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Archivio per la categoria "I tecnici"

Lo schema ottico dello Zeiss Anastigmat, successivamente Protar

Lo schema ottico dello Zeiss Anastigmat, successivamente Protar

Immediatamente dopo la sua nascita, avvenuta come già detto il 19 maggio 1889, la Fondazione Carl Zeiss dà avvio a quella attività di ricerca nel campo dell’ottica fotografica che la caratterizzerà come azienda costantemente all’avanguardia per almeno mezzo secolo.

Il tecnico che più di ogni altro è impegnato a livello sperimentale è il dottor Paul Rudolph, alla Schott und Genossen dal 1886, che mettendo a frutto sia gli studi teorici di Ernst Abbe, sia la genialità dimostrata da Otto Schott nella realizzazione di vetri di rivoluzionaria concezione, comincia a progettare schemi ottici di nuova generazione.

Il primo appare già nel 1890, l’inizio di una serie, composto da due doppietti acromatici separati dal piano del diaframma, che viene chiamato Zeiss Anastigmat, inizialmente di luminosità f/6.3, successivamente di f/4.5.

Il gruppo anteriore è un normale doppietto acromatico composto da un elemento in vetro crown a basso indice di rifrazione e da uno in vetro flint ad alto indice di rifrazione, mentre il gruppo posteriore è un doppietto del tutto innovativo, realizzato con materiali Schott, costituito da un elemento in vetro crown ad alto indice di rifrazione e da uno in vetro flint a basso indice di rifrazione: questa combinazione è tale da correggere in maniera decisa sia l’astigmatismo che la curvatura di campo, mentre il posizionamento del diaframma fra i due doppietti riduce quasi del tutto l’aberrazione cromatica. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1890, aberrazione cromatica, Ansel Adams, astigmatismo, Bausch & Lomb, curvatura di campo, diaframma, Doppel Anastigmat, Ernst Abbe, Fondazione Carl Zeiss, indice di rifrazione, Paul Rudolph, Protar, Schott und Genossen, Tessar, vetro crown, vetro flint
Ernst Leitz nel 1917

Ernst Leitz nel 1917

Gli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale fanno precipitare la Germania sconfitta in una crisi economica di enormi proporzioni, determinate non solo dai sacrifici conseguenti allo sforzo bellico sostenuto, ma anche dal durissimo trattamento imposto dai vincitori e dalla necessità di far fronte al pagamento di gravosi risarcimenti conseguenti alla corresponsabilità di aver scatenato il conflitto.

Per la Leitz di Wetzlar la situazione è naturalmente molto grave ed è in questo clima che avviene il cambiamento al vertice dell’azienda, determinato, nel 1920, dalla morte del fondatore Ernst Leitz.

Gli succede il figlio, Ernst Leitz II (1871-1956), che si convince della possibilità di uscire dalla crisi anche attraverso la diversifcazione della produzione e l’ingresso nel mondo della fotografia non più soltanto con la fornitura di componenti ottici, ma con la produzione di propri apparecchi fotografici.

Oskar Barnack

Oskar Barnack

Il progetto esiste già, e anche da molti anni, è il prototipo che Oskar Barnack ha messo a punto fin dal 1914 e con il quale negli anni successivi ha ripreso delle immagini di qualità, soprattutto se si tiene conto del formato estremamente ridotto del negativo rispetto agli standard dell’epoca.

Da questo prototipo, chiamato poi UR, viene sviluppata una fotocamera del tutto innovativa, un prodotto completamente diverso da tutte le attrezzature da ripresa fino a quel momento realizzate.

Ciò è determinato in primo luogo dal tipo di supporto sensibile utilizzato, una pellicola della larghezza di soli 35 mm avvolta a formare un rullino, che consente dimensioni altrettanto contenute per quanto riguarda l’apparecchio da ripresa che lo deve contenere. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1925, Bausch & Lomb, Contax, Elmar, Ernst Leitz, Goerz, Henri Cartier Bresson, Leca, Max Berek, Oskar Barnack, reflex, reportage, ritratto, Rolleiflex, Sebastião Salgado, telemetro, Voigtländer, Zeiss Ikon

Carl Kellner

Carl Kellner

Per parlare di quel mito della fotografia che è la Leitz, è necessario partire dal 1849, anno in cui Carl Kellner, meccanico e matematico autodidatta, pubblica il saggio Das orthoskopische Ocular, eine neu erfundene achromatische Linsencombination (L’oculare ortoscopico, l’invenzione di una nuova combinazione acromatica di lenti) con il quale comunica di avere sviluppato un gruppo ottico per microscopio in grado di creare un’immagine più corretta rispetto agli oculari all’epoca utilizzati.

Nello stesso anno fonda a Wetzlar una propria attività commerciale, dando avvio alla produzione di microscopi.

In quel periodo la ricerca in tema di sistemi ottici è molto attiva, sia in relazione alle attrezzature tradizionalmente legate alla resa di immagini il più possibile fedeli (telescopi, microscopi, cannocchiali), sia a seguito della sempre più larga ed inarrestabile diffusione della fotografia, con la conseguente richiesta di strumenti di ripresa sempre più corretti. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1869, Carl Zeiss, Carl Zeiss di Jena, Ernst Leitz, Friedrich Belthle, ICA, Oskar Barnack, Thornton Pickard
Una Tudor n° 4 del 1905 circa

Una fotocamera a soffietto Tudor n° 4 del 1905 circa

William Lewis nasce 1791 a Pontypool, Monmouthshire, nel sud del Galles e nel 1831 emigra negli Stati Uniti assieme ai suoi otto figli.

Verso la metà degli anni Quaranta dell’Ottocento (la data non è nota), assieme al figlio maggiore William Henry apre un’attività per la costruzione di fotocamere da dagherrotipo e di altre attrezzature legate al procedimento fotografico dagherrotipico.

Il laboratorio si trova a Manhattan, al 142 di Chatham Square, l’azienda è denominata “W. and W. H. Lewis” e vi lavora anche un secondo figlio, Henry John.

La fotografia evidentemente ha rappresentato una vera occasione di svolta per la famiglia Lewis, se si considera che un terzo figlio, Richard, svolge attività di fotografo mentre la figlia Jennie è sposata con il dagherrotipista Alonzo J. Drummond.

Nel 1851, quando ormai la tecnica messa a punto da Daguerre ha imboccato il viale del tramonto, l’azienda introduce una variante nell’apparecchio da ripresa, applicando un soffietto di stoffa per collegare, mantenendo l’oscurità all’interno, la parte posteriore dove è posizionata la lastra fotosensibile alla parte anteriore dove è fissato l’obiettivo. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1851, dagherrotipo, Daguerre, fotocamera, messa a fuoco, soffietto, William Lewis
Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal.

Lerebours (primo a sinistra). A. Davanne, M Bucquet, L. Vidal. "Le Musée Rétrospectif de la Photographie à l'exposition universelle de 1900", Gauthier-Villars, Parigi 1903.

Il francese Noël Marie Paymal Lerebours, (1807-1873), è stato un ottico, fotografo ed editore francese.

Nasce il 16 febbraio 1807, figlio di Marie Jeanne Françoise Paymal, una sarta di 29 anni che lo registra all’anagrafe come figlio di padre ignoto.

Viene successivamente adottato da Noël Jean Lerebours (1761-1840), uno dei più famosi costruttori francesi di strumenti ottici della fine del XVIII secolo, dal 1800 ottico della Marina e del Bureau des Longitudes in virtù della qualità dei suoi strumenti dedicati alla navigazione e alla misurazione terrestre.

Il cannocchiale Lerebours è anche citato da Jules Verne nel suo libro “Dalla Terra alla Luna”. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1840, cannocchiale Lerebours, dagherrotipo, fotografo, Marc Francois Louis Secretan, Noël Marie Paymal Lerebours, obiettivi, ottico, Petzval, strumenti ottici
Carl Friedrich Zeiss

Carl Friedrich Zeiss

Carl Friedrich Zeiss  nasce a Weimar il giorno 11 settembre 1816, figlio di un artigiano che produce giocattoli.

Dopo aver studiato matematica, fisica, mineralogia e ottica all’università di Jena, per 12 anni è apprendista nel laboratorio scientifico del dottor Friedrich Kšrner dove matura una notevole esperienza.

Il 17 novembre 1846 avvia una propria attività commerciale a Jena, al n° 7 della Neugasse, aprendo un’officina per la produzione di strumenti meccanici di precisione, lenti e microscopi.

La sua esperienza nel settore, ma soprattutto la precisione e la determinazione, ne fanno da subito un personaggio vincente.

La qualità dei suoi prodotti appare immediatamente di alto livello, così che già nel settembre dell’anno successivo trasferisce il suo laboratorio in locali più grandi dove può allargare l’attività ed assumere il primo apprendista. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1846, Carl Friedrich Zeiss, Carl Zeiss, Ernst Abbe, Friedrich Otto Schott
Hugo Adolph von Steinheil

Hugo Adolph von Steinheil

Nel 1866 gli ottici Hugo Adolph von Steinheil di Monaco e John Henry Dallmeyer di Londra, indipendentemente l’uno dall’altro, progettarono due schemi ottici per obiettivi da fotocamera praticamente identici.

Hugo Adolph (1832 – 1893) era figlio di Carl August von Steinheil, il primo in Germania (assieme a Franz von Kobell) a sperimentare nel 1839 la ripresa fotografica, proprio mentre in Europa erano in corso le dispute sulla paternità della scoperta.

Studioso di astronomia e di ottica, ebbe parte rilevante nella fondazione dello Steinheil Optical Institute di Monaco di Baviera nel 1855.
Pare che la messa a punto del suo obiettivo abbia preceduto di poche settimane quella di Dallmeyer.

John Henry Dallmeyer (1830-1883) era nato in Germania e si era trasferito in Inghilterra nel 1851, impiegandosi presso un negozio di ottica. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1866, anastigmatico, Aplanatico, Bausch & Lomb, Henry Dallmeyer, Hugo Adolph von Steinheil, Kodak, Paul Rudolph, Rapid Rectilinear
Charles Chevalier 1862

Charles Chevalier 1862

Charles Chevalier (1804- 1859), figlio dell’ottico Jacques Louis Vincent Chevalier, inizia la sua attività nell’azienda di famiglia.

Dopo la laurea in ingegneria progetta e realizza, in collaborazione con il padre, diversi strumenti ottici.

Vive da protagonista gli anni in cui vengono effettuati i primi esperimenti legati alla possibilità di registrare le immagini prodotte nella camera oscura, essendo il fornitore di obiettivi sia di Joseph Nicéphore Niépce che di Louis Jacques Mandé Daguerre.

Il contatto fra questi due inventori, che condizionerà poi tutti gli avvenimenti legati alla scoperta, avviene per suo tramite.

Fino a quando la camera oscura viene usata esclusivamente come ausilio al disegno, il problema delle aberrazioni è tutto sommato secondario, ma nel momento in cui le lenti cominciano ad essere utilizzate sui telescopi oppure per creare immagini su materiali sensibili alla luce, il problema della riduzione delle aberrazioni ottiche comincia a farsi più pressante. Leggi il resto di quest’articolo »

Tags: 1830, 1889, Charles Chevalier, doppietto acromatico, Giroux, Joseph Nicéphore Niépce, Louis Jacques Mandé Daguerre
 
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