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giovedì 19 luglio 2012 alle 10:12 sotto la categoria L’immagine stereoscopica, Macchine fotografiche, Richard (Jules Richard).
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La fotocamera Le Glyphoscope
Ecco uno strumento abbastanza speciale, che alle sue particolarità di fotocamera stereoscopica aggiunge il fatto di essere utilizzabile anche come visore stereo. La produzione di questo apparecchio inizia nel 1904/1905 ad opera dell’azienda parigina Jules Richard e prosegue poi per oltre vent’anni con una lunga serie di modelli e di varianti, mantenendo comunque la particolarità di cui si è detto relativamente al suo uso come visore. Vale la pena di ricordare che in contemporanea sta avvenendo, da parte dei fratelli Lumière, lo sviluppo delle lastre positive Autochrome, il primo materiale sensibile a colori basato sul principio della sintesi additiva spaziale che utilizza come filtro i microscopici granelli della fecola di patate; proprio l’Autochrome sarà nel giro di alcuni anni uno dei supporti sensibili privilegiati dagli utilizzatori di fotocamere stereo. Per usare Le Glyphoscope come visore è necessario:
- rimuovere il frontale dell’apparecchio nel quale sono contenuti i diaframmi, l’otturatore ed i relativi comandi di regolazione, in modo che gli obiettivi rimangano scoperti; l’operazione è semplicissima in quanto lo sblocco avviene con la pressione di un piccolo pulsante,
- sfilare il telaietto che contiene il vetro smerigliato,
- sostituirlo con un’immagine stereo intelaiata,
- visionare l’immagine attraverso gli obiettivi ponendosi di fronte ad una sorgente luminosa.
Gli esemplari del primo periodo sono costruiti completamente in lamiera metallica verniciata di colore nero, mentre quelli degli anni successivi hanno il corpo/visore in bakelite di notevole spessore, sempre di colore nero. Riguardo alle ottiche utilizzate esistono varianti diverse in quanto nei modelli più economici erano montati semplici menischi, in quelli più costosi invece lenti più sofisticate. Le differenze di prezzo fra un modello e l’altro dipendevano anche dalla presenza o meno di otturatori dotati di vari tempi di scatto. Le Glyphoscope è stata prodotta in due diversi formati, che danno stereofotografie di cm 4,5 x 10,7 oppure di cm 6 x 13. L’esemplare fotografato appartiene ad una serie economica, ha il corpo/visore in bakelite ed è databile al 1915 circa.
Caratteristiche principali
- Formato dell’immagine cm 4,5 x 10,7 su lastra di vetro.
- Inquadratura su vetro smerigliato oppure mediante mirino a traguardo dotato di lente. L’inquadratura su vetro smerigliato presuppone chiaramente l’uso del treppiede.
- Il mirino a traguardo è solidale ad un lato corto della piastra frontale e deve essere sollevato fino all’allineamento con gli obiettivi; sul dorso della fotocamera si trova un’astina dotata di foro di collimazione, anch’essa sollevabile in maniera analoga.
- Obiettivi a fuoco fisso costituiti da due menischi di focale non indicata, valutabile all’incirca in 65 mm con apertura massima f/11.

Il telaio con vetro smerigliato parzialmente estratto. Al momento della ripresa va sostituito con lo chassis porta lastra.
- Diaframma anteposto agli obiettivi, costituito da tre fori di diametro opportuno praticati in un’astina metallica che può scorrere in senso orizzontale. I valori di apertura sono contraddistinti dai numeri 0, 1, 2 e corrispondono a f/11 – f/16 – f/22. Con l’apparecchio in posizione orizzontale il selettore dei tempi si trova nella parte bassa del frontale, fra i due obiettivi.
- Otturatore a ghigliottina anteposto agli obiettivi e caricabile manualmente, dotato di due soli tempi di scatto contraddistinti dalla lettera I (Instant, 1/50 di secondo circa) e P (Posa T). Tenendo l’apparecchio in posizione orizzontale il selettore dei tempi si trova sopra l’obiettivo di sinistra, la levetta di carica al centro del frontale e la levetta di scatto nella parte superiore del frontale stesso, sopra l’obiettivo di destra. Anche se a prima vista potrebbe sembrare il contrario, la fotocamera è costruita in modo da essere solidamente tenuta con due mani e la levetta di scatto si trova in posizione ergonomicamente adeguata e facilmente azionabile.
È chiaramente un apparecchio di tipo economico destinato ad uso amatoriale, che comunque produce immagini di qualità sufficiente soprattutto se utilizzato per riprese panoramiche a distanze medio-lunghe.
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