La fotocamera ICAF Robj

La Robj

Torno a parlare di questo apparecchio fotografico, del quale già ho scritto ripetutamente collegandolo storicamente al modello Gabri. Come è noto entrambi i modelli nascono nel 1938 e i loro nomi terminano con la y finale (Roby e Gabry), fatto che induce il regime fascista a “consigliare” ad Antonio Bencini di sostituire la lettera finale con una i, molto più italiana e certamente non contaminata da influenze troppo anglosassoni. Tempo fa mi sono imbattuto in una versione di questa fotocamera che porta il nome Robj, con la j finale e siccome questa era per me una novità, mi sono rivolto a Donato Consonni, cioè a colui che è il maggior esperto in assoluto relativamente a tutta la produzione riferibile alle aziende ICAF, CMF e Bencini (vedasi in proposito l’interessantissimo HYPERLINK “http://bencinistory.altervista.org/” http://bencinistory.altervista.org/). Dal momento che anche per lui la Robj è stata una novità, ritengo opportuno proporre una nuova scheda tecnica su questo apparecchio, anche se le caratteristiche sono praticamente invariate rispetto alla versione già descritta su questo sito.

Era peraltro nota e documentata sul sito del signor Consonni la Gabrj (con la j finale) e quindi questo apparecchio si inserisce con assoluta coerenza nella storia di questa azienda. Non si conosce il motivo che indusse Bencini a produrre apparecchi il cui nome terminava sia con la Y che con la J, né la cronologia degli stessi. Le Robj/Gabrj sono contemporanee alle Roby/Gabry o sono un passaggio intermedio fra le Roby/Gabry e le Robi/Gabri? O forse sono state le prime ad essere prodotte? In ogni caso si tratta di un oggetto evidentemente molto poco comune sul mercato del collezionismo, databile certamente, essendo marcato ICAF, ai primissimi tempi della produzione (1938-1939).

Il particolare del frontale

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

– Fotocamera di tipo box costruita in lamierino metallico verniciato a smalto nero e in gran parte rivestito di carta telata pure di colore nero.

– Formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola in rullo 120 oppure 620.

– Il caricamento della pellicola si effettua rimuovendo completamente la parte interna dell’apparecchio dal lato destro dopo averla sbloccata mediante un cursore posto sul lato sinistro.

– Lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale dall’alto verso il basso mediante la rotazione di una ghiera posta anch’essa sul lato destro; questa è l’unica differenza sostanziale rispetto alla versione Robi, nella quale detto movimento avviene dal basso verso l’alto.

– Sul dorso si trova la finestrella rotonda per il controllo del numero del fotogramma, schermata di colore rosso.

– Inquadratura mediante mirino a specchio, reversibile orizzontale/verticale.

– Obiettivo a fuoco fisso costituito da un semplice menisco di focale 105 mm con una sola apertura del diaframma al valore di f/11; tali parametri sono indicati sul disco cromato che circonda l’obiettivo. Anche questo disco appare di foggia diversa rispetto a quello della Robi.

– Otturatore a moto alternato dotato di una sola velocità di otturazione di circa 1/50 di secondo, sempre in posizione di scatto, più la posa B. Lo scatto è determinato dall’abbassamento della levetta posta più in alto sul lato destro dell’apparecchio, mentre con quella situata in basso si imposta l’otturatore sulla posa.

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