Archivi categoria: I personaggi

Edward Sheriff Curtis

 

Edward S. Curtis autoritratto
Edward S. Curtis, autoritratto

Edward Sheriff Curtis nasce il 16 febbraio 1868 a Whitewater (Wisconsin) figlio di un predicatore veterano della guerra di secessione. Durante l’infanzia vive a stretto contatto con la natura accompagnando spesso il padre, che in canoa, lungo i fiumi, raggiunge le località nelle quali tiene i suoi sermoni. Nel 1874 la famiglia si trasferisce a Le Sueur County (Minnesota), dove il padre apre un negozio di drogheria; è in questa città che Curtis si avvicina alla fotografia, si costruisce la prima fotocamera e dal 1885 inizia il suo apprendistato di fotografo. Due anni dopo la famiglia si trasferisce a Seattle (Washington) e qui Edward, rimasto orfano del padre, entra in società prima nello studio di Rasmus Rothi e poi di Thomas Guptill sotto l’insegna “Curtis and Guptill, Photographers and Photoengravers“. Nel 1892 si sposa con Clara J. Phillips e nel 1895, già fotografo affermato, esegue il suo primo ritratto ad un’anziana pellerossa, la foto nota come “La Principessa Angelina”. Nel 1896 conosce George Bird Grinnell, esperto della cultura dei nativi americani, che nel 1900 lo invita a compiere una spedizione in Montana per riprendere indiani di diverse tribù, fra cui quella dei Piedi Neri, che si raduna per il rito della Danza del Sole. Si rende conto di assistere al tramonto degli usi e costumi di quei popoli, destinati a soccombere dinanzi all’avanzare inarrestabile della civiltà dell’uomo bianco, e comprende l’importanza di fissarli nell’immagine fotografica. Inizia da questo momento un’attività frenetica che lo porta a documentare, nel senso più ampio del termine, la vita e la cultura del popolo pellerossa riprendendo cerimonie, momenti di vita e di lavoro, volti e luoghi, consapevole di essere il testimone di una razza che sta scomparendo. Da questo momento dedica tutta la sua vita a quel progetto, sacrificando ad esso non solo il relativo benessere che lo studio fotografico gli avrebbe garantito, ma perfino la famiglia, affascinato da quello che egli definisce “un sogno così grande che non riesco a vederlo tutto”. Continua la lettura di Edward Sheriff Curtis

Edward Weston e la Weston Electrical Instrument Co.

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L’ingresso di questo marchio nel mondo della fotografia risale al 1932, ma la storia dell’azienda viene da molto più lontano e la sua importanza nell’evoluzione tecnica di vari sistemi di misurazione legati all’elettricità travalica di molto il semplice settore fotografico. Edward Weston (omonimo di uno dei più grandi fotografi del Novecento) nasce a Oswestry, Shropshire, Gran Bretagna, il 9 maggio del 1850. Spinto dai genitori ad intraprendere studi di medicina, ottiene il diploma universitario nel 1870 e nello stesso anno emigra negli Stati Uniti. Il suo interesse primario è infatti legato alla chimica e all’applicazione dell’elettricità, tanto che appena giunto negli States impianta una propria attività nel campo della galvanoplastica. Comprende immediatamente che il problema principale è costituito dalla mancanza di una costante fonte di energia elettrica, tanto che abbandona dopo pochi mesi e svolge per due anni la professione di fotografo. Continua la lettura di Edward Weston e la Weston Electrical Instrument Co.

Lawrence d’Arabia (Thomas Edward Lawrence)

201- Foto 1(2)Può apparire singolare (e forse anche improprio) inserire Lawrence d’Arabia nella categoria dei fotografi, ma riteniamo di farlo soprattutto in relazione alla passione che egli dimostrò per questa forma di espressione, unita anche ad una notevole perizia operativa. Thomas Edward Lawrence nasce il 16 agosto 1888 a Tremadoc, Caernarvonshire, Gran Bretagna; nell’estate del 1896 la sua famiglia si trasferisce ad Oxford, dove egli frequenta un istituto scolastico che possiede una solida reputazione ed è collegato sia alla Oxford City Corporation, sia alla prestigiosa istituzione universitaria presente nella città. Suo padre è un appassionato fotografo dilettante e da lui il giovane apprende le tecniche di base per eseguire riprese. A questo proposito si racconta che abbia fotografato il gruppo dei ragazzi della sua classe e che, volendo anch’egli essere presente nell’immagine, abbia collegato la pompetta di comando dell’otturatore pneumatico ad un tubo di gomma lungo a sufficienza per attivare lo scatto a distanza rimanendo assieme ai suoi compagni. L’apparecchio fotografico del padre, attualmente conservato presso il “Museum of the History of Science” dell’Università di Oxford, è una “half plate field camera“, cioè una macchina portatile di formato “mezza lastra” che equivale a 4¾ x 6½ inch, cioè cm 12 x 16,5. Si tratta di una fotocamera che reca il marchio “R. & J. Beck London n. 420”, corredata da un obiettivo con lunghezza focale 185 mm “Patent Taylor, Taylor & Hobson Leicester N° 7940”: sul formato “half plate” un 185 mm è praticamente una focale normale. Continua la lettura di Lawrence d’Arabia (Thomas Edward Lawrence)

Max Berek

Max Berek
Max Berek

La figura di Max Berek è una delle più importanti e nel contempo una delle meno conosciute nella storia dell’ottica fotografica. E’ infatti alquanto curioso (e a mio parere altrettanto ingiusto) che il progettista degli obiettivi che a partire dal 1925 equipaggiano la rivoluzionaria Leica sia stato relegato in una posizione così secondaria rispetto ad Oskar Barnack, il costruttore dell’apparecchio; è certamente inconfutabile che la nascita della creatura di Barnack ha costituito una svolta epocale per quanto riguarda i sistemi fotografici, ma è altrettanto vero che senza ottiche come l’Elmar il successo del primo apparecchio per pellicola 35 mm non avrebbe potuto essere tanto travolgente. Max Berek nasce nel 1886 a Racibórz (Ratibor), nell’attuale Polonia; compie studi di matematica e mineralogia a Berlino e dal 1910 opera per due anni come assistente nell’Istituto di Mineralogia specializzandosi nel settore ottico. Nel 1912 inizia a lavorare presso la Ernst Leitz di Wetzlar, azienda che all’epoca si dedica alla costruzione di microscopi e strumenti ottici; si dimostra un tecnico di notevole valore, tra l’altro è lui a determinare la formula per il computo della profondità di campo della visione microscopica, formula tutt’ora utilizzata. Continua la lettura di Max Berek

The Two Ways of Life

The Two Ways of Life (©  The Royal Photographic Society, Bath, England)
The Two Ways of Life (© The Royal Photographic Society, Bath, England)

L’avvenimento più ragguardevole che caratterizza la “Manchester Art Treasures Exhibition” del 1857 è la presentazione di un’immagine fotografica del tutto particolare realizzata da Oscar Gustave Rejlander.

Si tratta di un’opera di grande formato (30 x 16 inch, cioè 76 x 40,5 cm circa) che da un punto di vista tecnico è costruita in sede di stampa mediante il fotomontaggio di trentadue diversi negativi.

Rejlander è un pioniere di questo tipo di procedimento, che è ancora praticamente sconosciuto e presenta rilevanti difficoltà realizzative, tanto che sono state necessarie sei settimane di lavoro per portare a compimento la composizione.

Per quanto riguarda il contenuto si tratta di un’opera allegorica che appare ispirata dal dipinto di Raffaello “La scuola di Atene”: mentre nell’opera pittorica sono rappresentate la scienza e la filosofia, nella fotografia viene mostrata la contrapposizione tra due modi di vivere. Continua la lettura di The Two Ways of Life

Oscar Gustave Rejlander

Oscar Gustave Rejlander
Oscar Gustave Rejlander

Oscar Gustave Rejlander è stato uno dei personaggi più bizzarri e controversi fra quelli che hanno assistito in prima persona alla scoperta della fotografia, ma soprattutto fra coloro che hanno praticato, sperimentato e vissuto questa nuova forma di espressione.

Nasce in Svezia, probabilmente nel 1813, figlio di uno scalpellino che è anche ufficiale dell’esercito svedese; viene a Roma per studiare arte e a partire dal 1840 si stabilisce nella città inglese di Lincoln.

Si avvicina alla neonata fotografia durante la seconda metà degli anni Quaranta, in circostanze non del tutto chiarite, pare attraverso la conoscenza di uno degli assistenti di William Henry Fox Talbot.

Ciò lo porta ad abbandonare progressivamente la pittura per dedicarsi alla nuova arte ed apre uno studio fotografico a Wolverhampton.

Nel corso dei primi anni Cinquanta apprende la tecnica del collodio umido, iniziando a produrre immagini ancora poco convenzionali per l’epoca, alcune di contenuto esplicitamente erotico, nelle quali sono ritratti anche ragazzi di strada e giovanissime prostitute. Continua la lettura di Oscar Gustave Rejlander

Richard Beard

Richard Beard
Richard Beard

Richard Beard nasce il 22/12 /1801 a East Stonehouse, vicino a Newton Abbott, Devon, Regno Unito.

Appartiene ad una famiglia dedita al commercio, settore di attività nel quale anch’egli si inserisce a partire dal 1830 come mercante di carbone.

Nel 1839 è preso dall’atmosfera di grande eccitazione creatasi a seguito dell’annuncio delle scoperte di Daguerre e Fox Talbot e nel 1840 viene contattato da William Carpmael, agente di brevetti che gli fa conoscere un americano, William S. Johnson.

Costui sta cercando di promuovere un apparecchio fotografico a nome di suo figlio John e di Alexander S. Wolcott, che hanno aperto nel mese di marzo il primo studio fotografico americano per la ripresa di dagherrotipi.

L’apparecchio ideato da Wolcott, che usa uno specchio concavo invece dell’obiettivo, non si dimostra particolarmente affidabile, ma la vicenda fa comprendere a Beard il potenziale commerciale della nuova scoperta e quindi stipula un accordo con Wolcott & Johnson assicurandosi comunque il brevetto europeo sulla loro fotocamera. Continua la lettura di Richard Beard

Ludwig Bertele

Ludwig Bertele
Ludwig Bertele

Ludwig Jakob Bertele nasce a Monaco di Baviera nel 1900.

Figlio di un architetto, dopo essersi dedicato a studi di indirizzo tecnico nella città di Dresda, nel 1920 viene assunto dalla Heinrich Ernemann Aktiengesellschaft, all’epoca una delle industrie ottico/fotografiche più prestigiose a livello mondiale.

Dopo solo due anni, nonostante la giovane età e la evidente mancanza di esperienza nel settore, egli realizza il suo primo schema ottico, mostrando da subito le qualità che lo porteranno ad essere uno dei designer entrati nella storia della fotografia.

Si tratta di un progetto che porta alla realizzazione dell’Ernostar, un obiettivo ultraluminoso, che grazie all’incredibile (per l’epoca) apertura di f/2 va ad equipaggiare la prima fotocamera studiata appositamente per la foto di reportage, la Ermanox.

Nel 1926, quando la Ernemann è parte della grande fusione di aziende che porta alla costituzione del colosso industriale Zeiss Ikon, anche Bertele passa alle dipendenze di quest’ultimo, trasferendosi prima a Jena, la città della Carl Zeiss, e successivamente stabilendo il proprio ufficio a Dresda presso quella che era stata la sede della ICA. Continua la lettura di Ludwig Bertele

Alessandro Pavia

Foto_3La figura del fotografo genovese Alessandro Pavia (1824-1889) è una delle meno note, ma nel contempo una delle più curiose nel panorama fotografico del XIX secolo.

Possiede un atelier fotografico a Genova, in Borgo Lanieri (poi in Piazza Valoria) ed è un professionista di notevole valore soprattutto per quanto riguarda i trattamenti chimici del materiale sensibile: nel suo studio dà anche lezioni di tecnica fotografica e vende fotocamere.

Vive in prima persona, nel 1860, l’epopea della spedizione dei Mille e concepisce l’idea di fotografare, uno per uno, tutti i partecipanti all’impresa, realizzando con i loro ritratti delle cartes de visite, il tipo di immagine brevettata nel 1854 da André Adolphe Eugène Disderi.

In previsione della partenza i Mille si radunano a Genova, da dove prendono il largo il 5 maggio 1860 dallo scoglio di Quarto; è probabilmente in questo momento che il fotografo concepisce il suo progetto, ma non può evidentemente riprenderli in quell’occasione per evidenti motivi logistici e di tempo.

Per realizzare il suo intento inizia quindi un lavoro di ricerca che lo impegnerà per un lungo periodo, ben oltre lo spazio temporale durante il quale si svolgono le azioni militari e che, nel giro di circa sei anni, gli consentirà di completare il suo album. Continua la lettura di Alessandro Pavia

Charles Marville

Charles Marville
Charles Marville

Il francese Charles Marville (1816-1879) si avvicina alla fotografia provenendo, come parecchi altri, dal mondo della pittura e soprattutto dell’incisione.

Non è certo il periodo in cui comincia a praticare la nuova forma di espressione, probabilmente nella seconda metà degli anni Quaranta del XIX secolo, dal momento che nel 1850 possiede già un’esperienza che gli consente di ricevere un incarico ufficiale come fotografo dall’amministrazione parigina.

Gli viene infatti commissionata la documentazione fotografica di alcuni quartieri cittadini in vista dell’effettuazione di sostanziali interventi urbanistici.

Le sue prime immagini conosciute sono del 1851, ritratti e architettura, che vengono pubblicate da Louis Désiré Blanquart Evrard.

A partire da questo momento effettua una lunga serie di riprese della città di Parigi, immagini che costituiscono una preziosa testimonianza della situazione esistente in alcuni quartieri la cui urbanistica sarà profondamente modificata dal barone Haussmann col suo piano di modernizzazione della città. Continua la lettura di Charles Marville