La fotocamera Druopta Rix

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La Druopta Rix

La Rix è una fotocamera abbastanza particolare, soprattutto perché è rara e quasi completamente sconosciuta. Viene prodotta dall’azienda DRUOPTA PRAHA, che inizia l’attività nel 1950 in quella che all’epoca è la capitale cecoslovacca, e non è altro che una semplice pseudo-biottica realizzata con il caratteristico design tipico degli apparecchi che cercano di imitare la Brillant della Voigtländer & Sohn AG. La produzione delle aziende cecoslovacche del settore ottico è rimasta per lungo tempo abbastanza sconosciuta, soprattutto a causa della “riservatezza” che contraddistingueva i paesi che si trovavano nell’orbita dell’ex Unione Sovietica; a questo fatto va aggiunto che la Druopta non era un’azienda di primissimo piano e che buona parte della sua produzione non usciva dai confini del paese. Sta di fatto che questa fotocamera non è censita nel leggendario catalogo McKeown’s accanto agli altri modelli Druopta e se ne trova invece traccia in una recente pubblicazione, che fa parte di una interessante collana (CZECH CAMERAS) di opere riguardanti la produzione delle aziende cecoslovacche. La Druopta viene trattata dall’ing. Radomir Malý nel fascicolo APARÁTY PRO ZAČÁTEČNÍKY (Fotocamere per principianti), Parte II, edito nel 2008 da Jakoube Publishing House. Secondo tale pubblicazione la Rix è stata prodotta nel 1959.

Caratteristiche principali

– Fotocamera pseudo biottica, con il corpo realizzato in bachelite di colore nero e con il frontale in lamierino metallico verniciato in grigio con “effetto martellato”.

– Formato del negativo cm 6 x 6 su pellicola in rullo 120.

– Il caricamento della pellicola si effettua aprendo il dorso, che è bloccato in chiusura da un aggancio posto dietro la copertura del pozzetto e che ruota su una cerniera situata alla base dell’apparecchio.

– Lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale dal basso verso l’alto mediante la rotazione di una manopola situata sul lato destro dell’apparecchio.

– Sul dorso si trova la finestrella rotonda per il controllo del numero del fotogramma, schermata di colore rosso. Può essere chiusa internamente con uno schermo nero che si inserisce ruotando una ghiera posta sotto la finestrella stessa.

– Inquadratura mediante mirino a pozzetto, provvisto di una copertura in lamierino metallico verniciata con lo stesso stile del frontale dell’apparecchio.

– Obiettivo a fuoco fisso costituito da un semplice menisco di focale 75 mm, dotato di due sole aperture del diaframma ai valori di f/11 e di f/16; la selezione avviene mediante lo spostamento di una levetta situata sul lato sinistro del disco che circonda l’obiettivo.

– Otturatore Fokar a moto alternato, dotato dei tempi di scatto di 1/25, 1/50, 1/75 più la posa B. La selezione dei tempi si effettua ruotando il disco cromato e zigrinato che circonda il disco portaottica.
La levetta di scatto è posizionata sulla destra dell’obiettivo ed è dotata di attacco a vite per cavetto flessibile.
L’apparecchio è provvisto di synchro flash, il cui attacco si trova immediatamente sotto il selettore dei diaframmi.
A proposito di questo otturatore va notato che già nel 1945/46 la versione Fokar 2 veniva montata sulla fotocamera Fokaflex, apparecchio la cui costruzione viene acquisita dalla Druopta nel 1950. Appare quindi strano che nel 1959 venisse utilizzata la versione base di un otturatore che già tredici anni prima esisteva nella seconda versione. Si tratta però soltanto di una notazione curiosa, in quanto non sono disponibili elementi certi per collegare la versione Fokar della Rix con la versione Fokar 2 della Fokaflex, anche in virtù di quella carenza di notizie tecniche di cui parlavo in precedenza. Si tratta evidentemente di un apparecchio molto elementare, che fornisce immagini di modesta qualità.

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