La fotocamera CMF Robi

La Robi
La Robi

Abbiamo già parlato ripetutamente della coppia di fotocamere Robi e Gabri che Antonio Bencini mette in produzione a partire dal 1937/38 dedicandole ai figli Roberto e Gabriella; ciò avviene contestualmente alla modifica del nome della sua azienda, che da ICAF diventa CMF. Nasce con il nome Roby, ma questo termine dal sapore troppo anglosassone non piace al fascismo (i regimi hanno sempre paura delle parole!!), che stabilisce la modifica della y finale; questo apparecchio non è altro che il modello di formato maggiore della piccola Gabry/Gabri, dal momento che le caratteristiche tecniche sono praticamente le stesse. È costruita in lamierino metallico verniciato a smalto nero e in gran parte rivestito di carta telata di colore nero. Si tratta di un oggetto poco comune sul mercato del collezionismo; l’esemplare fotografato è mancante della cinghietta di trasporto ed è databile al 1940 circa.

Caratteristiche  principali

–  Fotocamera di tipo box.

–  Formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola in rullo 120 oppure 620.

–  Il caricamento della pellicola si effettua rimuovendo completamente la parte interna dell’apparecchio dal lato destro dopo averla sbloccata mediante un cursore posto sul fianco sinistro.

–  Lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale, dal basso verso l’alto, mediante la rotazione di una ghiera posta anch’essa sul lato destro.

–  Sul dorso si trova la finestrella rotonda per il controllo del numero del fotogramma, schermata di colore rosso.

–  Inquadratura mediante mirino a specchio, reversibile orizzontale/verticale.

–  Obiettivo a fuoco fisso costituito da un semplice menisco di focale 105 mm con una sola apertura del diaframma al valore di f/11; tali parametri sono indicati sul disco cromato che circonda l’obiettivo.

–  Otturatore a moto alternato dotato di una sola velocità di otturazione di circa 1/50 di secondo, sempre in posizione di scatto, più la posa B. Lo scatto è determinato dall’abbassamento della levetta posta più in alto sul lato destro dell’apparecchio, con quella situata in basso si imposta invece l’otturatore sulla posa B.

Questa fotocamera è stata realizzata in diverse versioni, nella prima delle quali il nome dell’azienda è ICAF e quello dell’apparecchio è appunto Roby. Ne sono note complessivamente almeno sette varianti, ma le differenze sono comunque riferite a particolari di carattere esclusivamente estetico (scritte bianche su fondo nero, forma della ghiera di avvolgimento pellicola, ecc …). È quindi un apparecchio semplicissimo, privo di regolazioni di qualsiasi tipo, utilizzabile in condizioni di luce ottimali.

12 pensieri su “La fotocamera CMF Robi”

  1. salve sono in possesso di una gabri in tutto uguale a quella della foto tranne che per la ghiera di avvolgimento pellicola. mi piacerebbe sapere qual’è il suo valore. grazie salve

  2. salve sono in possesso di una macchina in tutto uguale a quella della foto completa di ghiera di avvolgimento pellicola, con la sola differenza che la scritta sull’obiettivo è ROBY. mi piacerebbe sapere qual’è il suo valore. grazie salve

  3. Buongiorno,
    in relazione a quanto ho scritto nell’articolo, il suo apparecchio appartiene alla prima serie, quella realizzata in precedenza al forzato cambio del nome. Il suo valore si aggira a mio parere sui 100-120 euro.
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  4. Buongiorno,
    vorrei sapere se la compatibilità rullo 620 – rullo 120 crea problemi a chi, come me, vorrebbe utilizzare la fotocamera caricando un rullo 120.
    Grazie dell’attenzione e buone Feste.
    Roberto – Perugia

  5. Buongiorno Roberto,
    i due tipi di rullo sono compatibili, la differenza sta nello spessore della parte cilindrica del rocchetto, che nel 620 è metallica e più sottile.
    Grazie per gli auguri. Buone Feste anche a Lei da parte nostra. Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  6. sono in possesso di una bencini I.C.A.F Robj proprio con la j finale è possibile?
    Se si quale può essere il suo valore?
    In attesa di una sua risposta porgo distinti saluti.
    Mauro

  7. Buonasera signor Mauro,
    l’esistenza di una fotocamera come la sua non era finora documentata nelle pubblicazioni relative agli apparecchi prodotti da ICAF/CMF/Bencini, probabilmente perché si tratta di una serie molto limitata di pezzi. Era invece già documentata l’esistenza delle Gabrj (con la j finale) e quindi è del tutto coerente che siano state prodotte anche delle Robj. Tra l’altro, per un caso abbastanza bizzarro, contestualmente alla sua segnalazione ho avuto notizia di un altro apparecchio marcato Robj. Farò quindi un aggiornamento all’articolo presente sul sito evidenziando anche questa variante. Per quanto riguarda il valore ritengo possa essere quantificabile nella fascia che va da 100 a 150 euro, in relazione alle effettive condizioni di conservazione e funzionamento. Ringrazio per la segnalazione, che contribuisce ad aggiungere un altro tassello alla storia delle fotocamere italiane.
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  8. salve mi chiamo gemina, e ho appena ricevuto in regalo da una mia amica, una ROBI amo il mondo della foto, e non mi interessa sapere quante vale…ma come funziona..non riesco a mirare…non sò faccio qualcosa di sbagliato…ma questo oggetto è affascinante…grazie ciao

  9. Buongiorno,
    con fotocamere di questo tipo l’inquadratura si realizza traguardando nel mirino a specchio. In effetti non è molto agevole perché il campo inquadrato appare molto piccolo e poco definito. Bisogna fare dei tentativi, un po’ alla volta l’occhio si abitua.
    Cordiali saluti
    Aniceto Antilopi

  10. Buongiorno,
    ho in casa una robi in buone condizioni ma scritto ROBJ con la J
    in che periodo è stata costruita? vale qualcosa?
    Grazie
    Eugenio

  11. Salve,
    Io sono in possesso di una macchina fotografica identica a quella della fotografia. Volevo sapere qual è il suo valore se non è funzionante e la verniciatura danneggiata dal tempo.
    Grazie

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