Archivio per la categoria "I costruttori"
Un elemento abbastanza curioso riguardo a questo apparecchio è relativo al suo nome, dal momento che Tanit era una dea fenicia/cartaginese, venerata tra l’altro come protettrice della fertilità, dell’amore e del piacere. Viene messa in produzione da Ferrania nel 1953, presentata alla XXXI Fiera di Milano come apparecchio di tipo economico destinato alla “diffusione della fotografia”, come dichiarato da una pubblicità dell’epoca. Si tratta infatti di una delle classiche fotocamere anni Cinquanta che presentano estrema semplicità d’uso, richiedendo in pratica la sola regolazione della messa a fuoco. Il corpo macchina presenta comunque un design interessante ed innovativo ed è realizzato per intero in lega leggera con il marchio di fabbrica che, nella parte superiore, appare in rilievo direttamente nella fusione. Questa stessa linea caratterizzerà anche fotocamere di altri costruttori, prima fra tutte la Bella del marchio tedesco Bilora. L’obiettivo è montato su un cannotto fisso realizzato in lamiera verniciata di colore nero, il corpo è in parte ricoperto di vulcanite del medesimo colore. L’esemplare fotografato appartiene alla prima serie ed è databile all’incirca al 1953. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1953, Bella, Bilora, Ferrania, Tanit
Leggi i commenti (0)
Questo apparecchio si inserisce nel lungo filone delle Zenit (Зенит), dal momento che segue la Zenit 3 (1959) e precede la Zenit 3M (1962). E’ stata prodotta soltanto per due anni, dal 1961 al 1962, ma è un modello interessante da un punto di vista tecnico e costruttivo. Il progetto si deve a Nikolaj Michailowitsh Marenkov, che sviluppa un sistema molto innovativo per l’epoca relativamente alla fabbricazione del corpo macchina, che viene stampato a pressione con un notevole risparmio di manodopera nel ciclo di costruzione. Con l’automatizzazione applicata al sistema di montaggio, la KMZ (Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod) raggiunge un livello produttivo molto elevato, tanto che in soli due anni vengono sfornati otre 65.000 apparecchi; si tratta quindi di un modello di passaggio, un precursore del modello 3M, che risulta di fatto praticamente identico, ad eccezione dell’estetica del pentaprisma e della finitura delle parti metalliche. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1961, KMZ, Krasnogorsky Mekhanichesky Zavod, Kristall, M39 x 1, reflex, Zenit, Zenit 3, Zenit 3M, ИНДУСТАР - 50L’azienda milanese FATIF è nel contempo uno dei più titolati e dei meno conosciuti costruttori di apparecchiature fotografiche professionali da studio, per quanto riguarda sia gli apparecchi da ripresa che le attrezzature accessorie (banks, stativi, ecc …). Viene fondata nel 1944 e la sua produzione iniziale è costituita da fotocamere in legno di grande formato (cm 13 x 18), sia per riprese in studio che nel formato “da viaggio”; fin dall’inizio i prodotti sono di ottima fattura, soprattutto per quanto riguarda i movimenti di regolazione delle standarte ai fini della composizione dell’’inquadratura. Nel corso degli anni Cinquanta viene progressivamente abbandonato l’uso del legno e gli apparecchi vengono realizzati prima con l’inserimento di parti metalliche, poi interamente in metallo. Alla XXXVII Fiera di Milano del 1959 vengono presentati tre apparecchi di grande formato, la Luxi Special Studio (cm 13 x 18) montata su una coppia di tubi telescopici, la Mayor Color (cm 13 x 18) e la Mayorette (cm 9 x 12) entrambe montate su un unico tubo (monotrave o monorotaia). Dall’inizio degli anni Sessanta vengono poi costruite le fotocamere Standard (cm 13 x 18), Tecnic’s Master (cm 9 x 12 e 4 x 5 pollici) e Super Color per i formati da cm 13 x 18 e 18 x 24. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1944, DS, DS 13 x 18, DS2, FATIF, Legge di Scheimpflug
Si tratta di uno degli apparecchi di medio formato con cui la Adox Fotowerke Dr. C. Schleußner GmbH di Francoforte rientra nel mercato delle fotocamere dopo gli anni della seconda guerra mondiale, una folding di tipo classico, un modello molto simile ad altri prodotti in quel periodo dalla maggior parte dei marchi europei. Il corpo macchina è rivestito di vulcanite, il soffietto è in cartoncino ricoperto esternamente con pelle di colore nero. E’ stata costruita con due diversi allestimenti, che riguardano sia l’ottica (Adox Adoxar oppure Steinheil Cassar) che l’otturatore (Vario oppure Pronto); la produzione è iniziata nel 1954 ed è terminata nel 1958/59. Sulla parte destra del frontale è stampato il caratteristico logo Adox, sulla piastra di base è impresso il nome Golf e sul dorso la dicitura Made in Germany. L’esemplare fotografato è databile all’incirca al 1956. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1956, Adox, Adox Fotowerke Dr. C. Schleußner GmbH, Adox Golf, Adoxar, Alfred Gauthier, Cassar, Folding, mirino galileiano, Pronto, rullo 120, Steinheil, Vario
La Adox Fotowerke Dr. C. Schleußner GmbH è una delle prime aziende tedesche apparse in seguito alla scoperta della fotografia, dal momento che la sua nascita risale al 1860, nella città di Francoforte, ad opera del dottor Carl Schleußner (Schleussner). Il fondatore è stato un pioniere per quanto riguarda le lastre sensibilizzate per usi fotografici e, secondo alcune fonti, si tratta del più antico produttore a livello industriale di questo genere di materiali. Al di là di classifiche più o meno attendibili è certo che Schleußner inizia la sua attività preparando lastre al collodio umido e la prosegue nel corso della seconda metà del XIX secolo seguendo l’evoluzione dei materiali da ripresa e successivamente da stampa. Sul finire del secolo collabora con il fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, lo scopritore del Raggi X, realizzando nella sua azienda le prime lastre per radiografia. Si tratta di un marchio che ha attraversato tutti gli anni eroici della fotografia, mantenendo però sempre le dimensioni dell’impresa di tipo familiare, senza mai espandersi oltre un certo limite, come invece è avvenuto, per esempio, per la connazionale Agfa; la produzione di materiali sensibili per foto e radiografia è la costante che ne accompagna la vita fino al 1934, quando l’azienda esordisce nel settore delle fotocamere. Leggi il resto di quest’articolo »
Si tratta della prima fotocamera prodotta dalla Jhagee dopo la fine della seconda guerra mondiale, un modello le cui caratteristiche tecniche fondamentali sono necessariamente identiche a quelle degli apparecchi prodotti fino a dieci anni prima. E’ la quinta ed ultima variante delle Exakta prima serie, le Kine Exakta, e viene prodotta nel 1948 in condizioni operative molto critiche, quasi esclusivamente per il mercato statunitense; la particolarità visivamente più appariscente è relativa al nome, nel quale la lettera c sostituisce la k, proprio in funzione del paese a cui è destinata. Il nome Exacta anziché Exakta era già stato utilizzato per la versione 3 del 1937, in quanto anch’essa destinata al mercato U.S.A., ed appare anche su una serie limitata delle prime Exakta II costruite pure dal 1948. L’identificazione dell’Exakta II non pone problemi in quanto si tratta di un modello diverso, la differenziazione tra le versioni 3 e 5 è invece meno agevole, se non per i numeri di matricola che nella 5 vanno all’incirca dal 613000 al 650000. Da un punto di vista tecnico la sola modifica sostanziale rispetto all’ultima versione anteguerra (la Kine Exakta 4 del 1938) risiede nel selettore dei tempi di scatto lenti e lenti ritardati, dove 1/5 di secondo ha sostituito 1/10. Le altre modifiche, come la ghiera del selettore stesso priva del solco centrale, gli occhielli per la tracolla fissi e rivettati, l’attacco per il treppiede più sporgente, la mancanza del logo Jhagee, ecc … sono di scarsa rilevanza. Sul dorso di alcuni esemplari appare la dicitura “Made in Germany”. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1948, Biotar, Carl Zeiss Jena Biotar, Carl Zeiss Jena Tessar, Ernst Ludwig Optisches Werk, Exakta, Exakta II, Hugo Meyer, Jhagee, Kine Exakta, reflex, SLR, Trioplan, Vacublitz, Victar
La ripresa dell’attività alla fine della guerra è caratterizzata da un’ampia diversificazione della produzione, che, oltre a mantenere in catalogo i prodotti per uso civile già presenti, si estende verso settori molto diversi, dai telai per la tessitura agli accendini, dai frigoriferi alle fotocamere. Per quanto riguarda il settore fotografico erano già stati realizzati in passato apparecchi per aerofotogrammetria e rilevamento, ma dal 1948 inizia la costruzione di una fotocamera a telemetro “modello Leica” che viene commercializzata da Ferrania, la Condor I. A partire dal 1950 il modello base è seguito in breve tempo da altre tre versioni successive che si differenziano per la presenza della sincronizzazione e di un diverso attacco per lo scatto flessibile (mod. Ib), per il piedino di appoggio ripiegabile sotto la base, per l’otturatore Aplon Rapid e per l’autoscatto (mod. Ic) e per l’obiettivo Eliog con apertura massima f/2,8 (mod. Id); ogni successiva versione mantiene le caratteristiche migliorative della precedente. Una notazione abbastanza curiosa riguardo la Condor I si riferisce al fatto che viene prodotta anche con la denominazione Candog I, destinata esclusivamente al mercato australiano, dal momento che l’accordo commerciale stipulato con Ferrania ha escluso quel paese: non potendo utilizzare il termine Condor per evidenti motivi di copyright, il nome viene parzialmente modificato. Dal 1951 appaiono due versioni più economiche della Condor I, la Condor Junior e la Condoretta. La Condor Junior è essenzialmente una Condor I senza il telemetro, mentre la Condoretta, pure priva di telemetro, è un progetto in parte innovativo in quanto è dotata nella parte superiore della slitta portaccessori e presenta un obiettivo leggermente grandangolare privo del cannotto rientrante: nella prima versione l’ottica è un Terog 4/40 mm, nella seconda è un Eliog 3,5/40 mm. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: Aplon Rapid, Astor, Candog I, Condor I, Condor Junior, Condoretta, Elioflex, Eliog, Eptamitar, Esaog, Falco, Ferrania, GaMi 16, Iscus Rapid, Koristka, Leica, M39 x 1, Officine Galileo, Ogmar, Stereografo Galil, Telelog, telemetro, Terog
La N° 2C Kodak Junior
Si tratta di uno degli innumerevoli modelli Kodak apparsi durante il primo ventennio del Novecento che sono stati commercializzati sia nella versione per così dire “normale” sia in quella Autographic. L’esemplare fotografato presenta a tale proposito elementi contraddittori, in quanto sulla standarta portaottica appare la dicitura N° 2C Kodak Junior, mentre il dorso è quello di una N° 2C Autographic Kodak Junior: dal momento che i due modelli hanno le stesse caratteristiche e dimensioni è evidente che il dorso, completamente rimovibile, è stato sostituito. La costruzione di entrambi i modelli è iniziata verso il 1916 ed è proseguita fino al 1930. Il corpo macchina è in legno, la piastra anteriore e la copertura del dorso sono di lamiera metallica, il tutto rivestito in pelle di colore nero; il soffietto è in stoffa ricoperta di pelle pure di colore nero. L’esemplare fotografato è databile al 1918 circa. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1918, A 130, Autographic, Ball Bearing, Bausch & Lomb Optical Company, Eastman Kodak Company, Folding, Kodak, N° 2C Autographic Kodak Junior, N° 2C Kodak Junior, Rapid Rectilinear, rullo 130Le origini più antiche delle Officine Galileo vanno ricercate nella lunga tradizione fiorentina nel settore della costruzione di strumenti ottico/scientifici di misura e di precisione, tradizione che affonda le proprie origini nell’opera dello stesso Galileo Galilei e nell’impulso che a tale attività era stato dato già nel XVII secolo dalla famiglia Medici anche con l’assenso alla fondazione dell’Accademia del Cimento. Un secondo importante passaggio è del 1831, con la chiamata dello scienziato Giovan Battista Amici alla direzione del museo fiorentino della Specola e con l’impulso dato da quest’ultimo alla costruzione di strumentazione ottica come telescopi, cannocchiali e microscopi. Attorno alla figura dell’Amici si raccolgono un certo numero di scienziati e di tecnici e la necessità di non disperdere conoscenze ed attrezzature porta alla proposta di fondazione di una vera e propria società in grado di produrre a livello industriale strumentazione scientifica di precisione. Pare che la proposta sia stata avanzata dallo stesso Amici nel 1862, ma che, in seguito alla sua morte avvenuta nell’anno successivo, sia stata portata avanti negli anni successivi soprattutto dal professor Giovan Battista Donati e da professor Angiolo Vegni appoggiandosi ad un tecnico di nome Poggiali. Il primo documento che porta la dicitura “Officine Galileo” è del 1870 e si riferisce alla richiesta al Comune di un terreno dove costruire un fabbricato nel quale spostare l’attività produttiva in quel momento ubicata presso alcuni locali dell’Istituto Tecnico di Firenze. Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1870, amperometri, Antonio Gatto, Carl Zeiss, Ferrania, galvanometri, Jena, Koristka, Officine Galileo, Sonne, telemetri, Weston Electrical Instrument Co.
La Condoretta rappresenta la versione semplificata e quindi meno costosa della Condor, la fotocamera progettata e costruita dalle Officine Galileo di Firenze, che viene distribuita da Ferrania con il proprio marchio a partire dal 1948. In questo caso sulla vulcanite che ricopre il dorso dell’apparecchio sono impressi il nome ed entrambi i marchi. Appare nel 1951 e le differenze sostanziali rispetto al modello a cui si ispira sono relative alla mancanza del telemetro, a un diverso otturatore e alla differente dotazione ottica, costituita da un obiettivo Terog da 40 mm in sostituzione dell’Eliog da 50 mm; ne viene prodotto quasi immediatamente anche un secondo tipo, nel quale è di nuovo montato l’obiettivo Eliog, mantenendo però inalterati la focale da 40 mm e il tipo di otturatore.
Leggi il resto di quest’articolo »
Tags: 1951, Aplon, Condor, Condoretta, Eliog, Ferrania, Officine Galileo, telemetro, Terog















