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La fotocamera Contessa 533/24


Questo apparecchio mostra una combinazione di elementi costruttivi veramente molto particolari, dal momento che mantiene alcune delle caratteristiche peculiari delle fotocamere del periodo precedente la seconda guerra mondiale mescolandole però con le soluzioni più innovative degli anni in cui è stata prodotta. Da un lato è a tutti gli effetti una fotocamera , dotata non solo di un piccolo soffietto appena visibile quando l’apparecchio è aperto in posizione operativa, ma provvista anche della messa a fuoco a mediante un sistema che ricorda molto da vicino il design delle anteguerra; d’altra parte però utilizza pellicola da 35 mm ed è equipaggiata con un . È una fotocamera che mostra regolazioni di precisione cronometrica, un apparecchio dalle prestazioni eccellenti sia dal punto di vista ottico che meccanico, tutti elementi che uniti al particolare design ne fanno uno strumento che personalmente ritengo affascinante, uno di quelli che è un piacere adoperare indipendentemente dalle sue qualità specificamente “fotografiche”. Viene assemblata negli stabilimenti Zeiss Ikon di Stuttgart a partire dal 1950 e la produzione prosegue fino al 1955 in due diverse versioni, che si differenziano sostanzialmente per il tipo di otturatore: il primo tipo (1950-1953 circa) monta un , mentre la seconda (1953-1955) è dotata di un Synchro Compur. La codifica Zeiss Ikon le identifica entrambe come Contessa 533/24, in alcuni testi vengono definite anche . L’esemplare fotografato appartiene alla seconda serie ed è databile al 1954 circa.

Caratteristiche  principali

-    Folding a pellicola

-    Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in .

La parte superiore dell’apparecchio

La parte superiore dell’apparecchio

-    Lo scorrimento della pellicola avviene da destra verso sinistra comandato dalla rotazione di una ghiera situata nella parte inferiore sinistra dell’apparecchio; il movimento di carica si arresta nel momento in cui il fotogramma è in posizione. Il riavvolgimento del film a rullino terminato avviene mediante la rotazione della ghiera posta nella parte inferiore destra dopo aver provveduto allo sblocco premendo il pulsante che si trova al centro di quella di carica.

-    Fra le due ghiere di cui sopra è situato il contafotogrammi, azzerabile manualmente.

-    Inquadratura con e messa a fuoco con .

-    Il telemetro controlla la messa a fuoco attraverso una coppia di lenti (prisma circolare), solidali alla piastra portaottica, azionate dalla stessa ghiera che comanda la messa a fuoco. La rotazione del gruppo ottico anteriore dell’obiettivo determina contestualmente la rotazione delle lenti suddette, che trasmettono la focheggiatura alla finestrella del telemetro. In pratica le lenti mobili del telemetro anziché trovarsi sul corpo macchina sono fissate ad una sporgenza che si trova nella parte superiore della piastra portaobiettivo.

-    Per mantenere l’apparecchio in posizione orizzontale nel caso venga appoggiato su un piano è necessario estrarre un piedino dall’anta di chiusura del dorso in modo che venga controbilanciato lo spessore della piastra di chiusura dell’obiettivo.

-    Obiettivo mm con apertura massima f/2.8 prodotto dalla di (Germania Occidentale).

-    Diaframma a iride fra i gruppi ottici dell’obiettivo con valori f/2.8 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22

-    Otturatore centrale Synchro Compur a cinque lamelle prodotto dalla di Monaco di Baviera. La carica avviene manualmente mediante una levetta posta sul corpo dell’otturatore stesso, ma, per evitare doppie esposizioni, l’apertura delle lamelle avviene soltanto se è stata fatta avanzare anche la pellicola. Il contatto sincro si trova sulla parte destra del gruppo obiettivo/otturatore.

Particolare del libretto di istruzioni

Particolare del libretto di istruzioni

-    Tempi di scatto di 1 sec, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/250, 1/500, B. La leva di scatto si trova sul lato destro, a fianco dell’antina di chiusura del sensore dell’esposimetro.

-    In posizione simmetrica rispetto al visore del mirino (che si trova sulla sinistra) è situato il sensore dell’esposimetro al selenio, ricoperto da un’antina metallica apribile e chiudibile manualmente.

-    Nella parte superiore dell’apparecchio sono situati due dischi: quello di sinistra ha lo scopo di ricordare all’operatore il tipo di materiale sensibile in uso, quello di destra consente sia di impostare la sensibilità della pellicola (il disco centrale), sia di funzionare da combinatore (la corona circolare esterna) per calcolare l’esposizione in termini di tempo/diaframma. Accanto a quest’ultimo si trova una fessura nella quale appare l’ago del galvanometro.

-    L’apparecchio è dotato di slitta portaccessori.

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