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lunedì 11 giugno 2012 alle 08:30 sotto la categoria Taron (K.K. Taron).
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Taron (K.K. Taron)
Il marchio Taron è attualmente poco conosciuto nel mondo della fotografia, ma durante tutti gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo ha ricoperto un ruolo di notevole rilevanza tra i fabbricanti giapponesi di apparecchiature fotografiche. L’azienda viene fondata verso il 1940 nei pressi di Tokyo con il nome di Nippon Kōsokki Seisakusho e in un elenco delle imprese giapponesi del 1943 il suo indirizzo è riportato come Tokyo, Ōmori-ku Ōmori 4–51. La produzione riguarda essenzialmente un tipo di otturatore per fotocamere denominato NKS, in pratica una copia del modello Prontor II costruito fin dal 1934 in Germania dalla Alfred Gauthier di Calmbach. Si tratta di un otturatore centrale a lamelle dotato di tempi di scatto che vanno da 1 sec. a 1/200 più la posa B, componente che negli anni 1940-1942 viene montato tra l’altro nelle prime tre versioni della fotocamera a telemetro di medio formato Mamiya Six, prodotta dalla Mamiya Kōki Seisakusho. Nell’aprile/maggio 1943 appare sul mercato giapponese anche la prima fotocamera della Nippon Kōsokki, una biottica di formato 6 x 6 per pellicola in rullo 120 che viene denominata Taroflex: il modello si ispira chiaramente (non solo nel nome) alla Ikoflex, una famosa TLR prodotta già da alcuni anni dalla Zeiss Ikon di Dresda.
Durante il periodo bellico il primo modello di otturatore NKS comincia ad essere parzialmente rielaborato (NKS TOKYO) e con la ripresa delle attività produttive al termine del secondo conflitto mondiale ne appaiono due varianti successive chiamate NKS-FB e NKS-SC; da un punto di vista tecnico le modifiche più rilevanti riguardano le aggiunte della posa T e della velocità di otturazione di 1/300 di secondo. Gli otturatori prodotti in questo periodo vengono montati su numerosi modelli di fotocamere prodotti dall’industria giapponese, da aziende quali la Fujica, la Tokyo Kogaku Kikai (Topcon), la Tougo-Do e la Yashima Kogaku Seiki. Dopo il faticoso periodo di ripresa, l’attività comincia ad espandersi contestualmente ad una prima modifica della denominazione dell’azienda, che diventa Nihon Kōsokki Kōgyō K.K. (Nihon Kōsokki Company Limited). A partire dal 1953 gli otturatori NKS di ultima generazione vengono montati su due apparecchi fotografici prodotti dalla Nihon Kōki K.K., la folding medio formato Silver Six e la biottica Silverflex. Il vero momento di svolta si verifica però del 1955, quando l’azienda esordisce sul mercato delle fotocamere di piccolo formato con una serie di successivi modelli che la collocano nel giro di pochi anni fra i principali produttori giapponesi. Si tratta di apparecchi fotografici 35 mm a telemetro che mostrano solidità ed accuratezza costruttiva, il primo dei quali, la Taron 35, viene commercializzata con il nome di Fodor 35 anche in Europa, ad opera di Fodor, noto importatore/distributore olandese di prodotti giapponesi con sede a Rotterdam.

Pubblicità anni Sessanta della Taron PR
Nel 1959 l’azienda cambia nuovamente la ragione sociale identificandosi con il proprio principale prodotto ed assumendo la denominazione di K.K. Taron (Taron Company Limited). Fra i numerosi modelli realizzati in questo periodo va segnalata in maniera particolare la Rival (marchiata Marquis per i mercati esterni al Giappone) apparsa nel 1962, che secondo alcune fonti è stata la prima fotocamera in assoluto a sostituire il selenio come elemento sensibile dell’esposimetro utilizzando in sua vece il solfuro di cadmio (CdS): assertore di questa tesi è per esempio il Japanese Camera Museum. Nel momento di massima espansione la Taron è proprietaria di tre diversi stabilimenti ubicati a Tokyo, ad Osaka e a Sapporo. Durante tutti gli anni Sessanta la produzione di fotocamere prosegue con numerosi modelli (Amica, Eyelux, Taron 35 II e III, Taron VR, Taron V18, Supra, Taron VL, Eye, Eyemax, Taron PR, Taron RR, Taron VIC, Taron Auto EE, Taron UNIQUE, Electro 1000, Auto EL, ….) rimanendo però sempre legata al tipo di apparecchio a mirino galileiano; il progressivo avvento delle reflex, portato avanti soprattutto dai grandi marchi giapponesi, ne decreta progressivamente la decadenza e nel 1969 l’azienda cessa l’attività. La produzione della Taron è costituita da migliaia di otturatori e componenti vari per apparecchi fotografici, nonché da oltre trenta modelli di fotocamere con relative varianti: di alcune di queste si parlerà più diffusamente in apposite schede illustrative.
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