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Hasselblad: la consacrazione del mito

Una delle immagini “lunari”
Una delle immagini “lunari”

L’apparizione sul mercato della Hasselblad 1000F è immediatamente seguita, nel 1954, da quella della Supreme Wide Angle, un apparecchio costruito appositamente per montare un obiettivo grandangolare Zeiss Biogon da 38 mm progettato da Ludwig Bertele.

Per definire questa ottica si sono sprecati gli aggettivi: uno dei più usati è “incredibile”, sia in relazione alla qualità dell’immagine, sia in riferimento alla focale, dal momento che si sta parlando di un grandangolo dedicato ad una fotocamera 6 x 6, dove, come è noto, la focale normale è di 80 mm.

Nel dicembre 1954 la rivista americana Modern Photography pubblica i risultati delle prove eseguite sulle due fotocamere Hasselblad, che si dimostrano apparecchi di valore assoluto; pare che in sede di test la 1000F sia stata perfino ripetutamente gettata a terra nel tentativo (vano) di bloccare o starare l’otturatore e che siano stati scattati circa 500 rulli di pellicola. Continua la lettura di Hasselblad: la consacrazione del mito

Hasselblad: il dopoguerra

Sixten Sason nel 1959
Sixten Sason nel 1959

Così come era successo per la fotocamera da riprese aeree, anche nella progettazione del suo primo apparecchio per usi civili Victor Hasselblad si ispira a modellli esistenti, cercando evidentemente di prendere il meglio da ognuno di essi.

Considerando le caratteristiche del prototipo realizzato va detto che le possibili fonti di ispirazione possono essere state varie, a cominciare dalla Reflex Korelle, dall’Exakta 6 x 6 prodotta dalla Ihagee, o dalla Primarflex, quest’ultima abbastanza somigliante nel design ai futuri modelli Hasselblad.

Per quanto riguarda il dorso portapellicola è indicativa l’analogia con quello della Roll-Paff, una fotocamera peraltro molto semplice prodotta anch’essa dalla Ihagee di Dresda durante gli anni Venti, e probabilmente qualcosa viene sia dall’americana Graflex che dalla Rolleiflex, apparecchi che Victor Hasselblad è solito utilizzare.

I primi progetti e modelli in legno risalgono al 1945-46 e il loro sviluppo avviene negli anni fino al 1948 attraverso un lavoro che impegna molte delle forze interne all’azienda: Victor Hasselblad, dimostrando qualità imprenditoriali e di leader non comuni, propone al suo personale una specie di “concorso di idee” sulle specifiche tecniche che egli ha individuato, offrendo alla soluzione migliore un premio in denaro equivalente ad  un anno di stipendio. Continua la lettura di Hasselblad: il dopoguerra

Hasselblad: il periodo bellico

Victor Hasselblad
Victor Hasselblad

La prima sede della Ross AB nell’estate del 1940 è situata nel capannone di una rivendita di automobili adiacente un deposito di rottami: Victor Hasselblad vi lavora la sera, facendosi aiutare nella progettazione da uno dei meccanici della rivendita e dal fratello di quest’ultimo.

Non è stato del tutto chiarito quale fosse la fotocamera recuperata dall’aereo tedesco che gli era stata mostrata: è abbastanza evidente che doveva trattarsi di un apparecchio fotografico “anonimo”, in quanto non doveva essere possibile identificarne il fabbricante in caso di caduta in mani nemiche.

Tale principio vale per ogni prodotto industriale ad uso bellico, soprattutto se tecnologicamente avanzato, in quanto il costruttore diventa immediatamente un obiettivo sensibile, un bersaglio da colpire con azioni di bombardamento o di intelligence.

Secondo le ricerche svolte dal collezionista americano Charlie Chernoff la fotocamera in questione recava semplicemente la sigla “GXN” ed era una Handkammer HK 12,5/7×9 prodotta dalla Fritz Volk di Berlino; aveva un obiettivo Schneider Xenon da 125 mm con apertura massima f/2 in grado di fornire un fotogramma di 7 x 9 cm su pellicola perforata da 80 mm; si tratta di un apparecchio che era in dotazione all’aviazione tedesca, dal design molto compatto, dotato di impugnatura sul lato destro e caratterizzato da un involucro esterno alquanto robusto, in colore grigioverde, che comprende anche l’obiettivo. Continua la lettura di Hasselblad: il periodo bellico

Hasselblad: le origini

Foto 1Parlare di Hasselblad significa ripercorrere una serie di tappe che determinano la nascita e lo sviluppo di un’azienda che, praticamente dal suo esordio come produttrice di fotocamere verso la metà del XX secolo, è sinonimo di qualità assoluta, intesa a tutto tondo.

Le sue origini più antiche risalgono al 1841, quando nella città svedese di Göteborg viene fondata l’impresa commerciale denominata F.W. Hasselblad & Co: l’attività evidentemente è abbastanza redditizia dal momento che nel 1877 ha inizio la costruzione di un edificio da adibire a propria sede, edificio che è poi stato utilizzato fino al 2002.

L’ingresso nel mondo della fotografia avviene però molto più tardi, quando Arvid Viktor Hasselblad, il figlio del fondatore, mentre si trova in luna di miele incontra George Eastman, il leader della Kodak, che è già sbarcato in Europa ed ha aperto un ufficio vendite a Londra; Hasselblad è un appassionato fotografo che intuisce le possibilità commerciali offerte dalla diffusione del nuovo mezzo e negli anni 1888-1890 acquisisce l’esclusiva per la distribuzione dei prodotti Kodak all’interno della Svezia. Continua la lettura di Hasselblad: le origini