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La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

La Lubitel 166

Questa fotocamera è stata costruita dalla LOMO Ленинградского оптико-механическое объединение (Leningradskoye Optiko-Mehanichesckoye Obyedinenie), azienda nata nel 1962 da una fusione di fabbriche guidata dalla GOMZ, Государственный оптико-механический завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod), il più antico marchio sovietico del settore ottico (1914). Fa seguito alla Lubitel 2 (Любитель 2) ed è stata prodotta a partire dal 1976 fino al 1981. Questo modello in particolare è una delle quattro varianti realizzate in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, evento di cui si trova traccia in numerosissime fotocamere sovietiche in quanto tutte le più importanti aziende del settore hanno in quell’anno dedicato almeno un loro apparecchio al suddetto evento sportivo. È stata realizzata in quattro varianti, che sono poi state trasformate in altrettante versioni “olimpiche” nel 1980 senza peraltro subire interventi o modifiche sostanziali, a parte il simbolo delle olimpiadi moscovite in colore rosso oppure nero. Il corpo macchina è in bakelite mentre il pozzetto e alcune parti interne sono costruite in lamiera metallica; è un apparecchio dalle prestazioni abbastanza modeste che in certi casi lascia un tantino a desiderare anche per quanto riguarda l’affidabilità. Continua la lettura di La fotocamera Lubitel 166 (Любитель 166) versione “olimpica”

La fotocamera Smena (Смена)

La Smena

Questo apparecchio fotografico è stato prodotto dall’azienda sovietica GOMZ di Leningrado (Gosudarstvennyij Optiko-Mehanicheskii Zavod – Государственный Оптико-Механический Завод) a partire dal 1953. A dire il vero una fotocamera con questo nome era già stata costruita negli anni 1939-1941 in due versioni, ma si trattava di qualcosa di molto diverso, una folding a struttura rigida, che viene di solito identificata come “Smena anteguerra” (Pre-war Smena). Si tratta di un apparecchio prodotto in circa venticinque versioni fino ai primi anni Novanta del Novecento e queste a loro volta contano un grandissimo numero di varianti; la produzione è stata iniziata dalla GOMZ ed è terminata quando l’azienda aveva già assunto il nome LOMO (Leningradskoye Optiko-Mehanicheskii Obyedinenie). Nel 1958 una serie è stata realizzata dalla MMZ (Minskiy Mechanichesckii Zavod imeni S.I. Vavilova). Il nome dell’apparecchio può essere liberamente tradotto come “cambiamento” e il fatto che la fotocamera sia apparsa nel 1953, anno della morte di Stalin, ha fatto pensare che questa denominazione volesse fare riferimento alla fine di un’epoca o rappresentasse almeno un buon auspicio per il futuro. Continua la lettura di La fotocamera Smena (Смена)

La fotocamera Lubitel (Любитель)

La Lubitel
La Lubitel

Si tratta della prima fotocamera biottica sovietica, costruita a partire dal 1949 a Leningrado dall’industria fotografica GOMZ, acronimo che sta per Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod (Государственный оптико-механический завод). È vero che era stata preceduta nel 1946 dalla Komsomolets (Комсомолец), ma, come già si è detto nella specifica scheda tecnica, quest’ultimo apparecchio è una pseudo-biottica, in quanto non esiste alcun collegamento fra l’obiettivo da ripresa e quello del mirino; anche nella Lubitel (il nome significa Dilettante) la derivazione dalla Voigtländer Brillant è comunque sempre molto evidente. È stata realizzata in numerose varianti, che riguardano essenzialmente dettagli di tipo estetico tali da non influenzare le caratteristiche tipiche di questa fotocamera, prodotta nell’incredibile quantità di 1.300.000 unità, fino al 1956. In tutte le varianti il corpo macchina è in bakelite di colore nero, mentre il pozzetto e alcune parti interne sono costruite in lamiera metallica. Nella numerazione progressiva che appare sull’ottica da ripresa le prime due cifre rappresentano l’anno di costruzione, con la sola eccezione dell’ultimissima serie, nella quali tale coppia di cifre è stata omessa; esemplare fotografato (n° 54682), che è stato costruito nel 1955, ne è infatti privo e presenta un numero progressivo di sole cinque cifre. Continua la lettura di La fotocamera Lubitel (Любитель)

La fotocamera Komsomolets (Комсомолец)

La Komsomolets
La Komsomolets

Si tratta di un apparecchio interessante per svariati motivi, soprattutto di carattere storico, in primo luogo in quanto è la prima fotocamera prodotta dall’industria sovietica dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La sua costruzione è iniziata nel 1946 ad opera della GOMZ, acronimo di Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod (Государственный оптико-механический завод) di Leningrado e si è protratta fino al 1951 attraverso una lunga serie di modelli e varianti: secondo la classificazione più comunemente condivisa i tipi principali sono cinque, ma le versioni conosciute sono almeno diciotto. Storicamente significativo anche il nome, in quanto Komsomolets significa “facente parte del Komsomol (Комсомол)”, termine originato dalla contrazione di “Kommunističeskij Sojuz Molodëži (Коммунистический Союз Молодёжи)”, cioè “Unione comunista della gioventù”, organizzazione giovanile del Partito Comunista Sovietico fondata nel 1918. Continua la lettura di La fotocamera Komsomolets (Комсомолец)

La fotocamera Leningrad (Ленинград)

La Leningrad
La Leningrad

Si tratta senza dubbio di un apparecchio molto particolare per numerosi aspetti, il più rilevante dei quali è la presenza di un motore meccanico che comanda i movimenti di avanzamento pellicola e scatto. La rotazione in senso antiorario della grossa ghiera di destra produce infatti la “carica” della molla del motore meccanico, molla che con la pressione del pulsante di scatto aziona l’otturatore e fa avanzare la pellicola di un fotogramma. Una volta caricata completamente consente di effettuare da 12 a 15 scatti: la velocità massima raggiungibile viene quantificata dal manuale di istruzioni in 3 fotogrammi al secondo, ma sempre a scatto singolo, premendo cioè ogni volta il pulsante. E’ stata costruita dal 1956 al 1968 dalla ГОМЗ (GOMZ), Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod) di Leningrado, attualmente San Pietroburgo, in circa 76.000 unità; nel 1958 è stata premiata con il “Grand Prix de Bruxelles” all’Esposizione Mondiale tenutasi nella città belga, in relazione alle innovazioni tecnologiche che presentava. Continua la lettura di La fotocamera Leningrad (Ленинград)

La fotocamera Turist (Турист)

La fotocamera Turist è stata prodotta a Leningrado, ora S. Pietroburgo,

La Turist
La Turist

dalla ГОМЗ (GOMZ), Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod) dal 1934 al 1940.

E’ stata realizzata in cinque diverse versioni, alcune delle quali presentano a loro volta varianti particolari.

L’esemplare fotografato appartiene alla seconda versione, le cui due varianti consistono nella presenza o meno di un incavo per il posizionamento dello scatto flessibile; questo esemplare ne è dotato.

Il corpo è in bakelite nera, il soffietto è in pelle del medesimo colore.

L’esemplare fotografato è databile al 1935 circa.

Caratteristiche  principali

–    Folding a struttura rigida

–    Formato del negativo 6,5 x 9 cm su lastra di vetro

–    Inquadratura: Continua la lettura di La fotocamera Turist (Турист)

La fotocamera Fotokor (ФОТОКОР)

La Fotokor è uno dei primi apparecchi fotografici progettati e costruiti in

La Fotokor
La Fotokor

Unione Sovietica a partire dal 1930 dalla GOMZ, Государственный Оптико-Механический Завод (Gosudarstvennyĩ Optiko-Mehanicheskii Zavod) di Leningrado.

E’ stata prodotta in almeno tre varianti, che si differenziano soprattutto per il tipo di otturatore utilizzato: esitono infatti modelli equipaggiati con il Compur prodotto dalla Friedrich Deckel, con il Vario della Alfred Gauthier e con il ГОМЗ (GOMZ), omonimo della casa costruttrice.

Il corpo è in alluminio, il soffietto è in pelle di colore nero.

L’esemplare fotografato è particolare in quanto nella storia della GOMZ un modello Fotokor con rivestimento marrone e con impresso il simbolo dell’Unione Sovietica non è documentato. Questo fatto, accompagnato da un esame visivo dell’apparecchio, fa capire che questo esemplare è stato spogliato del suo rivestimento originale in vulcanite nera e ricoperto con materiale analogo di colore marron, il colore che negli anni Trenta caratterizzava le versioni “luxus” di varie case costruttrici, che foderavano in vera pelle alcuni loro modelli per destinarli ad una clientela particolarmente raffinata ed abbiente. Il simbolo dell’Unione Sovietica rappresenta poi un ulteriore fattore di richiamo, un’aggiunta in grado di trarre in inganno chi, di fronte a questo emblema, potrebbe pensare di essersi imbattuto in chissà quale rarità. In sostanza questa è una Fotokor originale del 1934 che è stata manomessa nell’aspetto esteriore allo scopo di renderla commercialmente più appetibile.

Caratteristiche  principali

–    Folding di tipo classico

–    Formato del negativo 9 x 12 cm su lastra di vetro o pellicola in filmpack

–    Inquadratura:

  • con mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale dotato di bolla

GOZ/GOMZ/LOMO

Il logo GOMZ
Il logo GOMZ

La prima azienda russa di prodotti ottici viene fondata nel 1914 nella città che all’epoca è chiamata Pietrogrado, poi Leningrado ed attualmente San Pietroburgo.

Oltre a prodotti per la fotografia produce attrezzature per l’esercito che vengono largamente utilizzate nel corso della Prima Guerra Mondiale, al termine della quale viene nazionalizzata essendo nel frattempo nata l’URSS.

Nel 1921 assume la denominazione di GOZ, acronimo da Gosudarstvennyij Optiko Zavod (Государственный Оптико Завод), cioè “Azienda ottica di proprietà dello stato”.

Le notizie su questa fabbrica non sono molto abbondanti, sia per una generale scarsità di notizie relative all’industria in quel periodo di storia sovietica, sia per lo specifico settore di attività della fabbrica stessa; la fotografia e l’ottica in generale presentano infatti forti connessioni sia con la produzione di attrezzature di precisione, sia con la messa a punto di componenti per uso bellico e pertanto sono spesso coperte da un certo alone di riservatezza. Continua la lettura di GOZ/GOMZ/LOMO