 1846 avvia una propria attività commerciale a Jena, al n° 7 della Neugasse, aprendo un’officina per la produzione di strumenti meccanici di precisione, lenti e microscopi.

La sua esperienza nel settore, ma soprattutto la precisione e la determinazione, ne fanno da subito un personaggio vincente.

La qualità dei suoi prodotti appare immediatamente di alto livello, così che già nel settembre dell’anno successivo trasferisce il suo laboratorio in locali più grandi dove può allargare l’attività ed assumere il primo apprendista. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1846, Carl Friedrich Zeiss, Carl Zeiss, Ernst Abbe, Friedrich Otto Schott
Hugo Adolph von Steinheil

Hugo Adolph von Steinheil

Nel 1866 gli ottici Hugo Adolph von Steinheil di Monaco e John Henry Dallmeyer di Londra, indipendentemente l’uno dall’altro, progettarono due schemi ottici per obiettivi da fotocamera praticamente identici.

Hugo Adolph (1832 – 1893) era figlio di Carl August von Steinheil, il primo in Germania (assieme a Franz von Kobell) a sperimentare nel 1839 la ripresa fotografica, proprio mentre in Europa erano in corso le dispute sulla paternità della scoperta.

Studioso di astronomia e di ottica, ebbe parte rilevante nella fondazione dello Steinheil Optical Institute di Monaco di Baviera nel 1855.
Pare che la messa a punto del suo obiettivo abbia preceduto di poche settimane quella di Dallmeyer.

John Henry Dallmeyer (1830-1883) era nato in Germania e si era trasferito in Inghilterra nel 1851, impiegandosi presso un negozio di ottica. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1866, anastigmatico, Aplanatico, Bausch & Lomb, Henry Dallmeyer, Hugo Adolph von Steinheil, Kodak, Paul Rudolph, Rapid Rectilinear
 
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