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	<title>Storia della fotografia - itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità &#187; Ernst Leitz</title>
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	<description>Itinerario tra fatti, personaggi,  attrezzature e curiosità che hanno fatto la storia della fotografia nel mondo.</description>
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		<title>Max Berek</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 17:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2581" class="wp-caption alignleft" style="width: 232px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/08/Max-Berek.jpg"><img class="size-full wp-image-2581 " title="Max Berek" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2010/08/Max-Berek.jpg" alt="Max Berek" width="222" height="325" /></a><p class="wp-caption-text">Max Berek</p></div>
<p>La figura di <strong>Max Berek</strong> è una delle più importanti e nel contempo una delle meno conosciute nella storia dell’ottica fotografica. E’ infatti alquanto curioso (e a mio parere altrettanto ingiusto) che il progettista degli obiettivi che a partire dal 1925 equipaggiano la rivoluzionaria <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> sia stato relegato in una posizione così secondaria rispetto ad<strong> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/oskar-barnack/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Oskar Barnack">Oskar Barnack</a></strong>, il costruttore dell’apparecchio; è certamente inconfutabile che la nascita della creatura di Barnack ha costituito una svolta epocale per quanto riguarda i sistemi fotografici, ma è altrettanto vero che senza ottiche come l’<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/elmar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Elmar">Elmar</a> il successo del primo apparecchio per pellicola 35 mm non avrebbe potuto essere tanto travolgente. <strong>Max Berek</strong> nasce nel 1886 a Racibórz (Ratibor), nell’attuale Polonia; compie studi di matematica e mineralogia a Berlino e dal 1910 opera per due anni come assistente nell’Istituto di Mineralogia specializzandosi nel settore ottico. Nel 1912 inizia a lavorare presso la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/wetzlar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Wetzlar">Wetzlar</a>, azienda che all’epoca si dedica alla costruzione di microscopi e strumenti ottici; si dimostra un tecnico di notevole valore, tra l’altro è lui a determinare la formula per il computo della profondità di campo della visione microscopica, formula tutt’ora utilizzata. <span id="more-2578"></span></p>
<p>Al termine della Prima Guerra Mondiale, nel momento in cui l’azienda decide di allargare la propria produzione al settore fotografico, egli si dedica allo studio di un’ottica con la quale equipaggiare la piccola fotocamera che <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/oskar-barnack/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Oskar Barnack">Oskar Barnack</a> </strong>sta mettendo a punto. Si tratta di un obiettivo di 50 mm di focale con apertura massima f/3.5, studiato per riprendere immagini nel nuovo formato di 24 x 36 mm; nella prima versione prende il nome di Leitz Anastigmat, successivamente viene battezzato Elmax (<strong>E</strong>rnst <strong>L</strong>eitz <strong>M</strong>ax Berek) ed infine assume il nome definitivo di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/elmar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Elmar">Elmar</a>. Oltre a questo obiettivo rientrante, certamente il più noto fra quelli elaborati da Berek, dobbiamo alla sua capacità creativa anche l<strong>’Hektor</strong> da 73 mm con apertura massima f/1.9 (uno dei più luminosi dell’epoca) e il Thambar da 90 mm con apertura massima f/2.2. Quest’ultima ottica è un obiettivo speciale dedicato al ritratto in grado di fornire immagini caratterizzate da piacevolissima morbidezza che all’epoca riscosse grande successo.</p>
<p>Nei primi anni Trenta, dopo la nascita della<strong> <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/contax/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Contax">Contax</a>,</strong> Berek si trova ad affrontare sul piano progettuale lo straordinario corredo di ottiche che la <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/zeiss-ikon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Zeiss Ikon">Zeiss Ikon</a>, </strong>nella persona di <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ludwig-bertele/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ludwig Bertele">Ludwig Bertele</a></strong>, ha predisposto per la 35 mm di Dresda, nata proprio per fronteggiare il potere della <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>; a mettere in difficoltà Berek è in particolare lo schema del <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/sonnar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Sonnar">Sonnar</a>, un obiettivo che fornisce prestazioni eccellenti, con livelli di luminosità mai sperimentati prima di allora, soprattutto nelle focali da 85 mm f/2 e da 50 mm f/1,5. L’impossibilità di prendere spunto dallo schema <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/sonnar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Sonnar">Sonnar</a>, chiaramente coperto da brevetto, costringe <strong>Berek</strong> a ripartire da zero, soprattutto dopo aver constatato il parziale insuccesso del <strong>Summar</strong> f/2; il risultato di questa nuova fase di progettazione è il <strong>Summitar</strong> f/2, già praticamente pronto nel 1936, ma che la Leitz decide di produrre e mettere sul mercato soltanto dal 1939. Si tratta della base di partenza dalla quale, negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, verranno elaborate eccellenti ottiche Leitz, prima fra tutte il<strong> Summicron</strong> 50 mm f/2 uno di quegli schemi che entreranno (e che rimangono) nell’olimpo degli obiettivi fotografici. <strong>Max Berek </strong>muore nel 1948; di lui rimangono un saggio sull’ottica fotografica e varie decine di articoli su riviste scientifiche del settore.</p>
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		<title>Oskar Barnack, Max Berek e la Leica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale fanno precipitare la Germania sconfitta in una crisi economica di enormi proporzioni, determinate non solo dai sacrifici conseguenti allo sforzo bellico sostenuto, ma anche dal durissimo trattamento imposto dai vincitori e dalla necessità di far fronte al pagamento di gravosi risarcimenti conseguenti alla corresponsabilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_572" class="wp-caption alignleft" style="width: 183px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Ernst-Leitz-nel-1917.jpg"><img class="size-full wp-image-572 " src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Ernst-Leitz-nel-1917.jpg" alt="Ernst Leitz nel 1917" width="173" height="275" /></a><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> nel 1917</p></div>
<p>Gli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale fanno precipitare la Germania sconfitta in una crisi economica di enormi proporzioni, determinate non solo dai sacrifici conseguenti allo sforzo bellico sostenuto, ma anche dal durissimo trattamento imposto dai vincitori e dalla necessità di far fronte al pagamento di gravosi risarcimenti conseguenti alla corresponsabilità di aver scatenato il conflitto.</p>
<p>Per la Leitz di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/wetzlar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Wetzlar">Wetzlar</a> la situazione è naturalmente molto grave ed è in questo clima che avviene il cambiamento al vertice dell’azienda, determinato, nel 1920, dalla morte del fondatore <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a>.</p>
<p>Gli succede il figlio, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> II (1871-1956), che si convince della possibilità di uscire dalla crisi anche attraverso la diversifcazione della produzione e l’ingresso nel mondo della fotografia non più soltanto con la fornitura di componenti ottici, ma con la produzione di propri apparecchi fotografici.</p>
<div id="attachment_573" class="wp-caption alignright" style="width: 156px"><img class="size-full wp-image-573" title="Oskar Barnack" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Oskar-Barnack.jpg" alt="Oskar Barnack" width="146" height="99" /><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/oskar-barnack/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Oskar Barnack">Oskar Barnack</a></p></div>
<p>Il progetto esiste già, e anche da molti anni, è il prototipo che <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/oskar-barnack/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Oskar Barnack">Oskar Barnack</a> ha messo a punto fin dal 1914 e con il quale negli anni successivi ha ripreso delle immagini di qualità, soprattutto se si tiene conto del formato estremamente ridotto del negativo rispetto agli standard dell’epoca.</p>
<p>Da questo prototipo, chiamato poi UR, viene sviluppata una fotocamera del tutto innovativa, un prodotto completamente diverso da tutte le attrezzature da ripresa fino a quel momento realizzate.</p>
<p>Ciò è determinato in primo luogo dal tipo di supporto sensibile utilizzato, una pellicola della larghezza di soli 35 mm avvolta a formare un rullino, che consente dimensioni altrettanto contenute per quanto riguarda l’apparecchio da ripresa che lo deve contenere.<span id="more-568"></span></p>
<p>Lo sviluppo del progetto richiede poco più di due anni: viene realizzata prima una piccola serie di 25-30 fotocamere-prototipo che vengono fornite ad alcuni fotografi per raccogliere pareri e suggerimenti, e nel 1925, in occasione della<em> Frühjahrsmesse</em>, la Fiera di Primavera di Lipsia, viene presentato il primo apparecchio per riprese fotografiche realizzato dalla Leitz.</p>
<div id="attachment_575" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/La.jpg"><img class="size-medium wp-image-575 " title="_La" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/La-300x200.jpg" alt="La Leica primo tipo" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> primo tipo</p></div>
<p>Si tratta di una piccola fotocamera dotata di obiettivo fisso e di otturatore a tendina sul piano focale, che produce un certo numero di negativi delle dimensioni di 24 x 36 mm su una striscia di pellicola perforata ai bordi per consentirne in trascinamento; la pellicola è avvolta su un rocchetto che viene caricato dal fondello dell’apparecchio, una volta esposta passa in un secondo rocchetto ricevitore e deve essere poi riavvolta prima di essere estratta; l’inquadratura si effettua attraverso un mirino.</p>
<p>Nella prima versione dell’opuscolo di istruzioni che accompagna l’apparecchio, è stata chiamata “Barnack Camera”, poi, ritenendo che il nome del progettista non sia abbastanza noto, viene ribattezzata Leca, ed infine <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>, le lettere iniziali di<strong> Lei</strong>tz <strong>Ca</strong>mera.</p>
<p>Si tratta di un cambiamento epocale nella storia della fotografia, l’idea di Barnack è l’inizio di una vera e propria rivoluzione che nel giro di alcuni anni creerà dei nuovi standard, sia per quanto riguarda la pellicola (fino ad anni relativamente recenti il 35 mm veniva chiamato “formato <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>” da qualche vecchio fotografo), sia per l’impostazione dei comandi, sia per il passo delle ottiche a vite che nel volgere di alcuni anni diventeranno intercambiabili.</p>
<p>Come ogni progetto innovativo e di successo sarà ben presto imitato (e talvolta anche falsificato), in certi casi anche con soluzioni del tutto originali e di notevole valore, che comunque faranno riferimento al formato della pellicola e al tipico design della creatura di Barnack;  non si contano le fotocamere ispirate al modello <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> prodotte nel corso del XX secolo in Europa, Stati Uniti e Giappone, tanto che soltanto l’altrettanto nuova e particolare biottica <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/rolleiflex/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Rolleiflex">Rolleiflex</a> potrà vantare lo stesso numero di imitatori.</p>
<p>La concorrente più temibile per la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> sarà dopo pochi anni la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/contax/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Contax">Contax</a>, una 35 mm prodotta come risposta della <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/zeiss-ikon/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Zeiss Ikon">Zeiss Ikon</a> sul mercato del piccolo formato e la rivalità fra questi due colossi della fotografia a livello mondiale costituirà occasione di crescita e di evoluzione per entrambi i marchi, a cominciare dalla messa a fuoco telemetrica fino all’intercambiabilità delle ottiche.</p>
<div id="attachment_576" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Gli-stabilimenti-Leitz-a-Wetzlar.jpg"><img class="size-medium wp-image-576 " src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Gli-stabilimenti-Leitz-a-Wetzlar-300x171.jpg" alt="Gli stabilimenti Leitz a Wetzlar" width="300" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">Gli stabilimenti Leitz a <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/wetzlar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Wetzlar">Wetzlar</a></p></div>
<p>L’evoluzione della <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> è stata continua a partire da quel 1925 ed è proseguita ininterrottamente con numerosissime versioni e varianti, sia a <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/telemetro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con telemetro">telemetro</a> che <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/reflex/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con reflex">reflex</a>, continuando adesso con la produzione di apparecchi digitali.</p>
<p>L’idea di Barnack ha certamente rivoluzionato la fotografia, ma ciò si è verificato anche perché, fin dall’inizio, la nuova fotocamera è stata dotata di un’ottica all’altezza dei migliori obiettivi dell’epoca, degli Zeiss, dei <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/voigtlander/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Voigtländer">Voigtländer</a>, dei <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/goerz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Goerz">Goerz</a>, dei <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/bausch-lomb/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Bausch &amp; Lomb">Bausch &amp; Lomb</a>, tanto per citarne alcuni.</p>
<p>Il progettista delle ottiche <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> è il professor Max Berek (1886 – 1948) tecnico della Leitz fino dal 1912, che per la prima serie del 1925 progetta un obiettivo da 50 mm di focale con apertura f/3.5 chiamato Leitz Anastigmat, successivamente evolutosi nell’Elmax ed infine nell’<a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/elmar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Elmar">Elmar</a>.</p>
<p>Si tratta di un’ottica rientrante il cui nome diventa ben presto inscindibile dalla lunga serie degli apparecchi <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a>, ancora in produzione dopo novant’anni, naturalmente evoluto per quanto riguarda design e luminosità, ma ancora legato all’originale schema a quattro lenti.</p>
<p>E’ evidente che la novità costituita dalla maneggevolezza e dalla versatilità della fotocamera pensata da Barnack non avrebbe potuto da sola decretarne un successo così travolgente e duraturo, evento che si è potuto verificare poiché il design innovativo e l’affidabilità della componente meccanica sono stati adeguatamente supportati fin dall’inizio da un’otttica di prim’ordine.</p>
<p>La <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/leica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Leica">Leica</a> è divenuta col tempo, uno dei simboli stessi della fotografia, a volte vero oggetto di culto, sia per le prestazioni che oggettivamente è in grado di esprimere, sia in quanto sinonimo di qualità e soprattutto di professionalità ai massimi livelli.</p>
<p>A ciò ha contribuito anche l’essere stata scelta come strumento di lavoro da alcuni fotografi entrati a loro volta nella storia della fotografia, soprattutto del ritratto e del reportage: i primi due nomi che mi vengono in mente, Henri Cartier Bresson e <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/sebastiao-salgado/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Sebastião Salgado">Sebastião Salgado</a>.</p>
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		<title>Ernst Leitz: la nascita di un mito</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Assanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ernst Leitz]]></category>
		<category><![CDATA[I tecnici]]></category>
		<category><![CDATA[1869]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Zeiss]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Zeiss di Jena]]></category>
		<category><![CDATA[Friedrich Belthle]]></category>
		<category><![CDATA[ICA]]></category>
		<category><![CDATA[Oskar Barnack]]></category>
		<category><![CDATA[Thornton Pickard]]></category>

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Per parlare di quel mito della fotografia che è la Leitz, è necessario partire dal 1849, anno in cui Carl Kellner, meccanico e matematico autodidatta, pubblica il saggio Das orthoskopische Ocular, eine neu erfundene achromatische Linsencombination (L’oculare ortoscopico, l’invenzione di una nuova combinazione acromatica di lenti) con il quale comunica di avere sviluppato un gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<div id="attachment_557" class="wp-caption alignleft" style="width: 238px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Carl-Kellner.jpg"><img class="size-medium wp-image-557 " title="Carl Kellner" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Carl-Kellner-228x300.jpg" alt="Carl Kellner" width="228" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Carl Kellner</p></div>
<p>Per parlare di quel mito della fotografia che è la Leitz, è necessario partire dal 1849, anno in cui Carl Kellner, meccanico e matematico autodidatta, pubblica il saggio <em>Das orthoskopische Ocular, eine neu erfundene achromatische Linsencombination</em> (L’oculare ortoscopico, l’invenzione di una nuova combinazione acromatica di lenti) con il quale comunica di avere sviluppato un gruppo ottico per microscopio in grado di creare un’immagine più corretta rispetto agli oculari all’epoca utilizzati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Nello stesso anno fonda a <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/wetzlar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Wetzlar">Wetzlar</a> una propria attività commerciale, dando avvio alla produzione di microscopi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">In quel periodo la ricerca in tema di sistemi ottici è molto attiva, sia in relazione alle attrezzature tradizionalmente legate alla resa di immagini il più possibile fedeli (telescopi, microscopi, cannocchiali), sia a seguito della sempre più larga ed inarrestabile diffusione della fotografia, con la conseguente richiesta di strumenti di ripresa sempre più corretti.<span id="more-551"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">In Germania in particolare si stanno creando le condizioni che, nel giro di alcuni decenni, faranno di quel Paese il punto di riferimento dell’industria fotografica a livello mondiale; non a caso a Jena, già da tre anni, è attiva la fabbrica di microscopi di <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/carl-zeiss/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Carl Zeiss">Carl Zeiss</a>.</p>
<div id="attachment_561" class="wp-caption alignright" style="width: 247px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Friedrich-Belthle1.jpg"><img class="size-medium wp-image-561 " title="Friedrich Belthle" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Friedrich-Belthle1-237x300.jpg" alt="Friedrich Belthle" width="237" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Friedrich Belthle</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">L’attività di Kellner è appena stata avviata, quando nel 1855 egli muore; la produzione viene continuata sotto la direzione della vedova e di uno dei dipendenti, Friedrich Belthle, con il quale ella si risposa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Nel 1864 si associa all’attività anche <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> (1843 – 1920), un meccanico nativo di Baden, così che l’azienda diventa <strong>Optical Institute Belthle und Leitz, <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/wetzlar/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Wetzlar">Wetzlar</a>, vorm. C. Kellner.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Nel 1869, a seguito della morte di Belthle, Leitz rileva interamente la piccola impresa, che in quel momento conta dodici dipendenti, e la trasforma nella <strong><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> GmbH</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il suo ingresso come unico proprietario determina una svolta decisiva: l’attività a livello artigianale si trasforma in una vera e propria industria ottica, sia per la quantità che per la qualità del prodotto, tanto che nel 1887 i dipendenti sono diventati 120 e viene prodotto il microscopio n° 10.000.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La produzione si allarga ad altri componenti per ottica e fotografia, ma la vera svolta che porterà la <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> ad occupare il posto che ancora detiene nella storia della fotografia si verifica nel 1911, quando entra nell’azienda <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/oskar-barnack/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Oskar Barnack">Oskar Barnack</a>, un tecnico in possesso di una grande esperienza maturata in otto anni di lavoro nella <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/carl-zeiss/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Carl Zeiss">Carl Zeiss</a> di Jena.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<div id="attachment_562" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Ernst-Leitz1.jpg"><img class="size-full wp-image-562 " src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Ernst-Leitz1.jpg" alt="Ernst Leitz" width="180" height="228" /></a><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a></p></div>
<p>Barnack ha soltanto trentadue anni, ma la sua professionalità è già nota, tanto che è lo stesso <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ernst-leitz/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Ernst Leitz">Ernst Leitz</a> a proporgli il passaggio nella sua azienda, nella quale gli viene affidato fin dall’inizio un incarico di grande responsabilità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Immediatamente egli dimostra di possedere una notevole inventiva e negli anni 1912-1913 sviluppa un progetto del tutto innovativo, anche se, almeno ufficialmente, ciò avviene in maniera quasi casuale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Oltre ad essere il tecnico di valore di cui si è detto, è anche un fotoamatore, che mal sopporta le dimensioni e la scarsa maneggevolezza delle fotocamere dell’epoca, sia le folding a lastre di diversi formati, sia i primi apparecchi che, come le <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/ica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con ICA">ICA</a> o le <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/thornton-pickard/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con Thornton Pickard">Thornton Pickard</a>, sono sì dotate di uno specchio <a href="http://www.storiadellafotografia.it/tag/reflex/" class="st_tag internal_tag" rel="tag nofollow" title="Post marcati con reflex">reflex</a> e di otturatori a tendina con tempi molto veloci, ma conservano le dimensioni (e soprattutto il peso) di una fotocamera a lastre di formato 9 x 12.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Barnack pensa quindi a qualcosa di piccolo e leggero, che però nel contempo possa produrre immagini di buona qualità, fatto che, viste le emulsioni sensibili dell’epoca, è legato anche alle dimensioni del negativo.</p>
<div id="attachment_565" class="wp-caption alignright" style="width: 105px"><a class="single" href="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Un-microscopio-Kellner2.jpg"><img class="size-medium wp-image-565 " title="Un microscopio Kellner" src="http://www.storiadellafotografia.it/wp-content/uploads/2009/11/Un-microscopio-Kellner2-95x300.jpg" alt="Un microscopio Kellner" width="95" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un microscopio Kellner</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Nel 1912 dunque gli viene richiesto di progettare un apparecchio per riprese cinematografiche; uno dei problemi da risolvere è legato alla determinazione della sensibilità della pellicola, operazione che deve avvenire in maniera sperimentale, esponendone un pezzo e sviluppandolo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Per questo egli progetta una piccola fotocamera caricabile con un striscia di pellicola cinematografica, anche se molto probabilmente l’idea è collegata alla possibilità di realizzare quell’attrezzatura piccola e maneggevole di cui egli avverte la necessità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Costruisce quindi un prototipo, col quale comincia a riprendere immagini, ma nel frattempo siamo al 1914 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale interrompe, assieme a molti altri, anche il suo progetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">L’industria ottica è già da anni molto legata alle vicende belliche, in quanto costituisce un settore di importanza strategica legato alla produzione di strumenti di puntamento, di osservazione e ormai anche di documentazione.<br />
Il tempo per la sperimentazione e l’innovazione verrà trovato soltanto dopo un periodo molto lungo, visto anche lo sfavorevole esito della guerra che avrà ricadute pesantissime su tutta l’industria tedesca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Garamond,serif;"><br />
</span></p>
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