Archivi categoria: I tecnici

Edward Weston e la Weston Electrical Instrument Co.

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L’ingresso di questo marchio nel mondo della fotografia risale al 1932, ma la storia dell’azienda viene da molto più lontano e la sua importanza nell’evoluzione tecnica di vari sistemi di misurazione legati all’elettricità travalica di molto il semplice settore fotografico. Edward Weston (omonimo di uno dei più grandi fotografi del Novecento) nasce a Oswestry, Shropshire, Gran Bretagna, il 9 maggio del 1850. Spinto dai genitori ad intraprendere studi di medicina, ottiene il diploma universitario nel 1870 e nello stesso anno emigra negli Stati Uniti. Il suo interesse primario è infatti legato alla chimica e all’applicazione dell’elettricità, tanto che appena giunto negli States impianta una propria attività nel campo della galvanoplastica. Comprende immediatamente che il problema principale è costituito dalla mancanza di una costante fonte di energia elettrica, tanto che abbandona dopo pochi mesi e svolge per due anni la professione di fotografo. Continua la lettura di Edward Weston e la Weston Electrical Instrument Co.

Max Berek

Max Berek
Max Berek

La figura di Max Berek è una delle più importanti e nel contempo una delle meno conosciute nella storia dell’ottica fotografica. E’ infatti alquanto curioso (e a mio parere altrettanto ingiusto) che il progettista degli obiettivi che a partire dal 1925 equipaggiano la rivoluzionaria Leica sia stato relegato in una posizione così secondaria rispetto ad Oskar Barnack, il costruttore dell’apparecchio; è certamente inconfutabile che la nascita della creatura di Barnack ha costituito una svolta epocale per quanto riguarda i sistemi fotografici, ma è altrettanto vero che senza ottiche come l’Elmar il successo del primo apparecchio per pellicola 35 mm non avrebbe potuto essere tanto travolgente. Max Berek nasce nel 1886 a Racibórz (Ratibor), nell’attuale Polonia; compie studi di matematica e mineralogia a Berlino e dal 1910 opera per due anni come assistente nell’Istituto di Mineralogia specializzandosi nel settore ottico. Nel 1912 inizia a lavorare presso la Ernst Leitz di Wetzlar, azienda che all’epoca si dedica alla costruzione di microscopi e strumenti ottici; si dimostra un tecnico di notevole valore, tra l’altro è lui a determinare la formula per il computo della profondità di campo della visione microscopica, formula tutt’ora utilizzata. Continua la lettura di Max Berek

Ludwig Bertele

Ludwig Bertele
Ludwig Bertele

Ludwig Jakob Bertele nasce a Monaco di Baviera nel 1900.

Figlio di un architetto, dopo essersi dedicato a studi di indirizzo tecnico nella città di Dresda, nel 1920 viene assunto dalla Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, all’epoca una delle industrie ottico/fotografiche più prestigiose a livello mondiale.

Dopo solo due anni, nonostante la giovane età e la evidente mancanza di esperienza nel settore, egli realizza il suo primo schema ottico, mostrando da subito le qualità che lo porteranno ad essere uno dei designer entrati nella storia della fotografia.

Si tratta di un progetto che porta alla realizzazione dell’Ernostar, un obiettivo ultraluminoso, che grazie all’incredibile (per l’epoca) apertura di f/2 va ad equipaggiare la prima fotocamera studiata appositamente per la foto di reportage, la Ermanox.

Nel 1926, quando la Ernemann è parte della grande fusione di aziende che porta alla costituzione del colosso industriale Zeiss Ikon, anche Bertele passa alle dipendenze di quest’ultimo, trasferendosi prima a Jena, la città della Carl Zeiss, e successivamente stabilendo il proprio ufficio a Dresda presso quella che era stata la sede della ICA. Continua la lettura di Ludwig Bertele

Gli otturatori Alfred Gauthier

Alfred Gauthier
Alfred Gauthier

Gauthier è uno dei marchi più noti nella storia della fotografia: le sue origini risalgono al 1902, quando il tecnico tedesco Alfred Gauthier fonda un’azienda produttrice di otturatori fotografici a Calmbach, nella Foresta Nera.

Il primo modello, il Koilos, appare nel 1904.
Nella prima versione è un otturatore centrale pneumatico a due lamelle, che diventano tre nella seconda, con tempi di scatto che vanno da 1 secondo a 1/300 più le pose T e B.

La caratteristica fessura che appare al momento dello scatto di un otturatore di questo tipo, diventerà tra l’altro il logo dell’azienda: sulle lamelle in posizione di parziale apertura appaiono le lettere A, G, C, cioè Alfred Gauthier Calmbach.

Si tratta di uno strumento che incontra un discreto successo e viene montato non solo su fotocamere tedesche, ma è utilizzato anche da costruttori inglesi e dall’americana Kodak. Continua la lettura di Gli otturatori Alfred Gauthier

Frederich H. Sanderson

Pubblicità Sanderson del 1896
Pubblicità Sanderson del 1896

Frederich H. Sanderson nasce nel 1856 a Cambridge.

Appassionato fotografo di architettura si rende conto che le fotocamere disponibili all’epoca per quel tipo di immagini non sono molto versatili e piuttosto carenti riguardo le regolazioni necessarie a riprendere soggetti caratterizzati da linee, volumi o particolarità architettoniche che devono essere rese con la maggiore correttezza possibile.

Quasi tutti gli apparecchi per uso professionale sono dotati di bolla per poter essere posizionati perfettamente paralleli al terreno, molti sono dotati del decentramento verticale della standarta portaottica, alcuni anche di quello orizzontale, ma si tratta di movimenti limitati, spesso non sufficienti a realizzare inquadrature corrette, movimenti che non bastano, per esempio, ad ovviare alle linee cadenti.

Per linee cadenti si intende quel fenomeno ottico che si verifica nel momento in cui, per fare un caso pratico, si è costretti ad inclinare la fotocamera verso l’alto per inquadrare completamente un edificio molto alto: la sommità del fabbricato, essendo più lontana dal piano di messa a fuoco rispetto alla zona adiacente al terreno, risulterà di dimensioni più piccole, dando l’impressione che un edificio a forma di parallelepipedo sia diventato un tronco di piramide. Continua la lettura di Frederich H. Sanderson

Ferdinand Hurter e Vero Charles Driffield: la sensitometria

Ferdinand Hurter in un ritratto eseguito da Driffield
Ferdinand Hurter in un ritratto eseguito da Driffield

La sensitometria è la scienza che si propone di misurare la sensibilità del materiale fotosensibile, consentendo quindi di definirne le caratteristiche al fine di ottenere la densità ideale dell’immagine in relazione all’esposizione alla luce e al successivo processo di trattamento, detto comunemente sviluppo.

Le basi della sensitometria vengono poste nel 1890 grazie alle studi e agli esperimenti svolti da Ferdinand Hurter e Vero Charles Driffield.

Ferdinand Hurter (1844-1898) nasce a Schaffhausen, in Svizzera; rimasto orfano di padre in tenera età, dopo il ginnasio si trasferisce a Winterthur svolgendo lavori occasionali e poi a Zurigo dove può frequentare il Politecnico essendo nel contempo dipendente da una società che produce seta.

Successivamente si iscrive all’università di Heidelberg, indirizzandosi verso studi di chimica sotto la guida di Robert Bunsen e Gustav Kirchhoff; nel 1866, a soli 22 anni, si laurea con il massimo dei voti.

Dopo aver rifiutato un impiego come insegnante presso l’università di Aarau si trasferisce in Gran Bretagna, a Manchester; associandosi con Henry Deacon e Holbrook Gaskell nella loro azienda chimica produttrice di alcali che diviene Gaskell, Deacon & Co.

Diventa responsabie del settore chimico svolgendo anche ricerche di carattere innovativo che lo portano nel 1880 ad essere riconosciuto un’autorità in materia a livello mondiale. Continua la lettura di Ferdinand Hurter e Vero Charles Driffield: la sensitometria

Emil von Höegh: il Dagor

Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)
Lo schema ottico del Dagor, a sinistra la versione originale, a destra quella “rovesciata” (da R Kingslake, A History of the Photographic Lens)

Sono trascorsi due anni dalla realizzazione del Protar (Zeiss Anastigmat) quando nel 1892 Emil von Höegh, un matematico di soli ventisette anni, studia di sua iniziativa uno schema ottico simmetrico costituito da due tripletti cementati.

I due elementi esterni di ogni tripletto sono positivi, quelli centrali sono negativi in modo da ottenere sia una buona correzione dell’aberrazione sferica e cromatica, sia un’ampia porzione di campo libera da astigmatismo.

Non è invece corretto per il “coma”, cioè quell’aberrazione che fa sì che l’immagine di un punto lontano dall’asse ottico non venga riprodotta nitidamente, perché i bordi della lente mettono a fuoco diversamente rispetto alla sua area centrale, determinando una deformazione per cui il punto appare con una coda simile ad una cometa (da cui il nome). Continua la lettura di Emil von Höegh: il Dagor

Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft

Heinrich Ernemann
Heinrich Ernemann

Heinrich Ernemann (1850–1928), sul finire degli anni Ottanta del XIX secolo è proprietario, a Dresda, di un negozio di biancheria, stoffe e calze, assieme ad un socio di nome Matthias; nel 1889 i due decidono di cambiare attività e fondano la Dresdner photographische Apparate Fabrik Ernemann & Matthias, ma già l’anno successivo Matthias abbandona la società.

Per quanto riguarda il settore fotografico Ernemann è un autodidatta, ma è dotato di grande talento: i suoi primi prodotti sono fotocamere per professionisti di cui egli costruisce praticamente soltanto la struttura in legno, acquistando tutte le parti metalliche e gli obiettivi.

Lo sviluppo dell’azienda è rapido, favorito anche dal trovarsi in quello che sta diventando il maggiore distretto dell’industria fotografica europea; la produzione riguarda inizialmente anche binocoli e proiettori, apparecchi sui quali vengono montate, come sulle fotocamere, lenti e obiettivi prodotti dalla Carl Zeiss, dalla Goerz o dalla Voigtländer.

Sul finire del secolo il continuo fiorire di industrie di questo genere determina un fenomeno di sovrapproduzione al quale Heinrich Ernemann risponde trasformando nel 1899 la sua azienda in società per azioni (Heinrich Ernemann, Aktiengesellschaft für Cameraproduktion in Dresden) e dando avvio alla fabbricazione in proprio anche degli otturatori. Continua la lettura di Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft

John Henry Dallmeyer

John H Dallmeyer
John H. Dallmeyer

John Henry Dallmeyer nasce in Germania, a Loxten, nel 1830 e ancora molto giovane lavora come apprendista presso un negozio di ottica di Osnabrück.

Nel 1851 emigra in Inghilterra e dopo aver svolto varie attività trova impiego nel settore ottico presso l’azienda londinese di Andrew Ross, fondata nel 1830 e già molto quotata a livello europeo per la fabbricazione di microscopi.

Dallmeyer si dimostra in breve un tecnico di valore, guadagnandosi la stima di Ross, anche perché con in suo arrivo l’attività viene allargata verso la produzione di ottiche per fotografia.

Nel 1854 sposa Hannah, la seconda figlia di Andrew, entrando in tal modo a far parte del gruppo familiare dirigente, e nel 1859, alla morte del fondatore, riceve un terzo di una corposa eredità, venendo in possesso di una cifra valutabile all’incirca in 20.000 sterline.

Assume la guida dell’azienda assieme al cognato Thomas Ross e nell’anno successivo, con l’accordo di quest’ultimo, fonda un proprio marchio dedicandosi in particolare alla produzione di obiettivi per fotocamere; anche la sua azienda è situata a Londra.logo_dallmeyer

Si dedica allo studio e allo sviluppo di sistemi ottici e nel 1862 produce il suo primo obiettivo da ritratto, il Triple Achromatic lens; nel 1866 ne concepisce un secondo (Patent Portrait lens) , a cui fanno seguito prima il Wide angle Rectilinear e infine la realizzazione che lo fa entrare nella storia della fotografia, il Rapid Rectilinear.

Quest’ultimo viene realizzato praticamente in contemporanea con uno schema ottico identico, l’obiettivo Aplanatico, studiato in Germania da Carl August von Steinheil. Continua la lettura di John Henry Dallmeyer

Ottomar Anschütz

Ottomar
Ritratto di Ottomar Anschütz nel 1890

Ottomar Anschütz nasce il 16 maggio 1846 a Lissa (Prussia) figlio di un pittore decoratore.

Appresa la tecnica fotografica da Franz Hanfstaengl e da altri professionisti di Monaco, nel 1868 ritorna nella città natale dove apre un proprio studio.

Per il tipo di fotografia che è portato a fare, sente in maniera particolare l’inadeguatezza degli apparecchi dell’epoca, realizzati per immagini statiche di tipo paesaggistico o anche per ritratti in studio, ma del tutto inadatti alla foto d’azione di qualsiasi tipo; tale inadeguatezza è riferita sia ai lunghi tempi necessari alla predisposizione dell’attrezzatura in condizioni operative, sia alla insufficiente rapidità dei tempi di scatto.

Egli infatti ama fotografare gli animali in movimento, le competizioni sportive ed in generale le situazioni che richiedono l’uso della fotocamera a mano libera, così che è indotto a studiare soluzioni tecniche adatte a tali condizioni di ripresa.

Una volpe
Una volpe fotografata da Ottomar Anschütz

Dal 1882 inizia a sviluppare il progetto di un otturatore a tendina posto sul piano focale, soluzione che consente tempi di scatto molto rapidi, per nulla paragonabili a quelli che si possono ottenere con gli strumenti utilizzati in quel periodo.

Con tali apparecchiature riesce, verso il 1884, a realizzare alcune delle fotografie che lo renderanno all’epoca molto noto ed apprezzato, in particolare alcune sequenze relative a cicogne in volo oppure a cavalli in movimento o ad esibizioni di ginnasti.

Nel 1886 partecipa alla fondazione dell’azienda Optische Anstalt C.P. Goerz AG di Berlino, per la quale due anni dopo brevetta l’otturatore a tendina sul piano focale che prenderà il suo nome, così come la fotocamera sul quale lo stesso sarà montato, la Goerz Anschütz. Continua la lettura di Ottomar Anschütz