Archivio per la categoria "Gli schemi ottici"
L’attività di ottico di Jean Théodore Jamin ( ? – 1867) inizia nel 1822, anno in cui avvia a Parigi la costruzione di strumenti e lenti di vario tipo; a seguito della scoperta della fotografia allarga la produzione a componenti di obiettivi per fotocamere.
Non si conoscono particolari relativi all’azienda, in ogni caso Jamin deve essere un costruttore di un certo livello, dal momento che nel 1855 è membro della Société Française de Photographie; in quell’anno infatti presenta alla riunione della Société del 17 novembre un nuovo obiettivo da ritratto da lui progettato e realizzato.
Si tratta di un’ottica che segue il classico schema di Josef Maximilián Petzval, all’epoca il più attuale per quanto già in auge da quindici anni, che Jamin ha modificato sia spostando all’indietro il gruppo ottico posteriore rispetto alla flangia di montaggio dell’obiettivo sulla fotocamera, ma soprattutto alloggiando il gruppo stesso in un tronco di cono avente la base rivolta verso l’interno dell’apparecchio. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1855, Alphonse Darlot, Aplanatico/Rapid Rectilinear, Cône Centralisateur, doppietto, Hugo Adolph von Steinheil, Jean Théodore Jamin, John Henry Dallmeyer, Josef Maximilián Petzval, Lerebours e Secretan
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Lo schema ottico dello Zeiss Anastigmat, successivamente Protar
Immediatamente dopo la sua nascita, avvenuta come già detto il 19 maggio 1889, la Fondazione Carl Zeiss dà avvio a quella attività di ricerca nel campo dell’ottica fotografica che la caratterizzerà come azienda costantemente all’avanguardia per almeno mezzo secolo.
Il tecnico che più di ogni altro è impegnato a livello sperimentale è il dottor Paul Rudolph, alla Schott und Genossen dal 1886, che mettendo a frutto sia gli studi teorici di Ernst Abbe, sia la genialità dimostrata da Otto Schott nella realizzazione di vetri di rivoluzionaria concezione, comincia a progettare schemi ottici di nuova generazione.
Il primo appare già nel 1890, l’inizio di una serie, composto da due doppietti acromatici separati dal piano del diaframma, che viene chiamato Zeiss Anastigmat, inizialmente di luminosità f/6.3, successivamente di f/4.5.
Il gruppo anteriore è un normale doppietto acromatico composto da un elemento in vetro crown a basso indice di rifrazione e da uno in vetro flint ad alto indice di rifrazione, mentre il gruppo posteriore è un doppietto del tutto innovativo, realizzato con materiali Schott, costituito da un elemento in vetro crown ad alto indice di rifrazione e da uno in vetro flint a basso indice di rifrazione: questa combinazione è tale da correggere in maniera decisa sia l’astigmatismo che la curvatura di campo, mentre il posizionamento del diaframma fra i due doppietti riduce quasi del tutto l’aberrazione cromatica. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1890, aberrazione cromatica, Ansel Adams, astigmatismo, Bausch & Lomb, curvatura di campo, diaframma, Doppel Anastigmat, Ernst Abbe, Fondazione Carl Zeiss, indice di rifrazione, Paul Rudolph, Protar, Schott und Genossen, Tessar, vetro crown, vetro flintNel 1866 gli ottici Hugo Adolph von Steinheil di Monaco e John Henry Dallmeyer di Londra, indipendentemente l’uno dall’altro, progettarono due schemi ottici per obiettivi da fotocamera praticamente identici.
Hugo Adolph (1832 – 1893) era figlio di Carl August von Steinheil, il primo in Germania (assieme a Franz von Kobell) a sperimentare nel 1839 la ripresa fotografica, proprio mentre in Europa erano in corso le dispute sulla paternità della scoperta.
Studioso di astronomia e di ottica, ebbe parte rilevante nella fondazione dello Steinheil Optical Institute di Monaco di Baviera nel 1855.
Pare che la messa a punto del suo obiettivo abbia preceduto di poche settimane quella di Dallmeyer.
John Henry Dallmeyer (1830-1883) era nato in Germania e si era trasferito in Inghilterra nel 1851, impiegandosi presso un negozio di ottica. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1866, anastigmatico, Aplanatico, Bausch & Lomb, Henry Dallmeyer, Hugo Adolph von Steinheil, Kodak, Paul Rudolph, Rapid Rectilinear
Charles Chevalier 1862
Charles Chevalier (1804- 1859), figlio dell’ottico Jacques Louis Vincent Chevalier, inizia la sua attività nell’azienda di famiglia.
Dopo la laurea in ingegneria progetta e realizza, in collaborazione con il padre, diversi strumenti ottici.
Vive da protagonista gli anni in cui vengono effettuati i primi esperimenti legati alla possibilità di registrare le immagini prodotte nella camera oscura, essendo il fornitore di obiettivi sia di Joseph Nicéphore Niépce che di Louis Jacques Mandé Daguerre.
Il contatto fra questi due inventori, che condizionerà poi tutti gli avvenimenti legati alla scoperta, avviene per suo tramite.
Fino a quando la camera oscura viene usata esclusivamente come ausilio al disegno, il problema delle aberrazioni è tutto sommato secondario, ma nel momento in cui le lenti cominciano ad essere utilizzate sui telescopi oppure per creare immagini su materiali sensibili alla luce, il problema della riduzione delle aberrazioni ottiche comincia a farsi più pressante. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1830, 1889, Charles Chevalier, doppietto acromatico, Giroux, Joseph Nicéphore Niépce, Louis Jacques Mandé Daguerre








