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Archivio per la categoria "Ferrania"

Questo apparecchio fotografico appartiene ad un serie di fotocamere caratterizzate da un design mutuato dalla , prodotta fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento dall’azienda tedesca . Molti degli apparecchi della serie Lince, iniziata nel 1960, sono stati anche materialmente prodotti negli stabilimenti tedeschi di Reutlingen e sono praticamente delle copie dei corrispondenti modelli di , la Lince 3 è invece un modello originale realizzato per Ferrania, anche se, come si è detto, la sua derivazione appare comunque evidente. Gli esemplari di Lince 3 sono stati prodotti a partire dal 1962 sia nello stabilimento tedesco che in quello italiano e ciò appare specificato nella parte posteriore dell’apparecchio: l’esemplare fotografato è Made in Italy. Si tratta di una fotocamera di buon livello, che monta componenti di pregio sia per quanto riguarda l’ottica che l’otturatore; l’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1963. Leggi il resto di quest’articolo »

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La Astor

Questa fotocamera, uno degli apparecchi di maggior prestigio fra quelli prodotti da Ferrania, appare nel 1953 e viene presentata al pubblico in occasione della XXXI Fiera di Milano. Il corpo macchina, in parte cromato e in parte rivestito con vulcanite di colore nero, è realizzato in pressofusione e presenta come soluzione tecnica particolare il montaggio dell’obiettivo su un cannotto metallico rientrante con movimento telescopico: il gruppo obiettivo/otturatore rientra nel cannotto metallico e quest’ultimo rientra interamente nel corpo macchina. Il movimento di apertura è spinto da due molle interne mediante due bracci metallici, che, a ottica rientrata, si posizionano davanti al piano focale; lo sblocco che provoca la fuoriuscita di cannotto e obiettivo è comandato da una breve rotazione verso sinistra della ghiera cromata posta sulla parte superiore destra della fotocamera, in posizione simmetrica rispetto a quella di avanzamento della pellicola. Leggi il resto di quest’articolo »

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La fotocamera Alfa è il primo modello a realizzato dalla , azienda che fino a quel momento aveva proseguito nella costruzione dei modelli di tipo box già in produzione presso la o la , marchi che aveva acquisito sul finire degli anni Trenta. La prima versione è del 1940, mentre la seconda, a cui appartiene l’esemplare fotografato, è in produzione dall’anno successivo; la differenza è costituita dalla ghiera di trascinamento della pellicola, prima in bachelite di colore nero poi in metallo. Si tratta di un apparecchio molto semplice, privo di regolazioni di ripresa ad eccezione della messa a fuoco, costruito in lamiera metallica in parte cromata in parte verniciata di colore nero ad effetto satinato. L’esemplare fotografato è databile, con una certa approssimazione, al 1942/43. Leggi il resto di quest’articolo »

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La Ibis 34

La 34

Questo apparecchio viene prodotto dalla a partire dal 1958 e va ad affiancare due fotocamere in produzione da cinque anni che già portavano il nome Ibis; l’aggiunta del numero 34 fa riferimento al formato del negativo, in analogia a quanto avverrà l’anno successivo con la . Si tratta del classico apparecchio di tipo amatoriale, che presenta comunque un minimo di regolazioni per la ripresa e la messa a fuoco. È di costruzione robusta, parte in bachelite di colore nero e parte in alluminio lucidato. Esteticamente assomiglia moltissimo alle prime versioni della fotocamera “” prodotta nel medesimo periodo dalla , azienda tedesca ubicata a Radevormwald; non è chiaro se siano esistiti rapporti o accordi commerciali fra le due case costruttrici, di certo dal 1953 la Ferrania di riforniva di lenti per obiettivi dalla di Monaco di Baviera dopo aver interrotto i rapporti commerciali con la . L’esemplare fotografato è databile ai primi anni Sessanta. Leggi il resto di quest’articolo »

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Si tratta di una fotocamera realizzata da Ferrania a partire dal 1948. È costruita in fusione di alluminio ricoperta di vulcanite ed era disponibile in quattro colori, il marrone, il blu e il verde oltre naturalmente al nero. Ne sono state prodotte tre diverse versioni, definite A, B e BF. Nel tipo A l’obiettivo è a fuoco fisso e manca l’attacco per l’uso del lampeggiatore, il tipo B è invece focheggiabile ma privo della sincronizzazione, il tipo BF è focheggiabile e dotato dell’attacco sincro. L’esemplare fotografato è del tipo BF ed è databile al 1950 circa. Leggi il resto di quest’articolo »

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La Falco è uno degli apparecchi che segnano la ripresa della produzione italiana di fotocamere al termine della seconda guerra mondiale e, per quanto riguarda la Ferrania, è il primo esemplare di  messo in catalogo; sarà seguito da altri tre modelli che ne rappresentano l’evoluzione, la , la e la . Il design è quello classico che caratterizza la maggior parte degli apparecchi di questo tipo fin dagli anni Trenta, con il soffietto a spiegamento automatico al momento dell’apertura e con il corpo rivestito in vulcanite di colore nero. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie ed è databile al 1946 circa. Leggi il resto di quest’articolo »

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Un elemento abbastanza curioso riguardo a questo apparecchio è relativo al suo nome, dal momento che Tanit era una dea fenicia/cartaginese, venerata tra l’altro come protettrice della fertilità, dell’amore e del piacere. Viene messa in produzione da nel 1953, presentata alla XXXI Fiera di Milano come apparecchio di tipo economico destinato alla “diffusione della fotografia”, come dichiarato da una pubblicità dell’epoca. Si tratta infatti di una delle classiche fotocamere anni Cinquanta che presentano estrema semplicità d’uso, richiedendo in pratica la sola regolazione della messa a fuoco. Il corpo macchina presenta comunque un design interessante ed innovativo ed è realizzato per intero in lega leggera con il marchio di fabbrica che, nella parte superiore, appare in rilievo direttamente nella fusione. Questa stessa linea caratterizzerà anche fotocamere di altri costruttori, prima fra tutte la del marchio tedesco . L’obiettivo è montato su un cannotto fisso realizzato in lamiera verniciata di colore nero, il corpo è in parte ricoperto di vulcanite del medesimo colore. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie ed è databile all’incirca al 1953. Leggi il resto di quest’articolo »

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La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della , la fotocamera progettata e costruita dalle di Firenze, che viene distribuita da con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del , a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo da 40 mm in sostituzione dell’ da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo Eliog, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.

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La I è una fotocamera progettata e costruita fin dal 1948 dalle

Officine di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a seguito di un accordo commerciale fra le due aziende.

Si tratta di un apparecchio realizzato in quattro diverse versioni che si innesta nel lunghissimo filone di macchine che ancora sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo si ispirano al “modello ”.

L’obiettivo deve essere estratto e ruotato fino al bloccaggio per essere portato in posizione operativa.

L’avanzamento della pellicola è da sinistra verso destra, il riavvolgimento del rullino esposto può avvenire dopo aver azionato il pulsante “R” di sblocco.

E’ dotata di contafotogrammi, posizionato sul fondello.

L’esemplare fotografato, appartenente alla seconda versione, è databile al 1950 circa. Leggi il resto di quest’articolo »

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Il logo Ferrania

Il logo

Le origini della Ferrania risalgono al 1882 quando a Cengio, in Liguria, sulle rive della Bormida, viene impiantata una fabbrica di dinamite.

Dopo l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel giro di pochi mesi questo impianto, chiamato SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti) si ingrandisce a dismisura producendo materiale bellico per il fronte e addirittura è necessario costruire una fabbrica ex novo nel momento in cui, nel 1916, la Russia, a corto di esplosivo in polvere, si rivolge alla SIPE per essere rifornita di miscela di nitrocellulosa.

Nel nuovo impianto, situato nei pressi di Ferrania, i tecnici dello zar Nicola II preparano la polvere per i proiettili dei loro pezzi d’artiglieria fino a quando la Rivoluzione d’Ottobre porta la Russia fuori dal conflitto.

Visto la presenza delle enormi scorte lasciate dai russi si decide immediatamente di riconvertire l’impianto producendo celluloide (nitrocellulosa e canfora), il materiale che costituisce il supporto della pellicola cinematografica. Leggi il resto di quest’articolo »

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