Archivi categoria: Ihagee (Exakta)

La fotocamera Ihagee Auto-Ultrix n° 2860

La Ihagee Auto-Ultrix n° 2860
La Ihagee Auto-Ultrix n° 2860

Un apparecchio abbastanza particolare, che appartiene ad una lunga serie di fotocamere prodotte dalla Ihagee Kamerawerk Steenbergen & Co. di Dresda dal 1922/23 al 1939. Si tratta di una famiglia di folding che nasce con la Ultrix “modello base” e continua fino alla Auto-Ultrix-Junior prodotta dal 1935 al 1939: le numerosissime varianti implementate su questa lunga sequenza di apparecchi rendono estremamente difficile definire una mappa delle diverse combinazioni ottica-otturatore-formato, dal momento che si tratta di svariate centinaia di casi. I “rami” principali della famiglia sono nove (Ultrix, Ultrix-Duplex Nr.1560, Ultrix-Simplex, Ultrix-Automat N° 1250, Auto-Ultrix N° 2860, Auto-Ultrix N° 3860, Auto-Ultrix N° 2850, Zweiformat-Auto-Ultrix N° 2860, Auto-Ultrix-Junior), ma le diversificazioni sono tante e tali che anche i numeri di serie non costituiscono elementi di certezza; l’esemplare fotografato (n° 454110), per esempio, secondo alcune fonti dovrebbe essere una Zweiformat-Auto-Ultrix N° 2860, cioè una doppio formato 6 x 9 e 4,5 x 6, in realtà porta il solo formato 6 x 9 della normale Auto-Ultrix N° 2860. E’ comunque una fotocamera molto interessante, sia tecnicamente che esteticamente, con il frontale abbellito da un motivo decò in finitura cromata e dal classico logo costituito da un sole nascente su una luna calante.

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La fotocamera Kine Exacta (versione 5)

La Kine Exacta versione 5
La Kine Exacta versione 5

Si tratta della prima fotocamera prodotta dalla Ihagee dopo la fine della seconda guerra mondiale, un modello le cui caratteristiche tecniche fondamentali sono necessariamente identiche a quelle degli apparecchi prodotti fino a dieci anni prima. E’ la quinta ed ultima variante delle Exakta prima serie, le Kine Exakta, e viene prodotta nel 1948 in condizioni operative molto critiche, quasi esclusivamente per il mercato statunitense; la particolarità visivamente più appariscente è relativa al nome, nel quale la lettera c sostituisce la k, proprio in funzione del paese a cui è destinata. Il nome Exacta anziché Exakta era già stato utilizzato per la versione 3 del 1937, in quanto anch’essa destinata al mercato U.S.A., ed appare anche su una serie limitata delle prime Exakta II costruite pure dal 1948. L’identificazione dell’Exakta II non pone problemi in quanto si tratta di un modello diverso, la differenziazione tra le versioni 3 e 5 è invece meno agevole, se non per i numeri di matricola che nella 5 vanno all’incirca dal 613000 al 650000. Da un punto di vista tecnico la sola modifica sostanziale rispetto all’ultima versione anteguerra (la Kine Exakta 4 del 1938) risiede nel selettore dei tempi di scatto lenti e lenti ritardati, dove 1/5 di secondo ha sostituito 1/10. Le altre modifiche, come la ghiera del selettore stesso priva del solco centrale, gli occhielli per la tracolla fissi e rivettati, l’attacco per il treppiede più sporgente, la mancanza del logo Jhagee, ecc … sono di scarsa rilevanza. Sul dorso di alcuni esemplari appare la dicitura “Made in Germany”. Continua la lettura di La fotocamera Kine Exacta (versione 5)

La fotocamera Exakta Varex IIa

La Exakta Varex IIa
La Exakta Varex IIa

La Exakta Varex IIa è, a parere di molti, una delle migliori reflex mai costruite, sia per l’affidabilità della meccanica, sia per la qualità delle ottiche, sia per il “sistema” costruito attorno ad essa (macrofotografia, microfotografia, riproduzione, ecc …). Il modello si inserisce nella serie delle Varex, iniziata nel 1950 e proseguita fin verso la metà degli anni Sessanta del Novecento, serie che rappresenta il ritorno sul mercato di Johan Steenbergen e del suo prestigioso marchio Ihagee dopo la triste parentesi della Seconda Guerra Mondiale. Diverse caratteristiche fanno di questa fotocamera un prodotto abbastanza unico, erede del resto di quell’Exakta che nel 1933 aveva dato avvio alla rivoluzione degli apparecchi SLR. La Varex IIa è rimasta in produzione dal maggio del 1958 al settembre del 1960 e, fra diverse versioni/varianti, ne sono noti undici modelli diversi; l’esemplare fotografato è databile al 1959 ed appartiene alla “versione 3”, prodotta per il mercato europeo e caratterizzata dal nome dell’apparecchio impresso in rilievo sul frontale.

Caratteristiche  principali

–    Reflex monobiettivo (SLR)

–    Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135 Continua la lettura di La fotocamera Exakta Varex IIa

La Ihagee nel secondo dopoguerra

Johan Steenbergen nel 1960
Johan Steenbergen nel 1960

Durante il periodo di amministrazione governativa della Ihagee il gruppo dei tecnici viene confermato in quanto essenziale per mantenere attivo l’impianto, ma a seguito di contrasti intevenuti, nel 1942 Karl Nuechterlein è arruolato e spedito a combattere sul fronte balcanico, dal quale non farà ritorno.

Dopo il sequestro delle sue proprietà Johan Stenbergen rimane a Dresda, come console, fino al 1942 anno in cui emigra negli Stati Uniti per evitare persecuzioni di qualsiasi tipo nei confronti di sua moglie.

Fra il 13 e 14 febbraio 1945 gran parte della città di Dresda viene colpita e rasa al suolo da un bombardamento aereo alleato che distrugge naturalmente gran parte delle industrie che si trovano nel distretto fotografico presente in questa città.

Dal 1945 la Ihagee viene a trovarsi nella porzione di Germania controllata dal governo sovietico e già nell’anno successivo, dopo un breve periodo di nazionalizzazione, la produzione dell’Exakta riprende ad opera di un piccolo nucleo di operai e tecnici sopravissuti che riescono a recuperare componenti ed attrezzature estraendoli  dalle macerie.

La ripresa della produzione costituisce un’eccezione rispetto a quanto si verifica per le altre industrie fotografiche tedesche situate nella zona d’influenza sovietica, che sono invece completamente nazionalizzate: ciò si verifica in quanto la Ihagee è di proprietà di un cittadino olandese e questo trattamento di favore ha lo scopo di evitare motivi di conflitto nelle relazioni internazionali.

Il suo status di Volkeseigener Betrieb (VEB), cioè di fabbrica di proprietà del popolo, è appunto di brevissima durata e già nel 1946 Otto Helfricht, uno del gruppo di progettisti del periodo prebellico, è nominato amministratore della società. Continua la lettura di La Ihagee nel secondo dopoguerra

La fotocamera Ihagee Parvola

La Jhagee Parvola
La Ihagee Parvola

Si tratta di uno dei modelli più interessanti della vasta produzione Ihagee, realizzato in diverse versioni a partire dal 1931; nella prima viene chiamata Kleinbild – Ultrix o Klein – Ultrix, la denominazione Parvola appare dal settembre di quell’anno.

Ne esistono diverse varianti, con allestimenti diversi, sia per quanto riguarda l’ottica (Ihagee Anastigmat o Carl Zeiss Tessar) che per il tipo di otturatore (Vario, Pronto o Prontor II della Alfred Gauthier oppure Compur della Friedrich Deckel).

L’esemplare fotografato è databile al 1932 circa.

Caratteristiche  principali

–    Compatta

–    Formato del negativo cm 4 x 6 su pellicola in rullo 127Foto 2

–    Inquadratura con mirino a traguardo composto da un telaio e da una lente piano/concava con croce di collimazione, entrambi sul corpo macchina

– Messa a fuoco su scala metrica mediante scorrimento del gruppo obiettivo/otturatore su vite elicoidale azionabile con una ghiera

–    Obiettivo Tessar da 70 mm con apertura massima f/3.5 costruito dalla Carl Zeiss di Jena

–    Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con valori f/3.5 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32

–    Otturatore centrale Compur a tre lamelle prodotto dalla Friedrich Deckel di Monaco

–    Tempi di scatto di 1 sec, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/300, B, T

– La leva di carica dell’otturatore è protetta contro movimenti accidentali da una linguetta metallica rialzabile al momento dell’uso

Il logo Jhagee sul fondello della fotocamera
Il logo Ihagee sul fondello della fotocamera

Il formato del negativo può essere di 3 x 4 cm o di 4 x 6 cm.

I primi esemplari prodotti non sono dotati degli agganci per la cinghia a tracolla.

La fotocamera è predisposta per poter essere appoggiata anche in posizione verticale mediante un piedino estraibile dalla piastra su cui è fissato l’otturatore.

La fotocamera Ihagee Patent Duplex 9 x 12

Si tratta di una delle numerose folding prodotte dalla Ihagee negli anni Venti

La Jhagee Patent Duplex
La Ihagee Patent Duplex

del XX secolo.

Il corpo macchina è in alluminio, mentre il telaio del dorso è in legno, il tutto rivestito di vulcanite di colore nero.

Il soffietto è in pelle di colore nero, a doppia estensione.

L’esemplare fotografato è databile al 1924 circa.

Caratteristiche  principali

–    Folding a lastre di tipo classico

–    Formato del negativo cm 9 x 12 su lastra di vetro o pellicola in filmpack

–    Inquadratura:

  • con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale
  • a traguardo, con telaio sulla standarta portaottica e collimatore dotato di foro sul corpo macchina
  • su vetro smerigliato

–    Messa a fuoco:

La Ihagee fra le due guerre mondiali

Gli stabilimenti Jhagee intorno al 1930
Gli stabilimenti Ihagee intorno al 1930

La straordinaria fase di crescita che vive la Ihagee dal 1920 è riconducibile essenzialmente alle particolari capacità di Johan Stenbergen in quanto avviene in controtendenza rispetto alle condizioni dell’industria tedesca del periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale, quando, soprattutto a causa di un livello di inflazione altissimo, la produzione industriale vive situazioni di grande incertezza e precarietà.

Il suo fiuto imprenditoriale lo spinge innanzitutto a rivolgersi verso il mercato estero, con continui viaggi durante i quali riesce ad assicurarsi commesse di tale entità da supportare il livello di crescita di cui si è detto, mentre la naturale attitudine alle relazioni umane e al lavoro di gruppo gli consente di far sì che i membri della società da lui creata operino in perfetta sintonia e in un clima di reciproca fiducia. Continua la lettura di La Ihagee fra le due guerre mondiali

Johan Steenbergen e la nascita della “Ihagee”

Johan Steenbergen nel 1924
Johan Steenbergen nel 1924

Ihagee” è uno dei nomi più bizzarri e probabilmente meno conosciuti della storia della fotografia, anche se, paradossalmente, una delle fotocamere prodotte da questa azienda è stata invece una delle più innovative, conosciute e diffuse, l’Exakta; siamo quindi in presenza di uno di quei casi in cui il nome di un modello ha finito per identificare quasi nella sua totalità l’azienda che lo ha prodotto.

Tutto ha inizio il 7 dicembre 1886, quando a Meppel, una cittadina olandese di provincia, nasce Johan Steenbeergen, terzo figlio di Jan, borghese benestante, facoltoso commerciante di tessuti con negozi nella stessa Meppel e nella vicina Zwolle e di Sophie Catherine Marie Brümmer, di origini tedesche.

A scuola, da subito, Johan ottiene risultati molto mediocri perché scarsamente interessato alle discipline proposte, mostra in compenso fin da piccolo talento per gli affari, commerciando con i compagni.

Nel 1904, a seguito dell’improvvisa morte del padre, si trova costretto a lavorare nell’azienda di famiglia anche se il settore dell’abbigliamento non gli si addice particolarmente, tanto che, abbandonata definitivamente la scuola di secondo grado che sta frequentando, avvia un’attività commerciale relativa a materiale fotografico e grammofoni.

Ben presto mostra di non avere alcuna passione per il settore dell’abbigliamento e dei tessuti, tanto che il tutore che ha sostituito suo padre gli propone una specie di compromesso: frequentare una scuola di sartoria in Germania, a Dresda, e contemporaneamente acquisire familiarità e conoscenze con la fiorente industria fotografica che si va sviluppando in quella città. Continua la lettura di Johan Steenbergen e la nascita della “Ihagee”