Aniceto Antilopi

Aniceto Antilopi
Aniceto Antilopi

Ho conosciuto la Fotografia nel 1977. Mi venne presentata da un amico, il quale, oltre a consigliarmi l’acquisto di una fotocamera “vera”, mi diede le prime indicazioni su come cercare di usarla e mi mostrò subito dopo come si sviluppava e stampava il bianco e nero.

L’effetto fu dirompente.

Dopo due mesi allestii la mia prima camera oscura, dopo tre comprai un grandangolo e dopo sei un tele.

Fotografavo, sviluppavo e stampavo usando quasi tutto il tempo libero a disposizione, e da allora praticamente non ho mai smesso.

Dopo un paio d’anni cominciai a pubblicare, a seguito di un avvenimento casuale, alcune foto nella cronaca di un quotidiano.

Non le potevo firmare non essendo un professionista, ma per me furono di grande stimolo.

Nel 1985 iniziai a collaborare con il Gruppo di Studi Alta Valle del Reno di Porretta Terme, un’associazione culturale per la quale nel tempo ho realizzato vari lavori di rilevamento fotografico destinati a pubblicazioni e a mostre.

Nel 1986 ho allestito la prima mostra personale con foto del paesaggio e dell’ambiente appenninico, il soggetto che prediligo.

Da sempre fotografo esclusivamente in bianco e nero, non per avversione nei confronti del colore, ma perché mi sono abituato a visualizzare così le immagini e con i colori non riesco a combinare granché di buono.

Nei primi anni Novanta sono passato dal 24 x 36 (Olympus) al medio formato (Zenza Bronica, Rolleiflex) e poi al grande formato (Fatif, Linhof).

Parallelamente si è ingrandita ed attrezzata la camera oscura, soprattutto per poter stampare i negativi su pellicole piane.

CadiGiano
Cà di Giano (disegno di Mariacarla Pozzi)

Da allora pubblico le mie immagini su monografie e riviste edite dalle diverse associazioni culturali presenti nel territorio appenninico e in ambito bolognese.

Allestisco anche con regolarità mostre personali, soprattutto nel ferrarese (Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara, Museo della Civiltà Contadina di San Bartolomeo in Bosco, Comune di Bondeno, … ).

Sono stato sempre attirato dagli oggetti d’epoca. Dopo l’acquisto della prima Rolleiflex ho cominciato a cercare ed usare apparecchi sempre più datati, fino alle campagnole di fine ottocento.

In tempi relativamente recenti ho cominciato ad associare le mie vecchie macchine alla storia della fotografia, che, come tutte le storie, ho scoperto essere affascinante.

La ricerca si è quindi indirizzata verso modelli, documenti e accessori legati a momenti salienti di questo percorso e ciò mi ha portato a mettere insieme materiale che reputo interessante.

La fotocamera d’epoca è un oggetto che rivive, che può essere reso nuovamente capace di produrre immagini, che è in grado di comunicare ancora le sensazioni e le aspettative appartenute a passate generazioni di fotografi: magari soltanto uno scatto, perché la mancanza dei formati di lastra o pellicola è a volte un problema serio.

Possiedo naturalmente anche due digitali, che chiaramente uso in bianco e nero.

Ho scoperto anche che mi piace parlare di fotografia; l’ho già fatto in alcune occasioni con soddisfazione, perché nel passato si trovano le ragioni di quel che siamo oggi.

Ora il web mi dà modo di condividere le ricerche e le esperienze, spero che tanti altri vogliano partecipare.

7 pensieri su “Aniceto Antilopi”

  1. Sinceri complimenti per questo sito…non so da quanto che sto leggendo, mi sono ritrovato nella prima guerra mondiale, poi nella seconda catapultato dalla Germania alla Russia…è evidente un lavoro enorme dietro questo pagine…
    Complimenti ancora, l'”Aggiungi ai preferiti” è d’obbligo

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Itinerario tra fatti, personaggi, attrezzature e curiosità che hanno fatto la storia della fotografia nel mondo.