La famiglia Pettazzi

Carta intestata del primo negozio Pettazzi (1855 circa)
Carta intestata del primo negozio Pettazzi (1855 circa)

Uno dei nomi che più frequentemente ricorrono nella storia della fotografia italiana fra Ottocento e Novecento è quello della famiglia milanese Pettazzi, della quale hanno fatto parte svariati costruttori di apparecchi fotografici professionali e da studio. In certi casi non è possibile documentare compiutamente i legami che sono esistiti fra le diverse aziende riconducibili a questa famiglia e in alcuni passaggi è necessario ricorrere a formule dubitative: trattandosi di un nome che ha avuto un ruolo importante fin dagli anni in cui ha avuto inizio la produzione italiana legata alla fotografia e fino alla seconda metà del XX secolo, mi pare comunque opportuno riepilogare le notizie al momento conosciute. Tutto ha inizio nel 1855, quando Angelo Pettazzi apre a Milano, al n° 8 della Contrada S. Pietro all’Orto, un negozio di articoli fotografici che gestisce assieme al figlio Oscar. Nel 1859 quest’ultimo inizia a lavorare in società con lo zio, Carlo Antonini, che gestisce un laboratorio per la costruzione di fotocamere e produce apparecchi fotografici destinati all’utilizzo di supporti sensibili di notevoli dimensioni; all’epoca sono di grande attualità le lastre al collodio umido, anche se sono già state sperimentate ed utilizzate quelle al collodio secco. La lavorazione riguarda essenzialmente la costruzione artigianale della fotocamera, mentre le ottiche vengono acquistate sul mercato (soprattutto francese ed inglese) e non è ancora necessario l’uso di un otturatore vista la ridottissima fotosensibilità dei materiali da ripresa. Nel 1871 Oscar Pettazzi rileva a suo nome l’intero laboratorio che è in quel momento ubicato in via Montenapoleone 16.

Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 266 del 12 Novembre 189
Particolare dalla Gazzetta Ufficiale del Regno D'Italia n° 266/1890. Brevetto di un sistema di cambio lastre concesso alla Oscar Pettazzi

Nel tempo la produzione di apparecchi fotografici viene affiancata dall’attività di stampa, sia fotografica che litografica, nonché dalla vendita dei materiali sensibili e dei prodotti chimici per il loro trattamento. In un periodo successivo Oscar Pettazzi si dedica anche all’editoria, pubblicando soprattutto testi riguardanti argomenti legati alla diffusione della fotografia; nel 1880, ad esempio, sono edite due opere molto note, rimaste poi nella storia delle tecniche fotografiche, il Trattato teorico e pratico del nuovo processo per negativi e paesaggi alla gelatina bromuro di Giovanni Jankovic e l‘Istruzione sopra il processo alla gelatina bromuro d’argento di Désiré Charles Emmanuel Van Monckhoven. Oscar Pettazzi muore nel 1883 lasciando in eredità due aziende, quella a suo nome al figlio Carlo e un’altra al figlio Angelo: non è chiaro se le due imprese erano preesistenti alla morte di Oscar, ma appare più probabile che Angelo Pettazzi abbia fondato nello stesso anno 1883 una propria attività di produzione e commercio di apparecchi ed attrezzature fotografiche a seguito dell’eredità ricevuta. Negli ultimi decenni dell’Ottocento dalle due aziende Pettazzi escono fra l’altro splendide fotocamere da studio di grande formato, delle vere opere di ebanisteria realizzate con raffinate tecniche artigianali, spesso su richiesta del cliente. In relazione a ciò è documentata la costruzione presso la Oscar Pettazzi di un particolare apparecchio con il quale si potevano fotografare campioni di piante senza capovolgerli e senza la necessità di coprirli con un vetro; si tratta di uno strumento prodotto verso il 1890 (probabilmente in un solo esemplare) su progetto e richiesta del noto naturalista fiorentino Giuseppe Beccari che lo usa per riprendere soggetti legati al suo lavoro di ricerca e del quale viene fatta menzione nel numero di aprile-maggio 1902 del Bullettino della SFI (Società Fotografica Italiana).

Il marchio della "Casa G.P.M. di Giulio Pettazzi e C."
Il marchio della "Casa G.P.M. di Giulio Pettazzi e C."

Nel 1895 la Oscar Pettazzi viene messa in liquidazione a seguito di difficoltà indotte dalle condizioni di salute del titolare e nel 1896 subentra nella proprietà A. Vercelli. Negli anni successivi, dopo ripetuti passaggi di mano, la produzione di fotocamere che portano il marchio Oscar Pettazzi continua comunque per opera di diverse ditte ed è ancora documentata nel 1926 (ditta Ceresola e Giacomessi) e nel 1929 (ditta Enrico Giacomessi). L’altro ramo di azienda continua invece la propria attività e nel 1900 Angelo Pettazzi è anche socio dello studio fotografico milanese “Varischi Artico e C.”, atelier che diventerà molto noto per i ritratti a famosi personaggi della cultura e dello spettacolo. Nei primi anni del XX secolo, probabilmente a seguito della morte del titolare, questa impresa si limita al commercio di attrezzature e prodotti fotografici ed è condotta dal figlio Giulio (siamo alla quarta generazione) con la denominazione “Società Anonima Giulio Pettazzi fu Angelo“. Quest’ultimo marchio risulta esistente fino al 1928 in via Cerva 19. In precedenza, in una data che non è nota ma certamente dal 1926, lo stesso Giulio Pettazzi ha avviato un nuovo commercio con la denominazione “Casa G.P.M. di Giulio Pettazzi e C.” che ha sede sempre a Milano, in Piazza Mentana 3. Gli articoli trattati sono i medesimi. Dal 1926 è infine documentata un’ennesima azienda riconducibile a questa famiglia, di cui è proprietario Giuseppe Pettazzi, nipote di Giulio. Si tratta della S.A.I.F.I., acronimo di Società Anonima Industria Fotografica Italiana, che tra l’altro ha sede in via Cerva 19, lo stesso recapito della precedente “Società Anonima” di proprietà dello zio. Non è chiaro se esistano legami di continuità fra queste aziende, di certo la S.A.I.F.I. tratta gli stessi prodotti dei marchi che l’avevano preceduta facendo costruire i propri apparecchi fotografici di grande formato per uso professionale da svariati laboratori, fra cui Francesco e Gaetano Castellani, noti artigiani di Sesto San Giovanni. L’azienda di Giuseppe Pettazzi (deceduto nel 1970) ha continuato ad operare anche nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale, fino agli anni Ottanta del Novecento.

2 pensieri su “La famiglia Pettazzi”

  1. Proprio oggi in soffitta, ho trovato delle lastre fotografiche riposte in piccole scatole di cartone, marchiate “articoli di fotografia Angelo Pettazzi via San Pietro all’orto n.8 – Milano”… bello trovare notizie dello studio dove probabilmente si recavano i miei tris e quadrisavoli!
    Angela

  2. Buonasera,
    le consiglio di farne stampare qualcuna, vedrà che qualità di immagine è in grado di produrre la lastra di vetro!
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

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