Quest'articolo è stato postato
giovedì 14 giugno 2012 alle 15:46 sotto la categoria Taron (K.K. Taron).
Puoi seguire ogni risposta attraverso il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.
La fotocamera Taron UNIQUE
Questo apparecchio fa pare della nutrita serie di fotocamere a telemetro prodotte dalla K.K. Taron (Taron Company Ltd) di Tokio per tutti gli anni Sessanta del Novecento. E’ uno strumento solido e affidabile, che mostra il caratteristico design di quasi tutte le Taron di quel periodo, con il gruppo mirino/telemetro inserito in una sorta di finestra di colore nero che si sviluppa fin sulla parte superiore del corpo macchina. È realizzata in acciaio cromato, parzialmente rivestito con vulcanite di colore nero. E’ stata prodotta a partire dal 1961, l’apparecchio fotografato è databile al 1962 circa.
Caratteristiche principali
- Compatta.
- Formato del negativo mm 24 x 36 su pellicola in rullino 135.
- Inquadratura con mirino galileiano.
- Messa a fuoco da 1 m a ∞ mediante telemetro accoppiato, ottenuta per scorrimento orizzontale dell’obiettivo su vite senza fine, comandato da un appiglio posto sulla sinistra dell’ottica stessa. La scala di messa a fuoco è espressa anche in feet (da 3,5 a ∞).
- Obiettivo fisso Taronar da 45 mm con apertura massima f/2.8 dotato di trattamento antiriflessi.
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici con valori f/2.8 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16.
- Otturatore centrale a cinque lamelle prodotto dalla stessa Taron, con tempi di scatto di 1 sec, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/300, B. È provvisto di autoscatto, che viene armato mediante la carica di una levetta contraddistinta dal classico appiglio colorato in rosso.
- È dotata di attacco sincro per l’uso del lampeggiatore, il cui contatto si trova sulla parte superiore sinistra dell’otturatore.
- L’avanzamento della pellicola avviene mediante leva di carica rapida che contestualmente arma l’otturatore. Sulla parte superiore sinistra, accanto al manettino di riavvolgimento, è situata una finestrella al’interno della quale appaiono i valori di ASA, impostabili manualmente per rammentare all’operatore la sensibilità della pellicola in uso.
- Sulla parte superiore destra, accanto alla leva di carica è presente il contafotogrammi, azzerabile manualmente.
- Lo sblocco del rocchetto per procedere al riavvolgimento della pellicola esposta si ottiene mediante la pressione di un piccolo pulsante situato sul fondello dell’apparecchio.
- La fotocamera è dotata della slitta portaccessori.
Un apparecchio fotografico destinato quindi all’uso amatoriale, dotato comunque di regolazioni di ripresa molto sofisticate e caratterizzato da prestazioni ottico meccaniche di notevole livello.
Tags: 1962, ASA, autoscatto, K.K. Taron, mirino galileiano, Taron Company Ltd, telemetro accoppiatoLascia un commento
storiadellafotografia.it usa WordPress









