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Archivio per la categoria "I costruttori"

La Condoretta

La Condoretta

La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della Condor, la fotocamera progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del telemetro, a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo Terog da 40 mm in sostituzione dell’Eliog da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo Eliog, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.

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Tags: 1951, Aplon, Condor, Condoretta, Eliog, Ferrania, Officine Galileo, telemetro, Terog

La Filma 4,5 x 6

La Filma 4,5 x 6

Si tratta di un apparecchio fotografico particolare in quanto è uno dei due soli modelli prodotti dall’omonima azienda torinese, fondata nel 1935 da Antonio Bencini reduce dall’esperienza fiorentina della F.I.A.M.M.A. Assieme a questo modello viene costruita anche la Filma 6 x 9 e la produzione è ancora nella fase iniziale (1937) quando l’attività è rilevata dalla Ferrania, che si trova nel periodo di massima espansione. La produzione dei due apparecchi non viene interrotta, il marchio FILMA che si trova sotto l’obiettivo sarà sostituito da quello della nuova proprietà: questi due apparecchi sono considerati l’esordio della Ferrania nel settore delle fotocamere. La versione 4,5 x 6 è realizzata in lamiera metallica stampata, in parte verniciata a smalto nero e in parte ricoperta con un tipo di vulcanite che porta impresso un motivo geometrico in stile decò; da un punto di vista tecnico è di una semplicità assoluta, il classico apparecchio anni Trenta utilizzabile da chiunque, presente peraltro con minime varianti anche nei cataloghi di molte aziende del settore fotografico, sia europee che americane. Le caratteristiche tecniche e il design di questa box avranno un seguito nel modello Gabri, prodotto dalla nuova azienda che Bencini fonderà a Milano in tempi brevissimi, la ICAF/CMF. Si tratta di una fotocamera poco comune, sia con il marchio FILMA che con quello Ferrania.  L’esemplare fotografato è databile al 1935. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1935, Antonio Bencini, box, CMF, F.I.A.M.M.A., Ferrania, Filma, Filma 6 x 9, Gabri, ICAF, rullo 127
La Jubilette

La Jubilette

La Jubilette deve il proprio nome al fatto di essere stata espressamente costruita con intento celebrativo in occasione dei trent’anni di attività della Balda-Werk Max Baldeweg di Dresda, fondata nel 1908. Si tratta di un modello più economico rispetto ad altre fotocamere prodotte dall’azienda in quel periodo, ma mostra comunque un buon livello tecnico/qualitativo. E’ un apparecchio molto maneggevole per le dimensioni alquanto ridotte. E’ rivestita di vulcanite di colore nero nella quale sono impressi il nome (sul frontale) e il marchio di fabbrica (sul dorso); il soffietto è in pelle di colore nero.

Caratteristiche  principali

Folding.

-  Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.

-  Lo scorrimento della pellicola avviene da sinistra verso destra (dal basso verso l’alto con apparecchio in posizione verticale) mediante rotazione di una ghiera zigrinata; tale movimento si blocca nel momento in cui il fotogramma è in posizione, ma non determina il caricamento dell’otturatore. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1938, Balda-Werk Max Baldeweg, Baltar, Dresda, Jubilette

Abbiamo già ripetutamente parlato della lunga serie di fotocamere Vest Pocket Kodak, realizzate dalla Eastman Kodak Company a cominciare dal 1912 per l’uso di pellicola in rullo 127, ma ritorniamo sull’argomento pubblicando parte di un interessante libretto di istruzioni relativo ad uno di questi apparecchi. Il documento non riguarda un modello Autographic (cioè uno di quelli che consentivano di scrivere alcune note direttamente sulla pellicola attraverso una finestrella apribile sul dorso), ma è ugualmente interessante perché, essendo redatto in lingua italiana, permette di apprezzare al meglio le descrizioni tecniche e  le indicazioni operative fornite dal fabbricante, soprattutto per quanto riguarda i tempi di esposizione. E’ sicuramente un documento particolare anche per “l‘atmosfera” che la sua lettura permette di cogliere qua e là, in alcuni particolari passaggi. Buona lettura !! Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: Autographic, Eastman Kodak Company, Vest Pocket Kodak

filma

Abbiamo già ripetutamente parlato della figura di Antonio Bencini, tecnico e imprenditore del settore fotografico la cui presenza ricorre come costante nella storia dell’industria italiana per gran parte del XX secolo e le cui diverse aziende sono state attive dal termine della prima guerra mondiale fin quasi alla fine degli anni Ottanta. La meno nota fra le sue numerose iniziative commerciali è probabilmente quella relativa alla piccola fabbrica denominata FILMA, conseguente all’abbandono della fiorentina F.I.A.M.M.A., altra sua creatura, che nel 1935 era stata assorbita dalla Ferrania. La nascita della FILMA coincide anche con una ridefinizione della sua filosofia imprenditoriale, un cambiamento già presente negli ultimi modelli prodotti a Firenze, cioè la decisione di passare dalle fotocamere professionali di grande/medio formato ad apparecchi molto semplici, utilizzabili praticamente da chiunque, rivolte quindi ad una clientela il più vasta possibile, una clientela interessata alla tipica “foto ricordo” fatta in condizioni di luce favorevoli, ad una distanza media, avendo come soggetto un panorama o delle persone che stanno intenzionalmente in posa. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1935, Antonio Bencini, F.I.A.M.M.A., Ferrania, Filma, Gabry, George Eastman, Kodak, Roby
L’Ensignette N° 2 D De Luxe

L’Ensignette N° 2 D De Luxe

Le fotocamere britanniche della serie Ensignette, progettate dall’ingegnere svedese Magnus Niéll, sono state prodotte in un gran numero di modelli e versioni, tanto che risulta arduo fornire una classificazione completa dei diversi tipi di obiettivo, otturatore, sistemi di messa a fuoco e differenti formati di pellicola; dal 1909 al 1926 ne sono state infatti realizzate oltre cinquanta versioni, alcune diversificate da modifiche sostanziali, altre da particolari appena percepibili. Esistono anche nel formato Vest Pocket. L’esemplare fotografato appartiene al modello D, tipo De Luxe, della seconda serie, prodotta a partire dal 1912, le cui principali differenze rispetto al primo tipo consistono in un otturatore con prestazioni più elevate e nel formato del negativo, che da 1½ x 2¼ inch (cm 3,8 x 5,7) diventa di 2 x 3 inch (cm 5 x 7,5). Le dimensioni dell’apparecchio in posizione di chiusura sono molto contenute (larghezza cm 12,5, altezza cm 6 e spessore in corrispondenza dell’obiettivo cm 3,5) e ciò ne ha decretato il successo commerciale come fotocamera portatile dall’ingombro veramente molto ridotto. E’ costruita in metallo rifinito a smalto nero, mentre i braccetti di apertura e il comando a chiavetta per il trascinamento della pellicola sono cromati. Nella lamiera del dorso sono presenti delle nervature parallele in stile decò. L’azienda produttrice, anch’essa caratterizzata da una complessa evoluzione organizzativa, nel periodo di tempo in cui l’Ensignette è rimasta in produzione ha modificato tre volte la propria denominazione, da Houghtons Ltd. a Houghton Butcher Manufacturing Company Ltd. a Houghton Butcher Ltd. L’esemplare fotografato è databile all’incirca al 1922. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1922, Aldis Plano Anastigmat, De Luxe, Ensign, Ensignette, Folding, Houghton Butcher Ltd, Houghton Butcher Manufacturing Company Ltd, Houghtons Ltd., Magnus Niéll, Taylor Hobson

logo fiamma

La storia di questa azienda si colloca nel fiorire di attività, non soltanto legate alla fotografia, susseguenti alla fine del primo conflitto mondiale. In questo caso particolare il legame alla guerra che è appena terminata è particolarmente diretto, in quanto uno dei fondatori dell’impresa è entrato a contatto con il mondo della fotografia proprio a causa del conflitto. Si tratta di Antonio Bencini, un personaggio che ha attraversato tutta la storia fotografica italiana del XX secolo e che, combattente nella guerra 1915-1918 come tecnico aeronautico in un reparto ricognitori, si trova ovviamente ad avere a che fare con apparecchi fotografici. Inizia riparando le fotocamere di fabbricazione francese in dotazione all’aeronautica, ovviando in tal modo ai problemi che nascono con la necessità di spedirle al costruttore in caso di guasto, e alla fine del conflitto decide di sfruttare l’esperienza maturata dando vita ad un’attività propria. Apre a Firenze un laboratorio assieme ad un socio ebanista cominciando a costruire fotocamere ed ingranditori; come già detto in altre occasioni, si tratta di un lavoro di alta falegnameria per produrre il corpo dell’apparecchio, in quanto sia gli otturatori che le ottiche sono componenti reperibili sul mercato. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1920, Ades, Agra, Alfeo, Alinari, Alma, Antonio Bencini, Ares, Avius, Bute, Dimo, Duplex Ruby Reflex, Eros, F.I.A.M.M.A., Ferrania, Fiamma, Fiammetta, Filma, Gioia, Gioietta, Icaro, Impero, Koristka, Reflex Special Ruby, Teti, Thornton Pickard Manufacturing Company

La Zorki, modello 1C, tipo C2

La Zorki, modello 1C, tipo C2

La Zorki è una delle copie sovietiche della Leica costruita dalla KMZ – Krasnogorsky Mehanichesky Zavod (Красногорский Механический Завод) di Krasnogorsk, nei pressi di Mosca. Al pari della FED è stata realizzata in numerose versioni, caratterizzate a volte da varianti anche minime. Riguardo a questa serie di fotocamere non esiste un univoco sistema di classificazione (autori diversi forniscono in certi casi indicazioni leggermente diverse) e la stessa numerazione degli apparecchi a volte non è tale da fornire elementi di assoluta certezza riguardo l’appartenenza di un esemplare ad una variante oppure ad un’altra. Un ulteriore elemento di confusione è la presenza di prototipi, costruiti in un limitatissimo numero di pezzi. L’apparecchio fotografato appartiene alla prima serie prodotta, al modello che normalmente è definito “C”, con una ulteriore caratterizzazione che possiamo chiamare “sottomodello 2”: in sostanza questa fotocamera può essere classificata come Zorki, modello 1C, tipo C2. Questa identificazione si basa sia sul numero di serie dell’apparecchio, sia sulla contemporanea presenza di tre caratteristiche: Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1951, FED, Industar-22, Jupiter-8, KMZ, Krasnogorsky Mehanichesky Zavod, Zorki, ИНДУСТАР-22

Abbiamo già parlato ripetutamente di questo esposimetro apparso nel 1933, ma la rilevanza dello strumento, sia dal punto vista storico che tecnico, merita un piccolo approfondimento riguardo alle sue caratteristiche principali e al suo funzionamento. E’ costruito su un supporto in alluminio, chiuso da un guscio in bakelite di colore nero e dotato di una custodia in cuoio di ottima fattura. La custodia è provvista di una protezione di panno in corrispondenza della lente che ricopre la fotocellula e nella ribaltina di chiusura è fissata una placca di alluminio dotata di guide nelle quali sono inserite due lastrine, pure di alluminio, che riportano le quattro tabelle di calcolo dell’esposizione. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1933, bakelite, DIN, esposimetro, fotocellula, Gossen, luce riflessa, Scheiner, selenio

La Gabri

La Gabri

Si tratta di un apparecchio caratterizzato da estrema semplicità costruttiva, una di quelle fotocamere in cui è sufficiente inquadrare e scattare, anche perché le regolazioni di ripresa sono praticamente inesistenti. Quella che invece è perlomeno curiosa è la vicenda legata alla scelta del nome, nella quale intervengono eventi per nulla legati alla fotografia. La produzione inizia nel 1938 ad opera dell’azienda fondata a Milano da Antonio Bencini, che ha appena modificato la denominazione da ICAF a CMF e che nel secondo dopoguerra diventerà Bencini: viene chiamata Gabry ed appare contestualmente ad un altro modello di formato 6 x 9, la Roby. La ragione di tali nomi risiede nel fatto che i figli del costruttore si chiamano Gabriella e Roberto. La y finale però non piace al regime fascista, in quanto di sapore troppo anglosassone, così che rapidamente i due nomi vengono modificati in Gabri e Robi. A questo punto, sistemata la partita con la “perfida Albione”, Bencini può iniziare la produzione degli apparecchi. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1938, Antonio Bencini, Bencini, CMF, Gabri, Gabry, ICAF, Robi
 
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