Categorie

 

Porretta Città della Fotografia


Porretta dittà della Fotografia 2012 è un progetto che parte da lontano, quasi in punta di piedi. Diciamo che oggi si configura più come un comportamento “voluto”, che non come un evento in senso stretto. Porretta Terme sposa la , ecco tutto; e lo fa con la passione di chi crede e vuole, allo stesso modo delle tante iniziative culturali (ormai consolidate) che vi si tengono. Da quattro anni alcuni fotografi importanti si danno appuntamento da noi: per capire, indagare, applicare il proprio linguaggio, raccontare. Diciamo che nella cittadina hanno trovato terreno fertile per la propria “arte”, identificabile nell’ospitalità (forse), ma soprattutto nei contesti. A Porretta occorre arrivarci e decidere di farlo, poi è borgo e città nello stesso momento. Non solo: dal risorgimento in poi lì si sono sviluppate eccellenze (industrie, dighe, ferrovie) che hanno creato gli scenari ideali per dei racconti fotografici e non solo. Non è un caso, ad esempio, che Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli vi ambientino i loro romanzi gialli: a Porretta c’è lo spazio per la storia, vera o falsa, anche solo inventata; che però diventa plausibile perché il contesto la suffraga. Noi crediamo (con un po’ d’orgoglio, a dire il vero) che i fotografi qui venuti da tempo si siano accorti del “teatro” esistente: delle sue quinte, dei ritmi temporali che offre. Ne è nato un amore (si può dire così?) grande e ricambiato, che poi è sfociato nel progetto. Porretta Terme Città della Fotografia si presenta, quindi, non semplicemente (o solo) come un festival, perché adesso non lo vuole neanche essere, ma come un punto di incontro di passioni e tendenze, di volontà e desideri espressivi. Porretta dittà della Fotografia 2012

Una passione forte, comunque, prevede un dare: che poi diventa un donare incondizionato. Ecco che allora Porretta ha deciso di mostrare la propria intimità, il carattere che la pervade, le vocazioni che la animano: il tutto attraverso la fotografia. Alcuni fotografi si sono cimentati su un tema stretto, per lo più ambientato nelle professioni, dedicando i “propri occhi” a fabbriche, istituti, posti di lavoro, ospedali e via dicendo: il tutto con una predilezione forte nei confronti dell’uomo. Il dono più grande sta proprio lì, Porretta non mostra se stessa, ma la sua gente attraverso professioni e comportamenti quotidiani; quindi non il panorama che la contraddistingue, ma il pasticcere, l’operaio, il medico, il dirigente, che a lei dedicano la propria vita. La mostra (gigantesca, a dire il vero) non è quindi una retrospettiva, nemmeno un’antologica dei tanti autori venuti sull’Appennino; ma semplicemente un incontro di sguardi: voluto per passione e portato avanti con entusiasmo, in tempi stretti. Nel gioco a levare della fotografia, sono proprio i nomi propri a perdersi, le eccellenze, i caratteri distintivi; in questa mostra rimane l’uomo attraverso la sua espressione più semplice: la quotidianità.

I fotografi

Tags: ,

Un commento a “Porretta Città della Fotografia”

Lascia un commento


 
storiadellafotografia.it usa WordPress