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	<title>Storia della fotografia - itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità &#187; L’immagine stereoscopica</title>
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	<description>Itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità che hanno fatto la storia della fotografia nel mondo.</description>
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		<title>Alphonse Bernoud</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[I fotografi]]></category>
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		<description><![CDATA[Alphonse Bernoud nasce in Francia, a Meximieux, nei pressi di Lione, il 4 febbraio 1820 ed è uno dei primi ad avvicinarsi alla fotografia, iniziando a praticare la tecnica dagherrotipica nei mesi immediatamente successivi all’annuncio della scoperta.
Il suo vero nome è in realtà Jean Baptiste, in famiglia e dagli amici intimi viene invece confidenzialmente chiamato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1988" class="wp-caption alignleft" style="width: 239px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-1.png"><img class="size-medium wp-image-1988 " title="Foto 1" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-1-229x300.png" alt="Alphonse Bernoud" width="229" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alphonse Bernoud</p></div>
<p>Alphonse Bernoud nasce in Francia, a Meximieux, nei pressi di Lione, il 4 febbraio 1820 ed è uno dei primi ad avvicinarsi alla fotografia, iniziando a praticare la tecnica dagherrotipica nei mesi immediatamente successivi all’annuncio della scoperta.</p>
<p>Il suo vero nome è in realtà Jean Baptiste, in famiglia e dagli amici intimi viene invece confidenzialmente chiamato Alphonse.</p>
<p>E’ in Italia già nel 1841 in quanto è documentato un suo <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/dagherrotipo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con dagherrotipo">dagherrotipo</a> eseguito in quell’anno a Sanremo; frequenta infatti la costa ligure operando come fotografo ambulante.</p>
<p>Nel 1845 sul giornale genovese “Corriere Mercantile” appare una inserzione di tipo pubblicitario con la quale Bernoud annuncia di essere<em> … de passage in cette ville pour quelque temp … </em>e non solo di eseguire ritratti con il metodo inventato da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/daguerre/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Daguerre">Daguerre</a>, ma di colorarli secondo una tecnica messa a punto da lui stesso; il costo di un’immagine è di 5 franchi e il suo recapito è in Strada Scurreria Palazzo Pallavicini.</p>
<p>Al pari di molti altri fotografi francesi, inglesi e tedeschi, arriva in Italia spinto soprattutto dal fatto che il nostro paese è un mercato molto appetibile e redditizio dove i praticanti di questa nuova attività non abbondano.<span id="more-1984"></span></p>
<p>A Genova per un certo periodo ha un socio, Lossier, del quale successivamente si perdono le tracce; pubblicizza la propria attività non solo come operatore, ma anche come insegnante di fotografia ed incontra evidentemente un discreto successo dal momento che a partire dal 1850, nel giro di pochi anni apre altri studi a Napoli (Boschetto della Villa Reale), a Firenze (Piazza S. Maria in Campo 434) e a Livorno (Via Vittorio Emanuele 71).</p>
<div id="attachment_1989" class="wp-caption alignright" style="width: 254px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-213.jpg"><img class="size-medium wp-image-1989 " title="Foto 2" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-213-244x300.jpg" alt="Il verso di una sua fotografia" width="244" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il verso di una sua fotografia</p></div>
<p>Quando abbandona Genova lascia lo studio in gestione ad un suo allievo, Carlo Molino, il quale però non avrà in seguito grande fortuna; Bernoud è il classico fotografo itinerante, un ambulante di lusso, che gestisce sale di posa in diverse sedi attraverso operatori che lavorano per lui con metodi di ripresa standardizzati, realizzando soprattutto ritratti di membri di famiglie nobili e borghesi.</p>
<p>Il suo inserimento negli alti ranghi della società italiana è testimoniato dal fatto che si presenta come <em>“Photographe de S.M. le Roi et de S.A.R. le Prince de Carignan”</em> mentre la sua abilità di fotografo gli vale riconoscimenti alle esposizioni parigine del 1855, 1857 e 1867.</p>
<p>Esegue ritratti anche presso la corte di Napoli e la sua fama è legata a fotografie molto curate sia dal punto di vista compositivo che qualitativo; il suo successo è tale che viene nominato fotografo ufficiale di corte ed ha occasione di effettuare belle riprese di navi per conto della Marina Militare borbonica.</p>
<p>E’ anche noto ed apprezzato per le foto eseguite ad animali.</p>
<p>Nel 1857 viene inviato in Basilicata, nelle zone colpite dal disastroso terremoto, ed è l’unico a documentare questa tragedia e in particolare la distruzione pressoché totale del paese di Montemurro.</p>
<p>E’ un fotografo molto attento all’evoluzione tecnica: al contrario di altri abbandona il <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/dagherrotipo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con dagherrotipo">dagherrotipo</a> non appena il nuovo procedimento negativo-positivo introdotto da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/fox-talbot/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Fox Talbot">Fox Talbot</a> è in grado di fornire immagini di livello elevato, passando prima alle lastre al <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/collodio-umido/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con collodio umido">collodio umido</a> e poi a quelle al <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/collodio-secco/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con collodio secco">collodio secco</a>.</p>
<div id="attachment_1990" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-39.jpg"><img class="size-medium wp-image-1990 " title="Foto 3" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-39-300x147.jpg" alt="Ferrovia Bologna-Pistoia: il viadotto di S. Mommé (Collezione Angela Querci - Piteccio)" width="300" height="147" /></a><p class="wp-caption-text">Ferrovia Bologna-Pistoia: il viadotto di S. Mommé (Collezione Angela Querci - Piteccio)</p></div>
<p>Si dimostra subito padrone di queste tecniche producendo negativi su lastra di vetro dai quali vengono ottenute stampe all’<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/albumina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con albumina">albumina</a> di qualità eccellente, ancora oggi in perfetto stato di conservazione.</p>
<p>La maggioranza della sua produzione è costituita da ritratti, ma esegue anche riprese di panorami e di monumenti, dedicandosi pure alla <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/foto-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con foto stereoscopica">foto stereoscopica</a>; con questa tecnica il 30 giugno 1859 realizza alcune immagini dei cantieri della costruenda linea ferroviaria Bologna &#8211; Pistoia ubicati nel tratto appenninico, da Pracchia a Pistoia, quello più spettacolare dal punto di vista ingegneristico, dove la linea corre tra viadotti e gallerie per superare il dislivello altimetrico esistente tra il punto di valico (m 617,5 s.l.m.) e la piana di Pistoia.</p>
<p>E’ attivo per molti anni soprattutto tra Firenze e Napoli, città dove apre probabilmente anche più di uno studio, dal momento che ai recapiti precedentemente citati si aggiungono anche quelli di Via dell’Orivolo 51 a Firenze e di Toledo 256, Palazzo Berio, a Napoli; le sue ultime immagini italiane documentano l’eruzione del Vesuvio del 1872.</p>
<p>Successivamente fa ritorno a Lione continuando a dedicarsi al ritratto fino al 1886.</p>
<p>Muore nel 1889.</p>
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		<title>La fotocamera stereoscopica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 16:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[I pionieri]]></category>
		<category><![CDATA[L’immagine stereoscopica]]></category>
		<category><![CDATA[1832]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli esperimenti finalizzati alla realizzazione di uno strumento in grado di riprodurre la visione stereoscopica hanno inizio nella prima metà del XIX secolo ad opera del geniale fisico inglese sir Charles Wheatstone (1802-1875).
Si tratta di un personaggio dagli interessi più svariati, che vanno dalle immagini tridimensionali al telegrafo, dagli strumenti musicali (il symphonium, la concertina) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1874" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto11.jpg"><img class="size-full wp-image-1874 " title="Foto1" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto11.jpg" alt="Sir Charles Wheatstone" width="250" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Sir <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/charles-wheatstone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Charles Wheatstone">Charles Wheatstone</a></p></div>
<p>Gli esperimenti finalizzati alla realizzazione di uno strumento in grado di riprodurre la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/visione-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con visione stereoscopica">visione stereoscopica</a> hanno inizio nella prima metà del XIX secolo ad opera del geniale fisico inglese sir <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/charles-wheatstone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Charles Wheatstone">Charles Wheatstone</a> (1802-1875).</p>
<p>Si tratta di un personaggio dagli interessi più svariati, che vanno dalle immagini tridimensionali al telegrafo, dagli strumenti musicali (il <em>symphonium, </em>la<em> concertina</em>) alla scrittura crittografica, fino all’elettricità.</p>
<p>Nel 1832 studia un sistema di specchi e prismi, realizzando uno strumento che nella forma ricorda un binocolo e che nel 1838 viene brevettato e presentato alla Royal Scottish Society of Arts come qualcosa “<em>that it be called a Stereoscope, to indicate his property of representing solid figures</em>”, rifacendosi così alla terminologia adottata due secoli prima da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/francois-de-aguilon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con François de Aguilón">François de Aguilón</a>: le immagini sono naturalmente dei disegni.</p>
<p>A seguito della scoperta della fotografia egli intuisce le possibilità del nuovo mezzo e cerca di interessare alla stereoscopia i protofotografi inglesi Jean <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/francois-antoine-claudet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Francois Antoine Claudet">Francois Antoine Claudet</a>, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/richard-beard/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Richard Beard">Richard Beard</a> ed <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/henry-collen/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Henry Collen">Henry Collen</a>.<span id="more-1869"></span></p>
<p>Quello che più di ogni altro si dedicherà a questo particolare tipo di riprese sarà Claudet.</p>
<div id="attachment_1875" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-22.jpg"><img class="size-medium wp-image-1875  " title="Foto 2" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-22-300x297.jpg" alt="Lo stereoscopo di Brewster" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stereoscopio di Brewster</p></div>
<p>Lo strumento ideato da Wheatstone è un oggetto alquanto ingombrante che incontra scarso successo e bisogna attendere il 1849, anno in cui appare lo stereoscopio di sir <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/david-brewster/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con David Brewster">David Brewster</a>.</p>
<p>Brewster (1781-1868) è un fisico ed inventore scozzese che già dal 1815 è noto nel mondo scientifico per la sua riscoperta del caleidoscopio: nel 1849/50 mette a punto uno stereoscopio che al posto degli specchi utilizza delle lenti, realizzando in tal modo uno strumento del tutto originale rispetto a quello di Wheatstone.</p>
<p>Questo è uno dei motivi per cui esistono diversità di pareri sulla paternità dello strumento, diversità che non si esauriscono con i soli Wheatstone e Brewster in quanto entrano nella partita anche <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/john-benjamin-dancer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con John Benjamin Dancer">John Benjamin Dancer</a> e il fotografo francese <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/achille-leon-quinet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Achille Léon Quinet">Achille Léon Quinet</a>.</p>
<div id="attachment_1876" class="wp-caption alignleft" style="width: 191px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1876 " title="Foto 3" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-3-181x300.jpg" alt="Sir David Brewster" width="181" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sir <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/david-brewster/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con David Brewster">David Brewster</a></p></div>
<p>Dancer è una delle figure più rilevanti del XIX secolo per quanto riguarda progettazione e costruzione di microscopi e soprattutto per l’applicazione della fotografia al microscopio stesso (microfotografia).</p>
<p>Per quanto attiene la stereoscopia egli brevetta nel 1852 una prima versione di fotocamera binoculare, seguita nel 1856 da un successivo modello utilizzabile con lastre, sia al <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/collodio-umido/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con collodio umido">collodio umido</a> che al <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/collodio-secco/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con collodio secco">collodio secco</a>.</p>
<p>Nel frattempo, a Parigi, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/achille-leon-quinet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Achille Léon Quinet">Achille Léon Quinet</a> mette a punto negli anni 1853/54 una fotocamera binoculare che chiamerà “Quinetoscope”.</p>
<p>A questo proposito il già citato <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/david-brewster/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con David Brewster">David Brewster</a>, personaggio dotato di una certa vena polemica e di temperamento sanguigno, pubblicherà nel 1856 il volume “The Stereoscope: Its History, and Construction, with Its Applications to the Fine and Useful Arts of Education” nel quale citerà Quinet, affermando che <em>…Since the publication in 1849 of my description of the binocular camera, a similar instrument was proposed in Paris by a photographer, M. Quinet who gave it the name of Quinetoscope…</em>osservando che un tale nome<em> …means an instrument for seeing M. Quinet….</em>e che<em> …I have not seen this camera, but from the following notice of it by the Abbé Moigno, it does not appear to be different from mine</em>.</p>
<p>Come era successo per altri apparecchi, anche la fotocamera a doppio obiettivo per riprese stereoscopiche pare avere quindi più di un padre, di certo è che si tratta di un tipo di fotocamera che incontrerà grande fortuna fino alla fine dell’Ottocento, entrando in crisi nel momento in cui cominceranno ad apparire altre forme di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/visione-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con visione stereoscopica">visione stereoscopica</a>, come il <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/tru-vue/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Tru Vue">Tru Vue</a> e più tardi il View Master.</p>
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		<title>La visione stereoscopica</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’immagine stereoscopica]]></category>
		<category><![CDATA[1613]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Wheatstone]]></category>
		<category><![CDATA[François de Aguilón]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Da Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[visione stereoscopica]]></category>

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		<description><![CDATA[La visione stereoscopica consiste essenzialmente nella percezione della profondità e quindi della tridimensionalità degli oggetti visualizzati.
Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso Leonardo da Vinci; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1854" class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-1.jpg"><img class="size-full wp-image-1854 " title="Foto 1" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-1.jpg" alt="Il frontespizio del volume di François de Aguilón" width="170" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Il frontespizio del volume di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/francois-de-aguilon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con François de Aguilón">François de Aguilón</a></p></div>
<p>La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/visione-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con visione stereoscopica">visione stereoscopica</a> consiste essenzialmente nella percezione della profondità e quindi della tridimensionalità degli oggetti visualizzati.</p>
<p>Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leonardo-da-vinci/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leonardo Da Vinci">Leonardo da Vinci</a>; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di interesse sia da parte di studiosi quali il filosofo &#8211; alchimista Giovanni Battista Della Porta (che si occupa anche ripetutamente del fenomeno della camera oscura) o pittori come Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.</p>
<p>Il termine “stereoscopico” si deve però al gesuita belga <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/francois-de-aguilon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con François de Aguilón">François de Aguilón</a>, che nel 1613 dà alle stampe il volume “<em>Francisci Aguiloni e Societate Iesu Opticorum libri sex: philosophis iuxta ac mathematicis utiles”: </em>nel libro sesto di tale opera un capitolo è dedicato tra l’altro a<em> “De stereographice altero proiectionis genere ex oculi contactu</em>”.</p>
<p>Ciò che ci consente di vedere in tre dimensioni è la visione binoculare, dal momento che i nostri occhi vedono la realtà da due posizioni differenti: ogni occhio registra un’immagine da una propria angolazione e ciò che vediamo è il risultato della sovrapposizione di queste due visioni operata dal cervello secondo un meccanismo che ancora non è stato del tutto chiarito.<span id="more-1851"></span></p>
<p>La sovrapposizione delle immagini consente al cervello di valutare la distanza dell’oggetto visualizzato, che è la stessa per entrambi gli occhi soltanto se l’oggetto è un piano (lo schermo televisivo, per esempio).</p>
<p>L’oggetto viene quindi percepito come vicino o lontano (e di conseguenza in tre dimensioni) in funzione dello scostamento a destra o a sinistra dal punto di collimazione degli assi interottici: gli occhi si trovano infatti ad una distanza di circa 6 cm uno dall’altro.</p>
<div id="attachment_1855" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1855 " title="Foto 2" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/03/Foto-2-300x150.jpg" alt="Una foto stereoscopica (1860 circa)" width="300" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Una <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/foto-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con foto stereoscopica">foto stereoscopica</a> (1860 circa)</p></div>
<p>Per ottenere la visione tridimensionale di un’immagine che si trova su un piano, come nel caso della fotografia, bisogna quindi riprodurre artificialmente la visione binoculare e ciò che si crea è l’illusione della tridimensionalità.</p>
<p>Per fare ciò è necessario disporre di due fotografie dello stesso soggetto, riprese nello stesso momento dalla stessa distanza ma da due angolazioni differenti.</p>
<p>Bisogna quindi disporre di una fotocamera dotata di due obiettivi che si trovano a circa 6 cm l’uno dall’altro: tale doppia fotografia dovrà poi essere osservata con un visore apposito, che consenta agli occhi di inviare al cervello due immagini che quest’ultimo sovrappone facendo vedere una sola fotografia tridimensionale.</p>
<p>I primi tentativi di ricreare la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/visione-stereoscopica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con visione stereoscopica">visione stereoscopica</a> precedono quindi di molto la scoperta della fotografia e vengono effettuati con disegni appositamente realizzati.</p>
<p>Colui che per primo ottiene tangibili risultati in tal senso è il fisico inglese sir <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/charles-wheatstone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Charles Wheatstone">Charles Wheatstone</a> nel 1832.</p>
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