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Archivio per la categoria "F.I.A.M.M.A."

La Fiammetta è una fotocamera interessante per svariati motivi, il primo dei quali è costituito dal fatto di essere stata prodotta da un’azienda che attualmente è praticamente sconosciuta, ma che, nella prima metà del Novecento, ha avuto un ruolo importante e decisivo nella nascita dell’industria fotografica italiana, la di Firenze. Va detto inoltre che, nonostante si tratti di un apparecchio di tipo del tutto simile a molti altri prodotti nel periodo, presenta caratteristiche tecniche abbastanza singolari, in quanto alla grande semplicità di uso che contraddistingue ottica ed otturatore fa da contraltare la possibilità di regolazione dei diaframmi e soprattutto la presenza di un incorporato che può essere inserito/disinserito dall’operatore. Come è noto, la regola generale sull’uso dei filtri colorati nelle riprese effettuate con materiale sensibile in bianco e nero dice che ogni filtro schiarisce il suo colore e scurisce quello complementare (concetto di base che richiederebbe specifici approfondimenti) e, nel caso del giallo, il suo utilizzo più comune è finalizzato ad evidenziare le nuvole di un paesaggio a seguito dello scurirsi dell’azzurro del cielo. Leggi il resto di quest’articolo »

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La storia di questa azienda si colloca nel fiorire di attività, non soltanto legate alla fotografia, susseguenti alla fine del primo conflitto mondiale. In questo caso particolare il legame alla guerra che è appena terminata è particolarmente diretto, in quanto uno dei fondatori dell’impresa è entrato a contatto con il mondo della fotografia proprio a causa del conflitto. Si tratta di , un personaggio che ha attraversato tutta la storia fotografica italiana del XX secolo e che, combattente nella guerra 1915-1918 come tecnico aeronautico in un reparto ricognitori, si trova ovviamente ad avere a che fare con apparecchi fotografici. Inizia riparando le fotocamere di fabbricazione francese in dotazione all’aeronautica, ovviando in tal modo ai problemi che nascono con la necessità di spedirle al costruttore in caso di guasto, e alla fine del conflitto decide di sfruttare l’esperienza maturata dando vita ad un’attività propria. Apre a Firenze un laboratorio assieme ad un socio ebanista cominciando a costruire fotocamere ed ingranditori; come già detto in altre occasioni, si tratta di un lavoro di alta falegnameria per produrre il corpo dell’apparecchio, in quanto sia gli otturatori che le ottiche sono componenti reperibili sul mercato. Leggi il resto di quest’articolo »

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