Archivio per la categoria "Zeiss Ikon AG"
Questa fotocamera è stata costruita dalla Zeiss Ikon AG negli anni 1960-1961 come apparecchio di tipo economico, soprattutto per quanto riguarda il modello di obiettivo utilizzato. Per valutare in maniera più precisa il termine “economico” si può dire che in un catalogo italiano del 1961 il suo prezzo di vendita era di 27.000 lire, mentre il modello Zeiss considerato di punta, cioè la splendida Contarex, costava ben 307.000 lire. In ogni caso si tratta pur sempre di un prodotto Zeiss (codice 10.0625), costruito quindi con estrema cura e dotato di regolazioni di ripresa più che sufficienti a produrre immagini di buona qualità. L’esemplare descritto è databile al 1961 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1961, Alfred Gauthier, autoscatto, Contarex, Continette, Lucinar, Pronto, Zeiss Ikon AG
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Si tratta del penultimo modello (codice 886/16) della lunga sequenza delle Ikoflex, ed è stato prodotto dal 1956 al 1960; è comunque la prima biottica 6 x 6 della Zeiss Ikon ad essere dotata di esposimetro al selenio. E’ una fotocamera di notevole pregio, sia dal punto di vista meccanico che ottico; per quanto riguarda l’obiettivo da ripresa ne esistono due versioni, dotate rispettivamente di obiettivo Tessar o del più economico Novar. L’esemplare fotografato è databile al 1957 circa.
Caratteristiche principali
- Biottica
- Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120. Lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale ed è comandato dalla rotazione di un pomello posto sul lato destro.
- Il contafotogrammi è ugualmente sul lato destro dell’apparecchio ed è azzerabile manualmente.
- Inquadratura:
- reflex con pozzetto fisso (TLR) Leggi il resto di quest’articolo »
Si tratta del secondo modello di Ikoflex, la biottica della Zeiss Ikon, e nell’ambito di tale modello appartiene con ogni probabilità ad una variante costruita soltanto nel corso del 1937. La formula dubitativa è d’obbligo nel caso delle Ikoflex, in quanto si tratta di apparecchi per i quali sono stati nel tempo utilizzati codici e sigle di identificazione che danno spazio ad equivoci, sia durante gli anni Trenta che nel secondo dopoguerra. La particolarità dell’esemplare fotografato risiede nel comando di messa a fuoco, costituito da una leva il cui movimento determina lo spostamento della piastra portaottica: questa versione della 851/16 viene infatti definita “lever focus”, per differenziarla dal modello “knob focus” nel quale il comando è costituito dal normale pomello rotante. Il modello knob focus è stato costruito dal 1937 al 1939, successivamente la produzione è continuata come Ikoflex I, nome che era già appartenuto dal 1934 al 1937 al primo modello (la cosiddetta “coffee can”) e questo è uno di quegli elementi che contribuisce a creare l’incertezza di cui già si è detto. Sulla parte frontale è riportato un motivo geometrico in stile deco realizzato in ottone cromato; anche il marchio Zeiss Ikon sul pozzetto e il nome dell’apparecchio sono realizzati su piastre in ottone. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1937, Alfred Gauthier, autoscatto, biottica, coffee can, Ikoflex, Klio, knob focus, lever focus, Novar Anastigmat, Tessar, TLR, Triotar, Zeiss IkonSi tratta di una folding prodotta dalla ICA fin dai primi anni Venti del Novecento, uno di quei modelli che nel 1926, al momento della grande fusione di aziende che dà vita alla Zeiss Ikon, confluisce nel catalogo di quest’ultima. A questo proposito l’esemplare fotografato risulta significativo in quanto porta entrambi i marchi: all’interno della piastra di base appare infatti il logo Zeiss Ikon, mentre l’esterno dell’antina di chiusura del dorso è marchiato ICA. Tale doppia denominazione è una situazione comune anche ad altri modelli di fotocamera e identifica quegli esemplari costruiti nei primi mesi successivi alla fusione, nel momento in cui continuano ad essere assemblati componenti provenienti dalle vecchie aziende assieme a quelli prodotti col nuovo marchio. Possiamo quindi datare questo esemplare al 1927 circa. Il corpo macchina è costruito in legno, la piastra di base è in alluminio, entrambi rivestiti di vulcanite. Il soffietto, in pelle di colore nero, è a doppia estensione; la standarta portaottica è decentrabile sia verso l’alto che lateralmente con movimenti regolabili a vite e caratterizzati da estrema precisione. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: Alfred Gauthier, Calmbach, Carl Zeiss, Chronos C, Compur, Friedrich Deckel, ICA, Jena, Tessar, Zeiss IkonLa Cocarette è uno dei modelli “ereditati” dalla Zeiss Ikon AG al momento della fusione di aziende che nel 1926 determina la sua nascita: il modello veniva infatti prodotto fin dal 1920 dalla Contessa Nettel AG di Stuttgart con dotazioni ottico meccaniche e versioni diverse, tra cui una “Luxus”.
La produzione continuerà fino al 1930 e nella codifica Zeiss Ikon sarà identificata con la sigla 519/2; anche sotto il nuovo marchio verrà realizzata in numerose varianti riguardanti soprattutto l’ottica e l’otturatore, componenti che combinandosi danno origine a numerose diverse versioni.
Sono stati utilizzati tra gli altri gli obiettivi Tessar, Frontar, Periskop, Novar e Dominar combinati con otturatori prodotti sia dalla Deckel (il Compur in diverse versioni) che dalla Gauthier (Derval, Klio e altri).
E’ costruita in alluminio rivestito di vulcanite di colore nero ad eccezione del modello Luxus, ricoperto della caratteristica pelle di colore marrone.
L’esemplare fotografato è databile al 1929 circa.
Caratteristiche principali
- Folding di tipo classico
- Formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola in rullo 120
- Il formato è riducibile a cm 4,5 x 6 con apposito telaietto (non presente su questo esemplare) Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1929, Cocarette, Compur, Contessa Nettel AG, Deckel, Derval, Dominar, Folding, Friedrich Deckel, Frontar, Gauthier, Klio, Novar, Periskop, Tessar, Zeiss Ikon, Zeiss Ikon AGSi tratta della prima biottica costruita dalla Zeiss Ikon, ispirandosi naturalmente alla Rolleiflex della Franke & Heidecke.
E’ stata prodotta dal 1934 al 1937 in due varianti che si differenziano per la decorazione del coperchio del pozzetto, presente soltanto sui primissimi esemplari.
La pellicola scorre in senso orizzontale, la leva di carica è posizionata sul frontale, sotto l’obiettivo.
E’ dotata di due finestrelle contafotogrammi identiche, una sul lato destro e una sul sinistro; su quello sinistro vi è anche l’apertura schermata di rosso (apribile/richiudibile) per il controllo dell’avanzamento pellicola.
E’ una fotocamera caratterizzata da un design molto inconsueto, decorata sul frontale con un motivo geometrico che racchiude le ottiche e che è rifinito a smalto nero, secondo lo stile decò.
Per questo aspetto e per queste particolarità venne soprannominata “The Coffee Can” e in effetti la somiglianza con una caffettiera è notevole.
L’esemplare fotografato è databile al 1935 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1935, 850/16, biottica, Compur Rapid, Friedrich Deckel, Novar Anastigmat, Rolleiflex, Sucher Anastigmat, Zeiss IkonSi tratta di una delle innumerevoli fotocamere Zeiss Ikon della serie Super
Ikonta, uno dei primi modelli ad essere prodotti.
E’ conosciuta anche come Super Ikonta C.
E’ costruita in alluminio rivestito in vulcanite, il soffietto è in pelle di colore nero.
L’esemplare fotografato è databile al 1936 circa.
Caratteristiche principali
- Folding a pellicola
- Formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola 120, riducibile a 4,5 x 6 con l’applicazione di un apposito telaietto
- Inquadratura:
- con mirino galileiano
- con mirino a traguardo provvisto di lente e di un telaio collimatore entrambi sul corpo macchina; il telaio collimatore è dotato di un ulteriore telaietto riduttore per inquadrare il formato 4,5 x 6
- Messa a fuoco:
- a telemetro accoppiato
- Il telemetro si trova naturalmente sul corpo macchina e controlla la messa a fuoco attraverso una coppia di lenti (prisma circolare), solidali alla piastra portaottica, azionate dalla stessa piccola ghiera che comanda la focheggiatura. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1936, Carl Zeiss, Compur, Folding, Friedrich Deckel, mirino galileiano, Super Ikonta, Super Ikonta 530/2, Super Ikonta C, telemetro, Tessar, Zeiss Ikon“Super Ikonta” è la denominazione data dalla Zeiss Ikon ad una serie di apparecchi che nel tempo diventeranno, al pari di altri, veri e propri simboli nel mondo della fotografia e che continueranno ad essere prodotti per moltissimi anni.
L’identificazione dei modelli Super Ikonta è un po’ complicata, in quanto tali apparecchi, prodotti in formati diversi e con dotazioni ottico/meccaniche differenti, vengono classificati dalla Zeiss Ikon con il codice numerico che contraddistingue tutte le sue fotocamere, ma anche, soprattutto nei paesi anglosassoni, con lettere dell’alfabeto a seconda del formato del negativo o di altre caratteristiche tecniche: questo fa sì che lo stesso modello possa apparire sia come Super Ikonta 530/2 sia come Super Ikonta C.
Ad aumentare l’incertezza va detto che mentre i codici saranno nel tempo modificati in base al progredire delle caratteristiche costruttive, l’identificazione dei formati del negativo mediante le lettere rimarrà la stessa, così che una Super Ikonta C è certamente una 6 x 9, ma per la Zeiss Ikon potrebbe essere sia una 530/2 che una 531/2 e quindi due modelli con caratteristiche diverse. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1934, Compur, Compur Rapid, Compur Rapid MX, Compur Rapid X, Klio, Novar, Opton Tessar, Super Ikonta, Synchro Compur., trattamento antiriflessi, Triotar, Xenar, Zeiss Ikon
Il logo Zeiss Ikon
Nel 1926 il mondo della fotografia vive un evento di portata storica: la Fondazione Carl Zeiss acquisisce la Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft di Dresda, la Contessa Nettel Aktiengesellschaft di Stoccarda, la Optische Anstalt C.P. Goerz Aktiengesellschaft di Berlino e, con la ICA di Dresda già di sua proprietà, fa nascere una nuova società che viene chiamata Zeiss Ikon Aktiengesellschaft.
Quello che si forma è un vero e proprio colosso industriale, risultato dell’accorpamento di quattro fra le più importanti industrie fotografiche tedesche sotto la regia di una potenza economica qual è la Fondazione Carl Zeiss, che con questa operazione porta a termine una politica di acquisizioni iniziata fin dai primi anni del XX secolo.
La capacità produttiva che è in grado di esprimere è impressionante e non è certamente limitata alle fotocamere, che pure sono uno dei settori più rilevanti.
Il catalogo della nuova azienda prevede, dopo una fase iniziale di riordino della produzione, oltre cinquanta modelli di apparecchi fotografici a cui si aggiungono lenti, obiettivi, proiettori, esposimetri, pellicole, lastre, ingranditori e attrezzature da camera oscura di ogni tipo e formato.
Non va dimenticato che la Fondazione controlla direttamente la più grossa azienda produttrice di vetro ottico e lenti, la Schott und Genossen, che detiene la proprietà dell’80% della Alfred Gauthier (otturatori Koilos, Derval, Telma, Prontor e altri), il 30% della Friedrich Deckel (l’otturatore Compur) e il 70% della Hensoldt, fabbrica di binocoli di Wetzlar.
La Zeiss Ikon annovera ora al suo interno alcuni fra i migliori tecnici a livello mondiale, fra cui, solo per citarne uno, Ludwig Bertele, il progettista degli straordinari obiettivi Ernostar che dal 1924 equipaggiano le fotocamere Ermanox, già prodotte dalla Ernemann AG e ora nel catalogo Zeiss Ikon. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1926, Alfred Gauthier, Contax I, Contessa Nettel Aktiengesellschaft, Ermanox, Ernemann Aktiengesellschaft, Ernostar, Ernst Leitz, Fondazione Carl Zeiss, Friedrich Deckel, ICA, Leica, Ludwig Bertele, Optische Anstalt C.P. Goerz Aktiengesellschaft, Oskar Barnack, Schott und Genossen, Sonnar, Super Ikonta, Zeiss Ikon Aktiengesellschaft















