La fotocamera Lord Special

La Lord Special
La Lord Special

Continuiamo a parlare di apparecchi fotografici molto particolari prendendo in esame la Lord Special, una fotocamera così poco nota che praticamente non vi sono notizie nemmeno sull’azienda che l’ha prodotta. Fino ad alcuni anni fa il modello era stato censito, ma non erano noti particolari sul suo costruttore, tanto che nella 12° edizione del catalogo McKeown’s (2005-2006) appariva citato assieme alla versione Lord Super sotto la voce LORD (maker unknown). Grazie alla pubblicazione APARÁTY PRO ZAČÁTEČNÍKY della collana CZECH CAMERAS di cui si è detto a proposito della Druopta Rix, apprendiamo che questa fotocamera è stata prodotta verso la fine degli anni Quaranta del Novecento dall’azienda Foxtechna di Bratislava, nel territorio di quella che all’epoca era la Cecoslovacchia. Le notizie al momento sono comunque limitate al nome dell’azienda e a quattro modelli prodotti, tre della serie Lord (Lord, Lord Special, Lord Super) a cui si aggiunge la Monta, peraltro abbastanza simile ai precedenti sia nell’aspetto che nelle caratteristiche tecniche. Va anche specificato che le Lord “cecoslovacche” di cui stiamo parlando non hanno alcuna relazione con le omonime fotocamere giapponesi prodotte nel corso degli anni Cinquanta del Novecento dall’azienda Okaya Kōgaku Kikai K.K. situata a Nagano (Lord 35, Lord 35IVB, Lord SE, ecc …). Tutti i modelli noti prodotti dalla Foxtechna sono realizzati in pressofusione di alluminio, in parte lucidato e in parte ricoperto di vulcanite. Presentano come elemento comune decorazioni cromate di fogge diverse, serigrafate sul frontale dell’otturatore. Si tratta di apparecchi molto semplici, dotati di regolazioni di ripresa quasi nulle e rivolti ad un mercato esclusivamente amatoriale. La Lord Special è stata costruita (probabilmente) negli anni 1949-1952.

Caratteristiche principali

– Fotocamera compatta in pressofusione di alluminio, che presenta nella parte superiore del corpo un curioso design di forma vagamente aerodinamica.

– Formato del negativo cm 4 x 6 su pellicola in rullo 127.

– Il caricamento della pellicola si effettua rimuovendo il dorso, che si stacca completamente dal corpo macchina svitando la ghiera situata nel fondello, nella posizione dove di solito si trova l’attacco a vite per il treppiede.

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– Lo scorrimento della pellicola avviene da destra verso sinistra mediante la rotazione di una manopola situata sulla parte superiore sinistra dell’apparecchio.

– Sul dorso si trova la finestrella rotonda per il controllo del numero del fotogramma, schermata di colore rosso e dotata di un’antina di chiusura.

– Inquadratura mediante mirino galileiano.

– Obiettivo Oditar a fuoco fisso costituito da un semplice menisco di focale non indicata, valutabile all’incirca in 70 mm, dotato di due sole aperture del diaframma ai valori di f/11 e di f/16. Il relativo selettore a levetta è situato nella parte bassa del disco portaottica. Al fine di correggere la curvatura di campo indotta da questo obiettivo il piano focale è a sua volta curvo, così che il dorso presenta il caratteristico rigonfiamento.

– Otturatore a moto alternato, dotato di un tempo di scatto M (valutabile all’incirca in 1/50 di secondo) e della posa B. Il selettore a levetta si trova sul lato sinistro del disco portaottica.
La leva di scatto, ubicata sulla parte destra del disco portaottica, è sempre in posizione di carica.

– Il gruppo obiettivo/otturatore è montato su un cannotto metallico che deve essere estratto dal corpo macchina.
L’apparecchio non è dotato di attacco a vite per cavetto flessibile né di synchro flash. L’aspetto esteriore appare di livello superiore rispetto a quelle che sono le sue reali caratteristiche tecniche. Produce immagini di modesta qualità.

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