Archivio per la categoria "Eastman Kodak Company (George Eastman e la Kodak)"
Si tratta di una fotocamera del tutto particolare, la prima della serie delle Autographic, cioè di apparecchi dotati di una finestrella apribile sul dorso, attraverso la quale è possibile scrivere direttamente sulla pellicola (detta appunto Autographic) in modo che i segni tracciati (luogo, data, …) appaiano poi sulla foto stampata.
La scrittura avviene mediante uno stilo metallico, fornito con la fotocamera, che incide la protezione esterna della pellicola; lo stilo è alloggiato nel coperchio della finestrella.
E’ stata costruita dal 1915 al 1926 in diverse varianti; l’esemplare fotografato è databile al 1918 circa.
Caratteristiche principali
- Formato del negativo cm 4,5 x 6 su pellicola A 127 Autographic. Il caricamento avviene rimuovendo uno dei fondelli della fotocamera ed infilando la pellicola nella fessura fra dorso e piano focale.
- Sul dorso è presente un tappo con innesto a baionetta che può essere rimosso per consentire lo smontaggio dell’obiettivo; sul tappo stesso è ricavata la finestrella rossa per la visualizzazione del numero del fotogramma
- Inquadratura con mirino a specchio reversibile per inquadratura orizzontale e verticale Leggi il resto di quest’articolo »
Leggi i commenti (4)George Eastman nasce a Waterville, nello stato di New York, il 12 luglio 1854.
A cinque anni si trasferisce con la famiglia a Rochester, sempre nello stato di New York e, a seguito dell’improvvisa morte del padre, la madre si trova nella necessità di mandarlo a lavorare quando ha quattordici anni essendosi venuta a trovare in difficoltà economiche.
George ha due sorelle, di cui una affetta da un handicap abbastanza grave, e anche per questo deve lasciare la scuola dove tra l’altro, è stato giudicato “non particolarmente dotato”.
Si impiega presso una compagnia di assicurazioni per 3 dollari la settimana e nel frattempo, la sera, frequenta una scuola di ragioneria perchè è sua intenzione lavorare in banca, impiego che ottiene effettivamente nel 1874 vedendo in tal modo triplicato il suo stipendio.

George Eastman ritratto a Parigi nel 1890 dal figlio di Nadar
Nel 1878 progetta un viaggio a Santo Domingo e viene convinto da un collega a dotarsi di un’attezzatura per poter riprendere fotografie; è così che acquista un’enorme fotocamera con cavalletto e tutto l’armamentario per la preparazione e lo sviluppo delle lastre al collodio umido (sistema peraltro già all’epoca superato), spendendo in più 5 dollari per frequentare il corso sull’uso delle lastre stesse.
Dirà poi che “… era abbastanza per caricare la soma di un cavallo…” e così decide di non partire per Santo Domingo, ma di cercare di rendere più semplice e facilmente utilizzabile il sistema di preparazione del supporto sensibile con cui riprendere fotografie.
Prendendo come punto di partenza una ricetta trovata su un giornale inglese, si mette al lavoro utilizzando come laboratorio la cucina di sua madre e nonostante le immaginabili condizioni di difficoltà e precarietà in cui si trova ad operare, in breve tempo è in grado di produrre un’emulsione fotosensibile.
Nell’anno successivo, dimostrando da subito la creatività e l’iniziativa commerciale che saranno le sue principali caratteristiche, inventa una macchina per la produzione in serie di lastre al collodio secco (dry plates) e si reca in Inghilterra per brevettarla. Leggi il resto di quest’articolo »
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