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Linhof (parte prima)


Linhof

La storia di uno dei marchi più prestigiosi della storia della fotografia ha inizio a Monaco di Baviera, nel , quando il trentatreenne , definito nei documenti “maestro meccanico”, avvia una piccola officina per la produzione di un tipo di otturatore che egli stesso ha messo a punto, basato essenzialmente sul movimento rotante di una lamella metallica semicircolare. L’attività si dimostra fin dall’inizio molto promettente dal momento che nello stesso anno questo suo brevetto viene premiato a Parigi con una medaglia d’oro. Dopo due anni la piccola azienda esordisce nel settore delle fotocamere mettendo in produzione un apparecchio dalle caratteristiche molto particolari per l’epoca: si tratta di una macchina di grande formato che utilizza lastre di 9 x 12 cm e che permette all’operatore di passare dall’inquadratura orizzontale a quella verticale e viceversa senza la necessità di rimuoverlo dal treppiede, dal momento che il dorso è rotante. L’altro elemento del tutto innovativo rispetto al passato è costituito dal materiale utilizzato, infatti questa fotocamera è costruita in alluminio, mentre gli apparecchi di quel tipo sono in quegli anni ( e lo saranno ancora per molto tempo) realizzati in legno e ottone. Il progetto si deve ad un ingegnere di Monaco, Joseph Barth, che con questa realizzazione segna uno dei punti di svolta e di reale innovazione nel campo degli apparecchi fotografici di grande formato.

Valentin Linhof

Valentin Linhof

Altro fattore che determina il successo di questo apparecchio è l’estrema precisione dei movimenti e delle regolazioni, elemento che da quel momento sarà una delle caratteristiche principali di questa azienda. Nel 1892 la Linhof si aggiudica un altro primato, brevettando il primo otturatore centrale incorporato nell’obiettivo in modo che i due componenti costituiscano una unica struttura. Nel corso del primo decennio del Novecento si consolida definitivamente la filosofia commerciale della Linhof, tesa a realizzare strumenti eccellenti dal punto di vista tecnico, rivolti ad una clientela di professionisti e naturalmente caratterizzati da prezzi abbastanza elevati. Non vengono quindi messi in campo apparecchi rivolti ad un pubblico di tipo amatoriale, tutta la produzione riguarda fotocamere folding di grande formato che montano componenti e dotazioni ottiche di prim’ordine. Nel 1929 Valentin Linhof muore lasciando un’azienda che è ormai fra quelle leader nel settore delle fotocamere professionali di grande formato: scompare con lui uno degli ultimi padri fondatori dell’industria fotografica tedesca, uno dei “grandi vecchi”, una figura di imprenditore ma soprattutto di tecnico, che può stare accanto a quelle dei vari Voigtländer, , , , , , , , , , tanto per citare i più noti.

Il catalogo 1911

Il catalogo 1911

Nel 1933 l’azienda viene rilevata da un giovane ingegnere, , che dà immediatamente una sua impronta alla produzione, mettendo in cantiere quella che diventerà un simbolo fra le fotocamere professionali di grande formato, la . Il prototipo di questo apparecchio, il cui nome rappresenta la contrazione di “Technische Kamera”, appare già nel 1934 mentre la produzione di serie inizia nel 1936. Si tratta di una fotocamera folding le cui standarte presentano tali e tante possibilità di regolazione in fase di ripresa da farne una vera e propria icona nel settore delle macchine da studio, accompagnata da una quantità di accessori e dotata dei migliori obiettivi in quel momento disponibili sul mercato (Zeiss, Rodenstock, , ecc …). Viene inizialmente prodotta nei formati da 6 x 9 e 9 x 12 cm e può utilizzare indifferentemente sia pellicole piane che pellicola in rullo 120 mediante una serie di appositi adattatori e riduttori. In seguito verrà prodotta anche nel formato da 13 x 18 cm. Il periodo di maggiore espansione coincide con l’inizio del secondo conflitto mondiale; dopo alcuni anni di blocco dell’attività l’azienda riprenderà comunque in breve tempo il suo ruolo di primissimo piano.

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