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	<title>Storia della fotografia - itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità &#187; Ferrania</title>
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	<description>Itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità che hanno fatto la storia della fotografia nel mondo.</description>
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		<title>La fotocamera Tanit</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrania]]></category>
		<category><![CDATA[Macchine fotografiche]]></category>
		<category><![CDATA[1953]]></category>
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		<description><![CDATA[Un elemento abbastanza curioso riguardo a questo apparecchio è relativo al suo nome, dal momento che Tanit era una dea fenicia/cartaginese, venerata tra l’altro come protettrice della fertilità, dell’amore e del piacere. Viene messa in produzione da Ferrania nel 1953, presentata alla XXXI Fiera di Milano come apparecchio di tipo economico destinato alla “diffusione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4635" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/02/tanit.jpg"><img class="size-medium wp-image-4635 " title="tanit" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/02/tanit-300x210.jpg" alt="La Tanit" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/tanit/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Tanit">Tanit</a></p></div>
<p>Un elemento abbastanza curioso riguardo a questo apparecchio è relativo al suo nome, dal momento che <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/tanit/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Tanit">Tanit</a></strong> era una dea fenicia/cartaginese, venerata tra l’altro come protettrice della fertilità, dell’amore e del piacere. Viene messa in produzione da <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a></strong> nel <strong>1953</strong>, presentata alla XXXI Fiera di Milano come apparecchio di tipo economico destinato alla “diffusione della fotografia”, come dichiarato da una pubblicità dell’epoca. Si tratta infatti di una delle classiche fotocamere anni Cinquanta che presentano estrema semplicità d’uso, richiedendo in pratica la sola regolazione della messa a fuoco. Il corpo macchina presenta comunque un design interessante ed innovativo ed è realizzato per intero in lega leggera con il marchio di fabbrica che, nella parte superiore, appare in rilievo direttamente nella fusione. Questa stessa linea caratterizzerà anche fotocamere di altri costruttori, prima fra tutte la <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/bella/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Bella">Bella</a></strong> del marchio tedesco<strong> Bilora</strong>. L’obiettivo è montato su un cannotto fisso realizzato in lamiera verniciata di colore nero, il corpo è in parte ricoperto di vulcanite del medesimo colore. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie ed è databile all’incirca al 1953.<span id="more-4631"></span></p>
<p><strong>Caratteristiche  principali</strong></p>
<p>-    Compatta.</p>
<p>-    Formato del negativo cm <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1950/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 3">3</a> x 4 su pellicola in rullo 127; trattandosi di un fotogramma “mezzo formato” da un rullo si ottengono 16 immagini. Per consentire il caricamento del rullo il dorso viene completamente rimosso facendo scorrere verso il basso le linguette metalliche a cui è attaccata la cinghietta a tracolla.</p>
<p>-    Lo scorrimento della pellicola avviene da destra verso sinistra, comandato da un ghiera inserita nel corpo macchina che sporge sia nella parte anteriore che posteriore.</p>
<p>-    Inquadratura con mirino galileiano di dimensioni molto ridotte; con l’apparecchio in posizione orizzontale si ottiene un’inquadratura verticale.</p>
<div id="attachment_4640" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/02/tanit-parte-superiore.jpg"><img class="size-medium wp-image-4640 " title="tanit parte superiore" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/02/tanit-parte-superiore-300x164.jpg" alt="La parte superiore dell’apparecchio" width="300" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">La parte superiore dell’apparecchio</p></div>
<p>-    Messa a fuoco su scala metrica da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>,5 m a ∞ mediante rotazione della montatura dell’obiettivo.</p>
<p>-    Obiettivo costituito da un semplice menisco di focale non indicata, ipotizzabile all’incirca in 55 mm.</p>
<p>-    Apertura del diaframma unica, non regolabile, praticata in una lamiera di forma tronco-conica incollata posteriormente alla lente e valutabile all’incirca come f/11.</p>
<p>-    Otturatore a moto alternato sempre in posizione di scatto, dotato di un solo tempo<strong> I </strong>(<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/50 di secondo circa) e posa <strong>B</strong>. La regolazione si ottiene mediante un cursore posto sotto l’obiettivo. La sede del pulsante di scatto è ricavata nella fusione del corpo macchina.</p>
<p>-    In alcuni esemplari l’otturatore è dotato di contatto per flash a lampadine, inserito nella parte destra del cannotto metallico (non presente su quello fotografato).</p>
<p>-    Nel dorso, a causa del mezzo formato, sono presenti due finestre schermate di colore rosso per il controllo dell’avanzamento dei fotogrammi.</p>
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		<title>La fotocamera Condoretta (primo tipo)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrania]]></category>
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		<description><![CDATA[
La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della Condor, la fotocamera progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_4459" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/01/condoretta.jpg"><img class="size-medium wp-image-4459 " title="condoretta" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/01/condoretta-300x226.jpg" alt="La Condoretta" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condoretta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condoretta">Condoretta</a></p></div>
<p>La <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condoretta/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condoretta">Condoretta</a></strong> rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della <strong>Condor</strong>, la fotocamera progettata e costruita dalle <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/officine-galileo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Officine Galileo">Officine Galileo</a></strong> di Firenze, che viene distribuita da <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a></strong> con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/telemetro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con telemetro">telemetro</a></strong>, a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/terog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Terog">Terog</a></strong> da 40 mm in sostituzione dell’<strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/eliog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Eliog">Eliog</a></strong> da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/eliog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Eliog">Eliog</a>, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.</p>
<p><span id="more-4454"></span> L’obiettivo è privo del cannotto rientrante e ciò rende questo apparecchio più compatto della Condor, anche se le procedure di avanzamento pellicola, caricamento e scatto sono identiche; uguale anche il contafotogrammi, posizionato sul fondello ed azzerabile manualmente. L’esemplare fotografato è databile al 1951.</p>
<p><strong>Caratteristiche  principali</strong></p>
<p>-    Compatta.</p>
<p>-    Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.</p>
<p>-    Inquadratura con mirino galileiano. Accanto al mirino, nella parte superiore dell’apparecchio, è fissata una slitta portaccessori.</p>
<p>-    Messa a fuoco su scala metrica da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a> m a ∞ mediante rotazione della lente anteriore.</p>
<div id="attachment_4462" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/01/condoretta-dorso.jpg"><img class="size-medium wp-image-4462 " title="condoretta dorso" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2012/01/condoretta-dorso-300x172.jpg" alt="Il dorso con il nome e i marchi di fabbrica" width="300" height="172" /></a><p class="wp-caption-text">Il dorso con il nome e i marchi di fabbrica</p></div>
<p>-    Obiettivo <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/terog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Terog">Terog</a> </strong>da 40 mm con apertura massima f/4.</p>
<p>-    Diaframma a iride con valori<strong> f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22.</strong></p>
<p>-    Otturatore centrale <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/aplon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Aplon">Aplon</a></strong> a tre lamelle con tempi di scatto di <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a> sec, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1951/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 2">2</a>, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/5, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/10, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/25, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/50, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/100, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/300, B.</strong></p>
<p>- La carica dell’otturatore e lo scorrimento della pellicola sono indipendenti, ma interconnessi da un punto di vista operativo. La molla dell’otturatore può essere armata in ogni caso, ma se la pellicola non è stata fatta avanzare fino al nuovo fotogramma lo scatto non può avvenire: ciò previene il rischio di doppie esposizioni.</p>
<p>- Lo sblocco del rocchetto per procedere al riavvolgimento della pellicola esposta si ottiene azionando il cursore posto dietro al pulsante di scatto fino a scoprire un puntino di colore rosso.</p>
<p>Nel complesso è un apparecchio di livello più che buono, qualitativamente coerente con gli altri modelli prodotti per <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a></strong> negli stabilimenti delle <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/officine-galileo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Officine Galileo">Officine Galileo</a></strong>.</p>
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		<title>La fotocamera Ferrania Condor I</title>
		<link>http://www.storiadellafotografia.it/2010/02/21/la-fotocamera-ferrania-condor-i/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 09:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrania]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo (Officine Galileo)]]></category>
		<category><![CDATA[Macchine fotografiche]]></category>
		<category><![CDATA[1950]]></category>
		<category><![CDATA[Eliog]]></category>
		<category><![CDATA[Iscus Rapid]]></category>
		<category><![CDATA[Leica]]></category>
		<category><![CDATA[Officine Galileo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Condor I è una fotocamera progettata e costruita fin dal 1948 dalle
Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a seguito di un accordo commerciale fra le due aziende.
Si tratta di un apparecchio realizzato in quattro diverse versioni che si innesta nel lunghissimo filone di macchine che ancora sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condor-i/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condor I">Condor I</a> </strong>è una fotocamera progettata e costruita fin dal 1948 dalle</p>
<div id="attachment_1766" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-111.jpg"><img class="size-medium wp-image-1766 " title="Foto 1" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-111-300x237.jpg" alt="La Ferrania Condor I" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condor-i/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condor I">Condor I</a></p></div>
<p><strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/officine-galileo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Officine Galileo">Officine Galileo</a> </strong>di Firenze, che viene distribuita da <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> con il proprio marchio a seguito di un accordo commerciale fra le due aziende.</p>
<p>Si tratta di un apparecchio realizzato in quattro diverse versioni che si innesta nel lunghissimo filone di macchine che ancora sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo si ispirano al “modello <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>”.</p>
<p>L’obiettivo deve essere estratto e ruotato fino al bloccaggio per essere portato in posizione operativa.</p>
<p>L’avanzamento della pellicola è da sinistra verso destra, il riavvolgimento del rullino esposto può avvenire dopo aver azionato il pulsante “<strong>R</strong>” di sblocco.</p>
<p>E’ dotata di contafotogrammi, posizionato sul fondello.</p>
<p>L’esemplare fotografato, appartenente alla seconda versione, è databile al 1950 circa.<span id="more-1763"></span></p>
<p><strong>Caratteristiche  principali</strong></p>
<div id="attachment_1767" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><strong><strong><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-38.jpg"><img class="size-medium wp-image-1767 " title="Foto 3" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-38-225x300.jpg" alt="Una pubblicità della Condor I" width="225" height="300" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Una pubblicità della <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condor-i/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condor I">Condor I</a></p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>-  Compatta</p>
<p>-  Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135</p>
<p>-  Inquadratura con mirino galileiano</p>
<p>-  Messa a fuoco a <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/telemetro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con telemetro">telemetro</a> accoppiato</p>
<p>-  La focheggiatura avviene mediante una leva che determina lo scorrimento dell’obiettivo su una vite senza fine</p>
<p>-  Obiettivo<strong> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/eliog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Eliog">Eliog</a></strong> da 50 mm con apertura massima f/<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1950/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 3">3</a>.5 prodotto dalle <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/officine-galileo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Officine Galileo">Officine Galileo</a></p>
<p>-  Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con valori <strong>f/<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1950/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 3">3</a>.5 – f/4.5 – f/6.<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1950/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 3">3</a> – f/9 – f/12.5 – f/18 – f/25</strong></p>
<p>-  Otturatore centrale <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/iscus-rapid/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Iscus Rapid">Iscus Rapid</a></strong> a sei lamelle; l’avanzamento della pellicola e la carica dell’otturatore sono indipendenti.</p>
<p>- Il pulsante di scatto è attivo soltanto quando nella fotocamera è presente il rullino</p>
<p>- Tempi di scatto di <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a> sec, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1951/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 2">2</a>, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/5, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/10, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/25, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/50, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/100, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/250, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/1953/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con 1">1</a>/500, B</strong></p>
<div id="attachment_1768" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-210.jpg"><img class="size-medium wp-image-1768 " title="Foto 2" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-210-300x210.jpg" alt="L’apparecchio visto dall’alto" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">L’apparecchio visto dall’alto</p></div>
<p>Si tratta di un apparecchio di ottimo livello, costruito con estrema cura; è dotato di paraluce metallico inseribile a pressione e di tappo per obiettivo in plastica di colore nero.</p>
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		<title>Ferrania</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ferrania]]></category>
		<category><![CDATA[1920]]></category>
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		<category><![CDATA[FILM]]></category>
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		<description><![CDATA[Le origini della Ferrania risalgono al 1882 quando a Cengio, in Liguria, sulle rive della Bormida, viene impiantata una fabbrica di dinamite.
Dopo l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel giro di pochi mesi questo impianto, chiamato SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) si ingrandisce a dismisura producendo materiale bellico per il fronte e addirittura è necessario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1737" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-19.jpg"><img class="size-full wp-image-1737" title="Foto 1" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-19.jpg" alt="Il logo Ferrania" width="180" height="64" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a></p></div>
<p>Le origini della <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> risalgono al 1882 quando a Cengio, in Liguria, sulle rive della Bormida, viene impiantata una fabbrica di dinamite.</p>
<p>Dopo l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel giro di pochi mesi questo impianto, chiamato SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) si ingrandisce a dismisura producendo materiale bellico per il fronte e addirittura è necessario costruire una fabbrica ex novo nel momento in cui, nel 1916, la Russia, a corto di esplosivo in polvere, si rivolge alla SIPE per essere rifornita di miscela di nitrocellulosa.</p>
<p>Nel nuovo impianto, situato nei pressi di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a>, i tecnici dello zar Nicola II preparano la polvere per i proiettili dei loro pezzi d’artiglieria fino a quando la Rivoluzione d&#8217;Ottobre porta la Russia fuori dal conflitto.</p>
<p>Visto la presenza delle enormi scorte lasciate dai russi si decide immediatamente di riconvertire l’impianto producendo celluloide (nitrocellulosa e canfora), il materiale che costituisce il supporto della pellicola cinematografica.<span id="more-1734"></span></p>
<p>Già sul finire del 1917, ancora con il conflitto in corso, inizia a costituirsi la società per azioni <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con FILM">FILM</a> (Fabbrica Italiana Lamine Milano), a capitale italo francese diviso al 50% fra la stessa SIPE e la Pathé Frères di Vincennes, la maggiore fabbrica francese di prodotti sensibili.</p>
<p>L’industria fotografica italiana si trova ancora in una fase abbastanza arretrata, non sono presenti aziende di ragguardevoli dimensioni e la fabbricazione di supporti fotosensibili è affidata sostanzialmente a due aziende milanesi, la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/cappelli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Cappelli">Cappelli</a> che produce lastre fotografiche in vetro e la Tensi che oltre alle lastre realizza anche carta da stampa e prodotti per cinematografia.</p>
<p>Il futuro però è nella pellicola anche in campo fotografico, infatti di lì a poco (1924) la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> metterà sul mercato la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>, apparecchio che darà avvio al definitivo tramonto del vetro.</p>
<div id="attachment_1738" class="wp-caption alignright" style="width: 200px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-28.jpg"><img class="size-medium wp-image-1738  " title="Foto 2" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-28-190x300.jpg" alt="Pubblicità delle pellicole Cappelli – Ferrania (1930 circa)" width="190" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblicità delle pellicole <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/cappelli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Cappelli">Cappelli</a> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> (1930 circa)</p></div>
<p>Dopo i tempi necessari alla parziale riconversione degli impianti, nell’agosto del 1920 hanno inizio le prime prove e dal novembre entra in produzione la pellicola positiva per il cinema.</p>
<p>L’esordio avviene però in un periodo di grande difficoltà per l’industria cinematografica e da subito la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con FILM">FILM</a> si scontra con uno stato di perdurante crisi; nel 1923 la situazione è tale da costringere a vendere in perdita, dal momento che il costo di produzione di un metro di pellicola è di 40 centesimi superiore al ricavo ottenuto dalla vendita.</p>
<p>L’azienda conta già più di cento addetti quando i francesi della Pathè abbandonano l’impresa cedendo gratuitamente la loro quota azionaria al Credito Italiano, che nel frattempo è diventato proprietario della SIPE, anche quest’ultima in una situazione economica molto compromessa.</p>
<p>L&#8217;ingegner Franco Marmont viene designato come presidente ed amministratore delegato ed è la sua strategia commerciale (riduzione del prezzo, con ulteriore aumento iniziale delle perdite finalizzato però alla crescita della vendita e alla riduzione dei costi di produzione) che consente nel giro di due anni di sistemare il conto economico della società.</p>
<p>Nel frattempo la pellicola sta diventando un bene di consumo di massa e la produzione si allarga alle lastre radiografiche, al formato cineamatoriale da 16 mm, alla carta fotografica, ai rulli di vari formati e soprattutto ai rullini 35 mm.</p>
<p>Nel 1932 la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con FILM">FILM</a> assorbe la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/cappelli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Cappelli">Cappelli</a>, sotto il cui marchio commercializzava i suoi prodotti, e assume la denominazione di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/film/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con FILM">Film</a> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/cappelli/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Cappelli">Cappelli</a> &#8211; <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a>.</p>
<p>L’azienda vive un periodo di espansione durante il quale i dipendenti sono circa 500: si verificano due passaggi di proprietà e viene assorbita anche l’altra fabbrica milanese, la Tensi.</p>
<p>Lo stabilimento occupa ora una superficie di circa 90.000 metri quadrati ed il pacchetto azionario è di proprietà della torinese Ifi.</p>
<p>Nel 1936 ha inizio la produzione di pellicola per infrarosso e nello stabilimento di Milano comincia la costruzione di apparecchi fotografici; nel 1938 la ragione sociale viene cambiata in <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a>.</p>
<p>Dopo i difficili anni della guerra, durante i quali è stato approntato un impianto per la produzione del nitrato d’argento, l’attività riprende in pieno e nel 1947 appare la pellicola Ferraniacolor, il primo supporto europeo a colori; nel 1949 viene prodotto un nuovo supporto negativo per il cinema, il Cine C7.</p>
<p>Continua anche la produzione di fotocamere per pellicola 35 mm e alcune per pellicola in rullo 120; si tratta in gran parte di modelli caratterizzati da grande sempicità d’uso e destinati quindi ad utilizzatori non esperti che comunque in alcuni casi (come per esempio la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/condor-i/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Condor I">Condor I</a>) mostrano caratteristiche ottico meccaniche di ottima qualità.</p>
<div id="attachment_1739" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-37.jpg"><img class="size-medium wp-image-1739 " title="Foto 3" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/02/Foto-37-300x199.jpg" alt="Una confezione di pellicola bianconero in filmpack di formato 9 x 12 (scadenza 1958)" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Una confezione di pellicola bianconero in filmpack di formato 9 x 12 (scadenza 1958)</p></div>
<p>La parte preminente della produzione <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> è comunque relativa ai materiali fotosensibili e agli articoli per il loro trattamento, settore nel quale l’azienda si è mostrata sempre all’altezza delle maggiori industrie a livello mondiale.</p>
<p>Nel 1964 il pacchetto azionario Ifi &#8211; Fiat passa al gruppo americano 3M di St. Paul, Minnesota e nasce la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> &#8211; 3M.</p>
<p>Inizia un periodo nuovo nel quale la sfida commerciale si allarga a livello mondiale e si gioca in gran parte sull’innovazione tecnologica continua; per quanto riguarda la pellicola fotografica va rilevato che è la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ferrania/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ferrania">Ferrania</a> 3M a lanciare sul mercato, nel 1981, la pellicola invertibile da 640 Asa, la più sensibile fino a quel momento realizzata.</p>
<p>Successivamente produce la linea di pellicole a colori Scotch e più di recente quelle col marchio Solaris™, utilizzato anche per le fotocamere digitali.</p>
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